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Autore ArgomentoTeologia o Ariafrittologia ?
Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 19, 2011, 11:43

Continuate a prendermi per sprovveduto e ciò non mi va assolutamente...
Un ricercatore scientifico, cerca qualcosa che non conosce ("non sapere" e "credere" sono cose molto diverse; un ricercatore che SA che una cosa non esiste, non la cerca, sennò è un folle) perché ha fiducia di trovarlo, spera di trovare qualcosa, ha motivi sufficienti, prove o dati per credere che la sua ricerca porti a trovare qualcosa. Anche messa in negativo (cioè che il ricercatore scientifico si adoperi per negare l'esistenza di qualcosa) la ricerca scientifica non ha niente a che fare con la ricerca di Dio, in quanto per negare un'ipotesi, bisogna TROVARE prove certe che la neghino, avvalorandone un'altra, quindi sempre un ricercatore scientifico è alla ricerca di prove che diano credito a un qualcosa su cui ripone la sua fiducia (e aggiungo che per negare l'esistenza di qualcosa, il ricercatore scientifico non ne parla male, ma cerca qualcosa che la superi, che le neghi, insomma parla di un'altra cosa. Voi invece volete negare l'esistenza di Dio parlandone male) Che la sua ricerca raggiunga l'obittivo o no, come lo studioso citato da Aristarco, è un altro discorso, bisognerebbe sentire dallo studioso se il fatto di non aver trovato ciò che cercava è perché non esiste o perché non ha trovato il modo di raggiungerla, se è soddisfatto del la sua ricerca o se ha perso tempo....tante cose su cui nel post si sorvola.
Cercando Dio, uno che non crede in niente che non sia scientificamente provabile, può essere obiettivo? può dare pareri attendibili? ma certo che no, la sua posizione priva di spiritualità e di trascendente, negherà per sempre l'esistenza di Dio, ma SENZA ALCUNA PROVA SCIENTIFICA!
Allo stesso modo chi crede in un Dio, è perché in qualche modo ne ha fatta esperienza, un'esperienza non provabile e quindi difficilmente raccontabile a chi non ha neanche la voglia di tentare la stessa esperienza, per cui anch'egli rimarrà sempre del suo parere, SENZA ALCUNA PROVA SCIENTIFICA!
Dunque la discussione sarà eterna e infuruttuosa finchè non diventa personale, faccia a faccia.
Rimangono da definire tutti quei fatti di fronte ai quali la scienza non sa cosa dire, dai miracoli, alle apparizioni, alle esperienze di chi è in coma, ai medium, agli esorcisti, ai santoni che non si nutrono per anni, a chi ha il dono di profetizzare o prevedere le cose, ai profumi innaturali che si sentono in certi luoghi di spiritualità, ecc... Di fronte a queste cose e partendo da queste cose la discussione ha senso, in quanto si tratta di fenomeni fisici dei queli c'è da capire l'origine, ma ripeto per l'ennesima volta, un ateo che parla di Dio ne parlerà sempre da incompetente, e i vostri post banali lo dimostrano. Chi si mette a studiare Dio è perché almeno qualche dubbio sulla sua esistenza ce l'ha. Vi ricordo inoltre che dire Dio non significa dire Bibbia/Gesù/ecc... Ci sono tanti modi di credere in Dio e ci sono tanti modi di chiamarlo. Alcuni atei mi dicono di avere una loro spiritualità, ma ciò è impossibile, perché se c'è una spiritualità, c'è anche uno spirito, intangibile e improvabile, e c'è la possibilità che questo spirito sia chiamato Dio (la differenza è solo nel nome). Dunque fate attenzione perché vi contraddite su queste cose; un ateo (vero, cioè senza spiritualità, senza niente che non sia tangibile) non può parlare di Dio né di spiritualità, può semmai portare argomentazioni che avvalorino la sua posizione, che spieghino come tutto ciò che si attribuisce a Dio in realtà proviene da altre fonti scientifiche.
Mi prenderete per uno che molla e che non regge il confronto, ma se trovo ancora risposte banali, o argomentazioni che sono più opinioni che altro, non mi riterrò in dovere di rispondere.
Ciao Claudio78

Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 19, 2011, 15:19

"Rimangono da definire tutti quei fatti di fronte ai quali la scienza non sa cosa dire, dai miracoli, alle apparizioni, alle esperienze di chi è in coma, ai medium, agli esorcisti, ai santoni che non si nutrono per anni, a chi ha il dono di profetizzare o prevedere le cose, ai profumi innaturali che si sentono in certi luoghi di spiritualità, ecc.."
Ma non si può( a mio parere) basare una cosa, in cui ci si deve credere, su fatti inspiegabili; perchè si ha l'impressione di usare Dio come un tappabuchi.

" Voi invece volete negare l'esistenza di Dio parlandone male"
dipende da cosa intendi con "parlarne male"
se intendi ofeese, allora mi scuso per le volte che l'ho fatto
ma se intendi le critiche, queste servono per far nascere dubbi.

"ma ciò è impossibile, perché se c'è una spiritualità, c'è anche uno spirito, intangibile e improvabile,"
i non credenti non credono solo a cose "tangibili", anche la libertà è intangibile( essendo un idea) ma non per questo non ci credo.

" un'esperienza non provabile e quindi difficilmente raccontabile a chi non ha neanche la voglia di tentare la stessa esperienza"
fino ad ora ho solo incontrato credenti che mi dicono di"aprire il tuo cuore", ma non credi sia un pò ambigua come frase?Io vorrei provare a fare lo stesso percorso che li ha portati a credere, ma nessuno mi ha dato un consiglio che non sia la solita frase di prima.

Giustamente tu dici che è difficile capire una cosa se non ci si è dentro, ma questa persona dovrebbe anche rispondere ai dubbi e critiche fatte dai non credenti.

"Vi ricordo inoltre che dire Dio non significa dire Bibbia/Gesù/ecc... Ci sono tanti modi di credere in Dio e ci sono tanti modi di chiamarlo."
Il problema è che a volte non sono coerenti fra loro.

Non fraintendermi, non sono uno che vuole offendere; voglio solo sapere.

Viator1

mattia
Principiante
Posts: 12
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 20, 2011, 16:36

Claudio,
ci chiedi “come può capire qualcosa chi in quella cosa non crede ?” e mi citi esempi scientifici per supportare la tua domanda critica.
Beh, claudio, il metodo scientifico è proprio questo, una continua messa in discussione di modelli e scoperte; addirittura Popper ha definito come delimitare l’ambito della conoscenza scientifica il criterio di inficiabilità.
I più grandi passi avanti scientifici sono stati fatti da chi ha dimostrato la non validità di teorie fino a quel momento ritenute valide. L’intera evoluzione della scienza evidenzia momenti di cambiamento repentini in cui interi modelli descrittivi dell’universo fenomenico crollano e vengono rifondati ed intere biblioteche conoscitive passano nel museo della conoscenza.

Mi piace citare la famosa frase di P.K. Dick “la realtà è quella cosa che non sparisce quando smetti di crederci”.
Uno "studioso di Dio" ateo, potrebbe avere dalla sua l'obiettività e la non implicazione, ottimi presupposti per una conoscenza valida.

Ma, ti prego, ritorniamo a bomba sulla questione iniziale, alla quale, amio avviso, non hai risposto:
Il problema posto inizialmente è “come si fa a valutare la capacità professionale di un teologo ?”..
Questo non per sapere chi sia più bravo e chi meno. Ratzinger, Mancuso, Kung affermano cose molto diverse…. non importa chi è più bravo, ma chi dice cose più “vere”.
Tradotto , più rudemente, “come si fa a sapere se un teologo afferma cose valide oppure dice scemate?”. “fra il teologo X che dice alcune cose su dio e il teologo Y che dice altre cose su dio, chi ha ragione su dio ?”
Posiamo deciderlo secondo gusto personale ? a maggioranza per alzata di mano ? secondo la moda ? per indicazione gerarchica? a testa o croce? hanno ragione tutti ? non ha ragione nessuno ?

Io sono di fatto ateo (ma chiamami come vuoi), magari sono un rompiscatole, ma questo non toglie che la mia domanda sia lecita, semplice, riguardosa ed in attesa di una risposta diretta.

Spero che questa domanda non sia da te considerata offensiva, non vuole esserlo!
Se è intellettualmente rozza, ti chiedo di essere tollerante e paziente e di non scoraggiarti.

Ovviamente se non lo desideri puoi anche non rispondermi.

Pensa che ieri mio figlio di 3 anni e mezzo mi ha chiesto cosa c’era prima del big-bang !
:)

Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 20, 2011, 21:23

Risposta all'ultimo ospite.
UN Teologo può essere anche laico (non uso la parola ateo perchè mi irrita).
Io sono LAICO e studio Teologia da SEMPRE, quindi posso considerarmi un teologo, anche perchè le argomentazioni della teologia le conosco piuttosto bene.
Ma come è possibile essere laico e teologo se non si ha "l'esperienza" religiosa ?
Si disilludano i credenti !
Non è difficile entrare nella psicologia di un credente.
[Ci sono difatti degli studi in oggetto. Per esempio un buon saggio intitolato: "Neuropsicologia dell'esperienza religiosa" di Franco Fabbro in cui l'autore prende in esame questo aspetto da questo particolare punto di vista]

Ma il credente è MAI entrato nella psicologia di un laico ? Io penso di no !
Io invece ci sono entrato più volte ...per capire !.......... e me ne sono ritratto inorridito ! e ogni volta è stato peggio !!
Anzi che vivere così preferirei mille volte il suicido !
Con tutto ciò le mie ricerche sulla Teologia sono continuate, anche se per essere veramente un vero teologo come Mancuso o Kung occorre avere nuove illusioni (acc....scusate, volevo dire ipotesi, tesi).
E avere nuove idee su Dio effettivamente mi mancano, ma ciò non significa che posso criticare chi le ha !
Anche Paolo Flores d'Arcais, per non parlare di Michel Onfray, col suo "Trattato di di ateologia", Giulio Giorello col suo saggio "Senza Dio" e Leo Zen con "La mala religione", Slavoj Zizek con il suo "La mostruosità di Cristo" e molti altri: certo sono dei critici della teologia, ma per essere dei critici della Teologia occorre conoscerla molto bene, bene almeno quanto un teologo.............se non di più !

@ MATTIA: ti ricordi quando ti ho buttato giù i motivi di cosa significa essere un bravo o pessimo teologo ? E che affermavo che Ratzinger è un mediocre teologo ? Beh, stamattina Umberto Eco su un giornale ha affermato esattamente la stessa cosa di Ratzinger. Con tutto ciò è ovvio che non bisogna prendere per oro colato quello che dice Eco, ma tuttavia di fronte alla sua conoscenza mi levo tanto di cappello, eppertanto se ha affermato questo le sue brave ragioni penso che le abbia !

Il credente pensa che non avendo il laico l'esperienza religiosa non capisca cosa prova un religioso ?
Ma scherziamo ! Non è affatto difficile, tranne lo smarrimento iniziale per la terribile CONFUSIONE di concetti, idee stantie vecchie e nuove, pregiudizi, paure folli, superstizioni ataviche ecc ecc
Ma, una volta districatici da quella orribile confusione, si delinea il quadro essenziale abbastanza bene...ma qui mi fermo e non vado oltre.

Consiglio ai credenti: leggete il saggio di Vito Mancuso "Io e Dio" che così forse, dico forse, vi chiarirete di più le vostre idee confuse.
Se io fossi un cattolico, e per mia somma FORTUNA "non lo nacqui", sarei certamente delle idee di Mancuso in fatto di Fede Autentica (come lui si esprime).

Ma di questo saggio ne riparlerò ampiamente in seguito.

Paolo

Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 20, 2011, 21:45

NOTA: x SAMUELE: Sono PaoloNesi

Come mai mi dà come "ospite" se mi sono iscritto con tanto di password demenzialmente lunga e intricata ? cosa me ne frega della password ?

Ciao. Paolo

Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 20, 2011, 22:28

Sono Paolo.

Cominciamo.

PUNTO PRIMO

Il Concilio Vaticano I nella Costituzione dogmatica "Dei Filius" del 24 aprile 1870 recita:

"La Santa Madre Chiesa ritiene e insegna che Dio, principio e fine di ogni cosa può essere conosciuto mediante la luce naturale della ragione umana a partire dalle cose create"

Il Vaticano I sanziona con la scomunica che non accetta quanto sopra, infatti recita:

"Se qualcuno dice che il Dio unico e vero, creatore e Signore nostro, non può essere conosciuto grazie al lume naturale della ragione umana attraverso le cose create: SIA ANATEMA !"

Nel 1910 Pio X istituì un "Giuramento antimodernista" in cui si passa dalla conscenza "certa" di Dio addirittura alla sua "dimostrazione". Tale Giuramento è rimasto in uso fino al 1967 quando Paolo VI lo abolì !

Il Teologo Vito Mancuso invece è del parere diverso; da teologo correttamente afferma:

"La ragione può conoscere con certezza solo ciò che giunge a dominare; ne consegue che: se la Ragione potesse conoscere con certezza l'esistenza di Dio, si avrebbe paradossalmente la prova della sua non-esistenza, ma solo dell'esistenza di un certo Ente finito che rientra nelle coordinate del tempo, dello spazio e della causa. Difatti se si comprendesse Dio con la nostra Ragione, la nostra Ragione lo "com-prenderebbe", cioè lo comprenderebbe-con, cioè lo afferrerebbe dominandolo e così egli non sarebbe veramente ciò che il termine "Dio" suppone, cioè il "Principio sottostante a tutte le cose - nostra Ragione compresa - "

Mancuso fa precedere questa sua affermazione (che poi è di Agostino d'Ippona) dagli argomenti a sostegno dell'esistenza di Dio:
1) argomento ontologico
2) argomento ontologista
3) argomento fisico-teologico
4) argomento cosmologico a partire dal movimento (le 5 vie di Tommaso d'Aquino)
5) 6) 7) argomenti cosmologici a partire dalla causa, dal possibile, dal necessario, dai gradi di perfezione
8) argomento storico o etnologico
9) argomento antropologico positivo
10) argomento antropologico negativo
11) argomento morale

Devo dire che Mancuso argomenta bene tutti questi argomenti e molto sinteticamente, ma subito dopo afferma: si ok, va bene, ma in pratica NON ESISTE nessuna prova né nessuna dimostrazione....solo argomenti !

Inoltre afferma che quando la Ragione riflette sull'assoluto, sia per i suoi limiti intrinseci, sia per l'incommensurabilità dell'oggetto, è destinata a scontrarsi necessariamente con una serie di inestricabili contraddizioni (Giovanni della Croce: "La luce spirituale di Dio è così immensa e trascende tanto l'intelletto umano che, quando questa le si avvicina di più, lo acceca e lo ottenebra")

Si entra nelle cosiddette Antinomie, cioè lo scontro tra due leggi entrambe legittime, ma l'una in contraddizione con l'altra.

Difatti quando Giovanni Paolo II scrive l'Enciclica "Fides et Ratio" dice che la Ragione deve aiutare a capire la Fede e la Fede serve a far capire la Ragione, però...........ehhhh c'è un però !.............però se la ragione venisse per qualsiasi caso in contrasto con la Fede, allora la Ragione occorre buttarla nel water più vicino ! (beh, non son proprio queste le parole, ma il concetto si !)

Abbiamo così visto che anche Mancuso sostiene che con la Ragione non si può comprendere né Dio né la Fede. E questo è un PRIMO PUNTO da discutere.
(Seguiranno gli altri)

Saluti a TUTTI gli uomini e donne di Buona Volontà.

Paolo.

Samuele
Amministratore
Posts: 15
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 21, 2011, 00:19

Cita da: il September 20, 2011, 21:45
NOTA: x SAMUELE: Sono PaoloNesi

Come mai mi dà come "ospite" se mi sono iscritto con tanto di password demenzialmente lunga e intricata ? cosa me ne frega della password ?

Ciao. Paolo

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Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 21, 2011, 12:12

La frase del Concilio Vaticano I, in altre parole, ma sempre in italiano, dice che con la ragione si può giungere a conoscere che esiste un Dio; dire "Può essere conosciuto" implica che non è l'unico modo, ma un modo possibile, e non si parla di conoscenza parziale o approfondita o totale. Il fatto che chi nega che la ragione può portare alla conoscenza di Dio sia anatema, è dovuto al fatto che nelle cose create la presenza di Dio è ben radicata.

Non trovo in questa frase nulla di contrario a ciò che dice Mancuso. Anche i testimoni di Jeova hanno l'abitudine di estrapolare frasi qua e la e interpretarle a piacimento..

Per quanto riguarda il "parlar male di Dio" cui mi riferivo nel precedente post, non intendevo offese, ma semplicemente un parlare da incompetenti, da non informati sui fatti, perché come conferma Paolo citando Mancuso, Dio e la fede non sono argomenti da discutersi basandosi unicamente sulla Ragione (e quindi sul metodo scientifico)

Ritengo invece offensivo quando mi si da dell'illuso o del confusionario ("CONFUSIONE di concetti, idee stantie vecchie e nuove, pregiudizi, paure folli, superstizioni ataviche ecc ecc")

Per quanto riguarda la risposta a chi può valutare un teologo, il mio parere l'ho dato nel secondo post del forum, del 16 settembre 2011 ore 15:57 (ho scordato la firma al termine).

Ciao
Claudio78

mattia
Principiante
Posts: 12
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 21, 2011, 15:39

@Claudio78
Nel tuo post del 16 settembre 2011 ore 15:57 , da te citato in risposta alla domanda “come si fa a valutare se un teologo dice cose giuste o delle scemate?” tu, sintetizzo, affermi:
- di non essere a conoscenza che esista un metodo per valutare le affermazioni teologiche (dici: “leggo penso e valuto” … quindi applichi un criterio valutativo soggettivo basato sul tuo gusto e sulla tua opinione personale) ;
- che gli atei non sono competenti per parlare di teologia e di teologi.

Ho capito bene?

Ospite

Posts: 67
Post Re: Teologia o Ariafrittologia ?
il: September 21, 2011, 17:47

sono Paolonesi

faccio una prova perchè ieri ho perso tuto un intervento

Paolo

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