Casualmente il 7 gennaio ero a Parigi e casualmente proprio alle 11:30 giravo per la bellissima Place de Vosges osservando lo splendore di quella incredibile città.

A 500 metri in linea d’aria da dove mi trovavo, 3 terroristi hanno aperto il fuoco e ucciso 12 persone perchè lavoravano ad una rivista “blasfema”: Charlie Hebdo.

vignetta charlieHebdo

Una delle ultimissime vignette di Charlie Hebdo… «Ancora nessun attentato in Francia» «Un attimo. Abbiamo ancora fino alla fine di gennaio per venire a farvi gli auguri».

Charlie Hebdo è un giornale anarchico, blasfemo ed irresponsabile, come recita orgogliosamente il sottotitolo del settimanale, e proprio il suo essere una scheggia impazzita di libertà di opinione lo rendeva così speciale.

Oggi tutti “sono Charlie”, ma in Italia una rivista del genere non è nemmeno lontanamente concepibile. Charlie Hebdo è stata portata in tribunale 12 volte da associazioni cristiane e poteva continuare a uscire in edicola solo in un paese come la Francia, dove la religione è considerata “un’opinione” e quindi non può esistere il reato di attacco alle opinioni, per quanto sguaiato e volgare esso sia.

Come diceva nel 2013 il caporedattore di Charlie “il sacrilegio non è un delitto, e nemmeno la blasfemia, mentre le affermazioni razziste contro un gruppo lo sono”, quindi onore a Charlie e alla sua libertà, che è anche quella della democrazia.

Pubblico un estratto dell’intervista al caporedattore di Charlie Hebdo Gérard Biard uscita nel 2013 su Micromega (link all’intervista completa):

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