Musica

Uno dei più grandi cantautori italiani, Rino Gaetano.

copertina di Nuntereggae più

Morto all’età di 30 anni in un incidente automobilistico, alcune sue canzoni restano nella storia della musica italiana anche se spesso sono incomprese o maltrattate da riedizioni dance-house che fanno rabbrividire.

I suoi testi non badano alla grammatica, la sua voce è un urlo continuo contro le ingiustizie e lo status quo dell’Italia degli anni 70, in un modo o nell’altro nascondevano sempre una scomoda verità.
Nuntereggae più” è una canzone del 1978 il cui testo infila una serie di nomi dalla cronaca, dello sport e della politica di quegli anni, senza un’apparente motivazione di fondo, se non che Rino Gaetano (e gran parte del popolo italiano, per altro), non li “reggeva più”.

32 anni dopo per scrivere una canzone con tutte le persone di cui non ne possiamo veramente più ci vorrebbe un doppio cd. Con musica in formato mp3.

Mi sono sempre chiesto chi fossero alcuni dei personaggi citati da Rino Gaetano e capire che fine avessero fatto… beh, eccoli:

Gianmario Cazzaniga
(sinistra extraparlamentare e sindacalista fondatore della CGIL-scuola)
Vivo
Avvocato Agnelli Morto
Umberto Agnelli Morto
Susanna Agnelli Morta
Attilio Monti
(imprenditore nel ramo petrolifero)
Morto
Leopoldo Pirelli
(imprenditore)
Morto
Causio, Tardelli, Musiello, Antognoni, Zaccarelli
(ex calciatori)
Vivi
Gianni Brera
(giornalista)
Morto
Enzo Bearzot
(allenatore di calcio)
Vivo
Carlos Monzon
(pugile)
Morto
Adriano Panatta
(tennista)
Vivo
Gianni Rivera Vivo
Pompeo D’Ambrosio
(imprenditore famoso in Venezuela)
Morto
Niki Lauda
(pilota di F1)
Vivo
Gustav Thoeni
(sciatore)
Vivo
Maurizio Costanzo Vivo
Mike Bongiorno Morto
Paolo Villaggio Vivo
Raffaella Carrà Vivo
Francesco Guccini Vivo

Il video integrale di “Nuntereaggae più”:

Muse a San Siro: foto e video

8 giugno 2010: straordinario concerto dei Muse allo stadio San Siro di Milano.

stadio san siro muse 2010

Appena entrati a San Siro ci si trova di fronte un enorme palcoscenico (foto1), grigio e tetro che si proietta verso il pubblico (una citazione a 1984 di Orwell, ci informa il cantante Matt Bellamy). Bastano pochi secondi dopo l’inizio del concerto che l’enorme tetraedro si trasforma in un caleidoscopio di colori e luci spettacolare, con effetti speciali di tutti i tipi.

Muse a Milano: giugno 2010

Concerto-show indimenticabile: un alternarsi di rock, elettronica, assoli di pianoforte e metal (cover degli AC/DC e citazione ai Nirvana) che si possono ascoltare solo con i MUSE!

Non spreco altre parole e metto subito qualche foto e video scelte dal web (con 61800 spettatori il materiale non manca!)…
(in rosso i video migliori)

  • Esordio in pieno stile ‘Uprising‘ (video1), con finta protesta e bandiere (foto4).
  • Pianoforte e grandissima voce con Feeling Good (video 2 e foto10)
  • Neutro Star Collision (soundtrack di Twilight… è molto meglio live) (video3)
  • Undisclosed Desires su un palcoscenico semovente che si alza verso il secondo anello (video4 e video 4b) (foto3 e foto8)
  • Incredibile spettacolo con una ballerina legata ad un disco volante-UFO in mezzo allo stadio durante Exogenesis (video 5 e video5b, in HD) (foto qui sotto e foto8)
  • Dal primo album, Unintended al pianoforte (video6)
  • The Resistance, video di ottima qualità (video7)
  • Starlight e subito dopo una cover di Back in Black con il cantante dei Jet (video8)
  • Tempo di BIS: Take a Bow e poi Plugin in Baby, con Matt vestito di luci (video9)
  • Citazione di “Man with the armonica” di Morricone (dal film C’era una volta il west), prima del gran finale (video10)
    (notare il vestito trash di Matt con le lucine :-) )
  • Gran finale con Knight of Cydonia (video11)

Il momento topico: entra in scena un UFO durante Exogenesis!

Foto e Video

Leggi il resto dell’articolo

Tributo ai Nine Inch Nails

Poco noti al pubblico italiano ma pietre miliari del loro genere musicale, i Nine Inch Nails e il loro doppio album “The Fragile” meritano un post tutto per loro.
nine inch nails - logo

Correva l’anno 1999, e nel mondo della musica avvenivano le seguenti pietre miliari:

  • Nascita artistica (??) di Britney Spears, che domina la scena con …Baby one more time!
  • Esordio di Eminem con The Slim Shady LP
  • Gli Eiffel 65 ci distruggono l’estate con il loro “Blue (Da Ba Dee)” (che verrà poi eletta 14ima canzone più noiosa di tutti i tempi da Rolling Stone)
  • Anna Oxa vince Sanremo…

A salvare la musica in quel triste periodo per fortuna ci furono anche le uscite di Californication dei Red Hot, Supernatural di Santana e… The Fragile dei Nine Inch Nails (d’ora in poi NIN).

Ma chi diavolo sono i NIN?

I NIN sono un gruppo americano di Cleveland, nato nel 1988 e fin da subito tra i più influenti della musica rock industrial (rock + elettronica). Il gruppo era ed è una one-man band, totalmente accentrata attorno al cantante-compositore-polistrumentista Trent Reznor, leader indiscusso e genio musicale fin dalla tenera età… basti pensare che gran parte degli strumenti sono suonati uno alla volta dal poliedrico Reznor, e poi riarrangiati uno sopra l’altro!

Reznor ha iniziato gli studi di pianoforte all’età di 5 anni, passando poi al sax e alla tuba durante le scuole superiori. I suoi successivi studi di ingengeria informatica lo portano ad avvicinarsi alla musica elettronica, fondendo così la sua cultura musicale classica al jazz del sax e agli originali suoni elettronici della post-produzione al computer.

Questa originalissima unione di conoscenze portò alla nascita dei Nine Inch Nails e ai primi cd, tra cui il fortunatissimo “The Downward Spiral”, pietra miliare della musica rock industrial.

L’opera maxima: “The Fragile”

Opinione personale, ma la vera opera d’arte dei NIN arriva nel 1999 con il doppio album “The Fragile”, uno splendido passo avanti rispetto alla violenza industrial rock dei precedenti album.

In questo doppio cd si respira un’atmosfera sempre molto cupa e triste, nello stile Nine Inch Nails, ma con suoni molto più soft e strumentalmente eccezionali: la differenza di qualità si percepisce fin dalle prime tracce. Vario, originale e mai noioso, “The Fragile” è un capolavoro di quasi 2 ore con ben pochi uguali nella storia della musica (negli anni 90 i doppi dischi di livello comparabile sono solo “Mellon Collie and the Infinite Sadness” degli Smashing Pumplkins e  “Use Your Illusion I e II” dei Guns ‘n Roses, per esempio).

Purtroppo “The Fragile” non ebbe  il successo che si meritava, non essendo di facile ascolto sia per quanto concerne la musica sia per i testi e le sonorità un po’ dark e fuori dal comune.
Fossi in voi, gli darei un ascolto (anzi due o tre ascolti, perchè la musica non POP non è immediata e spesso si riesce ad apprezzare solo in tempi più lunghi).

p.s. sentitevi almeno il primo dei prossimi video musicali.

Alcuni video tratti da “The Fragile”

Leggi il resto dell’articolo

Live di Chris Cornell a Milano

Dopo essere stato fan di tutti i gruppi in cui ha suonato, dai Soundgarden agli Audioslave passando per i Temple of the Dog, finalmente lunedì sono riuscito a vedere un concerto live del mitico Chris Cornell, una delle migliori voci rock-grunge degli ultimi 20 anni (non solo secondo me, ovviamente).

Sapevo che questa sarebbe stata una delle ultime occasioni per vederlo sano di mente, dopo aver sentito il suo ultimo cd prodotto con Timbaland, un’oscenità premiata con recensioni da una stella da famose riviste e quotidiani oltreoceano… e non sono rimasto deluso!

Nonostante un Alcatraz mezzo vuoto e un inizio traballante (2 canzoni nuove e una voce un po’ debole), Chris ha infilato una serie di canzoni spettacolari prese dal meglio del repertorio Soundgarden (“fell on black days”, “spoonman”, “rusty cage”…), Audioslave (“like a stone”, “cochise”, “be yourself”, “wide awake”…) e Temple of the dog (“hunger strike”, “all night thing”), senza tralasciare le sue migliori da solista (“can’t change me”, “billie jean”, “you know my name”).

Grande Cornell quindi, anche se la tristezza di saperlo impegnato a rovinarsi la carriera con dischetti hip-hop elettronici ha trasformato questo live in un concerto d’addio al rock, infatti il passaggio dalle storiche musiche grunge verso le canzonette-che-vendono-tanto-ma-fanno-pietà si percepiva di canzone in canzone.
Vedere parte del pubblico vestito da fighetto che cantava solo le canzoni più recenti, riuscire ad arrivare in quarta fila senza spingere e restare ad ascoltare Spoonman senza pogare (Spoonman!!!) non è una bella sensazione.
Allo stesso tempo cantare tutti in coro “Like a stone” e sentire una citazione ai Led Zeppelin dopo 2 minuti di assolo di batteria vale da solo il prezzo del biglietto.

Insomma Chris, grazie per quello che hai fatto ma purtroppo ADDIO.


Grande prestazione live di “Can’t change me”