Scienza e Scemenza

Pronto soccorso omeopatico

Vi consiglio di investire 3 minuti in questo spassoso video inglese (tranquilli, ci sono i sottotitoli in italiano premendo CC in basso al video) in cui si prende in giro l’omeopatia e tutte le credenze new-age: SPETTACOLARE!

Che macchina l’ha investito? Una Ford Mondeo? Prendete un pezzo della carrozzeria, mettetelo in acqua, agitate e diluite, agitate e diluite, agitate e diluite… poi mettetegli 3 gocce sotto la lingua.
Se non lo curerà questo non so cos’altro potrebbe farlo…

Complimenti a Mitchell e Webb, gli autori dello sketch, e complimenti alla BBC, confrontiamola con la RAI di Voyager…

Già che ci sono, in colpevolissimo ritardo, vi segnalo una scandalosa situazione tragicomica molto simile a quella che ho passato io un paio di estati fa con Boiron (vedi articoli).

I fatti: il sito Scetticamente.it ha ripreso un servizio di una TV svizzera (link) che aveva smascherato le bugie del naturopata G. Lanza riguardo a certi beveroni che aiuterebbero a “rafforzare le difese umanitarie” nelle persone affette da tumore… naturalmente tutto al prezzo di centinaia di euro al mese!

Il simpatico naturopata, forse inacidito dal proprio stesso succo magico, ha deciso di querelare l’autore dell’articolo su Scetticamente perchè lederebbe alla sua immagine (???).
Rosa Contino
(autore del post) è ora impegnata a difendersi dalle accuse di questo personaggio, e sicuramente ne uscirà vittoriosa (non vedo come possa succedere il contrario).

Nel frattempo tutta la mia stima e supporto vanno a lei e allo staff di Scetticamente.it.

In bocca al lupo!

Non ha fatto grande scalpore a livello mediatico ma una recente notizia conferma ancora di più quanto siano incredibili e impensabili le strade che la natura e l’evoluzione possono percorrere.

In breve: in un lago super salato in Antartide è stata scoperta una comunità batterica che vive completamente isolata da un spesso strato di ghiaccio, senza ossigeno, senza luce e a 12 gradi sotto zero.

Più precisamente questi batteri vivono da almeno 3000 anni alla temperatura di −11,6 °C e a una profondità di 15,8 metri, e sono immersi in una salamoia, cioè in una soluzione acquosa di sale vicina alla saturazione (contenente cristalli di sale o sale prossimo alla cristallizzazione).

La posizione del lago “Vida”… sembra un posto decisamente poco ospitale!

Chissenefrega“, direte voi, “lasciamo quei batteri con la loro sicuramente non insipida vita e continuiamo per la nostra strada, ho l’acqua che mi bolle in pentola“.

Chissenefrega un corno!

Ancora una volta la natura ci mostra che per vivere non è necessario un ambiente “ospitale” come quello in cui ci siamo sviluppati noi esseri umani.

Finora infatti si è sempre pensato che ossigeno e luce fossero indispensabili alla vita.
Proprio per questo, infatti, quando si cercano altre forme di vita ci si concentra sui pianeti più simili alla Terra, quelli con una stella alla “giusta” distanza per avere l’acqua e una temperatura in cui un essere simil-terrestre potrebbe evolversi.

Peccato che negli ultimi anni si sta sempre più capendo che la vita potrebbe nascere ed evolversi anche in ambienti completamente diversi, in modi che noi non riusciamo ancora a comprendere (probabilmente perchè la chimica con cui questi “esseri” sopravvivono non ha emuli sulla Terra).

Noi uomini in fondo siamo come un pesce rosso che dalla propria tranquillissima palla di vetro cerca di scoprire se esistono altri pesci al di fuori. Il pesce cercherebbe altre palle di vetro simili, perchè solo in una palla di vetro come la sua ogni tanto cadrebbe cibo dal cielo con cui sfamarsi!
Noi siamo come quel pesce idiota, noi non riusciamo nemmeno ad immaginare in che modi assurdi si possa evolvere la vita, e vediamo l’universo da un punto di vista molto limitato: il nostro.

Quindi diamo il benvenuto a questi nuovi batteri duri a morire e abbassiamo le arie: non siamo un caso eccezionale nell’Universo, siamo solo una delle miliardi di possibili evoluzioni che potevano comparire in 13,5 miliardi di anni… e non è nemmeno detto che siamo una delle migliori (visto come stiamo sporcando l’acqua della nostra palla di vetro spero proprio che la natura abbia partorito di meglio, da qualche parte…)

Fonti:

Articolo “Le Scienze”
Articolo ufficiale su PNAS

Siamo fatti al 99,9% di vuoto

Lo sapete che gli atomi sono fatti al 99,9% di vuoto?
Sapete che se togliessimo tutto lo spazio vuoto tra nucleo ed elettroni tutti i 6 miliardi di abitanti della terra ci starebbero nello spazio di una mela? [1]
E allora come mai se ci sediamo sulla sedia non cadiamo per terra?

Un passo alla volta.

Al centro dell’atomo c’è un nucleo in cui è concentrata la gran parte della massa dell’intero atomo.
Ad una certa distanza dal nucleo c’è una zona in cui si ha una certa probabilità di trovare uno o più elettroni che possiedono il resto della massa dell’atomo (1/1800).

Eccovi un bell’esempio che chiarisce quanto siano incredibili le distanze tra nucleo ed elettroni [2]:

Immaginiamo un’arancia che cresca fino a raggiungere le dimensioni della Terra. A questo punto gli atomi dell’arancia sarebbero grandi come ciliegie. Miriadi di ciliegie strettamente impacchettate in un globo delle dimensioni della Terra: ecco un’immagine ingrandita degli atomi di un’arancia.

Questo atomo è tuttavia enorme se confrontato con il suo nucleo, che sta al centro. Nella nostra immagine degli atomi-ciligie, il nucleo sarebbe così piccolo da non poterlo nemmeno vedere. È quindi necessario ingrandire l’atomo fino alle dimensioni della più grande cupola al mondo, quella della basilica di S.Pietro a Roma, per poter intravedere il nucleo dell’atomo, grande come un granello di sale. Un grano di sale al centro della cupola di San Pietro e dei granelli di polvere che gli turbinano intorno nell’enorme vastità della cupola: in questo modo possiamo raffigurare il nucleo e gli elettroni di un atomo.

Com’è possibile che due corpi che si scontrano si respingano, se sono entrambi fatti praticamente di nulla?

Il motivo è il seguente: due elettroni non possono trovarsi contemporaneamente nello stesso stato quantistico. Quindi quando due elettroni si avvicinanano, superato un certo limite iniziano a respingersi automaticamente, come due calamite di polo opposto (principio di esclusione di Pauli).

Scritto diversamente: le molecole che compongono la materia non possono essere spinte arbitrariamente una contro l’altra, poiché gli elettroni di ogni molecola non possono entrare nello stesso stato degli elettroni di un’altra molecola.

Quando ci sediamo su una sedia pensiamo di toccarla appogiandoci sopra il corpo, ma in realtà ci stiamo semplicemente librando a meno di un nanometro di distanza dalla seduta, respinti dalle forze elettriche e quantistiche dell’oggetto-sedia.

Sono quindi le forze quantistiche che entrano in gioco tra gli elettroni delle varie molecole a renderci “solidi”.

Per farci due risate, facciamo un conto: visto che l’atomo ha un raggio di circa 10^-10 metri e il nucleo ha un raggio di 10^-14 metri, quant’è la percentuale di spazio vuoto?

1 – (raggioNucleo/raggioAtomo)^3 = 0,999999999999 cioè 99,9999999999% (ci sono ben dieci ’9′ dopo la virgola).

Per capirci: il calcolo che ho fatto nasce dal rapporto tra “volume totale dell’atomo” (raggioAtomo^3 per 4/3 * ∏) e “volume del nucleo” (raggioNucleo^3 per 4/3 * ∏). Semplificando si trova la percentuale.

(Il calcolo è solo una stima, visto che gli atomi sono molti e hanno tutti raggi diversi, inoltre ogni atomo può avere tanti elettroni… che in questo calcolo non sono stati nemmeno considerati visto che sono minuscoli)

Per conoscere la percentuale di vuoto nel cervello di Renzo Bossi, rimando al prossimo post, temo ci sarà da aggiungere qualche altro ’9′ :-)

 [1] http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/6914175.stm
[2] “Il Tao della Fisica” di Fritjof Capra
“La Fisica del Futuro” di Kaku Michio

… e alla fine arriva l’uomo.

La Terra si è formata (circa) quattro miliardi e mezzo di anni fa. Quella è la nostra mezzanotte, l’inizio della nostra storia.

Inizialmente il nostro pianeta era liquefatto ma lentamente si è raffreddato, formando la crosta terrestre. La Luna si formò subito dopo, probabilmente a causa dell’impatto tra la Terra e un pianetino grande quanto Marte avente circa il 10% della massa della Terra. Le prime 3 ore della vita del nostro pianeta passano così, bombardati dai meteoriti.

Le reazioni chimiche di questi milioni di anni portarono alla formazione di molecole organiche che interagirono per formare strutture più complesse, fino a dare luogo a molecole in grado di riprodurre sé stesse: sono le 4 di notte e la vita sul nostro pianeta ha inizio.

Da allora in poi l’evoluzione e la selezione naturale hanno agito lentamente ma incessantemente… ma per arrivare a delle “stupidissime” alghe devono passare 2 MILIARDI di anni. Avete presente 2 miliardi di anni? Riuscite ad immaginarli? No? Neanche io.

Ecco a cosa servono le immagini come quella qui sotto, che ho rubato al settimanale “Panorama” (no comment please!).

24 ore Universo

L’evoluzione della Terra e dell’uomo in formato 24-ore

Uno dei motivi per cui molti non riescono ancora a credere all’evoluzione, è perchè non riusciamo ad immaginarci l’immensità del tempo in cui ha potuto agire indisturbata. Anche le cose quasi impossibili diventano possibili se si ha sufficiente tempo e moltissimi tentativi a disposizione.

Sono le 14 quando le alghe unicellulari compaiono sulla Terra e… non sono stupidissime, anzi! Hanno una cellula sola ma è completamente autosufficiente, un miracolo della natura!

Deve passare ancora un bel po’ per arrivare alla riproduzione sessuata (tra eucarioti), poi alle meduse… e sono già le 22:56 quando compaiono i dinosauri!

Ormai l’evoluzione funziona a pieno ritmo, la parte più difficile in cui il caso ha fatto la sua parte è decisamente alle spalle, ora il passo verso i mammiferi è “breve”, entrano in gioco alle 23:39.

L’uomo, incredibile ma vero, compare solo alle 23:58.

Ora, 2 minuti dopo, siamo già riusciti a mettere a rischio l’ecosistema della Terra, così duramente creato in “soli” 5,54 miliardi di anni.

Meglio fermarci un attimo a riflettere, che ne dite?

Una domanda da 100milioni di euro!
(Cifra che le multinazionali della telefonia sarebbero disposte a pagare per mettere a tacere una notizia del genere)

Le informazioni che si hanno sono tante, le risposte invece sono ancora decisamente lontane da essere definitive. Proviamo a fare chiarezza su quello che si sa di certo:

Le onde elettromagnetiche sono una forma di propagazione dell’energia nello spazio.
Ogni onda elettromagnetica è definita dalla sua frequenza, cioè il numero di oscillazioni compiute in un secondo; maggiore è la frequenza di un’onda, maggiore è l’energia che trasporta.

Le radiazioni emesse dai cellulari sono del tipo ad “alta frequenza”, nella fascia dei 900 MHz – 2.4 GHz, e sono di tipo non-ionizzante.

“Non ionizzante” significa che quel tipo di onde non modificano la struttura chimica delle sostanze che incontrano nel loro cammino (per un semplice motivo: per interferire con le minuscole molecole la lunghezza d’onda dev’essere a sua volta minuscola, e quindi ad altissima frequenza).

Quindi prima certezza: le onde emesse dai cellulari NON interagiscono direttamente con le molecole del corpo umano.

Tabella delle radiazioni elettromagnetiche

Questo non significa che le radiazioni dei cellulari non interagiscono in alcun modo con il nostro corpo… ad esempio dal punto di vista termico bisogna segnalare che le onde trasferiscono energia e quindi calore ai tessuti del corpo, che si riscaldano.
Uno studio ha mostrato che quando una persona usa il cellulare per 50minuti consecutivamente, i tessuti del cervello sul lato del cellulare metabolizzano più glucosio rispetto a quelli sul lato opposto. Non è ancora chiaro se questo possa comportare dei rischi, ma è una conferma che l’uso prolungato del cellulare ha un certo effetto sul nostro corpo (link all’articolo ufficiale).

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Il bicchiere riempito per metà è mezzo pieno come dicono gli ottimisti o mezzo vuoto come pensano i pessimisti?

La faccenda è piuttosto complessa… dipende come la si affronta! Ad esempio un buon ingegnere come prima cosa pensa che quel bicchiere è grande il doppio del necessario. :-)
I fisici però possono finalmente risolvere questo dilemma in modo assolutamente scientifico.

Traduco liberamente dallo splendido sito “What if” di xkcd

Prima di tutto bisogna essere precisi: un bicchiere è riempito per metà solo se contiene il 50% di molecole d’acqua e il 50% è “vuoto”, cioè non contiene assolutamente nulla, nemmeno aria.

Quindi la situazione iniziale è la seguente:

tre bicchieri

Il bicchiere in centro in realtà è completamente pieno... di qualcosa!

Il bicchiere centrale è quello “mezzo pieno” che intendiamo noi, il terzo è il suo equivalente fisicamente corretto (contiene vuoto e non aria), il primo è un altro possibile bicchiere riempito solamente al 50%… con l’acqua nella metà superiore (non chiediamoci come sia arrivata lì…).

Vediamo cosa succede con il passare del tempo.

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