Un bell’articolo del blog “In Coma è Meglio” (link) mi ha fatto riflettere, fatemi buttar giù due righe prima di tornare a pensare alle sciocchezze della vita di tutti i giorni…

Il loro articolo inizia così:

Una cosa che andrebbe scritta nel manuale di accompagnamento del neonato è questa: non prendere mai sul serio quello che fai, ma fallo sempre seriamente. Invece la gente tende a fare il contrario.
Prendersi sul serio è una cosa molto sciocca, perché se ti prendi sul serio vuol dire che non hai ben presente la situazione e la situazione è, voglio ricordarlo:

1) L’universo è infinito.

2) Tu stai morendo.

Noi esseri umani siamo degli animali un po’ cresciuti, si sa, e gli animali non hanno la capacità di guardare oltre ai propri immediati bisogni e oltre ai problemi dei simili che si trovano nelle proprie immediate vicinanze.

Agli animali manca la visione d’insieme.

Scopo ultimo degli animali è mangiare e far sopravvivere sè stessi e la propria famiglia, seguendo la legge del più forte propria della natura. Se due branchi di lupi si incontrano è subito guerra. Un leone non ha problemi a uccidere una debole gazzella, la mantide religiosa addirittura si mangia il maschio durante l’accoppiamento, chissenefrega, la specie prosegue e lui non serve più. La cooperazione nel mondo animale esiste ma è ristretta alla propria immediata cerchia familiare, al massimo al proprio branco.

L’animale-uomo apparentemente riesce a superare questa ineluttabile legge naturale: il nostro cervello si è evoluto lasciando un po’ di spazio alla compassione e all’altruismo verso chi non si conosce ma soprattutto ci ha aperto gli occhi dandoci la capacità di “guardarci da lontano”.

Questa incredibile capacità permette di astrarci dai piccoli problemi della nostra breve vita cercando una visione di insieme dell’universo e della nostra esistenza in esso. Ci permette di vedere il tempo che scorre e di riconoscere la nostra caducità.

terra vista dalla galassia

Non prendere le cose troppo sul serio, ricordati… tu sei qui.

Riuscire a capire la propria limitatezza è ciò che ci rende diversi dagli animali e ci umanizza. Un approccio disincantato alla propria vita è quanto di più alto si possa raggiungere, i buddhisti lo chiamano il Nirvana: un’immensa, inimmaginabile e imperturbabile consapevolezza, la fine delle sofferenze, dei dolori e delle passioni.

Senza arrivare tanto in alto e senza scomodare discipline orientali, basterebbe un po’ di sana consapevolezza dei propri limiti per poter viver meglio…

Tutto questo sarebbe bello a livello teorico ma in realtà, e qui arriviamo al punto, noi esseri umani pur avendo la capacità di guardarci da lontano e contemplare la nostra pochezza nei confronti dell’universo, raramente lo facciamo, perchè non è facile accettare di non contare assolutamente nulla (a livello macroscopico) senza farsi venire un gran giramento di testa dovuto alla perdità di centralità del nostro ego.

La nostra società e il nostro modello economico ci spinge ad essere i migliori, a schiacciare gli altri pur di arrivare primi, a non fermarsi mai e continuare ad accumulare perchè più uno ha più è una persona realizzata (dicono!). Riempiamo le nostre giornate di cronaca nera, di passatempi e di informazioni inutili. I mass media spingono verso modelli distorti e la scuola sta abbandonando il suo ruolo di insegnante per diventare una più pragmatica ma disumanizzante “preparazione al mondo del lavoro”.

Se la storia del pianeta terra venisse condensata in 12 ore l'uomo sapiens sarebbe nato 2 secondi fa

Se la storia del pianeta terra venisse condensata in 12 ore l’uomo sapiens sarebbe nato 2 secondi fa

Almeno la spiritualità dovrebbe aiutarci a staccarsi dalle banalità delle vicissitudini quotidiane e innalzarci verso una piena consapevolezza… certe discipline orientali sembrano farlo ma il concetto occidentale di Dio sembra essere un’auto-difesa che ci siamo creati per fronteggiare il terrore che si prova di fronte allo scorrere del tempo e all’infinità degli spazi.

Dio ci ha creato e dà uno scopo alla nostra vita => l’uomo è al centro dell’universo

Io posso parlare con Dio che mi ascolta => Io sono al centro dell’universo

La religione ci fa tornare un po’ animali, ci ridà quell’importanza che in realtà sappiamo di non avere, ma che non vogliamo affrontare.

La visione d’insieme ci sfugge sempre più.

Posto che è IMPOSSIBILE riuscire a spostare completamente il proprio ego dal centro del nostro personale universo, dovremmo almeno tentare di limitarne l’influsso negativo sul proprio comportamento e sulle proprie decisioni personali. Riuscire a trovare un equilibrio tra apertura mentale e auto-celebrazione di sè stessi ci permetterebbe di vivere e stare meglio con noi stessi.

Per chiudere riprendo i due punti di inizio post e ne aggiungo un terzo:

1) L’universo è infinito.

2) Tu stai morendo.

3) Datti da fare per realizzare i tuoi sogni ADESSO

Nomi e cognomi

Dieci/quindici anni fa ero convinto che Internet avrebbe migliorato considerevolmente la società e la democrazia, rendendo disponibile a tutti una mole incredibile di informazioni facilmente reperibili e totalmente gratuite. Questo avrebbe significato più conoscenza, più cultura, e quindi maggior spirito critico sia nella vita di tutti i giorni che nelle questioni politiche e quindi, va da sè, nel voto alle elezioni.

Ero maledettamente ottimista.

Internet è uno strumento, e come tale lo si può usare benissimo o malissimo.

Da quando TUTTI hanno avuto accesso al web tramite smartphone Internet è diventato sempre più un porcile. I quotidiani rilanciano quasi esclusivamente notizie-scoop fatte di nulla e senza alcun approfondimento. Siti web anche importanti cavalcano i click della gente con l’unico scopo di raccogliere fondi dalle pubblicità (beppegrillo, il fatto quotidiano, libero… per citarne alcuni clamorosi). Sui social network è un susseguirsi di insulti, bufale, gattini e cazzate condivise all’impazzata.

Ecco i nuovi mostri, ignoranti, pieni di odio ma (spesso) amanti degli animali, così teneeeeri

Ecco i nuovi mostri, ignoranti, pieni di odio ma (spesso) amanti degli animali, così teneeeeri

Arriviamo al punto.

In pagine come quelle dei quotidiani di destra o dei supporter della Lega Nord il porcile ha raggiunto livelli di puzza INACCETTABILI.

Lungi da me vietare la libertà di espressione, ma certi commenti a fatti di cronaca raggiungono livelli di violenza e turpiloquio indegni anche di un facinoroso di ultra-destra. Il dramma è che a scrivere sono pensionate, operai, medici, insomma… il tuo vicino di casa.

È ora di reagire.

C’è un sito che ha iniziato a raccogliere esempi di queste esternazioni violente e razziste, affiancando lo status di facebook che inneggia a bruciare gli zinagri con il nome e cognome e link della persona che ha scritto quelle frasi.

Nulla è stato rubato, sono tutte informazioni prese da facebook o twitter. Sono quindi parole pubbliche riportate fedelmente a fianco di informazioni pubbliche, a futura memoria.

Il sito è www.chebellapersona.com e la sua pagina facebook è qui

Un esempio?

Negli ultimi giorni ha fatto scalpore la signora Eleonora Bragagnolo che ha scritto questo:

Un altro esempio viene da una donna, che ha studiato medicina e vive all’estero e scrive, riferendosi ai bambini musulmani:

Nomi-cognomi.

La privacy? Ci hanno rinunciato scrivendo sotto post pubblici. Ora è tardi.

Come dice il sito:

La speranza è che qualche datore di lavoro possa passare di qui prima di assumerli, la speranza è che una ragazza cerchi online il nome del suo corteggiatore e finisca su questo sito, la speranza è che i nipoti leggano cosa scrive lo zio che sembra così buono quando li accompagna all’oratorio ma poi vorrebbe uccidere tutti gli stranieri.

Avete tutto il mio appoggio.

Non c’è niente da fare.

Ormai è una certezza matematica: ogni 2-3 anni state certi che spunterà una notizia a favore di una delle tante magiche “cure sperimentali” iper-innovative che danno enormi successi a basso costo e senza alcun effetto collaterale. Naturalmente questa cura magica sarà malvista dalla comunità scientifica notoriamente collusa con le multinazionali di Big-Pharma, la massoneria e Darth Vader.

Darth Vader che porta via dalla biblioteca i libri di pseudo-scienza

Darth Vader porta via dalla biblioteca i libri di pseudo-scienza come da accordi con Big Pharma

Una di queste magiche terapie è il metodo Di Bella (MDB) per curare i tumori.

Come molti ricorderanno Di Bella sollevò un polverone incredibile in Italia nel 1997-98 per poi finire nel dimenticatoio una volta terminata la sperimentazione ufficiale che diede risultati nettamente negativi ponendo la parola fine a questa terapia alternativa.

Almeno, questo è quello che si pensava e sperava.

Purtroppo però con i tumori la medicina “ufficiale” è ancora lontana da trovare una terapia che possa dare risultati pienamente soddisfacenti (anche se i miglioramenti ci sono stati e le recenti ricerche sono molto promettenti). La mancanza di una cura ad alta efficacia porta inevitabilmente la popolazione a cercare altrove una cura miracolosa che possa guarire sè o un proprio parente/amico quando capita di trovarsi in queste situazioni particolarmente difficili, situazioni in cui spesso la scienza moderna alza le mani e ammette la sconfitta, a volte senza nemmeno dare una benchè minima speranza di guarigione.

Purtroppo a corredo di questa già complicata situazione, ci si mette sempre qualche giornalista stronzo o ignorante che decide di cavalcare le aspettative dei propri lettori sollevando false speranze su cure fuori dall’ordinario, a prescindere dalla loro reale efficacia (vedi “Le Iene” con Stamina).

Detto questo, come mai ne parliamo ancora oggi?

Beh, se uno si fida dei giornali, pare che ci sia stata una guarigione in mezzo al mucchio di persone che, privatamente, si fanno curare con il metodo Di Bella (sì si può fare ma no, non vengono sovvenzionati dallo Stato… e ci mancherebbe).

Molto interessante! Quindi qualcuno è guarito tra le centinaia di persone che si affidano ai Di Bella (il padre-scienziato è morto, ora rimangono i figli e le loro capacità di marketing…), cosa dovrebbe fare un giornale serio una volta venuto a conoscenza della notizia? Beh, prima di tutto verificarla (eh sì, perchè si tratta di una bufala come ammette lo stesso Adolfo Di Bella: link).

Ma mettiamo che questa guarigione ci fosse stata veramente. Può capitare. C’è gente che guariva con le sanguisughe, pensate un po’.

Un giornale serio avrebbe dovuto controllare le statistiche sull’effettivo numero di guarigioni per malato. Poi avrebbe dovuto verificare cosa è stato somministrato e come, cercando di capire le motivazioni del successo. Avrebbe dovuto leggersi un po’ di documentazione scientifica a riguardo, o almeno chiedere a chi ne capisce di più. Non mi sembra tanto difficile, dopotutto è quello che faccio anche io prima di scrivere un fottuto articolo di un blog!

Ovviamente non è successo nulla di tutto questo. Ecco allora vari giornali online e offline che pubblicano una totale sciocchezza: Veronesi dà ragione al metodo Di Bella” (la bufala parlava anche della Fondazione Veronesi che dava atto al MDB di aver guarito una persona).

Naturalmente una volta accesa la miccia mezza facebook ha ricondiviso acriticamente questa sciocchezza creando una leggenda metropolitana difficile da estirpare, perchè naturamente la smentita non avrà MAI nemmeno lontanamente lo stesso pubblico della notizia principale.

Come se non bastassero i giornalisti idioti e gli utenti di facebook idioti, ecco arrivare puntuale il politico idiota (Beppe Grillo) che poco tempo fa ha concesso ampio spazio al figlio di Di Bella che ovviamente soffia sul fuoco e urla al mega-complotto (cito “ci sono ordinari di cattedra di oncologia che sanno che la cura funziona, ma non lo possono dire”).

Sull’argomento ne hanno già scritto tanti e hanno scritto bene, io aggiungo questo ulteriore articolo solo per amplificare la portata della verità, visto che esistono DECINE di siti che cercano ancora di convincere la gente malata di tumore ad affidarsi a metodi poco raccomandabili tra cui quello di Di Bella.

Prima di entrare nel dettaglio, cito alcuni articoli molto ben fatti in cui approfondire, se avete tempo e voglia:

Info sulla bufala riguardo a Veronesi che dà ragione a Di Bella (by Butac)

Dettagliata analisi di tutta la storia del metodo Di Bella (by Medbunker)

Veniamo al dunque, brevemente:

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Sfottere chi se lo merita

Alcuni mi fanno notare che nei miei articoli a volte sono un po’ troppo duro, cattivo ed eccessivamente ironico contro le idee e le posizioni di chi non la pensa come me.

Può essere…

Anzi è proprio così, è una scelta “stilistica”, un modo per essere un po’ meno noioso e più frizzante in modo che il lettore riesca a leggere fino in fondo senza doversi per forza immergersi in una lettura forse interessante ma lenta, didascalica e poco incisiva.

Ad esempio, il titolo qua sopra… è un po’ esagerato ma se avessi titolato “Informare con serietà o con seriosità?” metà di voi non avrebbe nemmeno cliccato. Ed è un peccato, perchè questo secondo titolo sarebbe stato molto più corretto: io cerco di scrivere cose SERIE (nel senso di ragionare senza impulsi e prendersi le proprie responsabilità) ma senza essere SERIOSO (ostentare serietà, darsi un tono, usare lessico e stile forbito).

MozziLive

Dottor Mozzi con un magnifico cappellino di una squadra NBA :-)

A volte eccedere in ironia può sembrare poco professionale, ad esempio molti si sono offesi per le battute sull’anzianità del dottor Mozzi, che propone diete miracolose ma poi dimostra 10 anni in più della sua verà età (ah, l’ho visto di persona pochi giorni fa, era attorniato da un nugolo di “credenti” in adorazione, che personaggio… vedi foto). A parte gli insulti a volte si rischia anche la denuncia per una battuta di troppo (il caso Boiron insegna), ma fare il compitino preciso non porta al risultato sperato: farsi leggere e creare una discussione viva tra più persone che la pensano diversamente.

A questo proposito, copio/incollo degli spezzoni da un bell’articolo del sempre bravissimo Bressanini (blogger di Le Scienze).
Anche lui, nelle mie condizioni (con moooolti lettori in più, naturalmente), preferisce restare ironico accettando che qualcuno possa risentirsi al punto tale da non ascoltare più le ragioni di chi scrive (le sue parole in corsivo, io concludo in fondo):

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