Archivio di February, 2012

Siamo frutto del caso: evviva!

Per la scienza è ormai una certezza: l’evoluzione umana non ha un senso ed è nata dal caso, essendo totalmente legata agli avvenimenti fisici prima, a quelli genetici, geologici e climatici poi.

Questa affermazione non sarà romantica e rassicurante, ma è la realtà davanti alla quale ci troviamo, una realtà suffragata da migliaia di prove ed evidenze.

Siamo quindi di fronte ad un bivio:
Possiamo continuare a credere che esista un’entità superiore che ci ha creato e ci guida, dando un senso alla nostra vita…
Oppure possiamo crescere, affrontare con coraggio la realtà e farcene una ragione: se siamo qui è perchè una serie incredibile di contingenze ha creato le circostanze per cui degli esseri bipedi con un cervello particolarmente avanzato sono evoluti e hanno “conquistato” un piccolo pianeta verde-blu che gira intorno ad una piccola stella gialla, nella periferia di una piccola galassia (e se vanno avanti così, lo distruggeranno presto).

Viviamo per un breve periodo, terminato il quale non ci troveremo davanti alla giustizia divina che regolerà i conti con le storture della vita terrena. Svegliamoci quindi, e cerchiamo di fare tutto il possibile per vivere al meglio i pochi anni a nostra disposizione, senza pensare ad un inesistente “dopo” ma godendo del “rinfrancante e concreto senso di appartenenza alle dinamiche fisiche ed ecologiche di un pianeta attivo“, da cui siamo nati e a cui torneremo dopo la nostra parentesi vivente.

Se vediamo un’ingiustizia, cerchiamo di risolverla qui e ora.
Se abbiamo degli obiettivi da raggiungere, pensiamo alla nostra breve parentesi di vita e cerchiamo di ottenerli ORA, non DOMANI, e senza timore (non dobbiamo avere rimpianti, abbiamo solo una vita, ricordiamocelo!)

A questo proposito vi segnalo il bellissimo articolo di Telmo Pievani ospitato su Micromega di questo mese (link).
È un po’ lungo ma merita 15 minuti di attenzione.

Siamo il frutto del caso.

Se ne facciano una ragione i sostenitori di Disegni più o meno intelligenti: le evidenze scientifiche confermano ogni giorno di più che a condizionare l’evoluzione di Homo sapiens è stata la casuale combinazione di fattori del tutto contingenti ed ‘esterni’, in particolare eventi climatici e fattori geografici. Sarebbe ora di accogliere l’estrema perifericità della condizione umana nella sua tragica bellezza.

di Telmo Pievani, da MicroMega 1/2012, Almanacco della Scienza

Micromega febbraio 2012

Gli articoli che seguono (su MicroMega), scritti da alcuni fra i maggiori esperti a livello internazionale, descrivono nuove scoperte scientifiche il cui significato culturale e filosofico non può essere sottovalutato. Si tratta infatti del compimento di una revisione radicale dell’immagine dell’evoluzione umana. Caduto definitivamente il paradigma unilineare che interpretava la nostra storia naturale come una carrellata di stadi di progresso, l’intricato diagramma delle specie ominine che a ritroso collega l’ultimo ramoscello sopravvissuto oggi, cioè Homo sapiens, con l’antenato comune fra noi umani e gli scimpanzé – vissuto in Africa intorno a 6 milioni di anni fa – è composto al momento da almeno venti specie differenti, ciascuna con una propria unicità tassonomica e con un peculiare mosaico di caratteristiche adattative. Non una marcia di avvicinamento all’umanità moderna, dunque, ma un’esuberante esplorazione di possibilità.

Da quando i primi ominini sperimentano soluzioni alternative per sopravvivere in spazi sempre più aperti, a quando intorno a due milioni di anni fa troviamo in Africa una pletora di specie appartenenti addirittura a tre generi diversi (le australopitecine gracili più recenti come Australopithecus sediba, le prime forme del genere Homo e i parantropi robusti), fino a quando in tempi recentissimi, ancora 50 mila anni fa, in Africa ed Eurasia convivono ben cinque forme umane contemporaneamente, la coabitazione di specie diverse è stata la norma. Non siamo mai stati soli, tranne che nelle ultime, poche migliaia di anni.

Ma ora c’è dell’altro. Ciò che accomuna molti degli articoli è la consapevolezza, emersa prepotentemente negli ultimi mesi e anni nella comunità scientifica, del ruolo chiave che hanno giocato le variazioni climatiche e i fattori ecologici su larga scala nel condizionare e letteralmente nel plasmare l’evoluzione umana. L’attenzione era stata rivolta principalmente alle mutazioni genetiche considerate cruciali e ai grandi adattamenti funzionali che ci hanno reso umani (bipedismo, tecnologie litiche, crescita del cervello), e troppo poco sui parametri ambientali contingenti che hanno reso così variegato e imprevedibile l’andamento dell’albero cespuglioso degli ominini. Oggi ci accorgiamo che il potere delle circostanze è stato dominante nella nostra storia naturale e che quindi i fattori primari che ci hanno condotti fin qui furono talvolta indipendenti dalla maggiore efficienza o dalla presunta «superiorità» intrinseca dei «vincitori».

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Berlusconi mi ha anestetizzato!

Aiuto!

Non riesco più ad incazzarmi!

Guardo il TG e non urlo contro il monitor, parlano del “Presidente del Consiglio” e non mi viene l’ulcera, sento una dichiarazione di un ministro e non penso a quanto sia vergognosamente ignorante… sarò malato?

Dopo qualche mese ormai non posso più nasconderlo: da quando l’odiato B. è stato cacciato dalla poltrona di PresdelCons qualsiasi cosa accada non riesce nemmeno lontanamente a farmi innervosire come ai vecchi tempi.

Possono togliere l’articolo 18, generalizzare sui giovani dandoci dei fancazzisti mammoni, riformare il lavoro puntando sul precariato più che sulla crescita… NIENTE, io non riesco proprio ad inorridire.

Il motivo è semplice, purtroppo. E anche questa volta, è colpa di Berlusconi.

B. ci ha abituato ad una falsa democrazia incentrata solo su di sè e non sul bene pubblico. Per anni ha pensato solo ai propri interessi, ha fatto eleggere una schiera di idioti e lacchè facilmente corruttibili per mantenere il controllo e fare tutto quello che riteneva utile (per sè stesso), senza nessuno che lo contrastasse veramente.

Adesso che siamo passati ad un governo (evidentemente di centro-destra) che però cerca di fare quello che ritiene giusto per migliorare il paese, mi sembra di sognare. Togliere l’articolo 18 può essere un errore, riformare la giustizia a colpi di decreto non è una grande idea, ma almeno questo governo sta cercando di riformare il paese usando il cervello e cercando di applicare le proprie idee, è un cambio EPOCALE per l’Italia!
Siamo fermi da vent’anni per colpa sia di debolissime coalizioni di sinistra che non riescono nemmeno ad avere delle idee (figuriamoci metterle in pratica), sia per colpa di una destra scandalosa che pensa solo ai propri comodi.

Monti e soci stanno cercando di cambiare l’Italia, sono pieni di idee e cercano di metterle in pratica. Onore al merito!

Dato che chi fa qualcosa può sbagliare mentre chi non fa nulla non sbaglia mai, Monti viene continuamente attaccato (anche giustamente a volte!!!), ma onestamente io preferisco mille volte qualcuno che cerca di smuovere l’Italia dal torpore che ci stava conducendo nel baratro a qualcun’altro che candidamente ci stava accompagnando al default mentre regalava buste con migliaia di euro alla sgualdrina di turno.

È il momento giusto per la sinistra di uscire allo scoperto con proposte alternative reali e realizzabili, dando risposta alla domanda cruciale: davvero dobbiamo diventare tutti precari per sopravvivere?

(Nel frattempo io prometto che mi impegnerò e tornerò ad incazzarmi… giusto in tempo per le prossime elezioni!)

La Bibbia

C’era una volta una saga di 39 libri, scritti in tre diverse lingue e da decine di autori nell’arco di 1500 anni, sotto la supervisione e l’ispirazione di un editore e sceneggiatore di grandissimo spessore tecnico e morale.
Questo best seller dalla lunga gestazione ebbe poi un importante sequel di altri 27 libri ed un larghissimo successo globale, a volte raggiunto tramite un piano di marketing piuttosto aggressivo ma di sicuro impatto, come dimostrano i moltissimi fans che ancora riempiono le nostre città e continuano a ritrovarsi settimanalmente in club ricercatissimi e in stabili di grande pregio artistico. Notevole anche il merchandising.

Parte 1: Genesi
Parte 2: Esodo
Parte 3: Levitico
Parte 4: Numeri

Dopo quasi un anno di pausa, prosegue la fantastica saga della divina tragedia, ne sentivate la mancanza?

Oggi chiudiamo il ciclo dei primi cinque libri dell’Antico Testamento, il cosidetto Pentateuco (la Torah ebraica), con il famoso “Deuteronomio”, un terribile libro di 34 capitoli che contiene tre discorsi che sarebbero stati pronunciati da Mosè agli Israeliti prima della sua morte.
[fbshare]La parte più interessante è quella del secondo discorso, il cosiddetto Codice Deuteronomico, formato da una serie di dettami che il popolo eletto deve osservare per entrare nella Terra Promessa.

Le leggi morali e comportamentali indicate in questo libro sono una delle peggiori collezioni dell’intera Bibbia, mi piacebbe avere l’opinione sincera di qualche cristiano… io leggendo questi capitoli sono rimasto allibito e ho festeggiato il mio ateismo pagina dopo pagina.

Vi riporto qualche “chicca” divina, facendomi aiutare come nel precedente episodio con le raffigurazioni dello spassoso “The Brick Testament“:

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