Il paradosso del gatto di Schrödinger
Scritto da Samueleapr 22
Proseguo la serie di articoli sulla fisica quantistica parlando del famosissimo paradosso inventato da Erwin Schrödinger nel 1935 per evidenziare le lacune dell’interpretazione classica della meccanica quantistica.
DISCLAIMER: nessun animale è stato maltrattato durante questo esperimento
Prima di tutto chiariamo subito che l’esperimento in questione è un’esperimento mentale, pensato per mettere in luce i problemi “filosofici” della meccanica quantistica.
Nessuno ha mai messo dei gatti in una scatola, a parte quello dell’immagine qui a lato, che però mi sembra esserci decisamente entrato di sua spontanea volontà
Come già scritto nei precedenti articoli (per chi si sintonizzasse soltanto ora, date una lettura a “l’esperimento più bello di tutti i tempi“), nell’universo dell’estremamente piccolo i fotoni e le particelle hanno una doppia natura: corpuscolare e ondulatoria.
Uno dei principali meriti della fisica quantistica è stato proprio quello di riuscire a descrivere questi due concetti in modo univoco… e i successi di questa teoria sono sotto gli occhi di tutti (dai transistors alle memorie SD fino gli accelleratori di particelle e alla crittografia quantistica, giusto per dirne alcuni).
Nonostante gli evidenti successi e le ripetute conferme alla teoria, dopo quasi cento anni ci sono ancora grandi dubbi sul senso che bisogna dare all’universo dell’infinitamente piccolo… chi si applica per cercare di capire PERCHÈ la materia si comporta in un certo modo di solito ne esce sconsolato, accontentandosi di capire COME funziona (cosa già piuttosto complessa).
Purtroppo però anche solo limitandoci a capirne il funzionamento prima o poi ci si scontra contro certi esperimenti, come quello del gatto di Schrödinger, che hanno lasciato e continuano a lasciare nel dubbio anche i più esperti fisici al mondo.
Cerchiamo di capire perchè.
L’esperimento
- Prendiamo un gatto.
- Prendiamo una scatola d’acciaio.
- Prendiamo un contatore Geiger (uno strumento che misura le radiazioni provenienti dal decadimento di certe particelle).
- Prendiamo una minuscola quantità di sostanza radioattiva (talmente poca che la probabilità che uno dei suoi atomi decada nell’ora successiva è del 50%).
- Prendiamo una fialetta contenente del cianuro.
Mettiamo la sostanza radioattiva nel contatore Geiger, collegandolo ad un martelletto che viene azionato solo nel momento del decadimento di un’atomo della sostanza radioattiva… sotto al martelletto appoggiamo la fialetta di cianuro.
Inseriamo lo strumento mortale insieme al gatto nella scatola d’acciaio, chiudiamola e lasciamola così per un’ora.
A questo punto, se ricadessimo nel 50% dei casi in cui un atomo della sostanza radioattiva decade entro un’ora, il gatto morirebbe avvelenato, altrimenti lo troveremmo vivo.
(Evidentemente la probabilità che un gatto resti in una scatola aspettando il decadimento di un atomo è pari a zero, ma questo è un altro discorso… evidentemente Schrodinger possedeva un cane).
nb: dire che un atomo “decade” significa dire che emette delle radiazioni durante il passaggio da uno stato instabile ad uno più stabile
L’ipotesi
Il sistema che abbiamo creato segue le regole della meccanica quantistica, perché il decadimento nucleare è un processo che avviene a livello microscopico.
Secondo la fisica quantistica (nella sua interpretazione ufficiale, quella chiamata “di Copenaghen“), se NON si osserva esplicitamente il comportamento dell’atomo radioattivo, quest’ultimo si trova in una sovrapposizione di stati: è sia decaduto che non decaduto.
L’atomo quindi resta in una sovrapposizione dei due stati fino all’atto dell’osservazione da parte dello scienziato che causerà il cosiddetto “collasso della funzione d’onda” (detta in breve: solo l’esplicita osservazione del fenomeno renderà coerente lo stato dell’atomo che sarà decaduto oppure no uscendo dalla condizione di sovrapposizione di entrambi gli stati).
n.b.: questo stato di sovrapposizione non è solo una “teoria”, ci sono decine di test sperimentali che mostrano come delle particelle si comportano in un modo spiegabile solo postulando la sovrapposizione tra due stati a diversa probabilità, che diventano uno solo nel momento in cui si cerca di osservarne il comportamento [per avere degli esempi vedi libro linkato in fondo al post o più semplicemente aspetta i prossimi articoli sul blog]
Per capirci meglio: riprendiamo l’esempio della doppia fenditura del precedente articolo (vedi qui): l’interferenza della particella/onda viene distrutta dal tentativo di localizzare e quindi “osservare” la particella, ma senza alcuna osservazione l’atomo rimane in una sovrapposizione di stati, è quindi è allo stesso tempo in una e nell’altra fenditura, delocalizzato.
Le particelle subatomiche esistono quindi in più stati contemporaneamente, sono pura potenzialità: sono una “sovrapposizione”, o somma, di tutte le probabilità. Il ruolo dello scienziato, che osserva la particella e cerca di misurarla, sembra quindi influenzarla perchè rende reale qualcosa che prima era solo una possibilità o una somma di probabilità.
Come già detto, questo incredibile comportamento è quello attualmente accettato e confermato dai fatti: funziona perfettamente in tutti gli esperimenti e ha permesso di realizzare tecnologie che usiamo tutti come ad esempio le memorie SD delle fotocamere (che usano l’effetto tunnel).
Lo stato della particella infatti, pur essendo in una sovrapposizione di stati poco comprensibile rispetto al consueto modo di vedere il mondo, è matematicamente rappresentabile e calcolabile nel tempo seguendo le equazioni di Schrodinger (sì, sempre lui), facendo uso della notazione di Dirac (non proseguiamo oltre ma se volete approfondire partite da wikipedia).
Tutto questo è incredibilmente controintuitivo e causa paradossi difficilmente spiegabili come quello del gatto di Schrodinger.
Ma il gatto?
Così come nell’esperimento delle due fenditure, l’atomo radioattivo nella scatola è contemporaneamente in due stati: decaduto e non decaduto. Quindi, dice Schrodinger, anche il contatore Geiger sarà in due stati: attivato e non attivato. Così anche la fialetta di cianuro è quindi contemporaneamente rotta e integra e infine possiamo dire che il gatto è sia vivo che morto.
Tutto questo solo fino all’osservazione e all’apertura della scatola!
Secondo la teoria quantistica ortodossa infatti una volta aperta la scatola e osservato il sistema sia l’atomo che il martelletto e di conseguenza il gatto assumerebbero uno stato unico e coerente.
Qui nasce il paradosso, perchè ovviamente Schrodinger non sosteneva la possibilità che un gatto potesse essere vivo o morto, ma voleva dimostrare che la sovrapposizione degli stati postulata dalla meccanica quantistica non è una soluzione accettabile, non è come funziona davvero la realtà.
Da qui le famose battute sul gatto di Schrodinger sia vivo che morto, sentite in molti libri, film e programmi TV (beh, almeno in quelli che leggo io).
La domanda
Davvero un sistema quantistico può restare in uno stato “matematicamente definibile” ma “oggettivamente indefinito”?
Se sì, allora anche i martelletti, i gatti e gli uomini possono finire in certi stati fisici non definiti o definiti solo come somma di probabilità?
Oggettivamente, non è possibile.
Allora in quale punto della catena bisogna smettere di parlare della sovrapposizione degli stati e iniziare a ragionare come se fossimo fuori dal mondo quantistico? C’è un limite dimensionale? Un limite mentale?
In definitiva la domanda è: esiste una separazione tra regime quantistico e regime classico?
Se esiste, come sembra dimostrare il paradosso di Schrodinger, cosa separa il mondo quantistico da quello classico?
A questa domanda non c’è ancora una risposta definitiva.
Non è chiaro dove si debba porre il confine tra mondo quantistico e mondo classico, nè perchè esso esista… il collasso della funzione d’onda è un postulato.
Bibliografia:
C.Ghirardi – Un’occhiata alle carte di Dio
Una possibile soluzione al paradosso? La decoerenza quantistica.






25 commenti
Commento di paolonesi il 22 aprile 2012 alle 18:39
@
Non per esser pignolo, ma il prncipio di Heisemberg NON lo chiamerei “postulato”, nella sua più comune accezione del termine.
Definirlo “postulato” quasi si andrebbe ad intendere che è una verità “espistemica” , cioè una verità incontrovertibile, da non poter nemmeno discutere o mettere in dubbio, indalsificabile a priori, intoccabile ecc ecc, mentre invece la definirei una Verità aletica (da Aletheia), cioè una verità “scoperta” (etimologicamente parlando “a-letheia” significa: dis-velamento)
La verità aletica significa che la Verità era lì, coperta dal velo della nostra non-conoscenza, e la scienza l’ha: dis-velata ! cioè l’ha scoperta, l’ha portata a conoscenza.
A parte quanto sopra, entrando nel merito, capisco che il concetto sembra quasi irrealistico, come una cosa senza senso, ma questo per chi non è uso al linguaggio scientifico (fisico-matematico).
D’altra parte occorre considerare che l’umanità crede ancora ai “miracoli” (la Sindone, le guarigioni miracolose ecc ecc) eppure non riesce o rifiuta di accettare un concetto così semplice, benchè apparentemente controsenso.
Facciamo una ipotesi.
Se apro la scatola con dentro il povero gatto e lo vedo morto (o vivo), significa che la funzione d’onda ha collassato, quindi potremmo a questo modo decidere che NOI, Io, VOI e quanti altri non siamo altro che una “funzione d’onda collassata” (Alzheimer a parte…..ahahahahahahah).
Ma la cosa non è difficile da capire.
Non posso fare un paragone possibile, ma tanto per capire facciamo un altro esperimento simile, ma un poco più complicato.
Supponiamo di essere certo che dentro un contenitore c’è dell’acqua, e so anche che aprendo la scatola un meccanismo che io non conosco può far restare uguale la Temperatura dell’acqua, o congelarla o farla evaporare all’istante (quindi l’acqua potrebbe essere in uno qualsiasi dei 3 stati).
Solo aprendo la scatola riesco a vedere se è acqua liquida, ghiaccio o vapore.
In tal caso la mia conoscenza sa con certezza che in quel contenitore la Temperatura, al momento dell’apertura della scatola , era rispettivamente, tra gli zero e i 99,99 gradi, da zero gradi o meno, sopra i 100 gradi.
Prima di aprire la scatola sapevo solo che dentro c’era acqua, ma non in quale stato (liquida, ghiaccio o vapore) e solo la mia volontà di aprire la scatola ha fatto “collassare” lo stato dell’acqua, anche se non so in quale modo o per quale motivo.
Potrei anche NON aprire la scatola, ma in tal caso non mi sarà MAI possibile sapere a quale grado di Temperatura era soggetta l’acqua contenuta……….e il che mi sembra logico.
(La Temperatura poteva essere in qualsiasi stato, quindi non conoscerò ugualmente come era l’acqua prima di aprire la scatola se non conosco il meccanismo che le ha fatto modificare o non modificare lo stato).
Il paragone NON è assolutamente calzante, ma le idee riescono chiare solo se si ha dimestichezza con la matematica quantistica (o con la filosofia!).
Le conclusioni di questo nuovo esperimento mentale tiratele Voi.
Vediamo se c’è qualche curioso che è interessato all’argomento al di fuori della logica della fisica o della Scienza Ufficiale.
Paolo
Commento di paolonesi il 22 aprile 2012 alle 23:18
@ (continua)
Rileggendo, forse non sono stato chiaro nelle condizioni iniziali dell’esperimento, quindi riassumo:
C’è un contenitore di acqua.
L’acqua PUO’ essere in uno qualsiasi dei 3 stati (liquido, ghiaccio o vapore)
Il contenitore ha un meccanismo che se si apre fa scattare un congegno che può far evaporare l’acqua (che però poteve già essere vapore), oppure può congelarla (ma potrebbe anche essere stata già ghiaccio), oppure può farla ritornare liquida se già era vapore o era ghiaccio (oppure era già liquida): tutti gli stati dunque sono possibili.
ПАОДО
Commento di Nicholas il 23 aprile 2012 alle 11:54
Bell’articolo, seguo sempre il tuo blog, è molto interessante… e le foto dei gatti fanno morire dal ridere
Commento di Luca il 23 aprile 2012 alle 14:33
Complimenti per il post. La foto finale è eccezionale
Commento di Samuele il 25 aprile 2012 alle 18:01
Grazie Nicholas!
Grazie doppio a Luca, visto che è un blogger-fisico
Commento di Aristarco il 25 aprile 2012 alle 21:45
Ahimè… sono il Re dei disordinati


Devo mettere sottosopra la casa per trovare l’ articolo pubblicato pochi mesi or sono su Le Scienza che – ne sono certo – piacerebbe a chi è affascinato dalla storia del gatto di Schrödinger.
In questo modo, potrei riportare il preciso riferimento bibliografico.
Colui che ha scritto questo articolo, in modo esplicito e fermamente convinto, sostiene – citando dati sperimentali e osservazionali – la reale e concreta esistenza manifesta della risposta alla domanda sulla separazione tra regime quantistico e regime classico :-O
Cita esperimenti e osservazioni a sostegno della “contaminazione” del mondo quantistico su quello classico.
Dopo aver letto avidamente l’ articolo, sono, però, arrivato – ahimè! – alla conclusione opposta
Se le migliori prove della “contaminazione” della realtà quantistica sulla realtà classica sono quelle riportate nell’ articolo, allora le domande (in quale punto della catena bisogna smettere di parlare della sovrapposizione degli stati e iniziare a ragionare come se fossimo fuori dal mondo quantistico? C’è un limite dimensionale? Un limite mentale?) rimangono ben lontane dall’ essere evase
Comunque, consiglio ugualmente di leggere l’ articolo.
Se a qualcuno interessa davvero, mi armo di pazienza e mi metto a cercarlo.
Ciao a tutti
Aristarco
Commento di markses il 26 aprile 2012 alle 16:50
ma se la regione di “passaggio” tra il regno della fisica quantistica e quello della fisica classica è ancora così oscura, chi ci dice che non ci sia una qualche “discontinuità”? una qualche dimensione caratteristica per cui onda e particella coesistano in maniera sinergica? probabilmente è proprio in questa regione che si realizzano quei fenomeni che la fisica non riesce a spiegare. Ad esempio, l’onda associata a una molecola medicinale, delocalizzata ma energizzata per succussione, potrebbe superare il vincolo classico impostole dal numero di Avogadro e autopotenziarsi, rendendo l’omeopatia pienamente plausibile. Rifletteteci…
Commento di paolonesi il 26 aprile 2012 alle 18:22
@ ARISTARCO (rif. 25 apr 21:45)
Aristà…..anch’io sono abbonato alle Scienze e ricordo l’articolo. Però devo aver dato alcune delle riviste ad un amico, quindi non so se riesco a trovare l’articolo.
Ma sostanzialmente anch’io ho avuto la tua impressione, partendo erò da unpunto di vista negativo rispetto all’articolista, cioè a dire intuitivamente non credo che ci sia una netta separazione tra la F.q. e la F.c.
Almeno per ora direi che la separazione avvien in termini quantitativi spaziale, cioè al di sotto delle dimensioni dell’atomo si hanno sicuramente effetti quantistici e, qui potrei dire, al di sopra invece effetti classici.
E invece no !
Perchè ho letto da qualche altra parte che effetti quantistici sono stati rilevati a livello di maxi-grandezze, ma estremamente quasi impercettibili.
Diceva quest’altro autore (che ora non ricordo, ma lo cercherò) che anche nel caso dol mio corpo o del tuo, ad es., gli effetti quantistici sono presenti, ma estremamente piccoli; così piccoli che accorgersene è un problema: …………….però ci sono !
L’articolista faceva l’esempio della velocità. Più la velocità aumenta, come sai, più il tempo rallenta. Ebbene, semmbra proprio che nei piloti che oltrepassano il muro del suono l’effetto quantistico sia presente, sia pure a livello macroscopico (ossia in questo caso piccolissimo).
Hanno provato, come sai, anche facendo viaggiare orologi atomici in atmosfera a grande velocità:….il tempo rallenta rispetto all’orologio atomico a terra !
Essendo ovvio che un fotone o un neutrino sono così piccoli da non poter influenzare la materia a livello macroscopico, si potrebbe dunque considerare che le 2 fisiche appartengano a campi separati (separati dalla dimensione), ma non ne sarei così sicuro.
Non so se è mai stato studiato da questo punto di vista, ma ho idea che per la formazione della clorofilla a causa dei raggi solari (a prescindere dalla spiegazione classica) in qualche modo si verifichi qualche effetto quantistico.
Penso che i fisici dovranno sudarci parecchio eheheheheheheh
Ciao …..Паоло
Commento di paolonesi il 26 aprile 2012 alle 18:30
@ MARKSES (rif. 26 apr 16:50)
Idea brillante quanto affascinante la tua ! Ma è solo una delle tante ipotesi !
Piacerebbe anche a me metterci la testa dentro (non ne ho più né l’età né la possibilità), ma, volendo seguire la tua intuizione da un punto di vista di metodologia scientifica ti chiedo: da quale cavolo di parte dovrei cominciare ?
Da dove inizieresti tu praticamente per iniziare a studiare la tua “scintillante” ipotesi ?
(oh, guarda che se è vero che io spesso scherzo o ironizzo, in questo caso sono serissimo…….sia chiaro che ti prendo molto, molto sul serio!)
Ciao. Paolo
Commento di paolonesi il 26 aprile 2012 alle 19:16
@ ARISTARCO
Aristà…..che dici del mio esperimento mentale di cui al mio comm. del 22 apr 18:39 ? E’ chiaro ? non è chiaro ? Come lo faresti tu ? Hai altri esempi più chiari per chiarire il concetto ?
Ciao. Paolo
Commento di Aristarco il 29 aprile 2012 alle 13:37
@Paolo
You wrote: “che dici del mio esperimento mentale di cui al mio comm. del 22 apr 18:39 ? E’ chiaro ? non è chiaro ?”
RE: Caro Paolo, mi spiace, ma devo ammettere dinon aver compreso quale sia lo scopo esplicativo del tuo Gedankenexperiment.
Mi pare di aver intuito la storiella del gatto di Schrödinger e la sua natura paradossale: si tratta di una dimostrazione che, partendo da presupposti generalmente riconosciuti come validi, giunge a conclusioni contrastanti con l’esperienza reale e concreta.
Perchè non esistono i gatti di Schrödinger?
Questa è la vera e ultima Domanda.
Ciao
Aristarco
Commento di अहम भू il 9 maggio 2012 alle 18:12
E se tutto potesse cambiare da un momento all’altro?
Questo punto interrogativo non può interrogare se stesso… o forse sì?
Una domanda ben posta si risponde da sola… o no?
Cari figli.
A presto.
Commento di Silvia il 14 maggio 2012 alle 10:18
Articolo superbo, complimenti.
Di fronte a fenomeni così controintuitivi è difficile non pensare a quanto la nostra conoscenza, percezione della realtà sìano inadeguate: ma quanto siamo patetici noi esseri umani quando crediamo di avere la verità in tasca..
p.s.: i gatti sono stupendi!
Commento di Shad il 18 giugno 2012 alle 11:55
@Samuele: mai sentito parlare di “teoria della decoerenza”?
Nella tua descrizione il concetto di “osservazione” rimane molto indefinito. Perché mai quando la scatola viene aperta si verifica “osservazione” e prima no?
La scatola e il gatto sono già oggetti macroscopici.
Commento di Samuele il 18 giugno 2012 alle 12:15
Shad, se guardi nel’ultima riga del post metto proprio un link verso la decoerenza quantistica.
Il problema dell’osservazione è centrale nella meccanica quantistica, non si riesce ancora a capire fino a che punto le teorie del mondo microscopico sono valide e da che punto non lo sono più… da decenni cercano senza successo di unire i due mondi… per questo anche io nell’articolo rimango molto “indefinito” sul concetto di osservazione
Commento di paolonesi il 18 giugno 2012 alle 16:45
@ SHAD (rif.18 giu 12:15) e SAM (rif. 18 giu 12:15)
Il perchè a questa risposta la trovate su un bel saggio intitolato: “La scoperta dell’Universo” – I misteri del Cosmo alla luce della Teoria dell’Informazione – di Charles SEIFE (Ed. Bollati&Boringhieri).
Noi usiamo la parola “osservazione”, ma più propriamente Seife usa la parola “informazione”. E’ l’informazione quella che ci viene a mancare, non tanto l’osservazione.
A parte quanto sopra riporto il mio piccolo Gedankenexperiment (esperimento mentale):
C’è un contenitore di acqua.
L’acqua PUO’ essere in uno qualsiasi dei 3 stati (liquido, ghiaccio o vapore)
Il contenitore ha un meccanismo che se si apre fa scattare un congegno che può far evaporare l’acqua (che però poteve già essere vapore, oppure liquida oppure ghiaccio), oppure può congelarla (ma potrebbe anche essere stata già ghiaccio, o liquida o vapore), oppure può farla ritornare liquida se già era vapore o era ghiaccio oppure era già liquida: tutti gli stati dunque sono possibili.
Solo aprendo la scatola, in quel momento, ho l’informazione: riesco a vedere se è acqua liquida, ghiaccio o vapore.
In tal caso la mia conoscenza sa con certezza (ho l’Informazione) che in quel contenitore la Temperatura, al momento dell’apertura della scatola , era rispettivamente, tra gli zero e i 99,99 gradi, da meno di zero gradi a zero gradi, sopra i 100 gradi.
Prima di aprire la scatola sapevo solo che dentro c’era acqua, ma non in quale stato (liquida, ghiaccio o vapore) e solo la mia volontà di aprire la scatola ha fatto “collassare” lo stato dell’acqua, anche se non so in quale modo o per quale motivo.
Potrei anche NON aprire la scatola, ma in tal caso non mi sarà MAI possibile sapere a quale grado di Temperatura era soggetta l’acqua contenuta……….e il che mi sembra ben logico !
(La Temperatura poteva essere in qualsiasi stato, quindi non conoscerò ugualmente come era l’acqua prima di aprire la scatola se non conosco il meccanismo che le ha fatto variare lo stato).
Questo Gedankenexperiment NON è paragonabile al gatto di Schrodinger, ma solo un “approcio” per cercare di capire la tesi di Schrodinger !
Se non fosse chiaro l’esperimento o ciò che voglio dire contro-argomentate.
CIAO.
Commento di Samuele il 18 giugno 2012 alle 17:41
ciao @paolonesi, secondo me il tuo esperimento è fuorviante, perchè il senso del gatto di Schrodinger non è legato alla nostra conoscenza della situazione del gatto (o della tua acqua).
Il problema che l’esperimento mentale di Schrodinger mostra con evidenza è che se il gatto seguisse le leggi della meccanica quantistica dovrebbe essere SIA morto che vivo allo stesso tempo, come fanno gli elettroni in certe circostanze, fino a quando non li si osserva e quindi prendono uno stato ben preciso.
Insomma, il problema non è che il gatto può essere sia vivo che morto, il problema è che il gatto è MORTO e VIVO al 50%!
Ci sono degli esperimenti incredibili che mostrano come questo doppio “stato” quantistico è una realtà nel mondo microscopico, farò un post a riguardo prima o poi perchè sono davvero straordinari nella loro assurdità. Non appena cerchiamo di osservarne i dettagli (anche in modo indiretto), il mondo microscopico “si ribella” e collassa in uno stato oggettivo e perde le qualità che aveva prima.
Commento di paolonesi il 18 giugno 2012 alle 18:59
@ SAMUELE (rif. 18 giu 17:41)
Sam,
Ho detto che il mio Gedankenesperiment NON è PARAGONABILE a quello di Schrodinger !!!
Così come lìesperimento mentale di Schrodinger NON rappresenta lo stato delle cose della fisca quantistica trattandosi di oggetti “macroscopici”, cioè ben superiori al diametro atomico.
Il fatto che il micio sia morto e contemporaneamente vivo al 50% o che l’acqua contemporaneamente sia ghiaccio, liquida o vapore al 33,333333 % , NON rappresenta lo stato delle cose presenti nella f.q. !
Ma, come ha fatto bene Schrodinger, il suo era solo, ripeto, un approcio” a capire come possa verificarsiuna cosa simile.
Ti ho detto sopra che il saggio di Charles Seife spiega parecchie cose in maniera piuttosto semplice per chi interessa lì’argomento.
Cmq devo dedurre (ach !) che il mio Gedankenexperiment è “kaput” al 50% und nein-Kaput al 50$ ….ahahahahahahah ?)………devo inventarmene un altro per una migliore comprensione !
Aufwiedersen. Paolo
Commento di Shad il 19 giugno 2012 alle 12:48
@SAMUELE: mi era sfuggito, non avevo guardato la bibliografia
Comunque pare che la teoria della Decoerenza funzioni piuttosto bene. Recentemente sono riusciti ad osservare l’entanglement tra fononi abbastanza macroscopici supportati da piccoli diamanti. Per farlo hanno dovuto compiere l’osservazione in tempi più rapidi di quelli in cui la decoerenza distrugge gli effetti quantistici, e questo si può fare grazie ai moderni LASER a impulsi di femtosecondi.
Tuttavia so che c’è chi sta provando strade alternative, perché la decoerenza presenta ancora dei problemi. Ho conosciuto un ragazzo che sta facendo il Dottorato a Trieste in un gruppo che studia quest’altro approccio: introdurre termini non lineari nell’equazione di Schroedinger, che siano trascurabili in regime quantistico e quando diventano grandi siano la causa del regime classico.
@PAOLONESI: attenzione, la sovrapposizione di stati è diversa dalla non conoscenza dello stato!
Commento di Samuele il 19 giugno 2012 alle 13:35
Molto interessante Shad, vedremo cosa ci riserverà il futuro!
Commento di paolonesi il 19 giugno 2012 alle 15:28
@ SHAD (rif. 19 giu 12:48)
Shad ,
so abbastanza della f.q. da distinguere una “sovrapposizione di stati” dalla “non-conoscenza” degli stati !
Il mio nuovo esempio dell’acqua era solo per far entrare in testa un “qualcosa” del gatto di Schrodinger ai non-addetti ai lavori.
Per gli addetti ai lavori o per quelli come Sam o come il sottoscritto l’esempio del gatto è sufficiente, ma non per gli altri !
Cmq vedo che il mio esempio dell’acqua non funziona evidentemente, per cui dovrò cambiare approccio…..(oh…mica sono Schrodinger io ! ahahahahahahah !)
Ciaoooo……Paolo Nesi
Commento di Paolo il 23 giugno 2012 alle 07:02
Caro Samuele, tu credi agli esperimenti “incredibili” della fisica ma non credi all’omeopatia, a me sembra incredibile. So che non tutto ciò che è incredibile è reale, ma so anche che non per il fatto di essere incredibile una cosa è falsa. Io gli esperimenti incredibili sull’omeopatia li ho fatti e li ho pubblicati e pure confermati. Perché sull’omeopatia – che è una branca della medicina scientifica, anzi è all’avanguardia – segui il senso comune mentre nella fisica dici “vediamo cosa ci riserverà il futuro”?
Paolo
Commento di Samuele il 23 giugno 2012 alle 13:00
Non scherziamo Paolo, come ho scritto nel quarto post sull’omeopatia:
“scientifico” non vuol necessariamente dire che il meccanismo di funzionamento è perfettamento chiaro e spiegato… ma almeno i risultati devono essere evidenti, ripetibili, misurabili. Questo non accade con l’omeopatia.
E ho scritto perchè sono contrario all’omeopatia, più chiaro di così…
http://www.blogzero.it/2012/06/14/omeopatia-mito-e-leggenda-4
Commento di paolonesi il 23 giugno 2012 alle 15:49
@ Paolo (rif. 23 giu 07:02)
Ecco, poi magari mi dicono che sono un rompipalle e che vado a cercare il pelo nell’ovetto della gallina, ma non mi sembra proprio !
Qui si tratta di Logica ! Se si parte da “postulati falsi”, è chiaro che poi tutto finsce che NON QUADRA !
Nel tuo concetto che:”So che non tutto ciò che è incredibile è reale, ma so anche che non per il fatto di essere incredibile una cosa è falsa !”.
E’ un tuo postulato, peraltro “luogo comune”, cioè da molti considerato come: VERITA’ !
Difatti quando dici che: “non per il fatto di essere incredibile una cosa è falsa”, è di per sé una proposizione “FALSA” !
Ed è falsa perchè se una una cosa è “incredibile”, diciamo meglio non-credibile, ma poi risulta “credibile”, significa che PRIMA era falso che quella cosa era “incredibile”; dunque quella cosa NON è vero che era “incredibile”, ma “falsamente giudicata incredibile”, tant’è vero che poi, supponiamo, viene definita credibile !
Riassumendo: se una cosa viene giudicata “non-credibile” significa che poi NON potrà MAI essere giudicata “credibile”, dunque il presupposto (postulato) è FALSO !
Ma se si parte da presupposti (postulati) FALSI è chiaro che poi si arriva a delle conclusioni sballate !
In conclusione, prima di affermare che una cosa è “incredibile” occorre accertarcene sì, ma da che punto di vista ? Gli unici sistemi che io conosco sono solo 2: 1) dal punto di vista scientifico; 2) dal punto di vista logico-filosofico. L’OMEOPATIA NON parte da nessuno di questi due punti di vista.
Ma non solo.
Invece di starne a discutere perchè, come giustamente dice Sam, non si facciano di nuovo riprove: EVIDENTI, RIPETIBILI, MISURABILI ?
(sì, sono già state fatte, ma nemmeno 1 ha dato risultati positivi !)
Quindi, anche in questo caso,: di che cavolo stiamo parlando ?
Paolo Nesi
Commento di paolonesi il 24 giugno 2012 alle 16:12
@ SAMUELE
Un momento ! Un momento !
Sam, mi è venuto un dubbio atroce.
Non vorrei che ci si fraintendesse !
L’esperimento mentale del gatto di Schrödinger fu ideato da Erwin NON per CONFERMARE la possibilità dei 2 stati (della particella), ma, AL CONTRARIO, per dimostrarne l’assurdità !
Se, ricordi sia Schrödinger che Einstein NON ci credevano a quest’effetto di fisica-quantistica e ce l’avevano con Bohr e Heisemberg (e Pauli).
Nel 1935 Einstein con i colleghi Podolsky e Rosen pubblicò il fsmoso attacco alla fisica quantistica: documento detto E.P.R (acronimo dei 3 nomi).
Mi sembra l’anno successivo Bohr e Heisemberg, come dicevo, analizzarono il documento EPR, ma non riuscirono affatto a dimostrare che fosse possibile dedurre contemporaneamente la quantità di moto e la posizione di una determinata particella.
Bohr, col suo solito linguaggio un po’ oscuro e criptico disse: “l’ apparente contraddizione in realtà svela soltanto una essenziale inadeguatezza dal punto di vista usuale della filosofia naturale per una descrizione razionale dei fenomeni fisici del tipo che trattiamo nella meccanica quantistica” .
Bohr però ammetteva che l’osservatore NON può ottenere tutta l’informazione che vorrebbe un fisico classico !
Diceva però Bohr che parlare di un gatto invece di un elettrone è un errore, perchè il gatto NON è una particlella elementare. Parlare di un gatto, da un punto di vista strettamente teorico, significa parlare di uno stato quantico di un gatto significa specificare esattamente cosa fa in un preciso momento OGNI SINGOLO atomo del gatto e ogni SINGOLO elettrone (stato che cambia con una rapidità pazzesca da un istante all’altro!). Per cui lo stato quantico del gatto è qualcosa di estremamente VARIABILE e ELUSIVO.
In conclusione: se fosse possibiile mantenere TUTTI gli atomi di un gatto in un UNICO STATO QUANTICO fisso, allora sarebbe possibile parlare di gatti quanticistici mezzo morti e mezzo vivi !.
Difatti le caratteristiche di un gatto che noi possiamo osservare sono quelle proprietà che rimangono costanti, mentre lo “stato quantico interno” cambia continuamente.
E QUINDI sono proprio quelle “proprietà costanti” che noi consideriamo come attributi “classici” di un gatto, per esempio il suo “essere morto” o il suo “essere vivo”.
Cmq la probabilità però NON è sparita, il gatto ha sempre la probabilità di essere morto o vivo al 50% quando la scatola viene aperta.
Acc……..mi sembrava che c’era qualcosa che non quadrava ! Ecco perchè il mio altro Gedankenexperiment non lo si capiva !
Cmq lascialo perdere, devo studiare qualcos’altro !
L’importante che la cosa sia chiara ora !
Ti saluto. Paolo Nesi