Archivio di October, 2012

Una domanda da 100milioni di euro!
(Cifra che le multinazionali della telefonia sarebbero disposte a pagare per mettere a tacere una notizia del genere)

Le informazioni che si hanno sono tante, le risposte invece sono ancora decisamente lontane da essere definitive. Proviamo a fare chiarezza su quello che si sa di certo:

Le onde elettromagnetiche sono una forma di propagazione dell’energia nello spazio.
Ogni onda elettromagnetica è definita dalla sua frequenza, cioè il numero di oscillazioni compiute in un secondo; maggiore è la frequenza di un’onda, maggiore è l’energia che trasporta.

Le radiazioni emesse dai cellulari sono del tipo ad “alta frequenza”, nella fascia dei 900 MHz – 2.4 GHz, e sono di tipo non-ionizzante.

“Non ionizzante” significa che quel tipo di onde non modificano la struttura chimica delle sostanze che incontrano nel loro cammino (per un semplice motivo: per interferire con le minuscole molecole la lunghezza d’onda dev’essere a sua volta minuscola, e quindi ad altissima frequenza).

Quindi prima certezza: le onde emesse dai cellulari NON interagiscono direttamente con le molecole del corpo umano.

Tabella delle radiazioni elettromagnetiche

Questo non significa che le radiazioni dei cellulari non interagiscono in alcun modo con il nostro corpo… ad esempio dal punto di vista termico bisogna segnalare che le onde trasferiscono energia e quindi calore ai tessuti del corpo, che si riscaldano.
Uno studio ha mostrato che quando una persona usa il cellulare per 50minuti consecutivamente, i tessuti del cervello sul lato del cellulare metabolizzano più glucosio rispetto a quelli sul lato opposto. Non è ancora chiaro se questo possa comportare dei rischi, ma è una conferma che l’uso prolungato del cellulare ha un certo effetto sul nostro corpo (link all’articolo ufficiale).

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Morire non mi piace per niente. È l’ultima cosa che farò.

Roberto Benigni

La morte (o, per un ateo, la fine della vita), è uno degli argomenti su cui si discute sempre pochissimo, probabilmente a causa della paura che tutti abbiamo dell’inesorabile avvicinarsi di quel momento… in genere si preferisce non pensarci fino a quando non è assolutamente necessario farlo… Niente di più sbagliato!

morte. vignetta

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Nella vita ci sono poche certezze, una di queste è che prima o poi finirà sicuramente… meglio rifletterci subito piuttosto che aspettare che sia troppo tardi e morire tristi rimpiangendo il passato.

Se la fine della vita è temuta da chi ha fede in Dio, nonostante gli si prospetti davanti un bel paradiso o una resurrezione-reincarnazione, figuriamoci quante difficoltà deve affrontare un ateo, che non crede ci sia alcun futuro dopo la morte.

Sia che si tratti della propria vita che volge al termine, sia che si tratti di un amico o parente che muore improvvisamente, come può un ateo elaborare il lutto?
Per il credente è tutto più “facile”, la morte non è una fine bensì il passaggio da questa vita “terrena” ad una vita ancora migliore, quella ultraterrena, con Dio. E nonostante questa felice convinzione, anche i più fedeli credenti piangono e si deprimono alla morte di una persona amata.

Purtroppo per un ateo l’anima non esiste, quindi con la morte l’attività elettrica dei neuroni cessa e con essa la persona che fino a poco prima era viva e poteva pensare e respirare finisce di esistere. Una volta fermati cuore e cervello, siamo morti e non c’è possibilità di ritorno.
È la dura realtà, è quello che la scienza dice e quello che tutte le prove mostrano: in fondo non siamo che animali ed esattamente come loro abbiamo una vita limitata nel tempo che dopo un po’ di anni termina. Pensare che proprio noi siamo l’eccezione a questa regola universale è un atto di estrema vanità ed egocentrismo.

Dobbiamo quindi piangere fin da ora la nostra breve e insensata vita?

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