I cellulari fanno venire il cancro?
Scritto da Samueleott 24
Una domanda da 100milioni di euro!
(Cifra che le multinazionali della telefonia sarebbero disposte a pagare per mettere a tacere una notizia del genere)
Le informazioni che si hanno sono tante, le risposte invece sono ancora decisamente lontane da essere definitive. Proviamo a fare chiarezza su quello che si sa di certo:
Le onde elettromagnetiche sono una forma di propagazione dell’energia nello spazio.
Ogni onda elettromagnetica è definita dalla sua frequenza, cioè il numero di oscillazioni compiute in un secondo; maggiore è la frequenza di un’onda, maggiore è l’energia che trasporta.
Le radiazioni emesse dai cellulari sono del tipo ad “alta frequenza”, nella fascia dei 900 MHz – 2.4 GHz, e sono di tipo non-ionizzante.
“Non ionizzante” significa che quel tipo di onde non modificano la struttura chimica delle sostanze che incontrano nel loro cammino (per un semplice motivo: per interferire con le minuscole molecole la lunghezza d’onda dev’essere a sua volta minuscola, e quindi ad altissima frequenza).
Quindi prima certezza: le onde emesse dai cellulari NON interagiscono direttamente con le molecole del corpo umano.
Questo non significa che le radiazioni dei cellulari non interagiscono in alcun modo con il nostro corpo… ad esempio dal punto di vista termico bisogna segnalare che le onde trasferiscono energia e quindi calore ai tessuti del corpo, che si riscaldano.
Uno studio ha mostrato che quando una persona usa il cellulare per 50minuti consecutivamente, i tessuti del cervello sul lato del cellulare metabolizzano più glucosio rispetto a quelli sul lato opposto. Non è ancora chiaro se questo possa comportare dei rischi, ma è una conferma che l’uso prolungato del cellulare ha un certo effetto sul nostro corpo (link all’articolo ufficiale).
La quantità di energia che il telefono emette varia in base al modello di telefono, alla tecnologia usata (2G, 3G…), ma soprattutto alla distanza tra il telefono e l’antenna: più sono distanti più il telefono deve aumentare la potenza.
Allo stato attuale però non si conosce un meccanismo biologico che spieghi come delle radiazioni non ionizzanti possano provocare il cancro.
Nonostante questo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2011 ha catalogato i telefonini come possibile fonte cancerogena.
Più precisamente, nel testo ufficiale si può leggere che “there could be some risk, and therefore we need to keep a close watch for a link between cell phones and cancer risk” (link).
Bisogna essere onesti fino in fondo però, e segnalare che anche il caffè, i sottaceti e il gasolio fanno parte di questa categoria.
Insomma, la conclusione è che “There is still no convincing scientific evidence that RF field exposures from mobile phones and other radio technologies affect human health” (non c’è alcuna evidenza scientifica che l’esposizione ad un campo di frequenze radio di cellulari possa avere ripercussioni sulla salute dell’uomo) (link)
Quali possono essere gli effetti sul lungo periodo?
Gli unici dubbi della comunità scientifica riguardano gli effetti sul lungo periodo, perchè i test fatti sono troppo pochi e non sempre sono affidabili, visto che non è possibile velocizzare il tempo per sapere quali e quanti problemi possa creare un campo elettromagnetico dopo decine di anni… anzi da alcuni anni iniziano ad uscire degli studi che parlano di possibili danni dovuti all’uso prolungato e continuativo di apparecchi cellulari, tanto che la Corte di Cassazione si è sentita libera di costringere l’INAIL a fornire una “pensione di invalidità” ad un manager che ha contratto un tumore causato (così ha deciso la Corte…) dall’eccessivo uso del cellulare durante il lavoro (link alla notizia).
Nel dubbio è consigliabile seguire alcune precauzioni piuttosto banali, che purtroppo vengono consigliate in modo esplicito solo da pochi anni (probabilmente proprio a causa dei primi studi che collegano debolmente tumori ed eccessivo uso del cellulare)… nonostante siano semplici ed efficaci:
1) Già a pochi centimetri di distanza il campo elettromagnetico si riduce notevolmente: meglio evitare il contatto diretto tra cellulare e viso (usando l’auricolare).
2) Ogni minuto il cellulare invia messaggi ad alta energia verso l’antenna, anche quando non lo stiamo usando: non teniamo il cellulare in tasca tutto il giorno.
3) Gli smarthpone sono costantemente connessi a Internet e scaricano aggiornamenti “live” in modo continuo, di notte e di giorno: teniamo il cellulare a distanza dal nostro corpo quando andiamo a dormire.
Nonostante sia consigliato rispettare queste precauzioni, gli studi ufficiali finora lasciano intendere che la probabilità di contrarre il cancro è così bassa che non è il caso di preoccuparsi troppo (se l’uso del telefono è limitato a poche decine di minuti al giorno).
È molto, molto, molto più rischioso per la propria vita guidare tutti i giorni l’automobile per 1/2 ore… ma ben pochi pensano di smettere!
Ergo, telefonate con prudenza ma non date ascolto ai complottisti che urlano allo scandalo






45 commenti
Commento di Mauro il 24 ottobre 2012 alle 23:34
Ma ragazzo mio… il complottismo fa vendere. Vuoi vedere disoccupati tanti onesti lavoratori di televisioni, giornali e case editrici? Sei proprio senza cuore!
Saluti,
Mauro.
Commento di Mao il 25 ottobre 2012 alle 08:14
Grande Sam, sempre bellissimi i tuoi post!
Saluti dalla valle
Mao
Commento di Nicholas il 25 ottobre 2012 alle 09:25
Italia: dove la scienza è decisa nei tribunali
Commento di paolonesi il 26 ottobre 2012 alle 22:49
@@@
Carissimo Samuele,
mi dispiace, ma stavolta non concordo affatto.
Se una cosa, qualsiasi cosa, fa male se la usi troppo, ma se la usi solo 10 miuti al giorno no….è certamente una tesi che può essere valida.
Ma se una cosa, qualsiasi cosa, fa male…..fa male ! 10 minuti o 20 0 30 o meno di 10 minuti……non m’importq: se la cosa fa male significa che può fare male , ergo è bene EVITARLA .
Non è stata solo per questa ragione che ho “gettato”,cioè “distrutto”, il cellulare e non ne voglio più sentir parlare da quando ho smesso la professione (e anche prima lo usavo pochissimo, proprio l’indispensabile).
Devo essere uno dei pochissimi italioti sopra i 10 anni (o meno !) che NON VUOLE il cellulare nemmeno se fossi pagato per tenerlo.
Altre sono le ragioni per cui rifiuto il cell, ma certamente il probelma del “male” ha pesato.
Capisco di essere “out” ormai da questo mondo, ma perlomeno mi sento assolutamente ….libero
Ciao. Paolo Nesi
Commento di Samuele il 27 ottobre 2012 alle 01:59
Grazie Mao, ogni tanto fa piacere sapere che legge anche qualcuno che conosco nella vita “reale”
Commento di Samuele il 28 ottobre 2012 alle 00:58
Beh @paolonesi, in realtà tantissime cose fanno male se usate troppo ma continuiamo ad usarle, con moderazione… anche mangiare troppa carne fa molto male, dobbiamo diventare vegetariani? Respirare smog tutti i giorni tutto l’anno fa male, dobbiamo quindi andare tutti in campagna?
Commento di paolonesi il 28 ottobre 2012 alle 15:35
@ SAM
Eccertoooooo……!
Carne non ne mangio più da molti lustri, tranne il pesce ovviamente, e da parecchi anni sono tornato avivere in Versilia, in un polmone di verde enorme…….con davanti il mare !
Ciaooo…Paolo Nesi
Commento di Samuele il 28 ottobre 2012 alle 19:49
Beh allora… beato te!
Commento di Aristarco il 30 ottobre 2012 alle 00:31
Adesso sparo uno sproloquio che nessuno leggerà (in realtà, spero – ovviamente – che almeno qualcuno lo legga, anche se…
Comincio con una lunghissima premessa sui farmaci, per poi arrivare ai cellulari.
Se si guarda il “bugiardino” che si trova all’ interno della scatola di un medicinale (o, per meglio dire, il cosiddetto “Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto”, o RCP), si potrebbe erroneamente ritenere che ciò che vi è riportato, sia scritto dalla stessa mano.
Ciò non corrisponde alla verità!
In particolare, la sezione “04.1 Indicazioni terapeutiche” è scritta da una mano diversa rispetto a quella che ha scritto le sezioni “04.3 Controindicazioni” o “04.8 Effetti indesiderati”.
Quando faccio riferimento alla “mano che scrive”, non intendo – ovviamente – far riferimento alla mano della persona in carne ed ossa che ha scritto ciò che riportano le sezioni 04.1 o 04.8.
Quando faccio riferimento alla “mano che scrive”, intendo riferirmi alla “forma mentis” che è dietro alla stesura di quelle due sezioni.
Introduco ora due personaggi.
Cuordiconiglio e Settikoala.
Settikoala è un koala che mangia solo foglie di eucalipto piccole e tenere.
Esso è molto selettivo, molto scettico, perpetuamente insoddisfatto, assai rigoroso.
Si deve immaginarlo, con occhiali inforcati, che scruta, con la massima attenzione, una fogliolina di eucalipto per analizzare se si tratta proprio di una foglia di eucalipto.
Cuordiconiglio è, invece, un coniglio pavidissimo che è in perpetuo stato allerta, dato che è consapevole di essere la “succulenta” preda di svariati animali, fra cui la volpe, la faina, la donnola, il gufo reale, la lince, ecc.
Cuordiconiglio è quindi un coniglio pavidissimo che si allarma non solo alla vista di quasi qualsiasi animale, ma anche per ogni stormir di fronda.
Si deve essere consapevoli che le parti dell’RCP dedicate alla “efficacy” (e, cioè, in primis, la sezione “04.1 Indicazioni terapeutiche”) sono scritte da Settikoala, mentre le parti dell’RCP dedicate alla “safety” (e, cioè, la sezione 04.3 Controindicazioni”; la sezione “04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’ uso”; la sezione “04.8 Effetti indesiderati”; ecc.) sono scritte da Cuordiconiglio.
In altre parole, se viene aggiunta una nuova indicazione terapeutica nella sezione “04.1 Indicazioni terapeutiche”, significa che vi è un insieme granitico e validato di dati clinici a supporto di tale nuova evidenza.
Se, invece, viene aggiunto un nuovo effetto collaterale nella sezione “04.8 Effetti indesiderati”, può anche significare che vi é stata solo una manciata di segnalazioni, all’ insegna del famigerato motto ”post hoc, ergo propter hoc”, gran padre della Fallacia di correlazione causale.
Occhio: non desidero sostenere che – oggi come oggi – sia inopportuno far scrivere le parti dell’RCP dedicate alla “efficacy” a Settikoala e le parti dedicate alla “safety” a Cuordiconiglio.
Voglio solo portare all’ attenzione il fatto che le diverse parti del “bugiardino” sono scritte da “forme mentis” totalmente diverse.
“I have a dream!”
Il sottoscritto ha un sogno.
Il sottoscritto desidererebbe solo che quanto è riportato nella RCP sia riportato alla stessa maniera in cui sono scritte – già da svariati anni – diverse linee-guida di Medicina, soprattutto d’oltreoceano.
Il modello GRADE (The Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), che posso citare come esempio paradigmatico, è forse il più famoso, ma non il più usato.
In molte linee-guida si utilizzano metodi forse più semplici che fanno riferimento a LOE e a SOR, cioè a “strength of recommendations” (SOR) e a “Level of Evidence” (LOE).
Ritengo che sarebbe assolutamente utile e opportuno abituarci – in generale – a ragionare in termini di LOE e SOR.
Tornando al “bugiardino” (nome – ahimè! – non del tutto infondato), ci sono – ad esempio – riportati effetti collaterali che emergono in modo statisticamente significativo negli studi di confronto versus placebo.
Tralasciando per il momento il SOR (che piace tanto a Cuordiconiglio), è chiaro che in questo caso il LOE (tanto apprezzato da Settikoala) è massimo.
Invece, se l’ effetto collaterale “X” è riportato solo in una decina di casi clinici, tutti diversissimi l’ uno dall’ altro, su una popolazione esposta di molte decine di milioni di persone in tutto il mondo e per molti anni…. bè, è chiaro che il LOE sarebbe minimo.
Questo non significa che l’ effetto collaterale “X” non dovrebbe essere riportato in RCP.
Questo significa solo che l’ effetto collaterale “X” dovrebbe essere riportato in RCP, precisando che si tratta di una evidenza con un LOE molto basso.
Arriviamo ora a parlare di cellulari.
Non sono un esperto di letteratura medico-scientifica sui potenziali danni oncologici da cellulari, ma quel che ho letto mi pare alquanto rassicurante.
E’ chiaro però che quando c’è di mezzo la “safety” interviene Cuordiconiglio a redigere le SOR, ed è giusto che sia così.
E’ quindi giusto e sacrosanto che Samuele suggerisca di “seguire alcune precauzioni”.
Però vorrei anche un Settikoala che raccontasse che le SOR di Cuordiconiglio, che devono essere seguite, sembrerebbero avere alla base un LOE assai basso.
Ciao a tutti,
Aristarco.
Commento di paolonesi il 30 ottobre 2012 alle 13:19
@ ARISTARCO rif. 30 ott 00:31
carissimo Aristarco,
sta tranquillo che “almeno” IO ti leggo !…..e non è poco
ahahahahahahahahah
Bando agli scherzi, oerando per 35 anni nella Sanità ben conosco questi problemi dei farmaci e delle Ditte relative.
Più semplicemente i c.d. “bugiardini” servono solo per questioni legali.
Se un certo farmaco ti fa venire uno “choc anafilattico” l’Impresa Farmaceutica potrebbe passare dei guai giudiziari (e pecuniari) se non ti avvertisse nel suo bugiardino.
Ma facciamo ora una considerazione che scherzosamente, solo scherzosamente, avevo accennato a SAMUELE.
Ogni “Farmacon” (cura e veleno, in greco) ha aspetti positivi (ti cura), ma effetti collaterali (può provocarti dei guai), quindi quando affermavo a Samuele che se di una certa cosa si può dire che va bene, ma che se presa in dosi maggiori può farti male, allora, visto che può far male, sarebbe sempre BENE non prenderla e basta, mi riferivo all’uso del cellulari.
Ma siccome tu poni il caso dei faramaci è ovvio che la stricnina o l’arsenico o la digitale se prese in piccolissime dosi ti curano, altrimenti ti ammazzano, per cui sarebbe sempre bene non prederle, come sopra ragionavo, è ovvio che le cose non stanno così.
Ovvio che ci vuole un po’ di “granu salis”. Ma il mio concetto è sempre quello, anche se si tratta di vautare.
Ovvio che se prendo la giusta dose di digitale guarisco, altrimenti crepo, ma è altrettanto ovvio che la digitale la prendo se già sono nei guai, cioè a dire ammalato. Quindi si tratta di VALUTARE il pro e il contro.
Se si leggono i bugiardini e gli si dà retta, meglio buttare via il farmaco e farme a meno, a meno che……………a meno che la tua situazione sia così compromessa che devi arrivare a valutare se ti conviene prendere il farmaco sopportandone tutte le possibili conseguenze negative oppure cercare di guarire …che ne so….con le erbe ad esempio o con i farmaci omeopatici, cioè acqua fresca !
Riepilogando, Samuele diceva che è vero che l’uso dei cellulari fa male, ma se presi in piccole dosi allora è utile….vero !
Ma è anche vero che è altrettanto utile rapinare a mano armata una Banca, visto che ti darebbe un bel guadagno, però….però ci sono i “contro” (polizia, mitragliate, sparatorie, ferite, morte, galere, ergastoli ecc ecc)
Dunque, ho buttato il cell una volta che ho smesso la professione. Ma prima l’avevo, anche se l’usavo poco. Ma ero cosciente dei pericoli. Ho conosciuto un tale, poveretto, con un tumore all’orecchio che lo ha portato alla morte dopo anni di mostruosità e sofferenze indicibili. Il tumore era riconducibile all’uso del cell ? Boh…dicono di sì, ma poi tutto fu messo a tacere visto che il bussiness è enorme.
Oggi si dice che senza il cell non si possa vivere ! Mah…io dico di no. Ho vissuto benissimo senza cell, ma se oggi chi lavoro non può farne a meno, deve valutarne la pericolosità.
Gli è che poi quando un tale dice: lo uso solo per lavoro, altrimenti non campo o la concorrenza mi frega, quindi è una questione di vita o di morte…..lo posso anche capire ! Però vedo che quando quel tale smette di lavorare, continua imperterrito con l’uso intenso del cell perchè ne è diventato schiavo.
Per finire, sto notando che i politici fanno enorme uso del cell, per cui…………………..speriamo bene
Sempre lieto di leggerti. A presto. Paolo Nesi
Commento di paolonesi il 30 ottobre 2012 alle 19:46
@ ARISTARCO (segue)
ostiaaaa….ho saltato una frase intera ! scusami.
Dopo di:
“Ma è anche vero che è altrettanto utile rapinare a mano armata una Banca, visto che ti darebbe un bel guadagno, però….però ci sono i “contro” (polizia, mitragliate, sparatorie, ferite, morte, galere, ergastoli ecc ecc)
(segue:)
Ma una rapina a mano armata è una cosa grossa, quindi se la faccio piccola e rubo, diciamo, le classiche 2 mele va bene ? Certamente no !
Ciao. Paolo
Commento di paolonesi il 30 ottobre 2012 alle 19:58
@ ARISTARCO
Dato che ci sono ti racconto una battutina velocissima che non c’entra nulla con quanto sopra, ma è carina.
Un tale sveglia la moglie: “Teresa, Teresa, svegliati, svegliati”
La moglie si desta e si accorge che è tutto buio, quindi chiede assonnata: “Ma che ore sono ?”
Le 3 di notte risponde il marito.
“E perché mi svegli alle 3 di notte ?” sbotta la moglie incazzatissima.
“Perchè ti devo fare una domanda” dice il marito.
“E non me la potevi fare domattina ? “, “No, ora ! ”
“E vabbeh, allora dimmela, sù !”
“Teresa, ma secondo te quando si va in bagno, aprendo la porta si accende automaticamente la luce ? ”
“Quando si va in bagno, aprendo la porta si accende automaticamente la luce ?” ripete la moglie tra se e se, e poi continua:
“Ma certo che no! ma perché me lo chiedi ?”
“O cavolo, risponde il marito, allora mi sa tanto che ho fatto la pipì nel frigorifero !”
Piaciuta ?
Ciaoooooooooooooo…………Paolo
Commento di Aristarco il 31 ottobre 2012 alle 22:44
@Paolo
You wrote: Ma se una cosa, qualsiasi cosa, fa male…..fa male !
RE: Con questa affermazione sei in disaccordo con Paracelso, che ai nostri occhi di uomini del XXI secolo potrebbe sembrare un buffone, ma che comunque sosteneva un concetto che ancora oggi è considerato valido e cioè che “è la dose che fa il veleno” (1).
In prima approssimazione, aggiungo che, oltre alla dose che fa il veleno, anche “la via di somministrazione fa il veleno” (2) e, soprattutto, sta emergendo in modo sempre più chiaro e cristallino che è anche la particolare sottopopolazione a cui prescrivi il farmaco che fa il veleno (3).
Ciò detto, personalmente rimango dubbioso anche su una nocività dei cellulari, anche in termini minimalisti.
Non dobbiamo dimenticare che vi sono dati a sostegno della cancerogenicità del gorgonzola, del pane, della coca-cola e finanche della consuetudine di tenere in casa gabbiette per uccellini.
E allora?
Che facciamo?
Ci immergiamo in un oceano di paranoia e ipocondria?
Ciao, Aristarco
1) anche Ippocrate – se si legge bene – ci può apparire un buffone, ma alcune – poche, ma essenziali – intuizioni rappresentano concetti che sono validi ancora oggi.
2) Un conto è somministrare neomicina per os e un conto è somministrarla per endovena; un conto è somministrare vincristina per via endovenosa e un conto è somministrarla per via intratecale.
3) ad esempio, se somministri digitale a dosi farmacologicamente efficaci a un soggetto con scompenso cardiaco acuto equivale a somministrare – considerando opportunamente indice terapeutico e rapporto rischio/beneficio – una medicina tout court, ma invece se somministri digitale a dosi farmacologicamente efficaci a un soggetto sano equivale a somministrare – considerando opportunamente indice terapeutico e rapporto rischio/beneficio – un veleno tout court.
Commento di paolonesi il 1 novembre 2012 alle 17:33
@ ARISTARCO rif. 31 ott 22:44
Aristà………………..uffaaaaaaaaa,
non farmi osservazioni, per me, scontate:
Seguendo la tua scaletta:
1) d’accordissimo
2) lo davo per scontato…per te ! per Sam probabilmente no !
3) lo davo per scontato…per te ! per Sam probabilmente no !
Le gabbie per uccelli in casa, specie se pappagallini, potrebbero essere fonte di psitaccosi, come ben saprai, ma non certo di tumori.
Di tumori all’orecchio ne ho visti almeno 5. Usavano moltissimo i cell, specie qualche tempo fa. Anche per le radiofrequenze dei ripetitori esiste il dubbio, ma poi, vedrai, salteranno fuori casi come l’ILVA di Taranto, che sono decenni che denuncio invano.
Tutto sta nella misura mi dirai ! E’ vero, ma come ti ho detto poi, siccome avere il cell, o i cell, è “a la page”, allora l’uso diventa sempre smodato (anche finanziariamente dico io ahahahahahah) e la gente se ne frega di tutto, fino a quando………fino a quando i buoi sono scappati dalla stalla !
D’accordissimo che non bisogna “immergersi in un oceano di paranoia e ipocondria”, ma sai carissimo, quando ti capita a te o a gnete a te vicina……………..sono cavoli amari !
Non mangiare più carne rossa Aristà, né fumo, né alcol se non molto, molto moderatamente. Mangia cavolini di Bruxelles e pane integrale….dammi retta, ma senza cadere in paranoia, fidandoti solo delle probabilità statistiche, poi….come va, va
D’altra parte ti avverto che sono arrivato alla tesi dell’Eternità senza scomodare il “trascendente” o cose simili. Solo ragionamento.
C’è un bel saggio che sicuramente ti potrebbe interessare su Fisica/Cosmologia di Brian Green (Fisico): “La Realtà nascosta” (Ed. Einaudi). Green sostiene molto efficacemente la tesi del Multiverso, anzi, lo dà per scontato ! Dimostra il perchè sono possibili 10^500 diversi Universi-bolla (anche Univ/bolla all’interno di altri Univ/bolla che possono contenere altri Univ/bolla ecc ecc).
Questo saggio mi ha dato ipotesi per pensare addirittura al post-Eternità, ma ci devo ancora riflettere.
Fatti sentire. Ciao. Paolo
Commento di Aristarco il 1 novembre 2012 alle 18:58
@Paolo
You wrote: Le gabbie per uccelli in casa, specie se pappagallini, potrebbero essere fonte di psitaccosi, come ben saprai, ma non certo di tumori.
RE: Mi spiace contraddirti, Paolo, ma ci sono molti lavori che dimostrano una possibile relazione fra uccellini in gabbia e cancro del polmone.
Fra essi – solo a titolo di esempio – ti segnalo:
Kohlmeier L, Arminger G, Bartolomeycik S, Bellach B, Rehm J, Thamm M.
Pet birds as an independent risk factor for lung cancer: case-control study.
BMJ. 1992 Oct 24;305(6860):986-9.
You wrote: Di tumori all’orecchio ne ho visti almeno 5. Usavano moltissimo i cell, specie qualche tempo fa.
RE: Sai bene che cinque casi non hanno alcun rilievo dal punto di vista epidemiologico…
You wrote: salteranno fuori casi come l’ILVA di Taranto, che sono decenni che denuncio invano.
RE: Ti piace vincere facile
Anch’io sarei stato in grado di fare l’aruspice con l’ Ilva.
Anzi, ti predico che se si effettua una indagine epidemiologica che coinvolga le persone che abitano entro 500 metri dall’ autostrada del sole e li paragoniamo alle persone che vivono in una fascia di 500 metri, posta a 50 km dall’ autostrada del sole, emergeranno dei dati simili a quelli dei dintorni dell’ Ilva: sono un aruspice anch’io
Un ultima considerazione.
Ogni anno muoiono in Italia migliaia di persone a causa dei sinistri stradali.
Ma l’ automobile è anche uno strumento di lavoro. E, perché no, di piacere. Ciò vale anche per il cellulare. Per il quale sono ancora incerto sul fatto che sia in grado di provocare dei morti, a meno che non lo si usi… mentre si guida un automobile
Ciao, Aristarco.
PS. Grazie per la segnalazione del libro di Brian Green, che – da come lo descrivi – sembrerebbe davvero interessante.
Purtroppo riesco a leggere sempre meno. Aspetto, per leggere tutto quello che mi piacerebbe leggere, che arrivi la pensione… che, però, sembrerebbe allontanarsi – oibò! – sempre più
Commento di Chiara il 1 novembre 2012 alle 20:07
Ma questi rischi sono potenzialmente validi anche quando il telefono è in modalità “offline” o “aereo”? Perché da bravo cuore semplice che sono la notte metto sempre il telefono sul comodino in quella modalità, senza spegnerlo, illudendomi di ridurre drasticamente i potenziali rischi
Commento di Chiara il 1 novembre 2012 alle 21:23
P.s: bel post, lo aspettavo!
Commento di Artemio il 1 novembre 2012 alle 21:29
Tutti, o quasi, sanno cosa siano gli effetti “placebo” e “nocebo” (‘sanno’ per quanto se ne possa sapere finora, cioè ancora poco) e sono in grado di produrre esempi in tal senso.
Ebbene cari signori della colta corte, mi arrogo in questa sede il diritto di coniare un neologismo: “effetto nilicebo” (dalla storpiatura-ibridazione dei precedenti, con un richiamo al latino “nihil”: nulla). (E il primo che dice che esiste già qualcosa del genere si faccia trovare fuori all’uscita ………)
Esempio di effetto nilicebo: ad un paziente con TC = 39° C, viene somministrata una compressa contenente 500mg di paracetamolo, noto antipiretico.
Al paziente viene fatto credere però che la compressa non contenga un farmaco antipiretico, ma una sostanza inerte. Se la TC non subisce variazioni, si può ipotizzare che la mente del paziente abbia conferito alla compressa, e quindi al paracetamolo, efficacia antipiretica nulla.
Nel caso di un paziente scettico nei confronti di un determinato rimedio terapeutico (farmacologico, omeopatico, taumaturgico, consigliato da medico ritenuto incompetente, ecc) è verosimile ipotizzare il potere della mente (?) del paziente di annullare l’effetto di un rimedio, rimedio che invece ha magari dimostrato scientificamente la propria efficacia (a seconda dei casi).
Se l’esistenza dell’effetto nilicebo venisse dimostrata (no non guardate me, e che caz tutto io devo fare?) si potrebbe ipotizzare una capacità dell’essere umano di opporre resistenza a certi fattori di rischio, semplicemente per il fatto che non li conosce o perchè non ci crede.
A quel punto si porrebbe la questione etica.
Svelare e rivelare a tutti la scoperta di un nuovo fattore di rischio (non grave o fatale, of course) scommettendo sulla prevalenza del beneficio dato dalla presa di coscienza e la susseguente messa in opera di interventi protettivi, oppure non rivelarlo, puntando sul naturale effetto protettivo nilicebo insito nell’ignoranza della fattispecie?
Commento di Aristarco il 2 novembre 2012 alle 11:42
@Artemio 01/11/2012 alle 21:29
La tua teoria l’ho già grossolanamente sentita.
La sosteneva un mio amico, che fondò una società affaristica di stregoneria.
Aveva una radio privata, una dozzina di dipendenti, una clientela selezionata proveniente da tutta Italia.
Poi in giovane età morì e il sito della sua azienda (ho controllato or ora) è sparito (si chiamava il “Trigono” e ora vi sono, sul web, solo delle imitazioni).
Nonostante non pensasse/non credesse di morire, morì lo stesso.
Philip K. Dick:
“reality is that which, when you stop believing in it, doesn’t go away”.
Ciao, Aristarco
Commento di mattia il 2 novembre 2012 alle 15:41
la settimana scorsa ho tentato di suicidarmi ingerendo una enorme quantità di medicinali omeopatici….non è successo niente
…farò causa alla “nota casa farmaceutica omeopatica francese” !!!
Commento di paolonesi il 2 novembre 2012 alle 15:54
@ ARISTARCO rif. 1 nov 18:58
Aristà…….,
questa della correlazione pappagallini in gabbia/tumore al polmone è la prima volta che la sento. Potrei capire l’aviaria, ma così non vedo il nesso. Ma se me lo dici tu penso di crederti, salvo verifica……..of course !
5 casi di tumori all’orecchio non fanno ovviamente testo da un punto di vista epidemiologico….sacrosanta ragione !
!
Ma siccome li ho visti io, cioè sono capitati nel mio stretto cerchio/spazio-vitale personale, quindi nella MIA statistica personale….cavolo se PER ME FANNO TESTO
Ti ricordo che questi tipi di tumori possono saltar fuori a decenni di distanza e sono pressoché inarrestabili (almeno da statistica risalente a 10 anni fa circa , se mi ricordo ancora bene).
Per l’ILVA e le autostrade sono completamente d’accordo con te, salvo un particolare, e cioè a dire che queste cose le notavo………….. più di 30 anni fa ! E’ facile prevedere queste cose ora, ma non 30 anni fa ! Così come si parla dei nitriti (in genere nelle carni), ma se ne parla ora, mentre l’avevo già intuito ormai da più di 40 anni (dei nitriti e nitrati negli alimentari ecc ecc:)
I morti per incidenti atomobilistici.
Ne muoiono molti, è vero, ma potrebbero essere pochissimi se si seguissero serie politiche NON-Industriali e quindi di potere economico-affaristico. Personalmente ho sempre preferito il treno e l’aereo, mentre non mi piace affatto guidare l’auto.
Unico mio “vizio” la MOTO, che però sono armai più di 10 anni che non la guido perchè è ormai impossibile. Il piacere della motocicletta ormai è superato dal rischio del traffico e dagli idioti che guidano le auto.
Vorrei l’elicottero ora, ma ormai per me sarebbe troppo tardi !
Anche se avevo un super-lavoro NON ho MAI rinunciato a leggere e a studiare. Da quando ho smesso la professione e mi sono ritirato da tutto, lo faccio in maniera assai più intensiva + il sonno; mentre prima rubavo letteralmente le ore di sonno per lo studio o la lettura o la musica (3, massimo 4 ore di sonno a notte, prima!)
Ti saluto. Ciao. Paolo
Commento di paolonesi il 2 novembre 2012 alle 16:03
@ MATTIA 2 nov 15:41
Cavolo Mattia, ma sei matto ?
E se mi morivi per indigestione di farmaci omeopatici ?
Non fare queste cazzate ! se vuoi suicidarti seriamente avvertimi che ti fornisco io gli efficacissimi mezzi necessari allo scopo come per esempio un bellissimo bilancere da funambulismo oppure un bel paracadute, usato garantito, per lanciarti da 36.000 metri, ovvero una bella tavola da windserf (sempre usata garantita) per affrontare onde da 18/20 m. a seguito “tsunami” ecc ecc.
Ma l’hai letta la mia battutina del 30 ott 19:58 ?
Ciaoooo……Paolo
Commento di mattia il 2 novembre 2012 alle 16:11
scherzi a parte… non sarebbe male inserire nella valutazione anche aspetti “esteriori” (ambientali) al rapporto potenziale fra agente nocivo per la salute (cellulare) ed organismo umano:
- quantità di vite salvate per tempestivo intervento dei mezzi di soccorso garantito dalla onnipresenza di cellulari
- numero di incidenti stradali causati da uso di cellulare
- numero di mancati incidenti da inciampo in fili del telefono fisso ( corse nell’altra stanza per rispondere in tempo…)
- numero di infezioni evitate non utilizzando la cornetta dei telefoni pubblici
e, limitandosi al caso specifico del cancro (per non esser OT):
- numero di mancati tumori stress-correlati connessi con il sovrappiù di stress indotto dalla disperata ricerca di una cabina telefonica libera o funzionante.
Negli ultimi dieci anni il cellulare è diventato di uso quotidiano per circa un miliardo e passa di persone: sarebbe ineteressante potere paragonare i dati epidemiologici globali riguardanti i tumori a mano, orecchio, cervello del decennio passato con quelli degli anni 70, 80 e 90
Commento di mattia il 2 novembre 2012 alle 16:15
la tua battuta ….davvero carina
)
Commento di Aristarco il 2 novembre 2012 alle 16:49
Premessa:
non sono un assiduo lettore di articoli sull’ effetto oncologico dei cellulari e quindi non sono un superesperto, così come anche Paolo non è un superesperto dell’ effetto oncologico collegato al tenere in casa una gabbietta di uccellini
Non escludo “cantonate” e non prendete per oro colato quel che affermo.
Ciò premesso, il nocciolo della questione, d’altra parte, è proprio – a mio opinabile parere – quella a cui fa riferimento Mattia.
Se i cellulari avessero anche un debole effetto oncologico, dovrebbe chiaramente emergere – in uno studio di coorte che coinvolga gli ultimi decenni – un “gradino” nella prevalenza e incidenza dei tumori cerebrali.
E, invece, no!
Il più importante e vasto studio di questo tipo ha dato luogo a un risultato negativo (#).
Mentre un risultato “debolmente” positivo è emerso dallo studio caso-controllo INTERPHONE, guarda caso collegato alle industrie della telefonia mobile!
Meditate gente, meditate!
Ciao, Aristarco
#: Frei P, Poulsen AH, Johansen C, Olsen JH, Steding-Jessen M, Schüz J.
Use of mobile phones and risk of brain tumours: update of Danish cohort study.
BMJ. 2011 Oct 19;343:d6387. doi: 10.1136/bmj.d6387.
Commento di Aristarco il 2 novembre 2012 alle 16:51
@Paolo
You wrote: “Anche se avevo un super-lavoro NON ho MAI rinunciato a leggere e a studiare”.
RE: una sola parola: invidia!
Ciao, Aristarco
Commento di Artemio il 2 novembre 2012 alle 19:26
@ Aristarco 2 novembre 2012 alle 11:42
quindi ritieni che l’effetto nilicebo non possa esistere e che si possa eventualmente trattare solo del risultato di elucubrazioni di tipo ciarlatanesco?
Mi pare di capire che sei medico, non ti è mai capitato di notare (non di leggere su riviste scientifiche, di notare, di intuire tu stesso) un qualcosa del genere, su qualche tuo paziente?
Anche @paolo può dirci la sua in tal senso, avendo lavorato a lungo nella Sanità.
Commento di Artemio il 2 novembre 2012 alle 19:29
@ Samuele e @ tutti
OT
pubblicato su Science oggi:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_novembre_02/luce-fotone-onda-particella_7b8202e8-24e1-11e2-974b-22431e7be0ba.shtml
Commento di paolonesi il 2 novembre 2012 alle 20:37
@ ARISTARCO @ MATTIA @ ARTEMIO (cell & tumori)
Carissimi, un momento !
Non vorrei essere incappato in un qui-pro-quo !
@ ARISTARCO: non ho MAI parlato di correlazione tra cell e “tumori al cervello” (all’inizio qualcuno propose la questione, ma finì nel nulla….mi sembra di ricordare).
)
Stavo invece parlando della correlazione tra cell e “tumori all’orecchio”, di cui qualcuno sta forse oggi cercando qualcosa, ma non ne sono sicuro.
Sono sicuro invece che i casi in cui mi sono imbattuto sono proprio tumori dell’orecchio e sono sicuro anche causati dall’uso smodato del cell, ma non credo che abbiano fatto ricerche in proposito anche perchè ci fu un: “silenzio generale in tema”.
Da non dimenticare che siamo in pieno BOOM dei cell, il BUSSINESS è spaventoso e quindi, commercialmente parlando, una simile notizia non sarebbe “molto gradita” !
Ora TI chiedo e VI chiedo: 5 tumori all’orecchio (non al cervello) in uno spazio fisico che all’incirca copre un triangolo in linea d’aria di 3 ospedali fiorentini (Firenze non è una grande città). Tutti e 5 usavano smodatamente il cell. Indubbiamente non è una vera statistica, ma uno statistico deve avere anche intuito. E se è vero che non è una statistica ufficiale, mi dispiace per voi e per tutti, ma io il cell non lo uso, ne poco né tanto, rendendovi certi che se c’è uno che non ha proprio nessun timore della morte o delle malattie sono proprio io (e qualche volta forse ve ne spiegherò la ragione
@ MATTIA:
- q.tà di vite salvata dall’onnipresenza del cell ? molto poche !
quelle di cronaca fanno effetto e sembrano molte, ma in realtà sono pochissime.
- q.tà di vite perse per uso del cell in auto ? cominciano ad essere abbastanza, ma intuisco che aumenteranno a dismisura se non prendono provvedimenti serissimi: abolire l’uso del cell in auto ! Abolire il cell alle suocere ! ecc ecc
- Studiare gli effetti dei cell sul miliardo di persone ? sarebbe ora che iniziassero, ma le statistiche saranno pronte tra 30 anni…forse !
@ ARTEMIO
Veramente ottimo il concetto dell’effetto “nilicebo” . Dovrò usarlo, suppongo, perché sto sperimentandone (statisticamente) ora l’efficacia.
Casi di tumore conclamato risolti (nel senso di cronicizzarli) o non risolti (decessi) dipendono in buona misura sia dai tempestivi interventi farmacologici e/o di terapie radiologiche, ma anche dal: “come porsi di fronte alla malattia”. Chi è più combattivo riesce a cronicizzare il tumore, altrimenti si accascia e si lascia andare.
In buona sostanza l’effetto “nilicebo” o il suo opposto (e bravo Artemio !). Un certo peso certamente mi sembra proprio che l’abbia !
Ho già molti dati, ma per ora non so ancora fare una attendibile, seria statistica. Mi ci vorrà ancora molto tempo. Ogni caso lo studio direttamente, non fidandomi del tutto neppure di amici medici.
Alla prossima…..ciao a tutti….Paolo
Commento di Aristarco il 3 novembre 2012 alle 22:11
P.S. Segnalo una recentissima meta-analisi che conclude che non esiste – conseguente a una esposizione ai campi lettromagnetici – un danno genetico a livello cellulare e afferma infine che “the classification of RF (radiofrequency fields) as possibly carcinogenic to humans in group 2B was not supported by genotoxicity-based mechanistic evidence (1).
1: Vijayalaxmi, Prihoda TJ.
Genetic damage in human cells exposed to non-ionizing radiofrequency fields: A meta-analysis of the data from 88 publications (1990-2011).
Mutat Res. 2012 Sep 27. doi:pii: S1383-5718(12)00286-0.10.1016/j.mrgentox.2012.09.007. [Epub ahead of print]
Conflitto di interessi: Sono possessore di un BlackBerry
Ciao a tutti, Aristarco
Commento di paolonesi il 4 novembre 2012 alle 16:23
@ ARISTARCO rif. 3 nov 22:11
Aristà……ok…..ma perlomeno usa un cavo con auricolare, non penso proprio possa avere gli stessi effetti.
Ma quando ti dico ….Aristà, OK !…….significa che il conflitto di interessi esiste anche per le citazioni che mi hai fatto.
Ti ripeto che i conflitti di interesse sono ENORMI !
Ma che dico “enormi” ? dico GIGANTESCHI.
Ma che dico “giganteschi” ? dico MEGAGALATTICI !
Non scordarlo.
Con un mio nipote laureato in elettronica sto dandogli l’idea di trovare un FILTRO da inserire da dove scaturisce l’onda della radiofrequenza del cell di modo da neutralizzarla per gli “eventuali” effetti nocivi.
Ma sai pure lui che cavolo mi ha subito risposto ? Mi ha detto:
“ecchecazzo,……… ziastro,…..ma sai di quanto aumenterebbe il costo dei cell !?” Ma ti rendi conto ?
Mi sa che lo diseredo
!
Ciao. Paolo
Commento di paolonesi il 4 novembre 2012 alle 16:33
@ ARISTARCO OT
(mi scuso preventivamente con @@@SAMUELE !)
Aristarco, parlando di cose serissime, sai qualcosa a livelli pratici (cioè al di fuori di quello che dice Wikipedia ecc.) relativamente a questi 2 chemioterapici per metastasi ossee ?
TAXOLO e BEVACIZUMAB
Se non sei del settore lascia stare !
Ti ringrazio in ogni caso.
Ciao Paolo
Commento di Artemio il 4 novembre 2012 alle 19:36
@ Paolo
, la integro subito con un altro concetto direttamente correlato che mi sta a cuore da tempo.
grazie dell’apprezzamento per la teoria “effetto nilicebo”!!
E ora, galvanizzatissimo
Ormai lanciato con la neologismogenesi vi presento: l’effetto “reducebo” ! In estrema sintesi è la -ridotta- efficacia che un paziente sperimenta quando intraprende una terapia circa la quale nutra scarsa fiducia, con implicazioni importantissime per esempio nella diffusione del farmaco generico-equivalente, che in Italia, non a caso patria della realtà distorta dalla comunicazione insincera, è agli ultimi posti tra i paesi industrializzati.
Ciao a tutti.
Commento di paolonesi il 4 novembre 2012 alle 20:17
@ ARTEMIO rif. 4 nov 19:36
Carissimo Artemio,
se ti diverte crea pure tutti i neologismi che ti pare.
Nel mio post del 2 nov 20:37 ho scritto:
“In buona sostanza l’effetto “nilicebo” o il suo opposto (e bravo Artemio !). ”
In effetti per una frazione di secondo mi era passato per la mente di cercare una parola che era l’opposto di “nilicebo”, a poi ho pensato di lasciarti, giustamente, fare (largo ai giovani, bisogna crederci e fidarsi di loro come ho sempre fatto) (*)
Ciao . Paolo
(*) però da un bel po’ di anni (tanti) le ragazze giovani “non le lascio fare”, mica sono un pedofilo
Commento di Samuele il 5 novembre 2012 alle 11:01
Ciao @Chiara: se lasci il telefono in modalità offline o “aereo” puoi fare quello che ti pare, visto che il telefono non riceve e non invia assolutamente nulla, come se fosse spento.
Poi ovviamente le onde di Wind, Vodafone, Tre, Tim, digitale terrestre, WiFi, radio AM/FM e chi più ne ha più ne metta, continueranno a passarti attraverso… ma per quello l’unica soluzione è la fuga dalla civiltà!
Commento di Samuele il 5 novembre 2012 alle 11:12
@mattia: temo sia impossibile avere delle statistiche sulle persone salvate per uso di cellulari (ovviamente), ma anche su quanti incidenti sono causati dall’uso dei telefonini (temo tantissimi).
Un po’ più fattibile è cercare quanti sono i tumori al cervello rispetto al passato, ma sono sempre statistiche un po’ fuorvianti (chissà quante morti per tumore non venivano nemmeno diagnosticate 30-40 anni fa!).
Insomma, provo a cercare se c’è qualcosa online, ma temo proprio che non troverò nulla
Commento di Samuele il 5 novembre 2012 alle 19:03
@Aristarco/Artemio/Paolonesi: mi allontano qualche giorno e trovo decine di commenti, non vi sto dietro!
Scherzi a parte, siete sempre interessanti, grazie!
@Artemio: grazie del link su luce-fotone, interessante anche se non spiega nulla e crea solo una gran confusione (infatti i commenti sotto sono esilaranti!).
Meglio cercare qualche link straniero!
Commento di Aristarco il 6 novembre 2012 alle 23:13
@paolonesi – 4 novembre 2012 – 16:33
Caro Paolo,
mi spiace proprio, ma non ho specifiche conoscenze nè in ambito oncologico in generale, nè su TAXOLO e BEVACIZUMAB in particolare.
Del bevacizumab so solo delle polemiche feroci che hanno coinvolto il suo impiego extra-oncologico, proprio qui in Emilia Romagna. Ricordo en passant che la Regione Emilia Romagna per la maculopatie correlate all’età (DMLE) non rimborsava il ranibizumab (Lucentis® della Novartis, ad altissimo prezzo e in-label), ma solo il bevacizumab (Avastin® della Roche, ora generico e quindi a basso prezzo, ma off-label). La Novartis ha quindi portato in giudizio la regione Emilia Romagna. Non credo, però, che ti interessino i dettagli di questa storia giudiziaria che è recentemente approdata presso la Corte Costituzionale.
Ciao, Aristarco
Commento di Aristarco il 6 novembre 2012 alle 23:37
@Paolo
YOU WROTE:
Ti ripeto che i conflitti di interesse sono ENORMI !
Ma che dico “enormi” ? dico GIGANTESCHI.
Ma che dico “giganteschi” ? dico MEGAGALATTICI !
Non scordarlo.
RE: Sai cosa ti dico? Che la realtà VERA è molto spesso controintuitiva!
Attento Paolo, a non lasciarti troppo influenzare da certi clichè che si rifanno a libri di narrativa come The Lion Boy o come The Constant Gardener, da cui hanno anche tratto un film o che si rifanno ad altri libri di una certa intellighentia da strapazzo.
Esistono clichè che non sono duri a morire, ma che anzi sono proprio rigogliosi
Ad esempio, il clichè della multinazionale “luciferina” che persegue i suoi profitti enormi… ma che dico giganteschi,…. ma che dico megagalattici, infiaschiandosene allegramente della scia di sangue e tumori che lascia dietro di sè.
Un clichè che è difficile pensare che non sia vero.
Ma è vero?
Io non ne sono tanto sicuro.
Ovviamente, non perchè la multinazionale sia, sulla strada per Damasco, illuminata dal Verbo della Bontà e sia quindi diventata “buona e attenta al benessere dell’ umanità”, ma perchè, piano piano, e soprattutto in USA, con accorte leggi [faccio riferimento in particolare alla denuncia tipo "class action"] sta lentamente diventando più “conveniente” giocare “pulito”.
Ciao Aristarco
Commento di paolonesi il 9 novembre 2012 alle 19:40
@ ARISTARCO rif. 4 nov 16:33
Carissimo Aristarco,
ho potuto trovare qualcosa io sul Bevacizumab.
Si tratta della cosiddetta angiogenesi, cioè il farmaco dovrebbe bloccare la crescita dei vasi sanguigni che danno forza e fanno proliferare il tumore.
Ora si usa unitamente col Taxol, chemioterapico.
Però mi sa tanto che stanno solo tentando, sperimentando. Ho mia sorella in questa situazione. Tumore alla mammella con metastasi ossee su tutta la colonna vertebrale. Ed ha 56 anni.
Non sono molto ottimista.
Se non si trovano le terapie geniche non se ne esce, e in questo caso ormai, mi sa tanto che non ce la farà ad uscirne, o, quantomeno a cronicizzare la malattia.
@ rif. 6 nov 23:37
Certo che leggo la narrativa !
Ma tu credi davvero che mi lasci influenzare da quella o dalla cronaca giornalistica ?
Sono uno statistico economico, ma la statistica in generale penso proprio che sia nel mio DNA: ci sono nato !
Ma la Realtà è molto peggiore di quanto noi possiamo immaginare.
La Realtà no è il film americano, dove l’eroe combatte da solo contro tutti i cattivi della Terra, ma poi vince !
La Realtà che che quando i cattivi vincono nessuno li vede né ne sa nulla di quello che è successo. Non si sa e basta. Cronaca o no, giornali d’ inchiesta o no, Gabanelli o no.
Sono solo i dfati q
Commento di paolonesi il 9 novembre 2012 alle 19:48
@ SRISTARCO (segue)
(acc…..ho chiuso incidentalmente, proseguo e chiudo)
Sono solo i dati che contano, le statistiche. E le fonti delle statistiche.
La Realtà è più terrificante di quanto tu possa immaginare.
Una ristretta cerchia di banchieri/finanzieri si riuniscono ogni settimana in qualche città del mondo e vanno a vedere dove è possibile investire col maggior saggio del profitto. Non sono segreti questi. Sono statistiche.
E in base a quelle decisioni scaturiscono tutta una serie di effetti (segreti all’80% circa, mentre l’altro 20% poi si vede….certe volte !)
Quella ristretta cerchia programma i futuri 30 anni di saggio di interesse.
C’azzecca sempre. Non c’è scampo ! Le statistiche lo dimostrano, altrimenti non avrebbero senso i dati che appaiono sulle tabelle internazionali.
Ci si sente. Ciao. Paolo
Commento di Aristarco il 9 novembre 2012 alle 21:53
@Paolo
volevo solo dirti che sono veramente dispiaciutissimo per quel che mi hai raccontato riguardo tua sorella. Fatti forza e – per quando difficilissimo – faGli forza. Non so cos’altro aggiungere.
Ciao
Commento di paolonesi il 10 novembre 2012 alle 16:01
@ ARISTARCO
Ti ringrazio. Non volevo però coinvolgerti in questa grave situazione così personale.
Cmq, come mi sembra di averti detto, ho passsato ben 35 anni + 3,5 tra ospedali, cliniche, laboratori e malati. Quindi ci sono ben abituato e ho visto ben altro.
Quei 3,5 anni di cui sopra, in particolare, tanti anni fa, accanto alla mia ultima fidanzata affetta da una malattia ancora più temibile: la depressione grave . Ad un certo punto, capendo che non ne sarebbe mai più uscita, si suicidò con i barbiturici.
Quella volta ne rimasi molto colpito sia perchè mi sentii fisicamente e psicologicamente “impotente” di fronte al Male, sia perchè è stata l’unica donna, tra le forse troppe, che ho amato. Ma da quella vicenda ne rimasi , per così dire,…………………. “vaccinato”.
Ti sembra buffo ? Eppure è così ! Da allora sono sempre stato ben saldo, come in una assoluta entelechia.
Considera inoltre che possiedo uno sfogo, per me, notevole: la poesia !
Cmq ti ringrazio di nuovo. Stammi bene.
Paolo
Commento di Gigi il 3 dicembre 2012 alle 19:29
Mha……chi lo sa……potrebbe ripetersi la storia dell’amianto….Un giorno ci svegliamo e tac…..si scopre che sono dannose…….
PS:Ciao Paolone……
Commento di paolonesi il 4 dicembre 2012 alle 15:47
@ GIGI rif. 3 dic 19:29
Uehhhhhhhhh….Gigetto….tò, chi si risente !
Dici che un giorno ci svegliamo e zac…si scopre che sono dannose
Questo se va bene, ma se va male ?
Se va come a quei 3 che ho visto con un tumore all’orecchio grande come una grossa arancia ? Uno di loro ci mise 10 anni a crepare !
E’ stata provata la correlazione tra cell e tumore all’orecchio ?
Ovviamente no ! Manco ci avevano pensato a metterle in correlazione ?
E questo che significa ?
Io la relazione ce l’ho vista, ma se gli altri sono ciechi che posso farci ?
Stammi bene..ciaooooooooo…..Paolo