Religione & Scienza

(post dal 2009) Dio non esiste

Forse non ve ne siete accorti, ma per 5-6 giorni blogzero è stato offline causa spostamento di server: siamo diventati grandi, non ci si stava più dov’eramo prima!

Per l’occasione, voglio festeggiare ripostando questo articolo, il più commentato di sempre (1500 commenti!), anche perchè ormai il precedente era diventato quasi illeggibile  (bisognava aspettare che si caricasse tutta la pagina e solo il testo era quasi 1mega…).

Ne ho approfittato per modificare qualche piccola cosa (niente di che).

Non è un articolo breve, non è un articolo semplice, questo è un post contro l’appartenenza ad una Chiesa, contro la fede in una religione, contro la certezza dell’esistenza di Dio.

Ora, tralasciando inutili orazioni anti-clericali che lasciano il tempo che trovano (non scrivo del male provocato dalla Chiesa nella storia, cerco di andare direttamente al nocciolo della fede in una religione), provo a spiegare le mie ragioni, partendo dal presupposto che:

Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio
(Heinrich Böll)

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Morire non mi piace per niente. È l’ultima cosa che farò.

Roberto Benigni

La morte (o, per un ateo, la fine della vita), è uno degli argomenti su cui si discute sempre pochissimo, probabilmente a causa della paura che tutti abbiamo dell’inesorabile avvicinarsi di quel momento… in genere si preferisce non pensarci fino a quando non è assolutamente necessario farlo… Niente di più sbagliato!

morte. vignetta

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Nella vita ci sono poche certezze, una di queste è che prima o poi finirà sicuramente… meglio rifletterci subito piuttosto che aspettare che sia troppo tardi e morire tristi rimpiangendo il passato.

Se la fine della vita è temuta da chi ha fede in Dio, nonostante gli si prospetti davanti un bel paradiso o una resurrezione-reincarnazione, figuriamoci quante difficoltà deve affrontare un ateo, che non crede ci sia alcun futuro dopo la morte.

Sia che si tratti della propria vita che volge al termine, sia che si tratti di un amico o parente che muore improvvisamente, come può un ateo elaborare il lutto?
Per il credente è tutto più “facile”, la morte non è una fine bensì il passaggio da questa vita “terrena” ad una vita ancora migliore, quella ultraterrena, con Dio. E nonostante questa felice convinzione, anche i più fedeli credenti piangono e si deprimono alla morte di una persona amata.

Purtroppo per un ateo l’anima non esiste, quindi con la morte l’attività elettrica dei neuroni cessa e con essa la persona che fino a poco prima era viva e poteva pensare e respirare finisce di esistere. Una volta fermati cuore e cervello, siamo morti e non c’è possibilità di ritorno.
È la dura realtà, è quello che la scienza dice e quello che tutte le prove mostrano: in fondo non siamo che animali ed esattamente come loro abbiamo una vita limitata nel tempo che dopo un po’ di anni termina. Pensare che proprio noi siamo l’eccezione a questa regola universale è un atto di estrema vanità ed egocentrismo.

Dobbiamo quindi piangere fin da ora la nostra breve e insensata vita?

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Maometto, caricature ed idiozia

Le violenze di questi giorni contro le ambasciate americane, causate da alcuni spezzoni di un film satirico contro Maometto, sono la punta di un iceberg di ignoranza che  da anni sta crescendo nell’Islam.

Oggi un settimanale francese, inneggiando giustamente alla libertà di stampa e di opinione, ha pubblicato alcune vignette satiriche raffiguranti il profeta musulmano, costringendo lo stato francese a chiudere le ambasciate in 20 paesi e ad aumentare il livello di sicurezza al massimo.

Decine di morti e proteste in tutto il mondo per cosa?
Per aver rappresentato quello stramaledetto profeta nonostante il divieto (piuttosto oscuro) che è scritto nel Corano?

Ma la gente dove l’ha il cervello? Evidentemente la rigida educazione religiosa di quei paesi brucia i neuroni a gran parte della popolazione.

E noi come dovremmo reagire? Rifiutarsi di sottostare al loro stupido ricatto e difendere la nostra libertà di prenderli in giro oppure censuraci spaventati dalla loro violenza e quindi dargliela vinta ancora una volta?

Io credo che scrivere e ironizzare su tutte le religioni non sia solo lecito, ma sia anche DOVEROSO. Si prendono troppo sul serio, credono di avere la verità dalla loro parte ma probabilmente sotto sotto sanno che potrebbero aver torto ma, impauriti, sono pronti a tutto per evitare la libera discussione.  Detto questo, non è nemmeno giusto mettere in pericolo la vita di molte persone perché qualcuno vuole a tutti i costi raffigurare Maometto in qualche posa sexy!

Io credo che il maggior insulto che si possa fare a questi gruppi di fanatici sia restare in silenzio e ignorarli, come si ignorano delle persone senza cervello che non meritano nemmeno un minuto del nostro tempo.

Ci si rispetta veramente quando ci si prende in giro liberamente, tra pari. La critica e la discussione avvengono tra persone civilizzate, questi minorati lasciamoli stare nella loro totale ignoranza e smettiamo di dar loro un peso che non si meritano.

Però… per non dargliela vinta ma allo stesso tempo non dar loro appiglio per fomentare la violenza, suggerisco di continuare a fare satira e sfottò anche pesanti, ma evitando di raffigurare Maometto… alziamo il livello dello scontro, non siamo una cultura superiore ma siamo sicuramente superiori a questi gruppi di fanatici.

Speriamo che il progresso faccia il suo corso anche tra quelle arretrate menti, pronte ad uccidere per difendere un libro in cui c’è scritto di non uccidere.

Protesta papale

Il Papa questo weekend farà visita a Milano per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
Il costo per comune e regione dovrebbe aggirarsi sui 6 milioni di euro (link).

A questo proposito ho letto e voglio condividere con voi un’ottima proposta di boicottaggio INATTIVO che è più che altro un atto di accusa verso gli italiani che ormai sono disponibili ad accettare qualsiasi cosa senza colpo ferire.

Perchè boicottare il papa? Bisogna anche spiegarlo?

Perchè è il rappresentante di una Chiesa vecchia e post-medievale che frena il progresso, perchè lo stato di cui è monarca assoluto prende milioni di euro dall’Italia ogni anno, perchè le mura vaticane sono gonfie di segreti inconfessabili (dalla P2 allo IOR, leggi qui gli ultimi scandali), perchè lui e i suoi fedelissimi hanno nascosto la pedofilia dentro la Chiesa, perchè giorno dopo giorno effettuano opere di lobbying per influire sulle leggi e i decreti dello Stato nonostante siano passati ormai 2000 anni dalla famosa “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (potrei andare avanti).

La proposta di boicotaggio inattivo è molto semplice e la riporto come l’ho letta:

Solitamente le forme di protesta implicano la partecipazione della gente. Possibilmente in massa.
Ed ecco che la parata per le celebrazioni della repubblica e la passeggiata del papa ci danno l’occasione strepitosa di protestare tutti senza muovere un muscolo, standosene tutti a casa o andando in alternativa a dare una mano a gente in difficoltà.
Che immagine meravigliosa nessuno a salutare il papa e nessuno a guardare quattro carro armati obsoleti e arrugginiti.
Sono un sognatore.

Cesareo (Elio e le Storie Tese)

Purtroppo sappiamo benissimo tutti che il Papa verrà accolto tra due ali di folla festanti, quindi la proposta di Cesareo è da prendere come una provocazione intelligente.

Ma concordo con lui, quanto sarebbe bello vedere il papa e la sua cricca viaggiare tra le vie di Milano completamente soli e dimenticati da tutti, come un’ininfluente e inutile carrozzone teletrasportatosi dal 1400 a oggi.

La Bibbia

C’era una volta una saga di 39 libri, scritti in tre diverse lingue e da decine di autori nell’arco di 1500 anni, sotto la supervisione e l’ispirazione di un editore e sceneggiatore di grandissimo spessore tecnico e morale.
Questo best seller dalla lunga gestazione ebbe poi un importante sequel di altri 27 libri ed un larghissimo successo globale, a volte raggiunto tramite un piano di marketing piuttosto aggressivo ma di sicuro impatto, come dimostrano i moltissimi fans che ancora riempiono le nostre città e continuano a ritrovarsi settimanalmente in club ricercatissimi e in stabili di grande pregio artistico. Notevole anche il merchandising.

Parte 1: Genesi
Parte 2: Esodo
Parte 3: Levitico
Parte 4: Numeri

Dopo quasi un anno di pausa, prosegue la fantastica saga della divina tragedia, ne sentivate la mancanza?

Oggi chiudiamo il ciclo dei primi cinque libri dell’Antico Testamento, il cosidetto Pentateuco (la Torah ebraica), con il famoso “Deuteronomio”, un terribile libro di 34 capitoli che contiene tre discorsi che sarebbero stati pronunciati da Mosè agli Israeliti prima della sua morte.

La parte più interessante è quella del secondo discorso, il cosiddetto Codice Deuteronomico, formato da una serie di dettami che il popolo eletto deve osservare per entrare nella Terra Promessa.

Le leggi morali e comportamentali indicate in questo libro sono una delle peggiori collezioni dell’intera Bibbia, mi piacebbe avere l’opinione sincera di qualche cristiano… io leggendo questi capitoli sono rimasto allibito e ho festeggiato il mio ateismo pagina dopo pagina.

Vi riporto qualche “chicca” divina, facendomi aiutare come nel precedente episodio con le raffigurazioni dello spassoso “The Brick Testament“:

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Per i tanti nuovi lettori, segnalo la vecchia immagine di “Natale ai tempi di facebook” che avevo creato un paio d’anni fa:

Natale ai tempi di facebook

Per gli altri, vi consiglio una bella lettura natalizia (lo sapete che la data del 25 dicembre è stata stabilita nel IV secolo per motivi tutt’altro che religiosi, vero?):

Link al post di alfredodegiuseppe.it: “Un Natale ateo, ma buono”