Alcuni mi fanno notare che nei miei articoli a volte sono un po’ troppo duro, cattivo ed eccessivamente ironico contro le idee e le posizioni di chi non la pensa come me.

Può essere…

Anzi è proprio così, è una scelta “stilistica”, un modo per essere un po’ meno noioso e più frizzante in modo che il lettore riesca a leggere fino in fondo senza doversi per forza immergersi in una lettura forse interessante ma lenta, didascalica e poco incisiva.

Ad esempio, il titolo qua sopra… è un po’ esagerato ma se avessi titolato “Informare con serietà o con seriosità?” metà di voi non avrebbe nemmeno cliccato. Ed è un peccato, perchè questo secondo titolo sarebbe stato molto più corretto: io cerco di scrivere cose SERIE (nel senso di ragionare senza impulsi e prendersi le proprie responsabilità) ma senza essere SERIOSO (ostentare serietà, darsi un tono, usare lessico e stile forbito).

MozziLive

Dottor Mozzi con un magnifico cappellino di una squadra NBA :-)

A volte eccedere in ironia può sembrare poco professionale, ad esempio molti si sono offesi per le battute sull’anzianità del dottor Mozzi, che propone diete miracolose ma poi dimostra 10 anni in più della sua verà età (ah, l’ho visto di persona pochi giorni fa, era attorniato da un nugolo di “credenti” in adorazione, che personaggio… vedi foto). A parte gli insulti a volte si rischia anche la denuncia per una battuta di troppo (il caso Boiron insegna), ma fare il compitino preciso non porta al risultato sperato: farsi leggere e creare una discussione viva tra più persone che la pensano diversamente.

A questo proposito, copio/incollo degli spezzoni da un bell’articolo del sempre bravissimo Bressanini (blogger di Le Scienze).
Anche lui, nelle mie condizioni (con moooolti lettori in più, naturalmente), preferisce restare ironico accettando che qualcuno possa risentirsi al punto tale da non ascoltare più le ragioni di chi scrive (le sue parole in corsivo, io concludo in fondo):

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