L’evoluzione delle religioni

Festeggiamo il Natale e le nostre origini cristiane ricordando le origini delle nostre origini… perchè un pizzico di relativismo sarebbe davvero utile, in questi tormentati anni di integralismo religioso.

La data di nascita di Cristo non è nota. I vangeli non ne indicano né il giorno né l’anno […] fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis Solis Invicti (giorno della nascita del Sole invincibile).

Nuova enciclopedia cattolica dell’Ordine Francescano (1941)

Eh sì, la data tradizionale del Natale è una decisione presa nel IV secolo come un tentativo di “assorbimento” di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste proprie di altre religioni antiche.

Non entriamo nel dettaglio natalizio, se volete informazioni in più ci sono un sacco di articoli in giro, vi consiglio questo o questo.

Vi segnalo invece questa infografica molto interessante sull’evoluzione delle religioni dalla preistoria ad oggi:

evoluzione Religioni

Non sarà una perfetta rappresentazione della complessità dei culti mondiali nella storia ma dà un’idea di come ogni religione sia un’evoluzione di un credo precendente.

Diamo un’occhiata ai grandi rivali di questi anni: Islam e Cristianesimo.

Entrambi sono culti che derivano direttamente dall’Ebraismo, che ha sua volta ha delle fondamenta non chiarissime che sfumano in culti mediorientali derivati dallo sciamanesimo e dal misticismo, fino ad arrivare al primordiale animismo (in cui venivano attribuite qualità divine ad oggetti o esseri materiali).

Risalendo vediamo come ogni epoca ed ogni zona ha avuto una sua evoluzione indipendente, con contaminazioni ed “estinzioni” dovute più che altro a guerre e conquiste (i culti africani sono quasi scomparsi, così come in Oceania).

Mandate questa immagine a quelli che parlano di “verità assoluta”…

13 novembre 2015, Parigi

Angosciante 13 novembre a Parigi, con oltre 100 morti.

Purtroppo l’angoscia si sposta anche in Italia, leggendo le reazioni di certi politici e di una buona fetta della popolazione.

I terroristi sono violenti, irrazionali, ignoranti e resi ciechi dall’odio. La risposta dell’uomo comune qual è? Violenza, irrazionalità, ignoranza e odio cieco.

Questa gente se fosse nata a Mosul invece che a “Voghera” sarebbe orgogliosamente arruolata nell’ISIS, ma non se ne rende nemmeno conto.

Se continuiamo così, hanno vinto loro. Due parole su quanto sto leggendo online in queste ore:

VIOLENZA: “uccidiamo/cacciamo tutti gli arabi!“. È il modo giusto per farsi odiare anche dagli islamici moderati, esattamente l’opposto di quello che serve ora.
IRRAZIONALITA’: “guerra subito alla Siria e alla Libia!” Come se il terrorismo in Europa, fatto di cellule locali con persone spesso nate qui, possa essere sconfitto facendo guerra a un paio di paesi islamici.
IGNORANZA: “noi li accogliamo e loro ci uccidono!!!” Totale ignoranza sulla situazione geopolitica, chi fugge dalla Siria e dai paesi del nord Africa sta scappando proprio dagli integralisti sunniti il cui primo scopo è uccidere gli sciiti, il secondo è creare un Califfato arabo e solo il terzo obiettivo è distruggere l’Occidente.
ODIO CIECO: lo si può riassumere nello scandaloso titolo del 14 novrembre del quotidiano Libero:

titolo libero strage a parigi

Cosa fare quindi per sconfiggere il terrorismo?

È molto facile rispondere con degli slogan, ma la situazione è estremamente complessa. Per quanto la mia opinione sia poco interessante e sostanzialmente non interessi a nessuno io i miei due cents da profano li scrivo:

Nel lungo periodo bisogna stabilizzare la situazione politica nei paesi arabi, senza fare guerre se possibile (Libia, Egitto, Palestina), con interventi mirati in accordo con gli stati arabi confinanti dove proprio non se ne può fare a meno (in Siria). Ricordiamoci che i primi nemici dell’ISIS sono lo sciita Iran e la Turchia [1].
Gli sforzi internazionali sono evidentemente inferiori a quelli che sarebbero necessari, probabilmente siamo troppo abituati a stare sotto la protezione USA e non siamo ancora in grado di prenderci le nostre responsabilità sul Mediterraneo (gli USA con Obama hanno spostato il loro baricentro verso la Cina, lasciandoci il cerino in mano con i paesi arabi [2]).

Nel breve periodo purtroppo saremo costretti ad intensificare i controlli interni per evitare la creazione di cellule terroriste capaci di attentati organizzati e sincronizzati come quello del 13 novembre a Parigi. L’intelligence e le operazioni contro il terrorismo interno devono essere intensificate MA ALLO STESSO TEMPO bisogna dare più spazio agli islamici moderati e atei, minimizzare le possibilità di scontro e condannare senza se e senza ma chi soffia sul fuoco del razzismo, che siano politici o giornalisti.

La guerra non è ISLAM contro OCCIDENTE ma fondamentalisti islamici contro razzisti nostrani, il vero nemico è l’integralismo, gli amici sono i moderati. Ci giochiamo tutto nei prossimi anni, cerchiamo di restare umani.

[1] Il califfato del Terrore (http://www.rizzoli.eu/libri/il-califfato-del-terrore/)
[2] Limes: Usa contro Cina (http://temi.repubblica.it/limes/usa-contro-cina)

Compito di fine vacanze

Per districarsi in questi mesi pieni di storie strazianti di profughi in fuga verso la ricca Europa la parola perfetta è EMPATIA.

Gran parte della popolazione reagisce a queste storie più con paura e sdegno che con pietà e accoglienza. Cerchiamo di immedesimarci in loro invece che proteggere il nostro orticello.

barcone immigrati profughi

Copio-incollo questo interessante pensiero che Emergency ha pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Chiudi gli occhi e immagina.
Chiudili davvero, senza barare.

Ora apri la mano e lascia andare il tuo smartphone, tablet, pc. Non ce l’hai. Non ce l’hai mai avuto.

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Come guadagna Facebook?

Facebook è il social network più famoso al mondo grazie ai suoi 1.44 miliardi di utenti attivi (attivi cioè che entrano nel sito almeno una volta al mese) [nota 1] .

Nel 2014 facebook ha avuto entrate per quasi 13 miliardi di $ e un guadagno netto di quasi 3 miliardi di $ [nota 2]. Al momento dà lavoro a oltre 10.000 persone.

Incredibile, se pensate che nessuno ha mai speso un singolo euro per iscriversi!

fb_dollariMa com’è possibile?

Se non stai pagando un prodotto, è perchè TU sei il prodotto

Visto che non paghiamo per il servizio Facebook non ci deve nulla, infatti l’unico contratto è quello che siamo costretti ad accettare se vogliamo essere sul social network, e questo “accordo tra le parti” spesso varia e noi distrattamente ne accettiamo le modifiche, pur di proseguire la nostra avventura online.

Non abbiamo praticamente alcun controllo sui dati raccolti da Facebook, che potrebbero includere (anzi, includono SICURAMENTE) informazioni sensibili legate all’orientamento sessuale, alla religione, alle idee politiche e molto altro. Alcune leggi limitano i “poteri” del social network e lo costringono a specificarne l’uso, permettendoci di saperne qualcosa di più.

Ad esempio sappiamo che ogni pagina web che visitiamo crea, senza che ce ne rendiamo conto, decine di altre connessioni con siti partner (google, facebook, amazon e molti altri) che così vengono a sapere cosa stiamo guardando, quante volte e per quanto tempo. Vi sarà capitato di vedere pubblicità di condizionatori o di frigoriferi pochi giorni dopo avete visitato negozi online cercando quegli oggetti, vero?

Ovviamente Google e Facebook vendono a caro prezzo queste informazioni raccolte pazientemente nel tempo, ogni pubblicità che vedete su facebook può costare all’inserzionista da pochi cent a qualche euro in base a mille variabili che cambiano di giorno in giorno.

Ma ormai il futuro è segnato: fare pubblicità sul web è MOLTO MOLTO più efficiente che farla in TV o su carta stampata.

birra_facebookImmaginate di aprire una birreria e di volerla fare conoscere a più persone possibile. Prima di Internet avreste comprato un’inserzione su una Tv o una rivista locale, oppure su una rivista nazionale che parla di birre… ma quanti giovani potenzialmente interessati avreste davvero raggiunto? Tanti avrebbero letto l’inserzione ma ben pochi sarebbero realmente interessati e abbastanza vicini per venire veramente alla vostra birreria.

Invece con Facebook (o Google) è tutto più efficace: si pagano un certo numero di “click” sulla propria pubblicità che viene fatta vedere solamente ai giovani tra i 16 e 35 anni della tua provincia che hanno messo “mi piace” ad una marca di birra o ad una delle birrerie dei concorrenti diretti (ad esempio).

Più preciso di così!

Ovviamente questa precisione si paga, e profumatamente.

Estratto di una pagina che permette di scegliere il target a cui far arrivare le inserzioni

Estratto di una pagina che permette di scegliere il target a cui far arrivare le inserzioni

Facebook usa una strategia un po’ oscura per i prezzi, che variano in base a cosa si vuole sponsorizzare (una pagina facebook costa meno di un sito web) e allo scopo (si vogliono tanti “click” sul collegamento o basta che sia visualizzato di sfuggita?)

Comunque sia, quello della pubblicità online è un mondo ancora poco conosciuto ma con cifre e investimenti pazzeschi.

ciConoscono marketing

Ma entriamo nel dettaglio della normativa sui dati che accettiamo iscrivendoci a Facebook (link). Ci sono delle sorprese.

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