Strage di Oslo: la figuraccia degli osceni quotidiani di destra
Scritto da Samuelelug 24
Copio-incollo da Wittgenstein (link) un bel commento sulla pessima figura che hanno fatto i quotidiani italiani di destra reagendo all’attentato di Oslo cercando di aizzare odio contro il “pericolo islamico”.
Non c’è altro da aggiungere (e per chi volesse leggersi l’articolo di fondo di Fiamma Nirenstein su “Il Giornale”, ecco il link – pdf…)
Ben oltre la consueta umana eccitazione che travolge le redazioni quando succede qualcosa di grosso, anche quando è qualcosa di brutto, è leggibile nelle prime pagine di Libero e del Giornale (e anche del Tempo, qui l’editoriale) il brivido entusiasta e felice che ha percorso alcune schiene quando la possibilità di una strage islamista si è manifestata in arrivo dalla Norvegia, ieri.
Al Giornale, dove si era mobilitata con passione anche Fiamma Nirenstein in un editoriale con grande evidenza, hanno avuto il tempo di smontare a un certo punto la prima pagina già diffusa, e ricostruirne una che prendesse atto della cantonata precedente, rimuovendola. A Libero non ne hanno probabilmente avuto il tempo (“Che sia un episodio di guerra santa è indubbio”, dice l’articolo). La considerazione generale è che uno può anche pensare che l’Islam ci vuole mangiare tutti, e orrendi uomini barbuti sono pronti a scannarci mentre noi diciamo loro buonasera, ma forse prima di urlare felice “ecco, ecco, avete visto?” sarebbe saggio darsi il tempo di non fare una figuraccia.
Una considerazione particolare riguarda invece la specifica titolazione di Libero, che induce a un interessante paradosso.
“Con l’Islam il buonismo non paga”
Adesso, aspettiamo più saggiamente di avere spiegazioni certe: ma per ora quello che pare essere successo ieri è che un bianco europeo antiislamico abbia adottato un’iniziativa decisamente antibuonista nella sua protesta contro quello che ritiene buonismo con l’Islam. Ovvero, un potenziale lettore di Libero – non fosse la lingua – che ne condivide esattamente la linea nei confronti di uno dei più importanti temi della contemporaneità, ha deciso di aderire nei fatti alla proposta di Libero: smetterla col buonismo, perché non paga. Passare ad altro.
Interessante, no?
Speriamo che invece si scopra che era solo arrabbiato con la fidanzata, altrimenti cosa si dirà in prima pagina su Libero, domani?





10 commenti
Pingback di Il nemico dentro | Licia Troisi il 25 luglio 2011 alle 09:01
[...] almeno. Che fosse un attentato di Al Qaeda o chi per lei. Certo, mi viene da sghignazzare sulla prima pagina di Libero, ma poi mi fermo a pensare, e da ridere non c’è proprio niente. L’attentato di Oslo e [...]
Commento di mattia il 25 luglio 2011 alle 09:58
…..in realtà è stato Allah che ha ispirato l’orribile progetto al povero demente per consentire agli anti-anti-islamisti europei di sostenere le loro idee buoniste in contrato alla cultura anti-islamista.
….peggiore delle religioni è solo il giornalismo che le strumentalizza!
Commento di Elle il 27 luglio 2011 alle 15:40
In questi giorni sono pervenuti numerosi aggiornamenti su chi fosse l’attentatore, Anders Breivik, data anche la pubblicazione della summa del suo pensiero, un saggio di ben 1500 pagine disponibile su pdf.
http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/24/news/oltre_1500_pagine_di_deliri_ecco_le_teorie_del_mostro_di_oslo-19545663/?ref=DRM-19492843-1
Ora, io non voglio dire nulla, ma mi pare che quegli stessi ambienti di destra ansiosi di colpevolizzazione islamica si siano prodigati in ogni modo per dissociare le motivazioni che hanno spinto Breivik a compiere la strage dalla sua identità culturale e religiosa (che traspare piuttosto esplicitamente dalla lettura dell’ articolo sopra, direi) affermando che non ha il “pedigree” per essere ritenuto un fondamentalista (come fa ad esempio Introvigne).
Cito un post dal blog UAAR.
“I quotidiani italiani hanno ospitato anche oggi diversi commenti cattolici. Il giornale dei vescovi italiani, Avvenire, ha dato spazio al giurista Carlo Cardia, secondo cui “il ricorso alla violenza ha base nell’assenza di una tensione etica fondata su principi fondamentali, alla radice dei quali è una legge, quella del Sinai, che espungiamo di continuo dal nostro orizzonte”. “Da tempo un po’ dovunque si esalta il soggettivismo assoluto, il relativismo totale”, continua Cardia, “e questi suggeriscono all’uomo un drammatico senso di onnipotenza verso sé stesso e gli altri”. L’articolo si conclude ricordando la “cancellazione dall’orizzonte cognitivo dell’idea di Dio”: e “il prezzo che si paga per la dimenticanza di Dio spesso appare a distanza”.
Antonio Socci ha invece scritto per Libero un articolo il cui titolo è programmatico: Il killer non è un cristiano. La sua sola fede è la pazzia. I riferimenti culturali del mostro di Oslo sono solo un paravento. Secondo il giornalista legato a CL, accostare Anders Breivik al cristianesimo è “una bestialità insopportabile”: cristiane erano invece le sue vittime. Criticando Michele Serra, descrive il caso come un esempio di “fanatismo ideologico”, che sta “all’antitesi dello spirito religioso”.
Il quotidiano Italia Oggi ha infine ospitato un articolo di Franco Adriano dal titolo Non può definirsi cristiano chi intende uccidere il Papa, in cui attacca frontalmente il comunicato stampa UAAR di ieri. Dimenticando però che non solo, quantomeno in passato, vi sono stati cristiani che hanno voluto uccidere papi, ma anche che Breivik non intendeva uccidere il papa: come attesta il suo memoriale, come non riesce a dimostrare lo stesso Adriano e come invece continuano a ripetere molti esponenti cattolici.”
Quindi Breivik non è cristiano, non è un fondamentalista religioso, è solo un pazzo privo di motivazioni.
Sarà.
Ma credo di non essere l’unico a pensare che si stia utilizzando il famoso metodo dei due pesi e delle due misure.
Commento di mattia il 27 luglio 2011 alle 17:24
tutto questo mettere le mani avanti da parte dei cristiani, pone ancor più in evidenza, a mio giudizio, il problema di base che sinteticamente potrebbe essere riassunto in “è ancora compatibile l’appartenenza alla fede cristiana con la partecipazione alla società occidentale moderna ?”.
Commento di paolonesi il 1 agosto 2011 alle 23:41
Ma Mattia…che stai dicendo ?
Poni la domanda se è ancora compatibile l’appartenenza alla fede cristiana con la partecipazione alla società occidentale moderna !
Sai bene, come sempre dicono i nostri politici, che la fede cristiana E’ la società occidentale moderna !!!
E dunque, se Breivik fosse cristiano, ma pazzo, allora, per sillogismo, la fede cristiana è fatta di pazzi….ma ti rendi conto ?
Brivik, supponiamo, è solo un pazzo che dichiara di essere cristiano, ma sono tanti che si dichiarano cristiani, quindi, per sillogismo possiamo dire che chi si dichiara cristiano è pazzo ? assolutamente no ! Non possiamo dire una cosa simile, ci mancherebbe !…ti rendi conto ?
Supponiamo ora che Breivik che si dichiara cristiano, NON E’ PAZZO: è una contraddizione ?…ti rendi conto ?
Supponiamo infine che Breivik NON SIA PAZZO, ma si dichiara cristiano, allora significa che è un individuo sano di mente che si dichiara cristiano ? ….ma ti rendi conto ?
D’altra parte non è filo-mussulmano perchè li odia i mussulmani, così come non è ebreo perchè li odia gli ebrei, non è un immigrato perchè odia pure quelli, non è un comunista, non è un socialista, non è una checca….i norvegesi dicono che non può essere uno di loro, che non si riconoscono il lui, così come la cristianità non si riconosce in lui…………….allora chi è Breivik ?
Ah, beh, ho scoperto…..necessariamente deve essere un extragalattico !
Paolo
Commento di mattia il 2 agosto 2011 alle 11:10
Però io ritengo sia un problema reale (di cui adesso cogliamo i sintomi ancora allo stato embrionale).
Ci sono porzioni di popolazione occidentale, ora minoritarie ma nettamente in crescita in termini numerici e di influenza culturale/politica (soprattutto fasce giovanili) completamente aliene rispetto alle idee tradizionali religiose cristiane ed agli accessori culturali correlati, persone che quando vedono passare un prete restano stranite per come è buffamente bardato, persone che entrano in chiesa per gustarne il fascino kitsch esotico.
C’è poi una grande fetta di popolazione occidentale che accetta passivamente la presenza di questi individui e dei loro strani simboli perché sono stati mitridatizzati fin da piccoli, ma non sentono reali vincoli con queste tradizioni culturali, li danno solo per scontati come si da per scontata una macchia sul muro od il cigolio della propria vecchia auto.
Ci sono persone maggiormente legate a queste tradizioni ed a queste culture, che si aggrappano con forza a queste idee e simboli per convinzione personale e per necessità identitaria, per controbattere il senso di dispersione culturale.
Ci sono tante modalità di rapportarsi con le tradizioni che si stanno abbandonando….ma siamo sicuri che tutti siano in grado di accettare i cambiamenti che le società manifestano/manifesteranno in questa progressiva evoluzione ? Le sacche di resistenza culturale quali comportamenti, consci o inconsci, adotteranno per salvare il proprio mondo mentale? Siano sicuri che Breivik, piuttosto che un pazzo, non sia invece un elemento particolarmente sensibile e reattivo di un sistema culturale in affanno che sente crollare le proprie fondamenta, con tutto il portato di disperazione che tale processo può generare ?
Ed i centri di potere che soffiano sul fuoco delle radici culturali, che legami e responsabilità hanno rispetto ai comportamenti di questi individui pericolosi?
Se la Chiese cristiane amassero davvero l’essere umano dovrebbero collaborare a far sì che la progressiva decadenza delle proprie fondamenta culturali confluisse serenamente in una eutanasia senza tragedie?
E se invece le Chiese amassero maggiormente le idee rispetto agli esseri umani, a che cosa andremo incontro nelle ns. società?
E’ palese che quanto ho scritto sia estremizzato, semplicistico, forse provocatorio. Ma volevo cercare di identificare alcuni lineamenti sui quali discutere. ciao
Commento di paolonesi il 2 agosto 2011 alle 21:37
x Mattia
Eh, si….nel mio commento del 1 agosto ho scherzato macabramente sul fatto accaduto in Norvegia, ma sicuramente io sono convinto, nel senso che tu dici, che Breivik NON sia assolutamente pazzo.
Come dici tu, forse disperato perchè si sente crollare tutti i fondamenti che i Centri di Potere (chiamiamoli pure così) gli hanno inculcato proprio per detenere quello che in una parolina magica che si chiama Potere.
Stavo parlando proprio l’altro ieri con un amico che ha avuto contatti diretti con l’Opus Dei, che passa parecchio sotto silenzio, ma che ha un potere enorme nel mondo. Tanto per fare un esempio !
Le Chiese amano solo il potere dell’Uomo sull’Uomo, sono nate per quello.
Ma prima di cederlo questo potere…….sarà dura !
Ormai per me i giochi sono chiusi, vista l’età, ma mi dispiace veramente per i ragazzi….non so in quale mondo vivranno in futuro, ma forse per loro sarà naturale perchè ci saranno nati dentro, chissà !
Io, speriamo che me la cavo !
Saluti agostini.
Paolo
Commento di mattia il 4 agosto 2011 alle 10:52
Paolo, saluti agostini anche a te!
penso che “i ragazzi” abbiano la meravigliosa opportunità (rispetto a quelli nati svariati decenni fa) di poter scegliere con maggior serenità se accettare passivamente certe idee religiose, forse ancora dominanti ma decisamente tremolanti, oppure scegliere di “non avere idee religiose” (e/o di decidere ogni mattina che si svegliano in cosa credere, senza eterni giuramenti di fedeltà verso certe idee piuttosto che altre).
E’ una grande fortuna: cosa c’è di più bello della libertà di costruirsi il proprio mondo mentale e la propria visione di vita e di poterla cambiare ogni volta che ci pare ?
E se nel fare questo incontreranno persone maggiormente vincolate alle idee tradizionali ?!? beh, la vita è anche confronto, a volte contrasto, a volte lotta, no ? Gli esiti non sono mai scontati (ed anche questo, in fondo, è libertà).
Personalmente i miei figli (3 anni uno e sei mesi l’altra) sto cercando di “attrezzarli” per vivere bene in un mondo conflittuale. E ti assicuro che è una bella sfida, molto divertente…. e che mi fa crescere.
La mia visione atea della vita è figlia della mia libertà (relativa) di pensiero.
Non desidero “costruire” dei figli atei, ma dei figli dotati di libertà di pensiero… il resto viene da sè!
Commento di Sergio il 16 agosto 2011 alle 00:04
Sono d’accordo, da cristiano (non cattolico o protestante o TdG, ecc.), con chi dice che che le chiese amano solo il potere dell’uomo sull’uomo. Ritengo però che sia possibile vivere il cristianesimo in maniera semplice (naturalmente senza riconoscimenti politico-sociali) in comunità che cercano di vivere l’insegnamento del Vangelo libero dagli orpelli creati nei secoli dall’uomo, i quali hanno generato i mostri che sono oggi le chiese dominanti. Per quanto riguarda Breivik, può darsi che la sua mente contorta sia stata influenzata da certi “insegnamenti” che con la verità non hanno però nulla a che vedere o, come dice qualcuno, sia il prodotto mostruoso dell’avanzare della consepevolezza che le chiese cristiane dominanti sono (con tutto il rispetto per gli appartenenti in buona fede e prodigantisi per il prossimo) vuote di verità spirituale e piene di falsità materialistica.
Commento di mattia il 17 agosto 2011 alle 11:35
@ Sergio
se i cristiani fossero tutti come te, forse sarei un “ateo cristiano”.
Non credo che i vangeli (spero tu ti riferisca anche a quelli non considerati dalla Chiesa Cattolica) riportino delle verità, ma senz’altro sono pieni di “buoni consigli” e di spunti interessanti.
Mi sono confrontato con diversi cristiani che mi hanno espresso più o meno le tue stesse apprezzabili idee (“credo ma non appartengo a nessuna chiesa”…. scusa se banalizzo). Sono sicuro che siate in tanti ma, per lo più, non siete “visibili” mediaticamente, non avete peso politico e sociale.
E, non riuscendo voi a segnare una netta distinzione, le Chiese (in particolare la Cattolica) riescono ad “annettervi” di fatto agli occhi dell’opinione pubblica.
Perchè non cercate di agire in modo più deciso per distinguervi dai cattolici?
Io sono ateo ma l’8xmille lo dono volentieri all’Unione Valdese, perchè mi pare sia l’unica Organizzazione cristiana che osa contrapporsi frontalmente allo strapotere della CCAR in Italia.
ciao
mattia