Archivio di December, 2011

Per i tanti nuovi lettori, segnalo la vecchia immagine di “Natale ai tempi di facebook” che avevo creato un paio d’anni fa:

Natale ai tempi di facebook

Per gli altri, vi consiglio una bella lettura natalizia (lo sapete che la data del 25 dicembre è stata stabilita nel IV secolo per motivi tutt’altro che religiosi, vero?):

Link al post di alfredodegiuseppe.it: “Un Natale ateo, ma buono”

Natale relativista

Copio e incollo un vecchio post dal blog di Leonardo (link):

Gli spettri dei Natali passati

Tutti mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo mangiano. Non è che il loro panettone sia necessariamente piú buono di quello dei non credenti: è semplicemente piú ragionevole.

Cardinale Biffi

1) Publio Plinio a Domizio Rufo:

“Carissimo, ti auguro con questa epistola di trascorrere un buon Natale del Sole. Non so da voi, ma qui a Mediolanum ormai lo festeggiano tutti: persino i cristiani! Sì, anche quella setta di santoni pseudoebrei, gli adoratori dei crocefissi, dopo qualche resistenza ormai si sono decisi a festeggiare come tutti gli altri.

Non c’è che da apprezzare la saggezza del nostro grande imperatore Aureliano, che volle rendere ufficiale la festa, l’ottavo giorno prima delle Calende di Gennaio. Noi cittadini dell’impero siamo diversi per lingua, razza e religione, ma tutti siamo scaldati dallo stesso Sole, che dopo il freddissimo Solstizio d’Inverno ora ricomincia timidamente a riallungare le giornate. Né Aureliano volle inventarsi una Festa di sana pianta, ma lungamente studiò il problema coi suoi collaboratori, scoprendo che la festa della Rinascita del Sole è la più universale; anche se alcuni lo chiamano Mitra, altri Elagabal, altri Helios: in fin dei conti è sempre lo stesso per tutti, e tutti ugualmente ci riscalda.

Solo i cristiani, nella loro superstizione, sono convinti di non adorarlo. Ho appreso da un mio servo, che partecipa alle loro riunioni, che pure loro mangiano gli stessi dolci impastati con frutta candita e miele: ma non per festeggiare il Sole a cui devono la frutta e i fiori, bensì la nascita del loro Dio, o profeta (essi non hanno chiara la distinzione tra i termini), Gesù Cristo.
Confesso di essere affascinato dall’ignoranza che nutrono per la loro stessa religione. Avendo dato un’occhiata, per curiosità, ai loro libri sacri, so bene che in nessun giorno del calendario è fissata la data di nascita del loro eroe. Stavo quasi per dirlo al mio servo, ma a che pro? Non sa leggere. Ma lasciamolo pure mangiare il suo pane dolce e i suoi canditi, anche se ignora l’autentico significato di ciò che fa”.

2) Ebrhardt a Kwenghjil

“Gran figlio di vacca visigota e padre ignoto, come va? Spero che in Hispania faccia meno freddo che qui. Tra un po’, grazie al cielo, le giornate si riallungheranno. Nel frattempo io me ne resto accampato in questa nebbiosa valle padana. E mi si gelano i coglioni.
Mi gelano anche perché la mia Orda ha deciso di convertirsi in blocco a quella religione del menga, il Cristianesimo.
Dicono che conviene farsi amici i vescovi, che sono i veri capi delle città. Mah. Fosse per me avrei giù brindato coi loro teschi disossati, ma forse hanno ragione. Ci vuole gente che sappia amministrare tutto questo casino.
Del resto mi conosci, io di religione mi sono sempre interessato quanto bastava per portare le fanciulle alle orge. Però, boia d’un Thor, non toccatemi Odino! Te lo ricordi, Kwenghjil, quando eravamo bambini e la mamma ci diceva di mettere fuori gli stivali pieni di carote per il cavallo del dio Odino?
Era due giorni dopo il solstizio d’inverno, come oggi. Nella notte lunghissima il dio con la barba bianca portava gli eroi caduti a una battuta di caccia. E quando si fermava alla nostra stalla, dovevamo essere a letto e non fiatare, se volevamo che ci riempisse gli stivali di nocciole al miele e altre leccornie.
E adesso mi spieghi, Kwenghjil? Se mi converto al cristianesimo, cosa ci racconto al mio nipotino? Ha il diritto di credere in Odino anche lui, o no?
Ieri sera l’ho preso davanti al fuoco e ho attaccato con la storia del dio che cavalca nella notte. Si è messo a piangere come un puledrino! Ben ti sta, mi ha detto mia moglie. Basta con queste storie di Dei barbari a cavallo, mi dice, sei vecchio, aggiornati! Se non fossi il vecchione che sono l’avrei impalata lì dov’era! E invece l’ho lasciata fare: ha preso in braccio il marmocchio e (non credevo alle mie orecchie) ha completato il racconto spiegando che Odino era un dio cattivo e feroce, che abitava nei boschi, ma poi ha incontrato un tale San Nikolao, Santa Nicola, non so, che ha convertito pure lui, e da allora è buono e porta i dolci dal camino!
…E poi dimmi se a uno non devono gelarsi le palle. Dove sono finite le tradizioni dei nostri padri? È tutta una schifezza. Meno male che posso mangiarmi ancora le mie nocciole al miele. Le mangio alla tua salute, vecchio scannagalline”.

3) Ing. Taddei Barnaba a Dott. Taddei Luciano

“Ciao dutùr, spero che ti passi un buon Natale. Qui a Milano è un freddo cane come sempre (e poi dicono il riscaldamento globale, bah). Ma se Dio vuole, da qui in poi ci si riallungheranno le giornate.
Ti saluta anche tuo nipote – perlomeno ti saluterebbe, se riuscissimo a staccarlo da quella plaistescion rivoluzionaria che gli hai regalato. Che sia l’ultima volta: siamo seriamente preoccupati. Da mezzanotte alle nove del mattino è rimasto lì impalato a dimenarsi davanti al televisore. Al che mia moglie gli ha detto: “Ma devi proprio giocarci da solo? Perché non inviti i tuoi amici?”
Gli amici di mio figlio: un cinese, un turco e un Di Gennaro. Tre ore chiusi nella stanza a dar di matto con quell’affare. A un certo punto blocco mia moglie nel corridoio con in mano un vassoio di panettone: ma sei sicura? Le ho detto io. E se è contro la loro religione?
Ma che religione e religione, fa lei. È un dolce, non lo proibisce nessuno. Appunto, faccio io, è un dolce di Natale, cosa vuoi che sappiano in Cina? Loro mica ci credono, in Babbo Natale. E poi c’è un turco, figurati.
Proprio in quel momento dal bagno salta fuori Giampiero, e alza le spalle: Papà, dice, veramente Babbo Natale viene dalla Turchia. Ma che Turchia e Turchia, dico io, chi te le racconta queste cose? La prof di religione, dice lui. Ci ha spiegato che Babbo Natale è San Nicola, e San Nicola è nato in una città che adesso è in Turchia. Ah, sì? Vorrà dire che l’anno prossimo ti esentiamo dalla materia, visto che la tua prof non sa nemmeno che San Nicola sta a Bari!
E vai!, ha detto lui. Che stronzetto ho messo al mondo.
Alla fine se lo sono sbafato, il panettone. Glie n’è fregato assai, di sapere perché lo mangiano. Che mondo. Che mondo.
Speriamo in un po’ di sole”.

(…E un buon Natale di Sole a tutti quanti).

p.s. per tutti i nuovi arrivati: essendo questo post un semplice copia-incolla non trovate questo post in HOME ma in SECONDA PAGINA (lato destro della homepage). Così, giusto per informazione

Padroni della nostra vita/morte?

La recente vicenda di Lucio Magri ha portato alla ribalta il tema del suicidio assistito.

Personalmente non sono ancora riuscito a farmi una posizione chiara sull’argomento, la materia è davvero spinosa.

In passato si è parlato molto di eutanasia nel caso di malattie terminali… che è tutt’altra cosa: mantenere in vita con la forza delle persone con gravissime e irrecuperabili patologie significa in fin dei conti andare contro natura.
Su questo punto la posizione della Chiesa è incredibilmente arretrata e ipocrita: piuttosto che lasciare che la natura faccia il suo corso e si porti con sè dei malati gravissimi, si preferisce sfruttare la tanto vituperata scienza nel modo più sbagliato, forzando la sopravvivenza dei malati per legge, andando contro le volontà della persona e della famiglia.
La vicenda Eluana Englaro e le incredibili pressioni della Chiesa sul governo (riuscitissime) sono ancora nella nostra mente, un vero orrore.

Ma… il suicidio assistito è tutt’un altra cosa.

Con il suicidio assistito Lucio Magri ha deciso di porre fine alla sua vita a causa di una grave depressione. Ha preso l’auto, è andato in Svizzera ed è stato aiutato ad uccidersi da dei medici che gli hanno fornito un anestetico ed un “veleno”.

E’ giusto aiutare a morire una persona che non è gravemente malata (in senso “fisico”)?

Magri avrebbe forse potuto superare il periodo di depressione, che pare fosse causato in gran parte dalla recente morte della moglie, e vivere gli ultimi anni della sua vita serenamente?

Onestamente non lo so.

Per farmi un’idea sto leggendo un po’ di opinioni contrastanti di cui vi metto un po’ di link… voi che ne pensate?

1) Marco Travaglio (il Fatto Quotidiano) – pagina web

2) Paolo Flores d’Arcais (Micromega) – pagina web

3) Paola Binetti (deputata UDC) – pdf

4) Vittorio Feltri (Il Giornale) – pdf

5) Filippo Facci (Il Giornale) – pdf

6) Beppino Englaro (padre di Eluana) – pdf

7) Chiara Lalli – Risposta a Travaglio (Giornalettismo) – pagina web

Non siamo padroni della nostra vita

Cardinale Elio Sgreccia

Caro Cardinale, non so chi sia il padrone della mia vita ma di sicuro non sei nè tu nè la tua Chiesa, quindi smettetela di imporre le vostre idee retrograde su tutta l’Italia!

“Con Monti e Draghi l’Italia è in mano a poteri esterni che ci porteranno alla catastrofe”

Giulietto Chiesa

“Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati”

Paolo Barnard (ex giornalista di Report)

Ci siamo “liberati” da Berlusconi da un paio di settimane e già qualcuno evoca complotti internazionali e pericoli inimmaginabili per la democrazia italiana. Giornali di destra come “Libero” e “il Giornale” urlano da giorni al golpe, ma anche certi esponenti della sinistra più estrema hanno avuto il coraggio di sentenziare che questo è “il peggiore governo di tutta la storia d’Italia“.

Immagine anti-Monti con riferimento al suo passato in Goldman Sachs

 

Tanti si scagliano contro Monti, la cui elezione sarebbe un attentato alla democrazia che verrebbe subappaltata alle forze della finanza.

A parte che se la democrazia partorisce oscenità come Berlusconi, meglio non averla.
A parte che le banche e le lobby della finanza non hanno bisogno di Monti per decidere le sorti del nostro paese. L’hanno sempre fatto, continueranno a farlo anche dopo di lui.
A parte che l’Italia è una repubblica parlamentare e quindi gli italiani non hanno mai scelto direttamente il governo (sono 60 anni che ci sono “ribaltoni” e nessuno urlava al golpe).

Ecco, a parte tutto questo, prima di sparlare dell’attuale governo aspettiamo almeno di sentire le proposte e vedere i decreti che verranno proposti.

Parlare di “governo Bagnasco” (link) riferendosi alle molte amicizie cattoliche di molti ministri e di Monti, è un pregiduzio.

Se tasseranno sempre i soliti, se toglieranno fondi ai servizi, se non toglieranno nessun privilegio alle varie caste (non solo ai politici, ma anche alla Chiesa, ai notai, alle assicurazioni, etc)… allora potremo incazzarci e lamentarci.

Insomma, è ora che ci deBerlusconizziamo tutti, sia a destra che a sinistra!

L’avversario politico non è il nemico assoluto, con Berlusconi e la sua cricca fuori dai giochi si può ricominciare a discutere di idee, di politica e di come portare avanti l’Italia senza doversi per forza scontrare in un muro contro muro in cui nessuno ascolta il parere degli altri.

Compito a casa per gli elettori di destra: trovatevi un nuovo leader, possibilmente onesto.

Compito a casa per gli elettori di sinistra: smettiamo di considerare l’avversario politico come un nemico assoluto e cerchiamo di ascoltare anche le idee altrui… potrebbero non essere completamente errate.

L’Italia è stata per anni l’eccezione in mezzo alle democrazie europee, ci vorranno un po’ di anni per tornare alla normalità, tocca (anche) a noi cercare di arrivarci il prima possibile, per il bene di tutti. Dopo anni torniamo a discutere civilmente sulle idee.

(promessa: questo era l’ultimo post politico della serie, dalla prossima si torna a parlare di cose serie 🙂 )