Tempo fa avevo iniziato scritto riguardo a come funzionano i telefoni cellulari (link: Come funzionano i telefoni cellulari?) e ai potenziali pericoli per la salute (link: I cellulari fanno venire il cancro?).

Solo di recente sono venuto a conscenza di un indice che, per chi è preoccupato dalle emissioni elettromagnetiche del proprio smartphone, può essere un utile indicatore del reale “pericolo” a cui si è sottoposti.

Ma andiamo per gradi, cercando di capire di cosa si sta parlando.

Il telefono cellulare è un dispositivo radio che emette regolarmente dell’energia a varie lunghezza d’onda per mantenersi in contatto con le antenne di ricezione/trasmissione del segnale, disperse in posizioni strategiche sul territorio (molte sono in città, dove la popolazione è condensata in spazi ridotti, meno in campagna dove una singola antenna può sopportare le richieste delle poche persone molto disperse sul territorio).

Ogni cellulare è diverso è può inviare una diversa quantità di energia, che viene in parte assorbita dal nostro corpo.

Questa quantità di energia elettromagnetica assorbita può essere calcolata e si chiama SAR (Specific Absorption Rate). 

Il tasso di assorbimento non è l’energia emessa dal cellulare, ma quanta di questa energia viene assorbita dal corpo… questo dipende molto dalla posizione e direzionalità dell’antenna così come dalla schermatura del telefono e dalle eventuali riflessioni del segnale dovute ai dispositivi metallici del dispositivo.

Quindi un telefono costruito senza pensare al tasso di assorbimento può avere un SAR molto alto a causa di u’ antenna interna sistemata proprio dove appoggiamo l’orecchio, per esempio. Per questo motivo gli enti internazionali hanno stabilito dei limiti massimi di legge a cui tutti i produttori di smartphone devono sottostare.

Per motivi ignoti (più o meno gli stessi per cui ogni stato ha le sue personalissime prese della corrente, penso), gli USA hanno fissato il limite massimo a 1.6 W/kg mentre l’Europa consente valori più alti: 2W/kg.

Ad un minor valore di assorbimento specifico SAR corrisponde un minor riscaldamento dei tessuti del corpo, ovviamente… quindi maggiore é il valore SAR di assorbimento, maggiori sono i potenziali rischi per la nostra salute (nb: POTENZIALI rischi, vedi il mio post citato all’inizio, la scienza non ha ancora dato una risposta definitiva).

Qual è il SAR del vostro telefono?

Il modo migliore per saperlo è cercare un identificatore (FCC ID) sul proprio telefono (di solito inserito nel vano batteria o sul retro dello smartphone), e inserirlo in questo sito della FCC americana che controlla ogni cellulare prima che venga messo in commercio: http://transition.fcc.gov/oet/ea/fccid/

Ad esempio il “Nexus 4” di Google/LG ha questo FCC ID scritto sul retro:

FCC ID del NexusQuindi scrivendo ZNF ed E960 otteniamo una lista di test effettuati su questo modello. Cliccando su “details” possiamo leggere i risultati e vedere che il Nexus resta abbondantemente sotto la soglia del 1W/kg, su qualsiasi tecnologia (2g, 3g, 4g).

Cercando l’Iphone (che ci semplifica la vita con una pagina del suo sito interamente dedicata all’argomento: http://www.apple.com/legal/rfexposure/ ), vediamo che le ultime versioni peggiorano un po’ gli ottimi risultati dei primi iphone ma sono comunque ben al di sotto dei limiti di legge (iphone 5S si posizione attorno a 1,1W/kg per il nostro 3G).

In generale sembra che i cellulari con peggior tasso di assorbimento siano i BlackBerry, mentre i migliori siano il Nokia 1520 e i coreani di LG e Samsung (fonte: http://www.phonerated.com/top-rated-best-overall-low-sar-phones-global )… visti i risultati penso che la grandezza dello smartphone permetta di diminuire i tassi di assorbimento perchè l’antenna può essere schermata e posizionata più correttamente nel dispositivo.

Per riassumere: non facciamoci prendere dal panico da radiazioni ma allo stesso tempo non teniamo lo smartphone sotto il cuscino di notte o in tasca per tutto il giorno. Le emissioni sono molto frequenti e non vedo perchè prendersi dei rischi stupidi quando bastano pochi cm di distanza per ridurre il rischio a zero.