Omeopatia: mito e leggenda (1)
Scritto da Samuelelug 13
Per questo e il successivo articolo questo blog è stato minacciato di querela dalla multinazionale Boiron per diffamazione. Sono costretto ad eliminare ogni riferimento all’azienda. Il senso dell’articolo non cambia minimamente.
Evidentemente anche la libertà di parola per certe aziende deve essere diluita così tante volte da essere praticamente… inesistente.
Prima di cominciare (per evitare insulti dagli integralisti alternativi bio-verdi):
con omeopatia non si intendono i metodi naturali, la fitoterapia (pratiche terapeutiche legate all’uso di piante) o l’agopuntura.
Pur essendo medicine alternative queste ultime hanno una tradizione millenaria e la scienza spesso, dopo approfonditi studi, ne riscontra i principi attivi e gli effetti benefici.
Un esempio? anche se l’agopuntura non agisce certo sui “flussi energetici” come dicono i suoi sostenitori e le tradizioni cinesi, comunque pare ormai assodato che l’ago stimoli la produzione di adenosina, una sostanza che agisce come antidolorifico e quindi ha dei reali effetti benefici.
L’omeopatia è un’altra cosa.
Con omeopatia si intendono quei metodi “terapeutici” che seguono il principio di similitudine del farmaco, cioè sostengono che per curare una persona sia necessario somministrarle una dose altamente diluita della sostanza che ha creato la malattia.
Praticamente: per curare una persona bisogna usare lo stesso metodo che causerebbe la patologia in una persona sana, bisogna utilizzare sostanze “simili alla malattia”.
Questo, e molto molto altro, è alla base di una pseudoscienza pericolosissima che si sta diffondendo nel “razionale” occidente.
Pur non facendo nulla l’omeopatia è pericolosissima.
Siete interessati a saperne di più?
Ho cercato di scrivere un articolo che spieghi in modo chiaro a tutti di cosa si tratta, perchè non può funzionare e che pericoli può creare una diffusione di questo tipo di “medicina” nelle nostre farmacie.
Le fonti sono molte e le citaterò in fondo al (prossimo) articolo.
(Data la lunghezza del post, è stato diviso in due parti, la seconda arriverà tra qualche giorno)
Hahnemann e le origini dell’omeopatia
L’omeopatia nasce in un periodo (inizio 1800) in cui i salassi, i clisteri e le sanguisughe erano metodi comunemente usati per curare i pazienti. Pasteur e la chimica erano ancora lontani e si può intuire come l’omeopatia potesse prendere facilmente piede in questo retroterra di ignoranza, mancanza di teorie scientifiche e di cure sicure per le moltissime malattie dell’epoca.
Dalla Germania di quegli anni Samuel Hahnemann, deluso dagli insuccessi della medicina ufficiale e senza le conoscenze di chimica che arrivarono solo 50 anni dopo, diede il via al controverso metodo omeopatico.
Il suo tipico procedimento consisteva nel prendere una parte della miscela iniziale (un mix di acqua-alcol e sostanza “curante”), metterne una parte in 100 parti d’acqua (quindi un rapporto di 1 a 100), agitare due volte e ottenere la “prima diluizione centesimale” (1CH) (una diluzione 1 a 10 invece è detta decimale: 1DH).
Di questa diluizione (con una sola parte di soluzione su cento) se ne prende ancora una parte, per semplificare diciamo una goccia, e la si diluisce in 99 gocce d’acqua (agitando poi il tutto), ottenendo così la seconda centesimale (2CH); così via fino alla decima, ventesima, trentesima centesimale (30CH), diluizione ancora oggi usatissima.
Il numero di volte che si doveva agitare il recipiente (verticalmente) fu poi standardizzato a 100 “succussioni” (nome altisonante per dire che la boccettina viene scossa per mischiarne il contenuto).
Con il passare dei secoli la leggenda ha convinto molti che le banalissime “succussioni” siano in realtà delle “dinamizzazioni” del medicinale, delle “energizzazioni” della miscela (sic!) con il magico potere di imprimere nell’acqua la forza guaritrice omeopatica. Quindi, un po’ come avviene nelle religioni, certe banali abitudini diventano ben presto dogmi e verità assolute da seguire per gli adepti, infatti dopo 200 anni si possono leggere dei libri in cui si parla dettagliatamente di come bisogna scuotere, per quanto tempo e per quante volte queste benedette ampolle in modo da ottenere una soluzione veramente efficace.
La realtà dei fatti, ovviamente, è diversa, e venne scoperta 150 anni fa da un italiano.
Arriva la chimica: Avogadro
L’omeopatia avanza lentamente durante tutto il 1800, mentre la comunità scientifica nel 1860 accetta le teorie di Avogadro… Peccato per il ritardo perchè proprio in quelle teorie (ora fondamenta di tutta la scienza) troviamo la spiegazione del perchè l’omeopatia sia assurda: una mole di qualunque sostanza contiene un numero di N molecole, pari a 6,022 . 1023 (il famoso Numero di Avogadro, per l’appunto).
Una volta conosciuto il numero di molecole per quantità di materia, è presto fatto calcolare quante molecole di sostanza attiva rimangono in una successione di diluizioni omeopatiche 1:100… cioè assolutamente nessuna!
Vediamo un’esempio elementare per chiunque abbia fatto un briciolo di chimica:
Consideriamo una sostanza con peso molecolare pari a 100 (es. CaCO3).
Un grammo di questa sostanza in 100 mL di soluzione (1CH) conterrà 6,022 . 1021 molecole CaCO3. Una diluizione 2CH conterrà 0.01 grammi e 6,022 . 1019 molecole… se arriviamo alla diluizione 11CH la soluzione conterrà 0,00000000000000000001 grammi di CaCO3 e poco più di 60 molecole. La successiva soluzione centesimale (la 12CH) conterrà quindi 10-22 grammi e 0,6022 molecole.
Nei 100 mL ottenuti non resterà quindi nemmeno una molecola!
Se si continuasse fino alla 30C (che viene considerata pregiatissima dagli omeopati) si diluirà dell’acqua con altra acqua (bel tempo perso!).
Riassumendo: a potenze di diluizione elevate (a partire proprio dal molto usato 12C), le leggi della chimica provano che il prodotto finale è così diluito da non contenere più neppure una molecola della sostanza di partenza.
Peccato per l’omeopatia quindi, dal 1860 in poi nessuna persona con un cervello avrebbe più potuto crederci… giusto?
Niente di più sbagliato, ovviamente…
Cadendo nel ridicolo, davanti all’inconsistenza dei loro rimedi, gli omeopati hanno cercato di salvare sè stessi (riuscendoci, purtroppo!) giustificando il funzionamento dei propri medicinali inventandosi la “memoria dell’acqua”, che dinamicizzata adeguatamente saprebbe ricordarsi delle molecole di principio attivo che ora non sono più presenti nella soluzione: praticamente l’acqua diventa una specie di divinità con una propria memoria e autocoscienza.
Rimando al prossimo articolo la discussione di questo (e altri) punti…
Nel frattempo, eccovi un riassunto che chiarisce meglio la fondatezza del principio di similitudine e della successiva diluizione, entrambi fondamenta dell’omeopatia (by nonciclopedia):
Non trovate una ragazza perché il vostro alito puzza di aglio?
Usate questo metodo omeopatico: toccate con la punta della lingua un pezzetto di carta stagnola che è stata a contatto con un pezzo di cellophane che ha toccato un uomo che ha toccato uno spicchio d’aglio, sicuramente il vostro alito tornerà a profumare e voi troverete finalmente una donna!
[secondo articolo]
[terzo articolo]












506 commenti
Commento di frib il 13 luglio 2011 alle 17:36
Be’, io coi medicinali omeopatici ci sono cresciuto (in casa mia non ha mai circolato alcun rimedio allopatico), a suon di discussioni con mia madre perché, a differenza sua, non li ho mai ritenuti efficaci.
Curioso per natura, ho fatto un po’ di ricerche per capire meglio la storia e il funzionamento dell’omeopatia e ho raggiunto le tue stesse conclusioni.
Eppure, ci sono alcune cose che non riesco a spiegarmi. Ad esempio:
- Posto che i globuli omeopatici sono né più né meno delle Zigulì con nomi altisonanti, come mai alcuni di essi hanno controindicazioni, seppur lievi? Ad esempio, la Belladonna (in uso per curare influenza, febbre ecc.) fa aumentare la sudorazione. E non lo dico perché l’ho letto da qualche parte, ma perché mi succede ogni volta che la prendo! Stai sotto le coperte con i tuoi 38°, sei certamente accaldato ma NON stai sudando; prendi tre globuli di Belladonna e tempo 10 minuti cominci a sudare…
- Fin da piccolo, soffro di una sorta di raffreddore allergico che si manifesta esclusivamente la mattina e la sera con raffiche anche di 15 starnuti in fila (a periodi per fortuna, non tutti i giorni!). Bene, a forza di tentativi ho trovato un rimedio omeopatico che si chiama Allium Cepa: soliti 3 globuli e… magia! Gli starnuti cessano, gli occhi smettono di lacrimare, il naso si riapre…
Escludo si tratti di suggestione o effetto placebo visto che, come detto, non sono certo un fan dell’omeopatia. Ma dopo tanti anni devo registrare il fatto che, se si trova o si conosce il giusto rimedio tra le decine e decine di medicinali omeopatici, un qualche effetto lo riscontro. Quel che non mi spiego è, scientificamente, come ciò sia possibile.
PS: Adesso, a 30′anni suonati, l’influenza la curo con l’aspirina. Ma per quel raffreddore allergico mattina/sera Allium Cepa continua a essere il rimedio più efficace…
Commento di Samuele il 13 luglio 2011 alle 19:41
Ciao! Grazie per il commento prima di tutto.
Ti consiglio un test: prova a triturare i globuli di belladonna e metterli in un bicchiere d’acqua. Poi tritura l’equivalente in zucchero e mettili in un altro.
Fai mischiare a qualcuno i due bicchieri e prendine uno a caso. Se sudi solo prendendo il bicchiere con la belladonna, allora ha veramente qualche effetto, altrimenti è suggestione.
Fallo almeno 4-5 volte!
La nostra mente ha un’influenza incredibile nelle malattie, credere che un medicinale faccia bene a volte è meglio che prenderlo veramente!!
Per quanto riguarda la cipolla-Allium Cepa, a che diluizione la prendi?
Commento di filippo il 14 luglio 2011 alle 11:48
Salve a tutti, ciao Samuele, vi dico la mia.
Vedo che mi trovo un po’ nella situazione di frib.
Io, in 19 anni, non ho mai preso una medicina.
A casa mia non ne sono mai girate, mio padre è un superfan di questi rimedi naturali e siamo sempre stati curati così. Non ho mai preso nemmeno antibiotici.
Magari è solo fortuna.
Fatto sta che negli ultimi anni ho letto cose in giro, ho studiato e cercato di approfondire per trovare un modo che permettesse alle cose studiate in biologia di essere compatibili con questi magici prodotti. Niente.
Rimango molto scettico riguardo alle vibrazioni e all’energia e cazzate varie.
Quello che però mi viene un po’ da pensare, senza dare troppo spazio a ridicole derive complottiste, è che spesso attorno alle grandi case farmaceutiche girino dei business non da poco: basta pensare alle varie psicosi invernali della PANDEMIA! che ogni volta sembra che dobbiam morire tutti e che poi invece no.
Probabilmente la società moderna ha un po’ la mania del farmaco, questa sottile ed epidermica ipocondria. C’è un farmaco per tutto, ci sono ininterrotte pubblicità in tv per magnificare le meravigliose doti di ognuno.
Rimanendo molto a sopracciglia alzate per tutte le stregonerie omeopatiche etc., credo comunque che andrebbe ripensato il rapporto della nostra società con il sintomo.
Magari ho una salute di acciaio io, però non ho mai preso una medicina in vita mia e mi ammalo una volta ogni tre quattro anni, mentre molti miei coetanei che appena hanno mal di testa o raffreddore (e a loro capita spesso) prendono una pillola si ammalano più spesso.
Non sono affatto un medico, ma un po’ di biologia la conosco: un’immunità passiva può essere efficace ed indispensabile in alcuni casi, ma non stimola l’azione dei nostri linfociti B, che normalmente agirebbero al primo contatto con l’antigene in modo un po’ lento (7gg) e forse non molto efficiente, ma al secondo contatto grazie alle presenza di linfociti M della memoria (generati durante la risposta immunitaria primaria) la risposta è veloce ed efficace.
Insomma, in definitiva, forse è comunque il caso di ridurre l’uso sistematico e non ragionato di medicinali in caso di patologie lievi.
Commento di paleomichi il 14 luglio 2011 alle 12:24
mi chiedo solo una cosa: la diluizione vale per tutte le medicine omeopatiche? Mettiamo la belladonna, se non sbaglio la belladonna (pianta) contiene effettivamente dei principi attivi (fra cui l’atropina), e veniva utilizzata in caso di febbre. Non è possibile che nella belladonna (medicinale omeopatico) contenga effettivamente i principi attivi della pianta, meno diluiti di quanto si pensi. insomma, non potrebbe essere una medicina “normale”? Questo spiegherebbe gli effetti citati da Frib. Chiedo scusa per la domanda, magari stupida, ma non ho per niente familiarità con la medicina omeopatica.
Commento di Samuele il 14 luglio 2011 alle 14:01
@Filippo, sono d’accordo che l’ipocondria della nostra società possa far eccedere nell’uso dei medicinali, ma l’omeopatia può avere l’effetto opposto: evitare che le persone si curino quando veramente necessario.
Anche io evito il più possibile di assumere medicinali, e mi ammalo veramente di rado, come te. Questo non significa che non prendere nulla sia una buona scelta in tutti i casi.
E soprattutto trovo insopportabili le compagnie che lucrano su queste “medicine” facendo milioni di euro e chiedendo pure sovvenzioni statali!
Maggiori dettagli nel prossimo post
Commento di Samuele il 14 luglio 2011 alle 14:08
@paleomichi: tutta l’omeopatia è diluizione, ma ovviamente sotto le 12CH qualche rimasuglio di principio attivo esiste e quindi anche gli effetti collaterali sono possibili, anche se moooolto improbabili (si parla di poche molecole).
Attenzione però! La belladonna può essere usata in fitoterapia in modo non omeopatico e non diluito, Frib dovrebbe spiegarci la tipologia di medicinale usato!
Commento di Frib il 14 luglio 2011 alle 14:31
Da quello che so, paradossalmente in omeopatia maggiore è la diluizione, più potente è l’effetto. Per cui un medicinale 5ch, che in teoria dovrebbe contenere più principio attivo, è in realtà più leggero (e infatti ne viene consigliata un’assunzione più frequente) di uno 100ch. E ne esistono anche 1000ch…
Per rispondere alla prima domanda di Samuele, per Allium Cepa dipende da quello che ho in casa. Normalmente, 5ch o 30ch…
Per quanto riguarda l’”esperimento” della Belladonna, magari alla prossima influenza farò una prova. Resta però il fatto che, almeno per quanto riguarda l’omeopatia, credo di essere abbastanza immune a suggestioni, visto che sono il primo a reputarne infondata la scientificità. Come resta il fatto che, se uno degli effetti della Belladonna è quello di aumentare la sudorazione, ho riscontrato più volte che a dosi più potenti (30ch, 100 ch…) si suda di più…
Commento di stefafra il 14 luglio 2011 alle 15:06
Spesso si trovano in vendita preparati omeopatici a bassa diluizione (ovvero alta concentrazione di prodotto attivo) soprattutto in forma di pomate o per uso veterinario.
Questi preparati sono in realtá preparati fitoterapici, perché i principi attivi lí dentro ci sono, con tutte le loro belle controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali.
Ho un paio di pomate (lasciate dai suoceri) olandesi a casa che proclamano di essere “omeopatiche” ma sono normalissimi linimenti a base di arnica e olii di pino e canfora (riscaldante, per strappi muscolari e affini) uno, di estratto di calendula l’altro, non diluiti.
C’é una grande confusione sotto il cielo…
Frib, resto dell’idea che la prova “cieca”, ovvero con lo scambio di palline, sia da provare.
Comunque quando si ha la febbre e si comincia a stare meglio é normalissimo sudare, é solo il meccanismo per far scendere la febbre che il corpo mette in atto quando della febbre non ha piú bisogno.
La prossima influenza la eviterei con quel rimedio prettamente omeopatico (curare il simile col simile) chiamato vaccino, ma fai un po’ come ti pare.
PS:Spero che la belladonna sia diluita per bene, altrimenti invece che passarti l’influenza rischi di farti un “viaggetto” nel magico mondo delle allucinazioni, per il suo effetto sul sistema nervoso autonomo: pupille dilatate, bocca secca, tachicardia, allucinazioni, febbre….
Commento di Mattia il 18 luglio 2011 alle 14:59
Medbunker ha trattato approfonditamente l’argomento, sia dal punto di vista medico che sociale:
http://medbunker.blogspot.com/search/label/omeopatia?max-results=4
Commento di Samuele il 19 luglio 2011 alle 17:26
Ottimo sito quello di medbunker, consigliato.
Frib, se davvero reputassi infondata l’omeopatia non pagheresti oltre 10 euro per delle boccette d’acqua!

La suggestione può anche essere inconsapevole, un bel test con flaconcini invertiti potresti farlo… ma non barare però, se ti accorgi della differenza il test non è più valido!
Ciao
Commento di Samuele il 29 luglio 2011 alle 10:21
Segnalo che la compagnia “leader mondiale nel settore dell’omeopatia” (non posso fare il nome) sta cercando di far chiudere il blog a causa di questo post.
Il mio provider ha ricevuto una lettera di diffida e minacce di querela direttamente dall’amministratore delegato di questa società.
Maggiori info in prossimo articolo.
Allucinante
Commento di Mattia il 29 luglio 2011 alle 13:43
Incredibile O_O
Ma significa probabilmente che hai toccato un nervo scoperto.
Difenditi, che hai tutte le ragioni, tanto cose false non ne hai scritte
Totale solidarietà, per quanto poco possa valere
Commento di ivabellini il 30 luglio 2011 alle 21:34
hehe…se la Boi*on viene a fare le pulci a questo blog, allora vuol propio dire che non hanno molto da fare, infatti è un periodo di ferie
Pingback di Separare l’acqua dalle opinioni - manteblog il 3 agosto 2011 alle 09:50
[...] dell’omeopatia come Boiron decida di scrivere una lettera per chiedere di rimuovere alcuni post e inibire l’accesso al proprio blog (???) ad un ingegnere informatico autore di una serie di [...]
Commento di Werewolfo il 3 agosto 2011 alle 12:23
Se è vero che l’omeopatia si avvale di principi naturali, se è vero che quelle basse diluizioni sono il segreto del successo delle cure, allora quando si sta male tanto vale andare in un giardino botanico, inspirare a pieni polmoni un paio di volte e tornare a casa. Voilà. Guariti da tutto.
Sono stato “curato” per 20 anni con l’omeopatia e non ho mai trovato un rimedio (uno dico!) funzionante.
Frib… Come mai si manifestano gli “effetti collaterali”? Semplicemente perchè ti sei letto il bugiardino, ti sei convinto fosse possibile il loro presentarsi. Suggestione. Convincimento. Effetto placebo. Lo stesso motivo per cui si dice che l’omeopatia funziona.
Non nascondo che credo fermamente che il corpo umano abbia grande capacità di “autoguarirsi”. E che la volontà sia una grande spinta.
Per lo stesso motivo le persone che si affidano a “maghi”, bioterapisti, manipolatori energetici etc etc etc riescono a “guarire”.
Commento di 'povna il 3 agosto 2011 alle 12:43
Ho letto delle diffide, e volevo mandarti tutta la solidarietà e, nel caso, aiuto concreto (leggi_: colletta).
Nello specifico: anche io sono molto scettica al riguardo, per non dire di più. Anche se certo sono d’accordo che al giorno d’oggi si tende troppo spesso a prendere un aulin per un leggero male a una verruca. La mia dottoressa, tradizionalissima, se di inverno ho un po’ di raffreddore (ammesso che lo sappia, perché tendo ad andarci così poco che l’ultimo volta, tonsillite virulenta, non sapevo nemmeno che avesse cambiato studio!) mi dice, tranquilla: “Fatti una spremuta!”. Ma per la tonsillite virulenta mi ha dato (e meno male!) una dose da cavallo di amoxicillina. Poi, che c’entra, anche io le medicine ne prendo talmente poche che non ho mai preso un antidolorifico in vita mia. E questo, credo, fa sì che uno a) sia alla fine più forte; b) quando le deve prendere queste facciano effetto subito e bene.
Commento di Nick il 3 agosto 2011 alle 12:59
A maggior ragione eviterò di comprare queste cose e inviterò tutti ad evitare di farlo. Fino a ieri non ero a conoscenza di queste cose. Ora, grazie alla minaccia di querela da parte di questa multinazionale, le so
Non credo sarei mai arrivato qui se quella famosa multinazionale non ti avesse minacciato di querela
vediamola così
Commento di Cinzia il 3 agosto 2011 alle 12:59
da quello che ho capito l’omeopatia non ha ancora perso tutta la credibilità solo perchè si fa confusione tra omeopatia (cioè acqua che si ricorda sostanze….la scienza ride a crepapelle) e i rimedi da erboristeria.
Che alcune erbe contengano principi attivi che hanno effetti curativi è fuori da ogni dubbio, curare il raffreddore con la rosa canina per esempio funziona perchè contiene tra l’altro vitamina C, ma questa non è omeopatia.
Il rimedio omeopatico direbbe di prendere il virus del raffreddore, affogarlo in litri d’acqua e berlo.
oppure ho capito male io?
stendiamo un velo pietoso sulla coda di paglia e sull’arroganza di queste multinazionali…neanche lo sforzo di dimostrare le loro tesi..
Commento di rosalba il 3 agosto 2011 alle 13:57
Placebo,ottimo placebo. Parola di farmacista
Pingback di Scelta multipla » Ocasapiens - Blog - Repubblica.it il 3 agosto 2011 alle 13:58
[...] Pertanto è stato cancellato un nome dal post Omeopatia: mito e leggenda (1) [...]
Commento di Paolo Bellavite il 3 agosto 2011 alle 18:38
Grazie alla “querela” state diventando famosi e per varie vie sono capitato a leggere questo “articolo”. Non entro nel merito della querela, saranno gli esperti a giudicare, ma voglio sotolineare che qui non c’entra la “Libertà di espressione” o di “opinione”, un blog credo non possa permettersi diffamazione, come non può permetterselo nessuno neppure in privato. Vorrei commentare questa frase del blog: “Cadendo nel ridicolo, davanti all’inconsistenza dei loro rimedi, gli omeopati hanno cercato di salvare sè stessi (riuscendoci, purtroppo!) giustificando il funzionamento dei propri medicinali inventandosi la “memoria dell’acqua”, che dinamicizzata adeguatamente saprebbe ricordarsi delle molecole di principio attivo che ora non sono più presenti nella soluzione: praticamente l’acqua diventa una specie di divinità con una propria memoria e autocoscienza.”
Comunque intervengo sulla questione dell’acqua. Io ho lavorato (e pensato) molto sull’omeopatia. Non posso accettare che si scrivano tali banalità e soprattutto che si travisi la realtà. Nessuno (nemmeno gli omeopati più oltranzisti) ha mai parlato di “divinità” né di “autocoscienza”; non mi sembra corretto far dire tali cose agli altri per poi ridicolizzarli. Il concetto di “memoria dell’acqua”, reso tristemente famoso dalla polemica con Benveniste (su cui sorvolo, anche se ci sarebbero un sacco di cose da dire tra cui che Benveniste fu smentito ma il fenomeno da lui segnalto è stato confermato più di 10 volte) non può essere in tal modo ridicolizzato. Faccio appello alla onestà intellettuale dei lettori del blog sperando sia chiaro quel che voglio spiegare: la “MEMORIA” è una proprietà di QUALSIASI struttura chimico-fisica con una certa stabilità. Ciò si verifica semplicemente perché in qualsiasi “forma” ci sta “in-formazione”. Non conta la sostanza, conta la forma. Il silicio, ad esempio, può fare tante cose, compreso immagazzinare informazioni. Lo steso il ferro, lo stesso la pellicola fortografica, dipende dalla forma. La memoria del nostro cervello deriva dal modo come sono disposte le proteine e le sinapsi. (La autocoscienza è tutt’altra cosa, mi si conceda!). Basta trasferirsi nel campo della fisica della materia condensata e troviamo che l’acqua non è un liquido amorfo ma ha delle “microeterogeneità” che potrebbero divenire supporto (dinamico, nel senso della complessità di strutture che continuamente si disfano e si riformano) della memoria. Questo per tante ragioni che qui non sto a spiegare. Il punto fondamentale, quindi, è capire che il concetto di memoria si può applicare a qualsiasi sostanza, non si deve avere una visione antropomorfa né teocentrica (divinità??). La stregoneria non c’entra, c’entra la scienza. Con ciò non voglio dire di aver provato l’omeopatia, voglio sono esortare a farla finita con le banalità, con gli slogan ad effetto, che ingannano gli inesperti. Maggiori informazioni sull’omeopatia sono “memorizzate” nel mio sito http://www.paolobellavite.it cordiali saluti Paolo Bellavite
Commento di Giardia il 3 agosto 2011 alle 19:59
Tutto ciò è semplicemente sconcertante.
Commento di enzo il 3 agosto 2011 alle 20:25
sono arrivato su questo sito per altre via,seguendo la denuncia,ho due bimbe una di 4 anni ed una di 2 anni,non hanno mai presi antibiotici ma hanno fatto solo cure preventive durante l’anno.Vai all’asilo e vedi le classe con 3 bambini a rotazione e le mie figlie che sono sempre li presenti.Anche le maestre mi hanno chiesto: “ma queste bimbe stanno sempre bene ?”
Detto cio’ ulteriore testimone che “l’acqua” (come la chiama qualcuno) , funziona sono io, a 6 anni mi sono tolto le tonsille e da allora ogni anno 3 volte l’anno antibiotici per il mal di gola,resistevo ,resistevo, caramelle non omeopatiche,e zakkete ,antibiotichino.
Ho trovato un rimedio omeopatico e sono 6 anni che non ho preso piu’ antibiotico.Sara’ un caso,sarà suggestione ,ma cari signori io continuero’ ancora con l’omeopatia ,acqua o vino che sia.
saluti
ps
poi vorrei sapere una bimba di 2 anni che suggestione abbia.
Commento di Gianni Comoretto il 3 agosto 2011 alle 21:01
Innanzitutto la mia solidarietà per le disavventure legali.
Sul commento di Bellavite. Vero, non si attribuisce all’acqua una “personalità”, ma le si attribuiscono comunque proprietà che sono in contrasto con quello che sappiamo della sua struttura fisica. L’acqua ha una microstruttura, ma è estremamente labile, ogni “impronta” viene distrutta nel giro di una frazione infinitesima di secondo.
Non solo, ma questa struttura dovrebbe essere estremamente robusta per poter resistere alle impronte che l’acqua riceve continuamente da ogni molecola. E l’impronta dovrebbe essere trasferibile al lattulosio dei granuli, e da lì ai fluidi corporei.
In realtà Hanemann (e gli omeopati) parlano di “energie” che verrebbero impresse nei rimedi, spesso attribuedo a queste energie proprietà elettromagnetiche. Questo non ha basi sperimentali, a meno di non chiamar tali i ridicoli esperimenti di Montagner.
L’omeopatia è molto più di questo. Il principio del “simillimus” (una sostanza cura le malattie che presentano ESATTAMENTE quella serie di sintomi) non ha basi biologiche, la stessa causa può produrre sintomi differenti, o sintomi identici possono essere causati da cause diverse, o addirittura molte malattie sono asintomatiche per una lunga fase. La raccolta dei sintomi (il “proving”) viene fatto in modo molto discutibile, aperto all’autosuggestione, come ha dimostrato Donner (un omeopata tedesco che usava il metodo scientifico, per cui ha falsificato praticamente tutta l’omeopatia eccetto quella a bassissime diluizioni). Se qualcuno vuol provare a fare un proving su sè stesso, i risultati sono interessanti. I miei li potete leggere qui http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/06/provare-e-riprovare-1.html
Commento di Oflixs il 3 agosto 2011 alle 21:35
@Paolo Bellavite. Trovo davvero divertente che, in difesa dell’ omeopatia, si utilizzino gli stessi argomenti usati dai preti in difesa di una religione morente! Sara’ forse perche’ ci si trova di fronte a due casi disperati? “Non ti permettere di dire certe cose!”, “Porta rispetto!”. E dove sta scritto che uno non possa prendere in giro e ridicolizzare un’ intera classe di persone? Sopratutto quando come nello specifico ci si trova di fronte a delle specie di stregoni mascherati da dottori moderni? Non che si voglia per forza cercare di convincere la gente a percorrere dei cammini obbligati per raggiungere la “guarigione” ma, almeno quando si e’ nel bel mezzo (ufff solo secoli ormai…) di una disputa sulla validita’ generale di una metodologia, si deve sgomberare il campo ad argomenti fondati sull’ autorita’ o su minacce di scomuniche (vedi oscurazione siti) e basarsi sui FATTI.
Ma veniamo appunto ai fatti, esimio professor Bellavite. Lei invita a fare un giro sul suo sito. Io ci sono andato per divertirmi con un test random: ho preso il piu’ recente articolo da lei pubblicato sull’ argomento omeopatia:
Bellavite P, Marzotto M, Chirumbolo S, Conforti A. Advances in homeopathy and immunology: a review of clinical research. Front Biosci (Schol Ed). 2011 Jun 1;3:1363-89.
Si tratta di una review in cui, lei e i suoi collaboratori, analizzate 86 articoli pubblicati dal 1978 al 2010 su farmaci omeopatici, per vedere se si trovano evidenze (tracce) di un’ azione positiva di questa classe di farmaci. Nell’ articolo in questione dividete tutti i “rimedi” omeopatici incontrati in 4 classi:
A. Evidenza scientifica “forte”,
B. Evidenza scientifica “buona”,
C. Evidenza “non chiara o contraddittoria”,
D. Evidenza scientifica “negativa
Benissimo. Andiamo a vedere che avete messo nella classe A che e’ quella che ci interessa. Nella classe A ci siete riusciti a infilare un solo e ripeto un solo “rimedio” per una sola malattia: la Galphimia glauca a basse diluizioni nelle oculoriniti allergiche. Comunque non sarebbe un bel risultato diciamo per una metodologia che si presenta come la panacea di tutti i mali. Ma andiamo comunque a recuperare il primo degli articoli da voi usati per dedurre un tale eclatante risultato (sic!). Si tratta di:
M. Wiesenauer, R. Ludtke: The treatment of pollinosis with Galphimia glauca D4 – a randomized placebocontrolled double blind clinical trial. Eds: Edition Forschung, Hippocrates Verlag, Stuttgart, D, 3, 235-243 (1987)
Perfetto. Senza nemmeno scomodarsi a leggere tutto l’ articolo prendiamo la frase conclusiva dell’ abstract:
Although no statistical significance was achieved, it is remarkable that there was a clear trend for the superiority of Galphimia D6 while the Galphimia dilution 10(-6) was about equally effective compared with placebo.
Traduciamo perche’ sia piu’ chiaro: Sebbene non si sia rilevata una significativita’ statistica, e’ considerevole il fatto che si mostri un chiaro andamento (trend) nella superiorita’ della Galphimia D6, mentre la Galphimia in diluizione 10(-6) ha un effetto uguale a quello del placebo.
Ecco, io quando leggo una frase del genere e quando vedo l’ uso che ne fanno bande di cialtroni veramente non so se piangere o ridere. Per spiegare anche ai piu’ profani: e’ possibile, anche se non probabile che io domani mattina, uscendo di casa con la mia Vespa e percorrendo la Cristoforo Colombo, metta a segno una serie di otto splendidi semafori verdi consecutivi. Sarebbe davvero un bel “trend” ma purtroppo questo non corrisponderebbe per nulla con la realta’ statistica dei fatti che ci parla di lunghi minuti col rosso in attesa che un verde ci dia il permesso di passare….
La smetto qui, chi ha orecchie per ascoltare….
Pingback di Per quelli che l’omeopatia va contro le multinazionali del farmaco | Il blog di lucacicca il 4 agosto 2011 alle 12:45
[...] Massimo Mantellini racconta la storia di Samuele, ingegnere informatico, che è stato minacciato di querela dalla Boiron, una grande multinazionale farmaceutica, per aver espresso dei dubbi sull’omeopatia. [...]
Commento di Paolo Bellavite il 4 agosto 2011 alle 13:00
@Oflix. Chiaramente Lei sta usando il solito metodo della disinformazione fatta ad arte. E cosa c’entrano i preti e la “religione morente”? è forse un Suo problema? Usa un linguaggio presupponendo scorrettamente un intento distorto “siete riusciti ad infilare….”(????)Cita parzialmente il mio lavoro (non abbiamo riportato solo quel lavoro che cita Lei, ma vari lavori che corrispondono ai criteri pre-scelti per classificare la evidenza), estrapola sue pessime opinioni al pensiero di altri (chi ha mai parlato di “panacea di tutti i mali”?, mi trovi una sola citazione nostra o di altri medici omeopati dove si usa questo termine), dà del cialtrone per puro partito preso, senza motivare se non con la Sua personale e ormai obsoleta convinzione contraria alle evidenze scientifiche. La invito comunque ad una maggiore coerenza intellettuale nel criticare il nostro lavoro: il suo senso è proprio quello di soppesare in modo semi-quantitativo più evidenze e non solo una, quella che cita Lei. Il senso delel revsioni sistematiche è proprio questo, non è corretto qindi “smontare” un pezzo (e anche su questo ci sarebbe da dire: alcuni lavori di Wiesenauer sono stati giudicati positivamente anche da Lancet) dando ad intendere di aver smontato tutto. Il nostro lavoro che Lei cita malamente è un tentativo di valutare obiettivamente il settore della ricerca clinica, formendo motivazioni metodologiche precise e referenziate. Posso prendere atto che a Lei non sia piaciuto, ma non posso accettare che sia criticato con tali distorsioni ideologiche. Con ciò credo di aver detto abbastanza, so che ci saranno altre valanghe di repliche tali da scoprire ulteriori argomenti contrari all’omeopatia (come per qualsiasi cosa di questo mondo, di argomenti se ne trovano sempre, come i frattali, all’infinito) e lascio questo forum in cui non c’è dialogo ma aggressione e distorsione della realtà e della scienza. All’”ostinato” Comoretto dico solo che il prof. Louis Rey ha mostrato (e pubblicato su rivieste ufficiali) con la termoluminescenza che invece le strutture dell’acqua di cui parlavo permangono, non si dissipano come Lei crede avvenga, io cito fatti ed evidenze, Lei la sua opinione. Per quanto riguarda il principio di similitudine non serve neppure parlarne, esso è dimostrato valido in un numero impressionante di modelli sperimentali, e ormai solo gli “ignoranti” (nel senso buono del termine) non lo sanno. Veda ad esempio i miei lavori su Pubmed della serie “Homeopathy and immunology”, sono online e free. Cordiali saluti
Paolo Bellavite
Commento di Oflixs il 4 agosto 2011 alle 14:10
@Paolo Bellavite. Mi scusi Professore ma non ci siamo capiti. A me il suo lavoro e’ piaciuto moltissimo. Quello che non mi e’ piaciuto e’ l’uso che Lei ne fa. Diciamola in un altro modo per esteso: e’ vero o non e’ vero che dall’ analisi di 86 articoli pubblicati negli ultimi 30 anni il risultato che avete ottenuto e’ di poter mettere nella categoria “evidenza forte” solo un “rimedio” omeopatico? E ed vero o no che il “key result” (risultato chiave) che voi stessi riportate nel vostro articolo relativamente a questo farmaco e’:
Trend to better improvement in the homeopathic group, not statistically significant: less symptoms in patients taking dynamized verum medicine than other groups. (Tendenza ad un miglioramento piu’ accentuato nel gruppo omeopatico ma statisticamente non significativo…. ecc. ecc.)
Non so. Non so che abbia giudicato Lancet: un lavoro scietifico puo’ essere apprezzabile anche se non trova risultati “positivi” o smonta teorie. Io davvero non ho il tempo di leggermi tutta la sterminata mole delle sue pubblicazioni che si articola in 247 articoli. Ho solo fatto un test pescando tra tutti l’ ultimo articolo da lei pubblicato nel 2011. Niente piu’ niente meno. Al limite lei mi potrebbe rinfacciare il fatto che la mia evidenza non e’ statisticamente significativa…. Tornando al suo articolo: si fa uno studio approfondito in un certo campo. Si trova una sola fonte fra tutte con forti evidenze si controlla la fonte e si vede che le supposte forti evidenze sono solo come miragi nel deserto (non statisticamente significative) o mistificazioni belle e buone. A questo punto se il campo in questione non fosse sensibile per motivi estranei ad una ponderata valutazione si dovrebbe concludere che sarebbe meglio voltare pagina e dedicarsi a qualcos’ altro… Lei sostituisca “un certo campo” con “Vita di Cristo” o “Omeopatia” e vedra’ forse meglio il perche’ del mio parallelismo tra religione e omeopatia.
Commento di Gianni Comoretto il 4 agosto 2011 alle 16:08
@Bellavite. Mi sono letto il suo ponderoso trattato, cercando le evidenze a favore del “pricipio del simillimus”. Francamente non le ho trovate. Esistono alcune indicazioni che alcune sostanze presentano fenomeni di ormesi, cioè hanno effetti farmacologici APPROSSIMATIVAMENTE opposti a dosi ponderali differenti, agendo in modo diverso sugli stessi recettori. Ma il principio del simillimus non è questo. Se ho un dolore al petto con senso di ansia, non c’è uno specifico recettore che viene influenzato dal processo patologico, e non esiste quindi una sostanza che possa agire su quel recettore, identificata dal fatto che ad alte dosi lo influenza esattamente come fa la malattia.
Non conoscevo lo studio di Rey, che mi risulta sia stato pubblicato solo su Homeopathy (e non su Journal of Condensed Physics dove sarebbe valutato in modo più competente). Da quel che vedo, si tratta di un fenomeno sensibile a un sacco di fattori, dicui quello più importante appare la presenza di microbolle nel solvente, dovute alla succussione. Ora ipotizziamo che il processo di succussione venga modificato dalla presenza del soluto, fino a concentrazioni ponderali, e che poi comunque ne resti traccia anche nelle successive diluizioni. Questo sarebbe una forma di “memoria dell’acqua”, in effetti resterebbe una differenza tra preparato omeopatico e non. Vedrei comunque bene un bel test in cieco sotto controllo, 100 boccette di cui 50 di LiCl 16CH e 50 di solvente dinamizzato, identificate poi con la termoluminescenza. Ma anche fosse così, la presenza o meno di microbolle non ha una relazione se non monoparametrica con il rimedio e la sua diluizione, alla fine potremmo usare qualsiasi rimedio purché abbia lo stesso contenuto di bolle. E resterebbe da capire cosa c’entri l’ormesi con le bolle.
Diciamo che in entrambi i casi se queste sono “prove” significa che si è di bocca veramente buona, riguardo al metodo sperimentale. E siamo distantissimi da quel che si richiede per giustificare una tecnica in cui si cura (o si illude di curare) delle persone.
Commento di Oflixs il 4 agosto 2011 alle 17:27
@Gianni Comoretto: Eroe! Te lo sei letto tutto davvero?
Comunque gia’ che ci siamo un paio di cose sulla questione di Rey. Si direbbe che in questo caso come in altri in campo di ricerca omeopatica (vedi uno per tutti Jacques Benveniste) sarebbe decisamente piu’ comodo per il dibattito se qualcuno presentasse uno straccio di replicazione degli esperimenti di Rey. Fino ad ora nessuno lo ha fatto il che fa comunque nascere fortissimi dubbi. Ipotizzando come ipotesi di lavoro che i risultati siano validi: e allora? Ovvero: sono dei risultati super interessanti. Che bello! Abbiamo osservato per la prima volta la memoria dell’ acqua: nella diluizione oltre il limite di Avogado della soluzione di sale da cucina restano tracce nella struttura del solido della precedente presenza del sale! Perfetto, manca tutta la strada verso l’ alto e verso il basso per arrivare all’ omeopatia. Cioe’ verso l’alto manca la spiegazione di cosa davvero succede nell’ acqua diluita, la differenza dell’ azione di diverse molecole in soluzione, la possibile interazione di questa differenza strutturale su biomolecole, su tessiti, su organi, su organismi viventi… Verso il basso: come gia’ detto partendo dall’ omeopatia non c’e, come anche dimostrato dagli articoli del Professor Bellavite, uno straccio di evidenza del fatto che i “rimedi” omeopatici funzionano meglio dei placebo. Una lunga strada credo.
Commento di Oflixs il 4 agosto 2011 alle 17:29
Ah dimenticavo! Indovinate chi ha finanziato gli esperimenti di Louis Rey? La stessa azienda (innominabile?) che ha minacciato di oscurazione questo stesso blog. Sono casi? Bho!
Commento di Paolo Bellavite il 4 agosto 2011 alle 18:02
Quanto dice Olifix a proposito dello “straccio di replicazione degli esperimenti di Rey” è semplicemente falso. Come si fa a parlare così senza sapere, senza informarsi bene? Credete che a leggervi vi siano sempre persone pronte a bere tutte le vostre parole intinte nel veleno? Per carità, ognuno ha il diritto di dire quel che pensa, anche le più grandi panzane (sempre che non siano offese e denigrazioni personali) ma sappiano coloro che leggono questa lista che si tratta di disinformazione provocata dal pregiudizio anti-omeopatico e credo anche anti-scientifico (perché si privilegia la propria opinione alle evidenze raccolte con tanta fatica dai ricercatori del campo), oppure semplicemente di campagne di stampa ben orchestrate ma basate sull’ignoranza della materia (se gli diamo il beneficio della buona fede). In realtà gli esperimenti di Rey sono stati replicati da un gruppo olandese e pubblicati su rivista ufficiale citata in pubmed. Anche il fenomeno segnalato da Benveniste sui basofili (con protocollo diverso, che prevede istamina ad alte diluizoni, oltre avogadro) è stato riprodotto, da almeno 4 gruppi diversi e pubblicato con diverse modalità almeno dieci volte. Amen, e che Dio vi benedica (se ci credete, altrimenti… niente)
Commento di Samuele il 4 agosto 2011 alle 19:01
Paolo, grazie per il tuo contributo, leggo che sei considerato “il più importante sostenitore dell’omeopatia in Italia”… non so come ma su questo sito quando si parla di argomenti scottanti arriva sempre il massimo esperto del settore “avverso” (era successo anche con la “sacra” Sindone, incredibile). (Secondo me significa che siete così pochi a difendere l’indifendibile che alla fine i “massimi esperti” sono anche gli “unici esperti”, ma è una mia opinione).
Evidentemente non conosci molte persone comuni che usano l’omeopatia, perchè in realtà quasi tutti difendono l’omeopatia parlando di “anima” e “spirito” (cito un blog pro-omeopatia: “chi non ha alcuna idea della realtà dello spirito né capirai mai niente del suo funzionamento [dell'omeopatia]“).
Le tue teorie sono interessanti ma, come ha risposto benissimo Gianni Comoretto, sono lontanissime da dimostrare alcunchè dell’omeopatia.
“L’acqua ha una microstruttura, ma è estremamente labile, ogni “impronta” viene distrutta nel giro di una frazione infinitesima di secondo.”
E se anche la struttura molecolare dell’acqua “memorizzasse” il contenuto precedente, perchè aumentando le diluizioni la forza del medicinale aumenta? Anche le molecole d’acqua che inizialmente erano in contatto con il principio attivo dopo alcune diluizioni saranno completamente perse in cambio di acqua pura, mai entrata in contatto con alcunchè! O mi vuole dire che l’acqua in contatto con acqua che è stata in contatto col principio attivo riesce a “salvare” l’informazione a sua volta???
Come dice bene Oflixs nell’unico studio con evidenze scientifiche pro-omeopatia “no statistical significance was achieved”, e quindi non si parla di uno studio serio… basta studiare stastistica per sapere che se non si raggiunge una significatività lo studio è praticamente solo una divertente analisi con cui discutere davanti a un bel bicchiere di birra la sera.
Onestamente: davvero ritiene che del fegato d’oca diluito 200 volte con il metodo Korsakov possa curare l’influenza? Come?
Grazie!
Commento di Oflixs il 4 agosto 2011 alle 19:31
Amen appunto. Come volevasi dimostrare
Commento di pbellavite il 4 agosto 2011 alle 20:52
A Samuele, mi spiace ma anche Lei preso dal furore antiomeopatico travalica dai dati e distorce la realtà. E’ una “fede” all’incontrario! ( e dàgliela, ma quello dell’ateismo e la caccia alle streghe è un’altra mania vostra e quindi mi piace stuzzicarvi!). Sulla questione omeopatica non so chi mi abbia definito come dice Lei, io NON sono sostenitore dell’omeopatia, sono sostenitore della Medicina, senza steccati, e del progresso medico. Lei mi cita e ricita frasi di Comoretto e “Oflix” come fossero il Vangelo (he he): “le tue teorie sono interessanti ( GRAZIE! n.d.r.) ma come ha risposto benissimo Gianni Comoretto, sono lontanissime da dimostrare alcunchè dell’omeopatia. “L’acqua ha una microstruttura, ma è estremamente labile, ogni “impronta” viene distrutta nel giro di una frazione infinitesima di secondo.” MA QUESTO LO DICE COMORETTO! Tale frazione infinitesima riguarda il singolo legame idrogeno, non il cluster nella sua complessità) (“Come dice bene Oflixs nell’unico studio con evidenze scientifiche pro-omeopatia “no statistical significance was achieved”, e quindi non si parla di uno studio serio…. QUESTO LO AVEVO GIA’ ABBONDANTEMENTE CONTESTATO: chi cavolo ha detto che è “l’unico studio”??? OFLIX?).
Quanto all’anatra ci ho scritto un intero libro (senza conflitto di interesse), edito dalla Cortina di Verona nel 2008. Penso che nelle migliori librerie mediche lo trova.
Commento di Samuele il 4 agosto 2011 alle 23:22
@Paolo, non vedo perchè la mia sia fede e la tua invece no.
Le evidenze sono tutte contro l’omeopatia, se voi dimostraste scientificamente che la totale mancanza di molecole può comunque curare una persona sarebbe una rivoluzione.
Io parlo di Avogadro, voi di ipotetiche memorie dell’acqua.
Non spenderò 23euro per il suo libro su Oscillococcinum (magari faccio un salto in biblioteca), ma sarei davvero grato se ci spiegassi come potrebbe un “medicinale” del genere curare una persona, nella totale mancanza di principio attivo (principio attivo che comunque sarebbe del fegato d’oca, niente di simile alla malattia che vorrebbe curare!!!)
Il fatto è che finora l’omeopatia si basa solo su un fatto (tutto da dimostrare, gli studi sono decisamente contrastanti a riguardo): a volte prendere un medicinale omeopatico sembra funzionare lievemente meglio che prendere acqua fresca.
Non mi pare che la scienza funzioni così.
Quindi, ripeto le domande:
“E se anche la struttura molecolare dell’acqua “memorizzasse” il contenuto precedente, perchè aumentando le diluizioni la forza del medicinale aumenta? Anche le molecole d’acqua che inizialmente erano in contatto con il principio attivo dopo alcune diluizioni saranno completamente perse in cambio di acqua pura, mai entrata in contatto con alcunchè! O mi vuoi dire che l’acqua in contatto con acqua che è stata in contatto col principio attivo riesce a “salvare” l’informazione a sua volta???”
Commento di ivabellini il 4 agosto 2011 alle 23:41
mmmmm….siamo sicuri che pbellavite e Paolo Bellavite siano la stessa persona?
Commento di Paolo Bellavite alias pbellavite il 5 agosto 2011 alle 09:44
Rispondo pazientemente a Samuele, che ha il vantaggio di essere cortese con il sottoscritto. Però premetto che per ragioni di tempo devo dedicarmi ad altre questioni, non potrò continuare a rispondere a tutto. Quanto alla prima questione “Paolo, non vedo perchè la mia sia fede e la tua invece no.” mi pareva di essere stato chiaro, parlavo di fede in relazione al fatto che Lei si “fida” (lodandoli apertamente) di due altri membri di questo blog, e li cita come se fossero i depositari della verità; un esempio di affermazione fideistica (cito a memoria) “Come ha detto benissimo XY, l’omeopatia non ha alcuna prova scientifica”. E’ lo stesso errore che imputate (e anch’io imputo) agli omeopati quando sostengono le loro opinioni con l’argomento che “lo ha detto Hahnemann”. Nella scienza non ci sono Maestri, né autorità, si sta ai dati e alle teorie, che devono stare in piedi con le loro gambe. E i dati e le teorie più recenti, mi spiace per voi, sono in favore dell’esistenza del fenomeno omeopatico, certamente non sono convincenti per tutti, come NESSUNA teoria scientifica né alcun dato è mai convincente per tutti, anzi nella scienza tutto è destinato a essere confutato e sostituito da evidenze e teorie più aderenti alla realtà. Così funziona la scienza, mi spiace per voi che invece “credete” che la scienza (addirittura la medicina) vi dia delle certezze. Mettetevela via, non ci sono certezze assolute nella scienza: la realtà è sempre più grande – e spesso anche molto diversa – di quanto noi possiamo afferrare. Ci sono certamente delle certezze parziali, ad esempio l’aspirina inibisce CERTAMENTE un particolare enzima coinvolto nei processi infiammatori. Ma da qui a sostenere che l’aspirina è la migliore cura per l’infiamazione ce ne passa. E poi (lo abbiamo dimostrato anche noi nel 2000) ci sono persone con sensibilità diverse all’aspirina: per alcuni 100 mg sono una bomba per altri… acqua fresca. Lo stesso vale per l’omeopatia, ci sono delle certezze parziali, altre invece sono state confutate e sono destinate a sparire o a essere profondamente rielaborate con i progressi della scienza (ad esempio i “miasmi”). Chi vuole attaccare gli aspetti criticabili e negativi, troverà sempre qualcosa da criticare, questo è certo. E buon lavoro, magari è utile anche quello, purchè non diventi un DOGMA assoluto, e porti a non voler vedere le prove a favore. E purché non si usino frasi ingiuriose e denigratorie verso terzi che la pensano diversamente e usano questo metodo terapeutico. Lei non vuole comprare il mio libro sul fegato d’oca, padronissimo (io ci perderò due euri, pazienza), ma non può pretendere che in due righe ne riassuma il contenuto. Le faccio notare, en passant, che di questo fegato d’oca si è occupata anche una revisione Cochrane, il che significa che proprio tanto assurda la cosa non è, anzi fa capire come l’argomento faccia parte a pieno titolo del dibattito scientifico. Lei ammette di non averlo letto, però si permette di continuare a spacciare – anche con modalità e linguaggio discutibili – le sue obsolete opinioni sul medicinale in questione, come fossero verità inattaccabili. Ultimo tentativo di rispondere, con estrema sintesi alle Sue cortesi domande: “E se anche la struttura molecolare dell’acqua “memorizzasse” il contenuto precedente, perchè aumentando le diluizioni la forza del medicinale aumenta?” Risposta: perché il processo di diluizione e dinamizzazione è un processo iterativo, segue la dinamica dei frattali. “O mi vuoi dire che l’acqua in contatto con acqua che è stata in contatto col principio attivo riesce a “salvare” l’informazione a sua volta???” Certamente questo è il modello prevalente, che si è dimostrato anche valido sperimentalmente e sostenuto da valide teorie (vedi ad esempio lavori di Vittorio Elia, Louis Rey, Rustum Roy, Emilio Del Giudice, Martin Chaplin). L’informazione passa da una struttura di risonanza all’altra, sia nel mondo fisico sia in quello biologico. L’energia per il trasferimento è data rispettivamente dalla dinamizzazione (forse anche dalle fluttuazioni quantistiche, ma qui poi mi danno dello stregone) e dal metabolismo cellulare. Una volta scambiata l’informazione essa rimane, senza bisogno di altra energia, come rimane un messaggio nel computer spento. Con ciò ripeto mi spiace veramente ma devo lasciarvi, spero di aver dato un contributo al dibattito e rimando ulteriori discussioni a sedi più appropriate (convegni scientifici, letteratura). Cordiali saluti Paolo Bellavite (alias pbellavite).
Pingback di Censuratori di blog: il caso Boiron : gobettiano il 5 agosto 2011 alle 10:53
[...] una battuta ma è così. Dopo la pubblicazione dei primi due articoli sull’omeopatia (link al primo e al secondo) il colosso francese Boiron ha inviato al mio provider una lettera di diffida perchè, [...]
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[...] omeopatici, la BOIRON, ha deciso di minacciare un blogger per alcuni post ad essa riferiti (link al primo ed al secondo). Ho sempre creduto che fosse l’ignoranza a permettere a queste pratiche di [...]
Pingback di Blog(0) e l’omeopatia | CAPORALE REYES web-log il 5 agosto 2011 alle 15:51
[...] blogosfera; Blog(0)2 ce l’ha con l’omeopatia e ne ha scritto un paio di post critici: omeopatia mito e leggenda (1) e omeopatia mito e leggenda (2). In particolare nel secondo deve (scrivo “deve” perché [...]
Commento di Max il 5 agosto 2011 alle 17:25
L’attuale ricerca e il grado di preparazione a cui siamo giunti non sono ancora in grado di spiegare scientificamente perché l’omeopatia funziona (cosa che un “illuminato” come Hahnemann già sapeva).
Chi ha studiato medicina e si è laureato sa benissimo che nei più importanti e famosi testi c’è scritto:
“il paziente deve meritarsi la terapia”.
Questa citazione può sembrare apparentemente cinica, ma nasconde, di fatto, una verità fondamentale, e cioè che ognuno di noi, paradossalmente, è disponibile e quindi ricettivo solo a determinate cure.
Medesime terapie avranno effetti diversi (a volte addirittura opposti) su individui diversi (questo succede tutti i giorni anche nella somministrazione di farmaci allopatici), quindi è compito del medico individuare la terapia più giusta per il paziente che ha di fronte.
Ciò spiega anche perché i bambini (che sono notevolmente più evoluti degli adulti, finché non vengono imbottiti di convinzioni e credenze limitanti e depotenzianti), reagiscono molto meglio all’omeopatia.
Ciò spiega anche perché, l’omeopatia possa essere accettata (e curare) solo da chi abbia raggiunto un livello di evoluzione superiore.
Coloro che non la comprendono possono avere 2 tipi di reazione:
1) essere indifferenti: questi tipi potranno rimanere stabili, avere una crescita interiore e/o regredire evolutivamente.
2) coloro che non l’accettano e addirittura se ne sentono minacciati e per questo la condannano: questi individui hanno un livello evolutivo/vibrazionale piuttosto basso, pur non riuscendo a consapevolizzarlo lo avvertono tramite sensazioni ed emozioni, e pertanto, anche a livello inconscio, cercano di frenare e schiacciare la crescita di coloro che li circondano, in quanto il loro IO percepisce l’aumento di distanza energetica tra SE e gli ALTRI. Si sentono separati dal mondo, e cresce in loro il senso di divisione, critica, giudizio e condanna, proprio perché è il loro SE (e non la loro mente) a percepire (giustamente) questo spazio energetico che diventa sempre più grande.
La buona notizia è che ognuno di noi ha un proprio percorso evolutivo, e siccome il tempo è infinito, non c’è fretta.
saluti.
Max
N.B.
Non accetto comunque qualsiasi tipo di intimidazione e lesione della libertà di dire e scrivere alcunché, a meno che questo non ledi l’altrui libertà e la legge, e per questo le sono vicino.
Commento di vanni il 6 agosto 2011 alle 09:35
ma quale denuncias per diffamazione?
semmai un TSO per voi
un po’ penoso il sito, anche se tenta di apparire scientifico
comunque, poiché non si tratta di fede, l’omeopatia funziona nonostante voi
ciao
Commento di vanni il 6 agosto 2011 alle 09:45
io la uso tranquillamente negli animali con risultanti cvhe un cattolico definirebbe miracolosi! ma poiché gli animali sono liberi dalla fede e non pregano le madonne, c’è evidenza di efficacia non legata all’effetto placebo (che, peraltro, esiste e funziona anche per il medicinale allopatico)
questo non significa che io non impieghi anche il medicinale allopatico quando lo ritengo necessario: però, se è fatta una buona repertorizzazione (non sempre agevole in campo veterinario ed in pediatria), funziona meglio il rimedio omeopatico
quanto agli interessi… beh… poiché l’omeopatia è pericolosa per le lobby del farmaco, chi mi dice che questo blog…… (hehehe)
ciao
Commento di ivabellini il 6 agosto 2011 alle 13:15
@ Vanni
Caro Vanni, perchè usi parole come repertorizzazione?
ma lo sai che questi paladini della verità non hanno nemmeno aperto l Organon di Hahnemann o una qualsiasi materia medica!?
pretendi che conoscano gente come Kent e i repertori??? credi forse che a loro importi un fico secco dei criteri in base ai quali opera un omeopata e alle singole sperimentazioni di ogni rimedio contenuto nelle materie mediche???
Bimbiminkia alla riscossa! insieme a gente furba che gli da da mangiare come questo blog, come Medbunker, come Attivissimo, come Scetticamente…….si divertono a sentirsi portatori di Verità
Cesare Zavattini diceva…la veritaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Commento di Samuele il 6 agosto 2011 alle 13:56
@ivabellini e @vanni, dire che NOI pro-medicinali “allopatici” siamo ignoranti mentre VOI avete ragione da vendere è un ribaltamento della realtà eccezionale.
Mi risulta che la scienza abbia avuto alcuni successi negli ultimi 200 anni ed è riuscita (a volte con difficoltà) ad accettare cambiamenti epocali come la teoria della relatività e la fisica quantistica, per dire due teoria molto famose che hanno DIMOSTRATO di essere teorie migliori delle precedenti nello spiegare il mondo.
L’omeopatia, in quasi 200 anni, non è riuscita a dimostrare NULLA.
Ogni 2-3 anni esce uno studio vagamente pro omepatia (in mezzo a 20 che ne dimostrano l’inefficacia), ma comunque mai con dati statisticamente validi.
Mi risulta che tocchi a voi dimostrare PERCHE’ l’omeopatia funzioni (sempre che sia vero…), non basta dire “i miei animali guariscono”, te lo immagini Einstein affermare “aumentando la velocità il tempo rallenta, ho provato a correre veloce e mi sento così giovane….”
Quindi, per favore, un po’ di razionalità e metodo scientifico in più, grazie
Commento di ivabellini il 6 agosto 2011 alle 14:13
bene, quindi da come mi hai risposto capisco che, non obiettando sulle mie affermazioni sulla tua/vostra ignoranza, mi dai dai implicitamente ragione sul fatto che non sai come lavora un omeopata e che l Organon non l hai mai letto…
inutile discutere con chi non sa di ciò che parla quindi, ciao Samu.
Commento di casasimpson il 6 agosto 2011 alle 15:02
solidarietà da casasimpson
Commento di Angelo il 6 agosto 2011 alle 16:08
ciao, a proposito dei rimedi omeopatici che “funzionano”: non dimentichiamo gli eccipienti!!!
se io faccio un beverone con camomilla o simili e poi ci metto dentro del caffe’ a diluizione omeopatica, e poi vendo il tutto dicendo che e’ un “rimedio omeopatico” perche’ c’e’ la caffeina in concentrazione di una parte per mille miliardi, mentre il resto sono solo eccipienti… be’, sicuramente chi lo assume si calma, ma non certo perche’ il rimedio era omeopatico!!!
Ho visto una roba del genere a casa di una mia amica, ma per sicurezza (sai mai che mi querelano!) non ne cito il nome.
Angelo
Commento di ivabellini il 6 agosto 2011 alle 17:42
la ditta che ha diffidato il prode Samu, fa una cosa abbastanza simile con lo Stodal, infatti se non ricordo male questo “complesso” contiene anche una tintura madre oltre a vari rimedi a bassa diluizione, quindi è vagamente aderente alla tua idea di prodotto casereccio….(ma il beverone dovrebbe essere alcolico per conservarsi nel tempo)
Vai Angelo! ora hai un futuro come farmacista omeopata casalingo! (non cercarmi come cliente)
Commento di Oflixs il 6 agosto 2011 alle 17:47
Visto che si invita a conoscere meglio l’ oera di Hahnemann e i principi dell’ omeopatia, vorrei dare un altro contributo alla discussione in questo senso prendendo come esempio una esperienza che da molte parti e’ stata sbadierata come la vittoria totale e definitiva dell’ omeopatia. Si tratta dei risultati ottenuti con una profilassi omeopatica nell’ isola di Cuba atta prevenire la leptospirosi, malattia tipica di quell’ isola nel periodo successivo alle piogge annuali. Persone tratte: 2,4 milioni, risultato della prevenzione omeopatica: solo 10 casi invece delle solite migliaia. Costo della campagna di prevenzione: 200.000 $ anziche’ 3.000.000 $ di quella con medicine allopatiche.
Benissimo vediamo che e’ stato dato alla gente a Cuba. E’ stato dato un rimedio di omeoprofilassi che consiste in acqua diluita e scossa attraverso le usuali tecniche a partire da una soluzione di secrezioni infette di un animale ammalato di leptospirosi. Dunque, l’agente patogeno stesso diluito ecc ecc.
Allora veniamo alle considerazioni del caso:
1) L’ omeopatia, secondo le direttive ferree dello stesso Hahnemann funziona con il principio di similarita’. Il simile cura il simile, mai come in questo caso l’ uguale cura l’uguale. Ecco cosa dice Hahnemann al proposito: “Il desiderio di curare [...], attraverso una potenza patogenica rigorosamente uguale [...] e’ contrario al senso comune e anche a tutte le esperienze”. Questa la parola del Maestro. Come si spiega dunque un risultato positivo tanto in disaccordo con i principi dell’ omeopatia e rigettato dallo stesso Hahnemann? Che i grandi conoscitori del Verbo ci illuminino.
2) L’ immunizzazione omeopatica funziona dando un “rimedio” prima dell’ effettivo ammalarsi dell’ indivuduo. Ma questo e’ contro tutti i principi dell’ omeopatia stessa: se lo stato energetico non e’ alterato allora e’ impossibile cercare di “raddrizzarlo” a priori. Siamo sempre in attesa di Lumi.
3) Ultimo e piu’ importante punto: per come e’ strutturata la dottrina omeopatica il trattamento e’ personalizzato: la scelta del “rimedio” e’ dettata da considerazioni energetiche, mediche, emozionali ecc. che cambiano da individuo a individuo. Solo il terapista in base ad una ponderata analisi puo’ scegliere come riportare il paziente allo stato di salute. Cio’ vuol dire: stessa malattia, persone differenti, differente “rimedio”. E come si spiega allora una campagna di vaccinazione omeopatica di massa? E’ un assurdo omeopatico dare a tutti lo stesso rimedio. Questo punto e’ importante perche’ a mio avviso mette a fuoco un aspetto chiave nella diatriba sull’ omeopatia, ossia il motivo per cui gli omeopati hanno sempre rigettato come non attendibili gli studi clinici sull’ efficacia dei “rimedi” omeopatici. Questo perche’ reputano che non e’ possibile stabilire l’efficacia di un “rimedio” per gli effetti che questo ha su una serie di malati della stessa malattia toutcourt, dato che ciascuno andrebbe inquadrato nel suo stato specifico e trattato con un “rimedio” specifico. E tutto cio’ ovviamente secondo i canoni dell’ Organon di Hahnemann. E qui si viene al punto dolente: dove sono le schiere di omeopati che si stracciano le vesti implorando che i “rimedi” omeopatici non vengano venduti come prodotti di autocura? Come mai i piu’ grandi utlizzatori – sostenitori dell’ omeopatia si autocurano senza avere la benche’ minima idea di come si dovrebbe elaborare una diagnosi in campo omeopatico? E come mai nonstante questo, si continuano a dichiarare piu’ che soddisfatti del loro metodo di cura? Aspetiamo Lumi.
Qui mi fermo sarebbe bello ascoltare che si risponde a questi tre punti precisi e in particolare all’ ultimo.
Commento di ivabellini il 6 agosto 2011 alle 18:15
che cosa hai scitto Ofilix, (i primi due punti) lo chiedo a te perchè io non ci ho capito un ben niente…cosa chiedi? potresti spiegarti meglio per favore?
Commento di Oflixs il 6 agosto 2011 alle 18:33
@ivabellini: rispiego in parole semplici: la vaccinazione omeopatica funziona dilunendo l’ agente patogeno stesso e non una sostanza che nell’ individuo sano produca un effetto simile alla malattia. Il fatto di diluire un agente patogeno e’ stato rigettatto fermente da Hahnemann, non chiedere a me il perche’. Secondo punto: l’ omeopatia dovrebbe funzionare stimolando nell’ organismo la reazione corretta ad una data malattia. Questa reazione e’ aiutata proprio dal farmaco omeopatico il cui effetto e’ limitato al momento dell’ assunzione. Parlare quindi di vaccini omeopatici non ha senso. Spero sia piu’ chiaro.
Commento di ivabellini il 7 agosto 2011 alle 00:06
@Oflixs
Hahnemann sperimentava sostanze dei tre regni naturali, non mi sembra strano che non sperimentasse agenti patogeni, perchè gli effetti dovevano vedersi sull uomo sano da sostanze che producevano effetti simili agli agenti patogeni come ad esempio il tifo, in caso contrario non è più omeopatia ma isopatia, io so che vengono usati rimedi per limitare l effetto di vaccini allopatici, come ad esempio tuja, poi ci sono delle aziende che produno degli isopatici….vaccini omeopatici è solo un modo per non dire isopatici, secondo me, come gli omotossicologici vengono definiti omeopatici solo perchè sono diluiti in modo simile.
Per autocurasi basta sapere quali sono i rimedi che più si adattano a se stessi, nel mio caso l Aconitum per il mal di gola di inverno, o la Nux vomica per la cefalea da tensione, che me lo dica un omeopata o lo scopra io leggendo una materia medica non conta, conta il risultato nei casi acuti, se dessi lo stesso rimedio ad un milione di persone con un mal di gola adatto ad Aconitum guarirebbero tutti, ma siccome non hanno il mio stesso mal di gola, è ovvio che solo una parte di loro guarirà con Aconitum….qual è il mal di gola di Aconitum? basta leggerlo in una materia medica.
Avevo letto di una cura di massa per il tifo in India anni fa, ma nessuno ha parlato di vaccini omeopatici, solo di omeopatici e di bassi costi.
Commento di imma il 7 agosto 2011 alle 15:41
Bel post, ma “in cinta”?
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 01:00
Aggiungo un esempio di una broncopolmonite curata con l omeopatia, leggete cari e fatene tesoro per la VOSTRA salute.
http://www.informasalus.it/it/articoli/broncopolmonite-guarita-omeopatia.php
notate bene, sono stati usati rimedi ad alta e altissima diluizione come la xmk
Commento di Oflixs il 8 agosto 2011 alle 03:02
Si vabbe’ e io sono la pastorella di Lourdes. Questo sarebbe un caso clinico? Qui stiamo al livello delle madonnine che piangono sangue.
Commento di T. B. Lee il 8 agosto 2011 alle 03:29
solidarietà per le vicissitudini . . .
. . . però
http://www.slideshare.net/johnkhutchison/dna-waves-and-water
e l’omeopatia funziona.
il problema reale di cui i blogger dovrebbero parlare forse è quello del fatto che solo in Italia le medicine omeopatiche non possono avere il ‘bugiardino’, e indovina di chi è l’idea: mr allopathy,
Gesù: ‘Medico, cura te stesso!’
Commento di Angelo il 8 agosto 2011 alle 08:21
@T.B.Lee
la frase nell’articolo citato da te: “questo mio paziente non ha assunto altro che il rimedio omeopatico e quindi la guarigione va attribuita solo all’Omeopatia! “, detta da chiunque mi preoccupa, detta da un medico – come nel caso che citi – mi terrorizza!
ti rendi conto che la sua valenza scientifica e’ non nulla ma negativa? perche’ se valesse zero non darebbe semplicemente contributo, ma poiche’ e’ mistificante, fuorviante e assurda allora da’ addirittura contributo negativo, confonde le idee e fa male al cervello!!!
cioe’ poiche’ io ho trovato un ombrellino da passeggio e un guinzaglio (=do’ un “rimedio” omeopatico a un ammalato) allora mi convinco che prima del big bang esisteva solo una signora con un cagnolino (= risultato del “rimedio”, cioe’ deduzione “logica”) e siccome tu non sei in grado di dirmi cosa c’era (“non ha assunto altro”), allora io ho dimostrato la mia tesi (cioe’ che prima del big bang c’era una signora col cagnolino).
ma ti rendi contro? io trasecolo… i medici dovrebbero avere un approccio piu’ scientifico, e non dire fesserie tipo: “ha l’orzaiolo, gli ho fatto guardare in una bottiglia d’olio e dopo due settimane e’ guarito; non ha assunto altro QUINDI guardare in una bottiglia d’olio fa guarire l’orzaiolo” (nota: questo era davvero un rimedio consigliato…).
povero Popper, che tristezza…
Commento di Artemio il 8 agosto 2011 alle 08:56
Caro Samuele, sei una persona caparbia e che non si lascia influenzare dalla massa, a questo proposito voglio lanciarti una piccola “sfida”, che, se la accetterai, ti arricchirà personalmente, e seppure siamo su posizioni distanti, (io favorevole all’omeopatia), arriveremo a posizioni meno lontane.
La sfida è questa: senza pregiudizi nè preconcetti intraprendi uno studio su cosa sia la “scienza” oggi e su cosa occorra fare per fregiarsi di tale nobile titolo.
Ti do’ un anticipo: oggi la “scienza” è in mano a pochissimi eletti che decidono cosa sia considerato scienza e cosa no… Ovvero alcuni uomini nel mondo si sono arrogati il diritto di dispensare la Scienza..
Commento di Angelo il 8 agosto 2011 alle 09:38
@Artemio
no Artemio, parti davvero col piede sbagliato.
La scienza sa benissimo che cos’e’ e cosa non e’, non si tratta di opinioni.
Comincia leggendo Karl Popper (gia’ la wikipedia ti da’ un’idea).
La scienza non pensa di possedere la verita’, non e’ in mano a “pochissimi eletti” e basta studiare un po’ per capire che cos’e’.
Una teoria scientifica (o anche solo un modello scientifico) mostra sempre chiaramente quali sono i suoi limiti, intendendo per limite “campo di applicazione” oppure “ambito di fenomeni/condizioni in cui e’ applicabile”.
Esempio: la relativita’ galileiana e quella ristretta di Einstein sono entrambe valide nei rispettivi ambiti. E’ scorretto dire che la relativita’ di Galileo non vale piu’ perche’ “quella ristretta di Einstein e’ quella vera”. Entrambe possono essere falsificate (oppure no, ovviamente) con gli opportuni esperimenti cruciali.
La medicina non e’ riconducibile a una scienza “pura” (come la fisica o la matematica) perche’ non e’ possibile porla in termini di proposizioni falsificabili da esperimenti cruciali. Cio’ vale in genere per le scienze che hanno a che fare con gli esseri viventi (evoluzionismo compreso…)
In medicina occorre spesso ricorrere a studi statistici con tutti gli ENORMI limiti epistemologici e “implementativi”.
Cio’ pero’ non autorizza nessuno a sparare fesserie induttive, ne’ a fare statistiche personalizzate, ne’ in genere a trascendere il caso particolare pretendendo che abbia valore generale.
E comunque, ripeto, la scienza e’ una cosa ben precia, non una disciplina esoterica “in mano a pochissimi eletti”.
Angelo
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 09:55
@ Artemio
“Ti do’ un anticipo: oggi la “scienza” è in mano a pochissimi eletti che decidono cosa sia considerato scienza e cosa no… Ovvero alcuni uomini nel mondo si sono arrogati il diritto di dispensare la Scienza..”
caro Artemio, non è solo in mano a pochi, a degli eletti come dici tu, è anche in mano a tantissimi bimbiminkia che si credeno di avere la scienza nelle loro mani e che prolificano su internet da quando la rete esiste, come tu stesso puoi constatare se oltre a questo blog provi a visitarne molti altri
Commento di scialuppe il 8 agosto 2011 alle 10:45
@ Artemio: la scienza è fatta da un sacchissimo di persone che hanno studiato per anni, spesso in modo critico, e avendola trovata convincente in ogni passo che hanno fatto, hanno continuato su questa strada. I pochissimi eletti di cui parli tu esistono solo nella tua fantasia, lo posso ben dire visto che son andato avanti su questa strada senza aver mai leccato un culo, senza avere mai avuto un santo in paradiso e senza aver mai dovuto sottostare a riti di iniziazione o prove di fedeltà.
Commento di Pellegrina il 8 agosto 2011 alle 11:55
Sono arrivata fin qui grazie agli articoli e ai post in rete sull’affaire Boiron perché ritengo inaccettabile quello che ti sta capitando. La reazione intimidatoria di questa azienda mi sembra sufficiente a dare la misura della sua serietà. Del resto alcuni degli interventi che ho letto qui a favore dell’omeopatia (tranne i primi) sono nella stessa linea, come quelli di chi si dichiara incapace di fare un riassunto del proprio lavoro pur professandosi scienziato, rimandando la discussione alle sedi che lui definisce “appropriate” e dando il via invece a un lunghissimo “lamento” (nobilissimo genere letterario) poco utile però a fornire risposte circostanziate alle domande concrete che gli vengono fatte, per lasciare infine il passo alla truppa degli adepti insultanti. Non so perché, ma quando leggo queste cose mi viene sempre in mente un Feynman che avrebbe potuto spiegare Einstein (rigorosamente) pure in un nightclub. Ciò posto, sono assolutamente favorevole a quel che tu nell’inizio del post chiami “bio” e credo che con lo stesso metodo a spanne sarei anche definita “verde”. Mi sembra che un po’ meno di generalizzazione “integralista” anche terminologica su questioni assolutamente diverse come omeopatia, agricoltura biologica e politiche ambientaliste, invece di buttar tutto nel calderone del colore alternativo, non potrebbe che giovare al rigore scientifico cui fai appello quando scrivi post a mio giudizio appropriati come questo.
Commento di Gianni Comoretto il 8 agosto 2011 alle 12:27
@T.Lee: quell’ “articolo” è una comunicazione a congresso. Non fornisce nessuna evidenza ulteriore rispetto ad un articolo che Montagner ha pubblicato qualche mese fa su una SUA rivista, e che gli ha attirato il ridicolo a livello mondiale.
In un congresso posso dire quel che mi pare, al più becco qualche fischio. Un articolo DEVE includere una serie di elementi che garantiscano che siano state seguite delle procedure sensate, e che consentano ad altri di riprodurre il risultato. In quella comunicazione invece ci sono tanti e tali errori di metodo che si può ragionevolmente affermare che tutto quel che si è visto sono interferenze elettriche, male interpretate.
Contiene una serie di affermazioni “straordinarie”, ciascuna delle quali meriterebbe un articolo su una rivista seria, se solo fosse documentata come si deve:
- frammenti di cellule viventi tritate e passate al setaccio si ricompongono spontaneamente a riformare una cellula viva
- i globuli rossi contengono DNA, anche se non si vede con le tecniche normali
- il DNA è in grado di MODIFICARE il segnale elettromagnetico prodotto ad es. dal cellulare nella stanza accanto
- i segnali elettromagnetici consentono di discriminare tra DNA di agenti PATOGENI PER L’UOMO e DNA di microorganismi innocui.
Ma no, questi preferiscono pubblicare su una rivista di cui sono anche editori.
@ivabellini: grazie per avermi fornito un esempio di quanto possa essere pericolosa l’omeopatia. Con un articolo del genere qualcuno si potrebbe convincere che DAVVERO si possa curare una polmonite con l’omeopatia. I risultati sono questi: http://giannicomoretto.blogspot.com/2010/02/che-male-fanno-ancora.html
Pingback di Quiz estivo « Oggi Scienza il 8 agosto 2011 alle 12:54
[...] e constatato che l’intimazione è stata un tantino più efficace di un placebo. Dal post Omeopatia: mito e leggenda (1) vergato dal blogger Samuele – in omaggio a Samuel Hahnemann, il fondatore [...]
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 13:15
@ Gianni
La broncopolmonite GUARITA, è stata curata dal dott Roberto Gava, se hai dei dubbi chiedi a lui, se vuoi sbugiardarlo con motivi più chiari di quelli che mi hai scritto (non basta dire che un anonimo omeopata ha fatto morire una donna di polmonite secondo qualcuno per suggerire in modo calunnioso che gli omeopati sono dei criminali).
Il dott Gava è anche propietario di questa casa editrice, http://www.edizionisalus.it/ dove pubblica i suoi testi e quelli dei suoi colleghi, chi voglia reperire un contatto per comunicare con lui, vada qui: http://www.edizionisalus.it/salus/contatti.php
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 14:21
@ Gianni
La broncopolmonite GUARITA, è stata curata dal dott Roberto Gava, se hai dei dubbi chiedi a lui, se vuoi sbugiardarlo con motivi più chiari di quelli che mi hai scritto contatta il dott Gava: http://www.edizionisalus.it/salus/contatti.php
Commento di Gianni Comoretto il 8 agosto 2011 alle 14:35
@ivabellini
Io non ho le competenze necessarie per valutare il caso clinico. e non mi sembra ci sia documentazione sufficiente per chiarire cosa sia successo, neppure per un medico esperto di queste cose, per cui valutare a posteriori è semplicemente inutile.
Ma ritardare, anche di qualche giorno, la cura di una persona con una polmonite mi sembra francamente irresponsabile. E NON considero una cura avergli fornito dell’acqua purissima. Non esistono evidenze che funzioni, di nessun tipo. Gli è andata bene (ad entrambi, medico e paziente), poteva finire come per la mia conoscente.
Detto in altre parole: se uno gioca alla roulette russa e gli va bene, non può usarlo come esempio per sostenere che la roulette russa è innocua.
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 14:47
@Gianni
bene, allora riferisci queste cose al diretto interessato oppure fai contattare il dott Gava da un medico come Wewee che è specialista di bufale mediche.
Sei tu che parli di roulette russa con acqua di fronte ad una polmonite guarita no!? e allora prova dirlo in faccia a lui, la tua/vostra parola contro la sua.
Commento di Samuele il 8 agosto 2011 alle 14:49
@Artemio: come ti ha già scritto Angelo la scienza ha una ben chiara definizione e la sua esponenziale crescita nell’ultimo secolo non lascia spazio a dubbi sulla sua efficacia.
Dire che la scienza sia in mano a pochi significa non aver capito come funziona… sicuramente è difficile modificare delle idee fortemente radicate ma, quando si trovano le prove qualsiasi sia la teoria, la scienza ha sempre dimostrato flessibilità nell’accettarla: vedi meccanica quantistica.
L’omeopatia non ha mai portato delle prove, non riesce a spiegare come mai “funziona” (se funziona) e quindi non è scienza. Punto.
Se volete curarvi usandola, liberi di farlo. Ma per favore, NON parlatene come se fosse scienza, perchè NON LO E’.
@ivabellini: stai iniziando a diventare insultante, oltre che noioso e poco costruttivo.
Io, da ingegnere informatico, mi limito a divulgare quello che la scienza dice. Tu, da orefice (leggo su facebook), sei convinto di poter dimostrare delle teorie completamente nuove che cambierebbero completamente il modo di pensare la chimica e la fisica.
Dimmi te chi è il vero bimbominkia tra noi.
@pellegrina: anche io sono un “verde”, non volevo certo essere insultante.
Odio però quei “verdi integralisti” che odiano tutto ciò che a parer loro non è naturale al 100% e sono tra i primi sostenitori dell’omeopatia, che considerano alla pari dei rimedi naturali (sbagliando di grosso).
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 14:57
@Samuele
Veditela anche tu con il dott Gava se (giustamente) non ti basta un orafo
poi però mi spieghi come mai un ingegnere che non ha letto l Organon di Hahnemann e mai aperto una materia medica di omeopatia, dovrebbe saperne più di me che conosco l argomento sulla mia pelle da più di 20 anni….
Commento di Samuele il 8 agosto 2011 alle 15:01
Continui a parlare di Hahnemann come se fosse Dio… e questo dimostra che l’omeopatia ha aspetti simili alla religione, avete FEDE, non vi basate su prove scientifiche.
La vera scienza già dopo pochi anni ha avuto la forza di smentire Einstein con l’entanglement, mentre voi non siete ancora arrivati ad Avogadro.
Non serve essere medico per capire che l’omeopatia non può funzionare, bisogna capirne un po’ di chimica e fisica. Ma giusto un po’… direi a livello di scuole superiori.
Commento di Gianni Comoretto il 8 agosto 2011 alle 15:14
@ivabellini: io studio l’omeopatia non da 30 anni ma da almeno una decina. L’organon l’ho letto, e lo considero molto istruttivo, visto che contiene il modo di ragionare tipicamente fideistico
Per fare qualche esempio così, a memoria
- il medico NON DEVE cercare di capire i meccanismi della malattia (o della fisiologia), perché il corpo umano è troppo complicato. Occorre stabilire solo pochi principi semplici ed “autoevidenti”, e ricavare con la sola logica il resto
- le malattie sono alla fine riconducibili ad un indebolimento della “forza vitale” in un suo punto specifico (che e’ energetico e quindi non corrisponde a nessun punto fisico).
- non è possibile ammalarsi di due malattie contemporaneamente. Se i sintomi sono differenti, la più forte “coprirà” la più debole, che riprenderà il suo corso da dove era stata interrotta dalla prima. Se i sintomi sono identici, la più forte soppianterà la più debole, perché non è possibile che la forza vitale dell’organismo sia colpita da due malattie nello stesso punto.
- l’insieme dei sintomi corrisponde in modo univoco ad un singolo punto della “forza vitale”. Non è pensabile che esistano due malattie differenti con esattamente gli stessi sintomi, perché il Creatore NON PUÒ essere così perfido.
Va avanti così per centinaia di pagine. Davvero istruttivo per capire come si possa scimmiottare il metodo scientifico (Hanemann cercava di strutturare la medicina in modo analogo ai Principia della fisica newtoniana) senza averne capito l’essenza.
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 15:14
@Samuele
hooo se lo dici tu, tu che parli di un argomento senza prima averne consultato le basi, che sono appunto l Organon e la materia medica con i singoli rimedi sperimentati uno ad uno….allora stiamo freschi.
Dai, quando farai un post sull agopuntura per dire che anche quella è fuffa perchè i meridiani sulla quale si basa non esistono? aspetto golosamente il prossimo scoop per inserirlo in mezzo a quelli simili sullo stesso argomento alla voce “bimbominkiate” (non ti offendere caro, è solo il mio punto di vista)
E certamente non ci sarà nessun agopunturista che ti diffiderà perchè gli aghi NON hanno un marchio e tu sarai furbo da non nominare nessun medico come hai fatto per l omeopatia.
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 15:21
sei bravo a segare il commento quando è ora eee!!
Commento di Samuele il 8 agosto 2011 alle 15:31
@ivabellini: non sego i commenti, li MODERO.
E dato che tu stai oltrepassando la linea, li leggo prima di farli passare, diversamente da altri.
Se sono sconnesso e non vedi i tuoi messaggi, ti tocca aspettare che li approvo (e te li ho approvati tutti finora).
Se non ti piace vai su altri siti (come stai facendo) e spamma anche lì, senza alcun controllo.
p.s. l’agopuntura non è fuffa, ci sono studi seri a riguardo.
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 15:50
@Samuele
Scusa il pensiero malevolo
a si? non è fuffa l agopuntura!? come mai Angela e il Cicap non ne riconoscono le basi? e si limitano a studi di reazioni chimiche?
io spammo? opinione tua, commento semplicemente.
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 17:59
@ Gianni
per centinaia di pagine??? ma stai scherzando! sono 166 pagine senza indici e introduzione! di quale edizione mi stai parlando? quella della RED con traduzione del Riccamboni?? non mi sembra assoutamente strano quello che riporti ma dovresti comunicare anche i punti dove Hahnemann afferma queste cose, in modo che si possa verificare all istante per chiunque, l Organon è suddiviso in punti numerati, di quali punti stai parlando? o di quale pagine?
Commento di Samuele il 8 agosto 2011 alle 21:25
L’agopuntura non è ancora dimostrata scientificamente ma ci sono delle possibili spiegazioni che cito ad inizio del post.
l’omeopatia non ha alcuna base scientifica seria, anzi, cozza contro le leggi alla base della chimica.e la chimica funziona, questo è sicuro.
Dimostrate il funzionamento e ne riparliamo
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 21:56
@Samuele
se aspetti la dimostrazione dell agopuntura…perchè non anche quella dell omeopatia!?
vuoi una dimostrazione immediata!? ti pigli dell Aconitum 6LM 3 volte al giorno per 3 giorni, e vedrai la bottarella che ti prendi!
Commento di Artemio il 8 agosto 2011 alle 22:54
@ Angelo,
scusami ma mi hai risposto in modo saccente andando a fare il giro del mondo in 800 giorni senza aver capito cosa intendessi dire io nel mio post, errore mio che mi sono spiegato male, cercherò di fare meglio in quest’altro intervento
@ scialuppe
di tutto ciò che hai studiato e/o scoperto quanto è diventato Scienza? ti sei chiesto perchè? In questo perchè sta il senso del mio intervento
@ Samuele.
Probabilmente mi sono fatto capire male io, del resto non mi sono presentato e non sapete granchè di me. Ho fatto ricerca scientifica in campo farmacologico ad alto livello e so di cosa parlo.
Quando affermo che oggi la Scienza è in mano a pochi eletti intendo dire che, se non lo sapete, oggi è accettato e divulgato come “scientificamente vero” solo ciò che alcuni gruppi di potere scientifico decidono di pubblicare sulle riviste di settore.
Di tutte le innumerevoli ricerche che vengono compiute ogni gg in ogni settore dello scibile umano, solo quelle che vengono pubblicate su queste nuove bibbie rappresentano ciò che poi viene ad essere adottato dall’intera umanità.
Vi ho esortato a studiare questo aspetto perchè vi ricrederete su tante cose.
Oggi la scienza è stata praticamente rapita.
Commento di Gianni Comoretto il 8 agosto 2011 alle 23:01
Era un bel tomo ma in effetti ha ragione Ivabellini. Io ho la sesta edizione in inglese, in pdf (ormai e’ liberamente scaricabile) e sono solo 130 pagine.
Il contenuto è quello. Riguardo ai sintomi descritti minuziosamente, per dare un’idea Hanemann descrive circa 716 sintomi dovuti all’applicazione di magneti. Nessuno oggi rileva effetti di magneti permanenti sui tessuti biologici.
Riguardo alla polmonite. Mi basta l’esperienza di Donner, medico omeopata tedesco che nel 1930 trattò con l’omeopatia pazienti ricoverati per polmonite a Stuttgarda, ottenendo il ragguardevole tasso di MORTALITÀ del 55%, in soggetti giovani e robusti. Interruppe la sperimentazione, perché l’ “allopatia” dell’epoca (senza antibiotici) poteva fare meglio.
http://www.kwakzalverij.nl/1050/A_total_disaster_for_homeopathy
Questo dà anche una misura della guarigione miracolosa citata sopra: di polmonite non di rado si guarisce spontaneamente, anche se di solito con danni polmonari permanenti.
Commento di Gianni Comoretto il 8 agosto 2011 alle 23:08
@Artemio
Sono scienziato professionista, e mi capita non di rado di referare articoli. Vedo anche cosa passa sulle riviste e non trovo assolutamente quel che dici tu. Viene pubblicato di tutto, spesso autentica spazzatura, il sistema del “peer referee” serve a mettere un argine a questo, ma è un argine contro un maremoto.
Qualsiasi scienziato deve “pubblicare o perire”, e sforna articoli a catena di montaggio, spesso di bassa qualità. Se si trova un argomento nuovo, i referee fanno i salti di gioia, finalmente leggi qualcosa che non sono le solite ricerche sui soliti argomenti, tre punti sperimentali in una curva, la stessa ricerca applicata ad un tema leggermente diverso….
Può darsi sia il mio ambiente ad essere atipico. Ma se fai degli esempi forse si capisce meglio cosa vuoi dire.
Commento di Artemio il 8 agosto 2011 alle 23:28
Scusa Samuele non intaserò il tuo blog, mi preme solamente rispondere più accuratamente all’amico Angelo:
Angelo scrive:
” La scienza sa benissimo che cos’e’ e cosa non e’, non si tratta di opinioni. ”
Io ribatto:
-Questa prima frase già non ti fà onore, quante volte la “scienza” ha contraddetto e ri-contraddetto sè stessa?-
” Comincia leggendo Karl Popper (gia’ la wikipedia ti da’ un’idea).
La scienza non pensa di possedere la verita’, non e’ in mano a “pochissimi eletti” e basta studiare un po’ per capire che cos’e’. ”
-Sono un farmacologo, un pochino ho studiato e studio ancora, i pochissimi eletti di cui parlo sono coloro che decidono quanti mg/l di colesterolo HDL devi avere nel sangue per non essere considerato malato da curare (solo un minuscolo esempio)-
” Una teoria scientifica (o anche solo un modello scientifico) mostra sempre chiaramente quali sono i suoi limiti, intendendo per limite “campo di applicazione” oppure “ambito di fenomeni/condizioni in cui e’ applicabile”.
Esempio: la relativita’ galileiana e quella ristretta di Einstein sono entrambe valide nei rispettivi ambiti. E’ scorretto dire che la relativita’ di Galileo non vale piu’ perche’ “quella ristretta di Einstein e’ quella vera”. Entrambe possono essere falsificate (oppure no, ovviamente) con gli opportuni esperimenti cruciali. ”
-Ecco ora hai sfiorato il problema, sai quanti esperimenti cruciali sono stati manipolati e vengono tutt’ora manipolati al fine di perseguire un determinato risultato più remunerativo di un altro? (Non parlo solo di medicina-biochimica-farmacologia, ma anche di fisica, chimica nucleare ed elettronica (o pensi davvero che gli attuali pannelli fotovoltaici siano davvero i più efficienti al momento disponibili?)-
” La medicina non e’ riconducibile a una scienza “pura” (come la fisica o la matematica) perche’ non e’ possibile porla in termini di proposizioni falsificabili da esperimenti cruciali. Cio’ vale in genere per le scienze che hanno a che fare con gli esseri viventi (evoluzionismo compreso…)
In medicina occorre spesso ricorrere a studi statistici con tutti gli ENORMI limiti epistemologici e “implementativi”. ”
-Benissimo, siamo arrivati alla prima metà del problema, quella non dipendente dalla volontà umana.-
“Cio’ pero’ non autorizza nessuno a sparare fesserie induttive, ne’ a fare statistiche personalizzate, ne’ in genere a trascendere il caso particolare pretendendo che abbia valore generale.”
-Cosa sono le statistiche personalizzate? La statistica stessa è una scienza, o meglio una disciplina inesatta, ecco perchè le statistiche dicono tutto e il contrario di tutto (persino in economia, sociologia e politica).-
“E comunque, ripeto, la scienza e’ una cosa ben precia, non una disciplina esoterica “in mano a pochissimi eletti”.”
-Si ok, questo è il succo del tuo pensiero, ma ripeto, in assoluta buona fede e amicizia ti esorto ad approfondire questo aspetto, se ti va, io quando ho cominciato a guardarci dentro ho lasciato passare in secondo piano Popper e Cartesio, triste umana realtà.
La scienza dovrebbe essere condotta da uomini al servizio dell’umanità, una missione per il gusto di scoprire cosa siamo e cosa è l’universo che ci circonda, tali uomini dovrebbero condividere le loro conoscenze per fortificarle ed accrescere la consapevolezza di tutti.
La VERA scienza è avida di novità, la scienza non discrimina, la scienza sa che essa stessa è evoluzione, è trasversalità, è rivelazione in fieri, la scienza non accetta compromessi, non predispone strategie, non calcola, ma soprattutto (e qui qualcuno cadrà dalla sedia) la scienza al servizio dell’uomo ascolta l’uomo più di quanto l’uomo ascolti lei…….-
Ciao, Artemio
Commento di Angelo il 8 agosto 2011 alle 23:35
@ Artemio
Artemio, essere saccente rientra tra i miei difetti; lo ammetto a malincuore ma e’ cosi’.
Tuttavia, io ho fatto riferimento a concetti e a un patrimonio culturale condiviso, diffuso e verificabile, e chiunque, senza dover credere proprio a me, puo’ controllare e farsi la propria idea.
Tu invece alludi “a pochissimi eletti”, a un qualche oscuro complotto per nascondere… che cosa? la “verita’”? Inoltre vuoi che ti crediamo, cioe’ che crediamo proprio a te, perche’ “ho fatto ricerca scientifica in campo farmacologico ad alto livello e so di cosa parlo”. Mah… sara’ vero? sara’ quasi vero? e perche’ se davvero hai fatto quel che dici dovrei crederti? io credo a cio’ che mi convince, non a chi vanta titoli, sia pure prestigiosi.
Qua ci sono due posizioni: quella di chi, come me, Samuele, ecc. segue un approccio oggettivo (scientifico…) e verificabile da chiunque e quella di chi come te in un modo o nell’altro pretende che venga fatto un atto di fede in qualcuno o qualcosa.
Non ci metteremo mai d’accordo.
Detto questo, se hai voglia di spiegarti meglio ti leggero’ con attenzione.
Angelo
Commento di Artemio il 8 agosto 2011 alle 23:46
@Gianni Comoretto
dato che fai quel mestiere sai benissimo di cosa parlo.
Perchè in Italia la monacolina del riso rosso fermentato deve essere assunta in dose max di 3 mg/die? La fluvastatina invece no….mah..
Cmq, non voglio divagare, questa storia ci riporta al discorso:
http://mag.wired.it/rivista/storie/ilaria-capua-la-scienza-open-source.html#content
Commento di Angelo il 8 agosto 2011 alle 23:47
@Artemio
ho visto che abbiamo postato quasi contemporaneamente…
Be’, per ora ti rispondo solo che a mio parere dai alla scienza un significato che non ha e che non vuole avere.
Gia’ quando precisi “VERA scienza” lo dimostri.
La scienza e’ scienza e basta. E non contraddice se’ stessa. Produce teorie, con i relativi limiti. A volte una teoria spiega meglio di un’altra certi fenomeni in certe condizioni: non vuol dire che c’e’ contraddizione.
Parlare di scienza che “ascolta l’uomo” e cose simili e’ totalmente fuori luogo. E’ come pretendere che la mia calcolatrice capisca il mio umore.
Quella che tu chiami scienza e’ filosofia, o chissa’ cos’altro, non e’ scienza.
ciao, Angelo
PS: ti prego, non dire che la statistica e’ scienza… inoltre “la Statistica” e’ una cosa, “le statistiche” sono tutt’altro!
Commento di ivabellini il 8 agosto 2011 alle 23:50
@Gianni
“Riguardo alla polmonite. Mi basta l’esperienza di Donner, medico omeopata”
dipende se quel Donner era bravo a fare quello che faceva. ti avverto che di gente in gamba come il dott Gava, non ce n è molta in giro
“Questo dà anche una misura della guarigione miracolosa citata sopra”
guarigione miracolosa!? sei tu ad affermarlo, non certo chi l ha curata.
Commento di Artemio il 8 agosto 2011 alle 23:55
Angelo, credimi stai sbagliando l’approccio nei miei confronti, o forse davvero sono io che non mi so spiegare, chiedo venia e non insisterò all’infinito.
Non voglio “che mi crediate”, crediate su cosa poi? Il mio intervento è solo un invito ad approfondire un aspetto.
Insisti poi col dire che io chieda un atto di fede! Ma su cosa? Sull’omeopatia forse? E chi l’ha mai nominata? All’inizio ho solo messo tra parentesi che sono favorevole ma ho chiuso subito li il discorso e non sto parlando di quello.
Infine concludi che “non ci metteremo mai d’accordo”, e ti domando ancora: ma su cosa?? Non sto propinando alcuna teoria sulla memoria dell’acqua o similia, sto solo facendo notare che ciò di cui noi oggi ci nutriamo, è forse, molto più pseudoscienza che scienza, purtroppo (e non buttiamo tutto nel solito discorso complottistico o cospirazionistico, non c’entra nulla).
In ultimo non vanto titoli, volevo solo far capire che non parlo per sentito dire. Ciao!
Commento di Artemio il 9 agosto 2011 alle 00:16
Ormai con Angelo ci stiamo accapigliando tra post e contro-post e non si capisce più ‘na mazza
concludo riassumendo che: essendo partiti dal dilemma
omeopatia si/omeopatia no, ho solo voluto porre l’attenzione sul fatto che dire medicina convenzionale=scienza
e omeopatia=pseudoscienza risulta ingenuo, dal momento che anche la medicina convenzionale, oggi, subisce spinte tali da distorcerla.
Quindi, per riassumere il mio consiglio è: quando avete mal di gola, non precludetevi alcuna terapia per partito preso, ciao!
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 00:41
@Artemio:
No, il punto è SOLO omeopatia = acqua fresca. Se non vuoi curarti con la cattiva medicina scientifica non curarti. È perfettamente INUTILE (anzi, dannoso, perché CREDI di star facendo qualcosa) usare l’omeopatia.
Poi si può discutere su quanto sia scientifica la medicina “convenzionale”. Ma anche se, per assurdo, fosse TUTTA fuffa, questo non sposterebbe di un millimetro la questione sul fatto che l’omeopatia è acqua fresca.
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 00:45
@Gianni
non avevo afferrato bene il succo dei tuoi pensieri sull omeopatia, grazie della precisazione
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 00:48
@ivabellini: Il gruppo di Donner era formato dai migliori omeopati del tempo in Germania. Motivatissimi, l’omeopatia era la “medicina germanica” in epoca nazista, metterla in dubbio era MOLTO pericoloso…
Sulla cura “miracolosa”: l’ho virgolettata perché veniva attribuita ad acqua assolutamente pura. Neppure Lourdes….
Ma attribuire UN CASO di guarigione (da una polmonite neppure visitata) all’omeopatia è quantomeno azzardato. Poteva essere una brutta bronchite, o bronchiolite diagnosticata un po’ generosamente, può benissimo essere guarita da sé (la gente guariva dalle polmoniti anche prima degli antibiotici), possono esserci mille spiegazioni alternative. Resta il fatto che se uno prende quella pagina web come autorevole, rischia la pelle.
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 01:04
@Artemio
L’articolo che hai linkato è interessante, ma parla della proprietà intellettuale dei dati, non di vincoli a cosa sia “scienza”. Sono cose differenti, anche se legate.
Per fortuna nel mio campo la proprietà dei dati non è un grosso problema. Probabilmente perché non ci fai i soldi. O magari qualche soldo con le cose che studio io (più tecniche, riciclabili nel mondo delle telecomunicazioni) li faresti, ma la tendenza è comunque quella di condividere tutto.
Sulla censura delle teorie non ortodosse invece ne ho vista veramente poca. Ho visto molto più facilmente degli “eterodossi” pubblicare nonostante le loro idee facessero acqua, perché non si sa mai o perché il referee non aveva voglia di rifarsi i conti per verificarli.
Non conosco la storia della monacolina, ma prendere fitofarmaci perché “tanto sono naturali” non è generalmente una buona idea… Non hai idea di quanti danni facciano le associazioni di fitofarmaci con farmaci “normali”, semplicemente perché chi li assume non si sogna di dire al medico che lo fa. “Ma sono erbe, mica medicine!”
Pingback di Quiz estivo | Svoogle News il 9 agosto 2011 alle 04:33
[...] e constatato che l’intimazione è stata un tantino più efficace di un placebo. Dal post Omeopatia: mito e leggenda (1) vergato dal blogger Samuele – in omaggio a Samuel Hahnemann, il fondatore [...]
Pingback di The Riprendiamo i Contatti Post: Il blog di qualcun altro « giovani cannibali il 9 agosto 2011 alle 04:36
[...] Il primo tratta di omeopatia. Voi avete mai preso un farmaco omeopatico? Sapete cos’è l’omeopatia? [...]
Commento di Angelo il 9 agosto 2011 alle 06:29
Be’, lascio stare anche io la discussione con Artemio per non esagerare…
L’ultimo post di Gianni Comoretto mi ha fatto venire in mente Socrate: la cicuta e’ naturalissima ma pare che lo abbia ammazzato lo stesso, e dire che nel V sec. a.C. era anche “biologica”, non la coltivavano certo con l’aiuto di concimi chimici!
Ma potrei anche ricordare i funghi velenosi o il decotto di prezzemolo usato un tempo dalle mammane per causare l’aborto.
Purtroppo la gente e’ fatta cosi’, naturale = buono, ecc., luoghi comuni ripetuti a pappagallo senza riflettere.
In qualche modo potrei accettare la posizione di quelli che sono a favore dell’omeopatia e che sanno di cosa si tratta, come coloro che hanno scritto su questo blog: secondo me si fanno del male, sbagliano praticamente e concettualmente, ma lo fanno in maniera deliberata e consapevole. Liberissimi.
Diverso e’ lasciare intendere a gente inconsapevole che l’omeopatia puo’ servire a qualcosa: quando ne parlo con conoscenti, amici, colleghi, ecc., mi accorgo che davvero pochissimi sanno almeno quali siano i due principi base, e di solito la confondono con l’erboristeria. Pero’ la usano. Magari danno medicine omeopatiche ai bambini, cosa che di solito va bene perche’ di solito i bambini guariscono comunque da soli, quindi dargli acqua semplice almeno non ha effetti collaterali, ma a volte si fanno danni gravi.
A me questo sembra ai limiti del criminale.
Angelo
Commento di Artemio il 9 agosto 2011 alle 11:51
Alcuni esempi di metodo “scientifico” di ricerca applicato ai prodotti in diluizione omeopatica:
(il nocciolo del mio intervento è che sono studi scientifici…..opinabili!!)
esempi in inglese:
http://www.omeolink.it/pages/ricerca.htm
esempi in italiano:
http://www.informasalus.it/it/articoli/ricerca-omeopatia-pubblicazioni-scientifiche.php
Commento di Artemio il 9 agosto 2011 alle 12:01
Sempre con lo scopo di mettere pulci nell’orecchio e senza la pretesa di far cambiare idea ad alcuno, segnalo anche questo articolo e non vi stresso più, ciao e tutti e grazie del dibattito
http://www.informasalus.it/it/articoli/scoperta-fisica-acqua-informata1.php
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 12:48
@Gianni
“l’omeopatia era la “medicina germanica” in epoca nazista”
la smetti di raccontar balle? adesso vuoi far credere che l omeopatia in Germania nel 1939 sia equiparabile mentalmente all odierna medicina germanica, fammi ridere dai!
e notorio che il medico di Hitler fosse uno che curava con intrugli naturali e faceva delle iniezioni con degli estratti di testicolo di toro….ma nessuno ha mai detto che l omeopatia fosse la medicina ufficiale di quel paese nemmeno ora, è inutile che tenti continuamente di danneggiare l immagine dell omeopatia con queste trovate, aumenti solo il numero di leggende in rete, non danneggi nessuno, ne le aziende e ne i singoli omeopati come vorresti
Commento di Max il 9 agosto 2011 alle 13:00
@Angelo
quanto a danni gravi… ne possiamo parlare:
–I danni collaterali da farmaci sono la terza causa di morte in America, i dati hanno svelato un’incredibile statistica di 783.936 morti l’anno a causa della medicina convenzionale (– 16.400 % più di quanti ne ha “ammazzati” Osama Bin Laden–).
–Il 51 % dei farmaci approvati dal FDA manifestano effetti dannosi solo dopo che sono diffusi sul mercato.
–La quinta causa di morte in ospedale è dovuta agli effetti collaterali delle medicine secondo quanto riferisce la Commissione europea.
–La scoperta che l’antinfiammatorio e dolorifico Vioxx, s’è rivelato mortale in troppi casi.
–Il sospetto concreto, a malapena soffocato dalla lobby del farmaco, che un conservante al mercurio, contenuto nei vaccini infantili dal 1937, sia responsabile della vera epidemia di autismo dei bambini in USA, e forse anche dell’Alzheimer dei vecchi (oltre i 75 anni, il 50% ha l’Alzheimer).
–Ed adesso, anche le medicine per l’eterna giovinezza delle donne sono sotto accusa.
–I farmaci “di sostituzione ormonale” promettono alle donne di restare giovani, di ritardare la menopausa e di sconfiggere l’osteoporosi. Ora si scopre che due medicinali molto diffusi, il Premarin e il Prempro, provocano cancro, embolia polmonare, infarto e demenza.
In USA, almeno 14 milioni di donne si sono viste prescrivere le due medicine. Ma poiché esse sono in commercio da 40 anni, sono circa cento milioni (tre generazioni) le donne americane in pericolo.
Lo ha stabilito uno studio di un ente indipendente, il Women’s Health Initiative (WHI).
Il principio attivo dei due farmaci è estrogeno estratto dall’urina di vacche e cavalle, che contiene tre tipi di estrogeni, di cui due non naturali per la donna.
Inoltre il Premarin contiene progesterone sintetico, anch’esso non identico all’ormone umano.
Il dosaggio aumenta la pericolosità.
-Inoltre, domande sempre più scomode si levano sull’aspartame, il dolcificante “che non fa ingrassare”: Michael J. Fox, un noto attore americano, ha sviluppato il morbo di Parkinson all’età di…38 anni.
–Epatotossicità dei farmaci contenenti Nimesulide (ad es Aulin che è stato sospeso sia in Finlandia, che in Irlanda e in Spagna già dal 2002)
–Infine, quando prendi un antibiotico (sulla cui necessità in “taluni” casi non discuto) ti consiglio di NON leggere il “bugiardino”, altrimenti potresti essere spinto a buttarlo nel secchio e tenerti i tuoi batteri.
…e la lista potrebbe essere infinitamente più lunga, quindi “attenzione” quando parliamo di danni GRAVI, perché la medicina allopatica ne sa qualcosa in più…
Ma l’affermazione più drammatica e riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, quando afferma che «la stragrande maggioranza dei farmaci allopatici — più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui». Consiglierei di rileggere con molta lentezza l’affermazione qui esposta e di fare una pausa riflessiva. Credo che per qualsiasi umano di senno sia una pausa veramente devastante…
Per i curiosi consiglio di leggere quest’articolo:
http://www.disinformazione.it/mercatodellasalute.htm
Ciao!
Max
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 13:07
@Max
“farmaci allopatici — più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui”
Max….così mi fai godere, si continua così, insisti….
Commento di Angelo il 9 agosto 2011 alle 13:11
@Max
Max, quello che dici molto probabilmente e’ vero, anche se io non lo so e non mi sono documentato.
Ma che c’entra?
Qua si parla della “sensatezza epistemologica” di allopatia e omeopatia.
Io sono convinto che l’omeopatia ne sia totalmente priva.
Invece penso che l’approccio allopatico possa portare a produrre farmaci efficaci, come dimostra, prima dell’industria chimica, l’uso di erbe e simili.
Detto questo, se ci sono case farmaceutiche che mascherano la realta’, vendono veleni (a proposito, “pharmakos” vuol dire proprio veleno… e l’etimologia allude al fatto che qualsiasi sostanza cambia gli effetti organici a seconda della posologia) e in genere in nome del profitto fanno del male, questo ha a che fare con l’essere o meno delinquenti, non con il valore scientifico o l’efficacia potenziale di un approccio terapeutico.
Angelo
Commento di Max il 9 agosto 2011 alle 13:51
@Angelo
Siccome tu dicevi, cito testualmente:
–”ma a volte si fanno danni gravi.” “A me questo sembra ai limiti del criminale.”
E dato che parlavi proprio di “criminali”, era a questo che mi riferivo, e non alla “sensatezza epistemologica” di cui hanno discusso più che ampiamente nei post precedenti, e sulla quale mi sembrerebbe banale ritornarci.
Un saluto!
Max
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 13:56
@max: Il sito disinformazione tiene sempre fede al suo nome
Una per tutte: la correlazione tra autismo e vaccini (o mercurio nei vaccini) è stata ormai categoricamente esclusa. È stata proposta da un medico inglese, che VENDEVA vaccini a suo dire “sicuri”, e per dimostrarla aveva deliberatamente falsato i dati.
Può darsi (non lo so) che metà dei farmaci riveli effetti collaterali dannosi dopo la messa in commercio. Questo ai rimedi alternativi non può succedere per un motivo semplicissimo, non li vanno a cercare. La farmacovigilanza permette di evidenziare casi avversi che si verificano in pochi casi per milione, cosa che nessuno studio pre-immissione può trovare. Ma non li troverai MAI senza farmacovigilanza.
Per fare qualche esempio un po’ provocatorio, ma non campato per aria: sei sicuro che non provochino danni collaterali anche gravi in qualche caso su milione:
- gli integratori dietetici al ginseng
- il riso rosso di cui parlavi qualche post fa (no, quello è GIÀ dimostrato che li provoca).
- lo “spritz” padovano
- la torta di ceci livornese (oltre al problema del favismo)
- la musica rock
e possiamo continuare all’infinito. La sostanza è che quando prendi un rimedio alternativo, non hai la minima idea dei possibili effetti collaterali, non c’è nessun “bugiardino” in cui il produttore È COSTRETTO a metterceli.
Sugli antibiotici. Se ne abusa, in molti casi non servono. Ma riferivo qualche post fa che dei miei amici, per curare la figlia senza antibiotici (tanto per le piccole cose l’omeopatia va benissimo, no?) le hanno fatto prendere una nefrite da stafilococco. 100 anni fa un taglietto ad un dito poteva essere fatale. Il VERO problema degli antibiotici è che con l’abuso che ne è stato fatto stanno comparendo batteri multiresistenti, che non debelli con niente. E quindi tra un po’ rischiamo di ritrovarci SENZA antibiotici, con gran gioia di chi sostiene siano dannosi, e con danno di tutti gli altri.
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 14:58
@Artemio
Ogni studio andrebbe analizzato in dettaglio. Mi limito a quei pochi che ho studiato.
- Treatment of acute childhood diarrhea with homeopathic medicine: a randomized clinical trial in Nicaragua
Author: Jacobs J; Jiménez LM; Gloyd SS; Gale JL; Crothers D
Gli autori han tentato di riprodurre IL LORO studio. Non ci sono riusciti. Lo studio negativo ovviamente non viene citato in questa rassegna.
- Molecular mechanism of biological responses to homoeopathic medicines.
Author: Matsumoto J
Se esistessero i cluster idrati (che nessuno ha mai dimostrato essere stabili per tempi superiori al microsecondo), e se la loro conformazione fosse specifica per ogni rimedio, e rimanesse inalterata dopo l’absorbimento da parte dei granuli, il passaggio nell’organismo, ecc., allora magari potrebbe esserci una loro attività biologica sulle proteine della membrana cellulare. Se mia nonna avesse le ruote, sarebbe un tram.
Di Reilly ho visto solo il suo primo articolo. C’era una DEBOLISSIMA attività del rimedio, niente a che vedere anche con il più scacio antistaminico. L’endpoint della ricerca non era chiaramente definito. L’andamento del gruppo di pazienti curati con l’omeopatia inizialmente peggiora, poi migliora, e viene scelto il momento in cui i risultati sono più a favore dell’omeopatia.
Altri studi dicono chiaramente che non è uno studio in cieco (ma il contributo placebo “non può essere più del 30%”).
Sull’altro link (acqua informata) non è una ricerca, è una riedizione dello “studio” di Montagner pubblicato sulla rivista cinese edita da Montagner. In pratica disturbi elettromagnetici (quelle cose con cui combatto tutti i giorni) a cui si cerca di dare un senso. Ma se qualcuno nella stanza accanto accende il cellulare, ecco un magnifico segnale del DNA….
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 15:12
@Artemio sl post di epistemiologia.
Ma davvero credi che qualcuno non metta in commercio i pannelli fotovoltaici più efficienti che tiene nascosti nel cassetto? Con il giro di affari che c’è dietro?
Anzi, si continua a tirar fuori scoperte “rivoluzionarie” nel campo, che sono piccoli avanzamenti di tecnologie su cui si lavora da decenni, per garantirsi qualche finanziamento in più. Le si prova tutte, le celle di Graetzel che costerebbero molto meno (materiali organici), ma come tutti i pigmenti organici si deteriorano velocissimamente (le piante cambiano le foglie tutti gli anni), terre rare, strati sovrapposti, nanotrappole, e chi più ne ha più ne metta. E tutta questa gente, che cerca continuamente di farsi le scarpe a vicenda (conquistare la fetta di torta che li farà ricchi) si sono messi d’accordo per NON ottenere i risultati migliori?
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 15:23
Sulla medicina omeopatica in Germania durante il nazismo.
Ovviamente non c’entra niente con la “nuova medicina germanica” di Hamer, a parte il nome.
E non ritengo che se una cosa la promuovessero i nazisti fosse necessariamente cattiva. La medicina tedesca all’epoca era ottima, hanno ad esempio fatto degli interessanti studi che correlavano il fumo al cancro ai polmoni, con decenni di anticipo su quelli che poi conosciamo. Ma il nazismo promuoveva (per ovvie ragioni) qualsiasi cosa fosse stata fatta da un tedesco, e Hess in persona mise in piedi un grosso studio per dimostrare l’efficacia dell’omeopatia. Studio fatto molto bene, curando la gente in buoni ospedali. niente da ridire.
Peccato che il lavoro di uno dei medici (omeopata) che ci ha lavorato ha praticamente demolito TUTTO l’edifico teorico e pratico dell’omeopatia, a partire dal proving. Ad es. Donner mostrò che se si faceva eseguire un proving omeopatico (si dà il rimedio a volontari sani che annotano i sintomi) sostituendo il rimedio con un placebo, i sintomi annotati sono quelli attesi da quel “rimedio”.
Quindi non voglio screditare l’omeopatia perché la usavano i nazisti (la usavano molti altri), ma perché quando un omeopata serio si è messo a studiarla seriamente, questa si è screditata da sola.
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 15:56
@Gianni
Ad es. Donner mostrò che se si faceva eseguire un proving omeopatico (si dà il rimedio a volontari sani che annotano i sintomi) sostituendo il rimedio con un placebo, i sintomi annotati sono quelli attesi da quel “rimedio”
un esempio di falsità….e le materie mediche omeopatiche cosa sono? romanzi?
leggi qui:
Successivamente si passa alla sperimentazione clinica sui pazienti: vengono sperimentati rimedi omeopatici contro la tubercolosi, la gonorrea, l’anemia perniciosa e sindrome di Basedow-Graves (qui).
che ho preso qui:
http://evolutipersbaglio.com/2010/11/19/il-rapporto-donner-sulla-sperimentazione-in-omeopatia-dal-1936-al-1939/
la sperimentazione fu fatta da un idiota (se lo scritto di quel blog corrisponde al vero), perchè nella medicina omeopatica NON esistono rimedi per malattie specifiche come ad esempio l anemia perniciosa, è il classico esempio di errore, trattare l omeopatia come se fosse allopatia, Donner avrebbe dovuto dare il rimedio simile alla singola persona malata e non dare a tutti i malati di una certa malattia lo stesso rimedio
gli omeopati seri hanno studiato e hanno risultati certamente maggiori di quanto riferiva Max per l allopatia.
intanto il proving con l Aconitum che ti avevo suggerito NON lo vuoi fare….
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 17:13
@Bellini molto rapidamente:
Donner era uno che sapeva il fatto suo. Le cure omeopatiche venivano personalizzate. Ma venivano applicate a malattie specifiche. E le prove cliniche sono state fatte dai migliori omeopati disponibili sulla piazza in Germania al tempo.
La prova con Aconitum l’ho fatta. Come Sepia e Sulfur. Nessun sintomo di rilevo in nessuno dei tre casi. Ma l’ho fatta in un periodo molto caotico, per cui non ho rispettato come si deve i criteri per un buon proving, e non ritenevo la prova sufficientemente valida. Adesso speravo di avere un periodo più tranquillo e di poterla ripetere con tutti i crismi.
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 17:43
Dimenticavo. Sì, le materie mediche sono in buona parte romanzi. Ovviamente c’è dentro anche un po’ di farmacologia, ma la maggior parte dei sintomi sono casuali, o autosuggestione. Ricordavo che Hanemann elenca centinaia di sintomi per lo strofinamento di un magnete su parti del corpo. Un rimedio tipico ha un centinaio di sintomi, accumulatisi da Hanemann ad oggi.
Per chi non capisce il discorso, faccio un breve sunto. Io e Ivabellini discutiamo da tempo e gli antefatti contano.
Tempo fa provai a fare il seguente ragionamento. Nell’Organon Hanemann dichiara che l’omeopatia cura le malattie che presentano i sintomi prodotti dal rimedio su una persona sana, ALLE STESSE CONCENTRAZIONI. Quindi se io voglio sapere cosa cura Aconitum 20K (vedi il post 2 di Simone per una spiegazione del 20K) devo far provare Aconitum 20K a volontari sani. E del resto mi sembra ovvio che nessuno proverà mai Nux Vomica (stricnina) a concentrazioni farmacologicamente attive
. E gli omeopati trovano decine e decine di sintomi, ANCHE con questi rimedi che non contengono neppure una molecola.
E molti rimedi (es quelli delle sostanze insolubili) non contengono COMUNQUE niente. Prendete Silica, ad es., è polvere di vetro, tritata molto fine e mescolata a zucchero al velo. Si continua a pestare, mescolare e diluire finché magicamente la polvere è completamente solubile (i maligni materialisti dicono perché non è rimasto neppure un granello di vetro nella polvere). Ebbene, ha 120 sintomi, dall’acne ai vermi passando per i tumori e la meningite.
Guardandomi poi i vari siti di omeopatia, mi capita abbastanza spesso di trovare affermazioni tipo: “se sei scettico prova XXXX ultradiluito, e vedrai se è solo acqua fresca”. O che il fatto che il proving di rimedi ultradiluiti trovi dei sintomi sarebbe la prova che non è acqua.
E quindi ho provato su di me alcuni rimedi, ultradiluiti, a dosi omeopatiche da cavallo (la forza del rimedio dipende da QUANTO SPESSO la prendi, e io lo prendevo ogni 1-2 ore). Uno può guarire da una polmonite NONOSTANTE abbia preso solo acqua pura, ma se ogni volta che prendi acqua pura ti viene una cagarella epica, vuol dire che non è proprio acqua pura, convincerebbe pure uno scettico come me. Niente di niente, a me non fan nulla. Lo racconto qui
http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/06/provare-e-riprovare-1.html
Ho quindi sempre chiesto, quando incontravo un omeopata, di indicarmi un rimedio che desse sintomi abbastanza eclatanti. Bellini mi ha proposto di usare Aconitum, in una diluizione specifica di una ditta specifica. Altri (o lui, non ricordo) mi han proposto Sulfur o Sepia. E quindi ho le tre boccettine, che ho già assunto per una settimana ciascuna. Ma serve prendere le goccioline N volte al giorno, distanti dai pasti, senza usare bevande o cibi eccitanti (nel precedente proving avevo completamente eliminato il caffé), e registrare con scrupolo tutto quel che ti capita. Prometto che ci riprovo ora in ferie. OK?
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 19:49
@Gianni
mi sono stufato di uno che dice assurdità del tipo, si è vero sono in parte dei romanzi le materie mediche….e francamente non mi aspetto nulla da un proving di uno che definirlo solamente scettico è fargli un complimento, fai quello che ti pare, anzi visto che avevo suggerito a Samuele l Aconitum 6LM Unda 3gocce 3 volte al giorno per tre giorni (non lo fa nemmeno se lo pago e nemmeno mi ha risposto) fallo tu che hai i controcazzi scientifici (?) e credo del tempo utile.
Le diluizioni che hai provato in precedenza tipo 30CH e 200CH possono benissimo aver combinato nulla, non mi stupisce.
Il caffè non centra un tubo, beviti quello che ti pare e stai sereno, sempre che con l Aconitum ti riesca
Il rimedio è più forte quanto più spesso lo prendi è una balla, se studii di più vedrai che diventi più forte nella testa e non dici queste castronerie.
Auguri (fammi sapere e!)
Commento di Oflixs il 9 agosto 2011 alle 20:19
@Gianni Comoretto. Come diceva il Genio di San Giorgio al Cremano: va a robba’ tocch’ e fimmine. Cioe’: meglio qualsiasi cosa che buttare tempo e soldi (soldi anche credo ma spero di no) nel cercare di verificare l’ inverificabile. Tanto in giro per il mondo c’e’ gente cosi’:
http://www.repubblica.it/economia/2011/08/08/foto/usa_perry_prega_contro_la_crisi_e_lancia_la_candidatura-20178793/1/
Valli a convincere quelli che con tre preghiere al giorno non riesci a cambiare una ceppa della realta’ che ti circonda….
Ah! Dimeticavo. Un consiglio: se proprio vuoi continuare nella tua sperimentazione in prima persona fai cosi’: compra l’ Aconitum nella diluizione piu’ bassa che costa meno eppoi prendi un po’ d’acqua di rubinetto declorata e versaci le pallette. Scuoti il tutto, meglio se sbattendo sopra una Bibbia come faceva Hanemann (!) e ripeti n volte la diluizione. Dopodiche’ avrai un “rimedio” omeopatico potentissimo (potenza lineare in n garantita) e in quantita’ enorme. Non solo potrai tranquillamente continuare a sperimentare per anni pero’ con un po’ di merchandaising potrai anche farci i soldi vendendolo in internet. Ci hai pensato? Sei ricco!
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 20:56
Ecco lo sapevo che gettavi la spugna
L Aconitum 6CH ce l ho non ti preoccupare, è quello che usavo per i mal di gola.
Però il commento di prima non era approvato, non so se l hai letto in tempo…
Samuuuuuuu!!!! sveglia!!! non stare sdraiato su una passera, passa sti commenti, prego!
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 21:12
@oflixis:
Se voglio sperimentare devo adeguarmi a chi mi dà le indicazioni. Quidi Aconitum Napellus 6LM della ditta Unda, lotto 09L15 scad. 12/2014 in alcol 50% vol. (che ha anche un gradevole sapore alcolico), 3 gocce 3 volte al giorno. La prima dose la prendo ora. Magari i 75 mg di alcol mi conciliano il sonno.
Se devo mettermi a spacciar fuffa, mi do alla medicina quantistica. Come ho scritto nel mio sito, costruisco un energizzatore fermionico con elettronica valvolare (che fornisce vibrazioni elettromagnetiche con minore distorsione armonica), che converte l’acqua di rubinetto in rimedi potentissimi, grazie al suo database di tracce subquantiche e al personalizzatore bradionico che capta l’aura del paziente e la converte in impulsi mesonici a domini di coerenza ritardati. Veghino singori venghino, solo per oggi a soli 2000 euro, mi voglio rovinare…
Scherzi a parte, per vender fuffa serve una predisposizione che non tutti hanno. Non ci si improvvisa. E quindi è meglio continui a fare il mio mestiere.
Commento di Oflixs il 9 agosto 2011 alle 21:26
@Gianni: Hahahaha certo, quasi niente sbagliato… Buona sperimetazione
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 21:29
@Gianni
la data di scadenza 12/2014 è irrilevante, non scadono mai.
non vorrai dirmi che come per magia sei già in possesso di quel rimedio?
Commento di Gianni Comoretto il 9 agosto 2011 alle 21:40
Sul gettare la spugna, ti ho detto che Aconitum l’ho già provato, visto nulla ma ero troppo affaccendato in impegni personali quindi ho rimandato una prova più seria.
Sul proving: allora hai un po’ di persone che si bevono qualche goccia di acqua in cui c’erano tracce di zucchero che a sua volta è stato a contatto di altro zucchero che è stato a contatto con della polvere di vetro. C’è un elenco impressionante di sintomi, incluso “ossessionato dagli spilli, ha paura di pungersi e raccoglie e conta spilli”. Non dirmi che è una cosa che succede tipicamente a chi assume Silica, senza sapere che è Silica. Direi che è molto probabile che si tratti di UNO sperimentatore che ha avuto quella “reazione” (del tutto indipendentemente dall’assumere Silica).
Ci sono altri esempi famosi. Es. il Lac Caninum ha tra le indicazioni la difterite. Il tutto è riconducibile ad un singolo caso, una dottoressa statunitense di nome Laura Morgan. Nel 1870 assunse alcuni granuli di questo rimedio, e per due anni soffrì di attacchi di Delirium Tremens. In questi anni ebbe anche un attacco di mal di gola, diagnosticato come difterite da un praticante. Esaminando i sintomi, è molto probabile non si trattasse neppure di difterite.
Comunque esistono anche studi in doppio cieco, e mostrano proprio che se fai un proving di un rimedio senza dire ai volontari cosa stanno assumendo, i sintomi sono del tutto casuali.
Insomma QUALSIASI parte dell’omeopatia esamini, trovi che non regge. È un castello di congetture, che sta in piedi grazie ad autosuggestione, principio di autorità, logica di gruppo (milioni di pazienti non possono sbagliarsi). L’unica cosa che manca completamente sono i fatti.
Commento di ivabellini il 9 agosto 2011 alle 21:53
non ricordo che tu l abbia già provato, cosa centra Siliceaaaaa!!!
ho capito, vuoi farmi venire l esaurimento, non scrivere più nulla, scrivi solo un testamento in caso di morte accidentale non si sà mai) e stanotte prova a verificare se aumenta le prestazioni erotiche
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 00:24
@ivabellini: fantastico, l’Aconitum lo provo subito, quanto è diluito?
Ovvio che se si tratta di fitoterapia non ci penso nemmeno a trangugiare quella pianta tossica senza prendere delle precauzioni.
Se invece si tratta di omeopatia ultradiluita allora due boccette d’acqua me le bevo volentieri, è caldo in questi giorni.
Però paghi tu e io metto i video online come prova, ok?
@gianni: complimenti per la tua perseveranza nel rispondere, ti stimo!
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 00:51
@Samuele
questo dimostra la tua ignoranza, una LM secondo te potrebbe essere un fitoterapico!????? Hahnemann si sta rivoltando nella tomba!
è l ultima diluizione da lui inventata prima di morire, è stata fatta per le malattie croniche, ha un effetto molto profondo e dura dei giorni, un effetto che prende la psiche in particolare.
LM vuol dire 50.000 in numeri romani, quindi per quel poco che ne so io (in matematica sono negato) dovrebbe essere diluita cinquantamila volte x 6 volte = 6LM, ma non ne sono sicuro.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 01:39
@ivabellini: leggo che LM è una preparazione cinqantamillesimale, ottenuta con una modalità a dir poco ridicola che proporrò nel prossimo post.
Io credo sia sufficiente capire come vengono preparate queste “pozioni” per farsi un’idea di quanto sia fuffa l’omeopatia.
Ora vi attaccate alla fisica quantistica, mischiando le carte (tanto ben pochi la capiscono, avete ruota libera!), ma la realtà è davanti agli occhi di tutti, una volta spiegate le modalità di realizzazione dei vostri intrugli.
p.s. lo sapevi del metodo Korsakov del farmaco che non posso citare per sicurezza? Non ti pare RIDICOLO? Come fai a pagare 30 euro per quei flaconi?
Commento di Gianni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 09:23
@ivabellini
L’Aconitum, ma anche Sepia e Sulfur, li ho acquistati e provati in occasione del nostro precedente scambio di opinioni. Quando dico una cosa la faccio.
Non ho riportato i risultati perché li ritenevo poco significativi, e difatti riprovo adesso, ma che avevo iniziato la prova lo avevo scritto già allora.
Ho appena assunto la seconda dose, per ora nulla di nulla (d’accordo è presto).
Su Silica ecc. stavo cercando di spiegare perché la Materia Medica Omeopatica per me è fuffa come il resto dell’omeopatia. Non mi sembra ragionevole che uno che assuma acqua con l’energia (ma non le molecole) di zucchero a loro volta con l’energia del vetro acquisti un terrore ossessivo degli spilli in modo ripetibile. Sfido gli omeopati a dimostrarmi il contrario, una bella prova in doppio cieco con 100 soggetti, e vediamo quanti si mettono a contar spilli.
Secondo me se cominci a raccontare in giro che l’omeopatia è QUESTO, a un po’ di gente vengono dei dubbi….
Commento di Gianni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 09:25
@Samuele: se vuoi provare anche tu, le indicazioni precise (datemi da Bellini) le ho riportate qualche post più su
Commento di Angelo il 10 agosto 2011 alle 10:08
@ Gianni Comoretto
scusami, ma per quanto io e te condividiamo il giudizio sull’omeopatia, devo osservare che la sperimentazione, nel metodo scientifico, e’ una cosa diversa da: “proviamo e vediamo”.
Si sperimenta dopo aver progettato l’esperimento secondo le previsioni della teoria che si vuole FALSIFICARE (attenzione, e’ cruciale il punto che una falsificazione vale piu’ di qualsiasi numero di “verifiche”, cfr. il lavoro di Popper).
Quindi che esperimento e’ quello di prendere un preparato omeopatico? ho capito che l’idea sarebbe vedere che non ottieni gli effetti previsti (dunque: falsificazione), ma una volta ottenuto il risultato che ti aspetti (cosa di cui non dubito), qualsiasi omeopatofilo, anche il piu’ scarso, salterebbe su con un miliardo di obiezioni sul metodo che hai seguito o chissa’ cos’altro e saremmo punto e a capo.
Dobbiamo accettare il fatto che l’omeopatia e’ una fede e in quanto tale non e’ possibile affrontarla in maniera concettualmente rigorosa. Si puo’ solo sperare di far entrare un po’ di luce nella testa di chi la assume senza essere stato ancora informato su cos’e’.
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 11:26
@Samuele
“Ora vi attaccate alla fisica quantistica”
non conosco l argomento, non mi ci attacco.
Per l oscillo….su eBay ad esempio, ho scoperto che in Italia i prezzi sono gonfiati incredibilmente, ecco qui con l opzione compralo subito:
Confezione da 6 dosi in Italia 14,99 con spedizione gratis
in Canada 6,29 euro
in Germania 3,84 euro
come vedi il prezzo italiano è molto gonfiato nonostante sia compresa la raccomandata (ma non il pacco celere)
da notare che in nessun paese come in Italia si vendono 30 dosi per volta!
gli italiani sono delle bestie particolari????
quindi non è assolutamente conveniente acquistare quel coso in Italia anche se fosse regolarmente prescritto da medici unicisti.
L oscillo….è contenuto in una materia medica??? non credo
è usato da medici unicisti visto che è un rimedio unico? non credo propio, anzi, ti dirò per certo che quelli che conosco io non sanno che farsene perchè gli basta dare un rimedio a bassa diluizione tipo Aconitum, Belladonna e altri dal costo di 5-7 euro senza nessuna scadenza, usabili a vita quindi.
L oscillo…serve a chi lo vende per arrotondare il bilancio della farmacia e naturalmente e a chi lo produce, che poi faccia qualcosa a qualcuno me ne pò fregare de meno, è un uso distorto dell omeopatia che Hahnemann non avrebbe visto bene, non si da a milioni di persone lo stesso rimedio unico, se ad esempio uno ha una febbre a 39 con la faccia rossa e calda bisogna dargli la Belladonna non certo l oscillo….e anche se questo lo usi ogni settimana una monodose per 20 settimane…per avere un ipotetica copertura….non esiste nessuna garanzia, cioè solo un medico può dire una cosa del genere non certo un farmacista che non conosce il paziente e nel mio caso non ho mai conosciuto un medico che d inverno mi abbia detto prendi l oscillo…oppure un altro simile per 20 settimane! danno rimedi a bassa diluizione tranne eccezioni per una o due settimane, stop.
Io posso dare L arnica 6CH a milioni di persone con una storta appena presa, perchè è un trauma, ma non posso farlo con l influenza, perchè ogniuno reagisce in modo molto individuale sia a questa che alle malattia croniche, è chiaro!??
Se tu avessi fatto notare queste cosucce, invece di menarla con la solita acqua fresca, ora non avresti nessuna diffida, ma di omeopatia non sai nulla, come si dice dalle mie parti…. “a te in asu!”
Commento di Gianni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 13:54
@ivabellini:
Appunto perché l’omeopatia è così individalizzata,. come cavolo han fatto a scoprirla? Dietro c’è un GIGANTESCO atto di fede, che il principio del simillimus valga SEMPRE.
Se leggi l’Organon, Hanemann non si è minimamente premurato di SPERIMENTARE quel che faceva. “È ovvio che….” è la frase più ricorrente. È ovvio che due malattie non possono ocesistere, è ovvio che a quadri sintomatici identici corrisponde sempre la stessa “malattia”, è ovvio che un agente che ha gli stessi sintomi sia più efficace di uno che abbia sintomi opposti, è ovvio che un rimedio più diluito agisca sul livello “energetico” e non su quello fisico (quasiasi cosa intendesse Hanemann per “energetico”)…..
Io non critico cattivi omeopati vs. buoni omeopati, come non critico i cattivi astrologi contro quelli bravi, che prendono il tema natale e calcolano le posizioni dei pianeti al grado, senza tralasciare nessun “aspetto”. Critico l’omeopatia come sistema di fede, come metodo di lavoro che parte da assiomi e ne deriva SENZA MAI VERIFICARE una pratica medica. La realtà non funziona così, punto.
E prevengo l’obiezione “ma così funziona”. Qualcuno ha fatto uno studio in doppio cieco, rimedio personalizzato vs. rimedio generico, rimedio ultradiluito vs. diluizioni più blande, rimedio “scaduto” (la data di scadenza è un obbligo di legge, ma SO che per gli omeopati i rimedi conservati al buio e lontani dai campi EM durano per sempre) vs. rimedio fresco, rimedio dinamizzato vs. rimedio non dinamizzato o meno dinamizzato? No, si prova e il tizio guarisce. Al più si prova in vari modi finché uno (per i fatti suoi) guarisce, e quel particolare modo viene assunto per “buono” da lì in poi. E sapendo che DEVE funzionare, qualsiasi sia il risultato vin interpretato come prova del funzionamento. Se peggiori è un “aggravamento omeopatico”, segno che l’organismo reagisce. Se migliori, è merito della cura. Se proprio non funziona provi qualcos’altro finché o guarisci o schiatti. Di solito si guarisce, soprattutto dalle cose che si curano con l’omeopatia. E ricordo che una interessante ricerca, in retrospettiva su tutte quelle terapie che oggi sappiamo erano assolutamente inutili (una volta era richiesta solo la prova di innocuità, non quella di efficacia), mostra che erano ritenute efficaci dal 50% dei medici e dal 75% dei pazienti.
Quindi NON POSSO far notare le cose che dici, sarebbe come se criticassi l’astrologo X perché non tiene debitamente conto della posizione di Urano. E sono convinto che se te dai Belladonna o Oscillococcinum al tizio con la febbre a 39 e la faccia rossa, il risultato è ESATTAMENTE lo stesso. In particolare se gli dici che gli dai sempre Belladonna.
Continuo a ripetere: TUTTA l’omepatia è fuffa, fatta senza rispettare i minimi criteri di una seria ricerca scientifica. TUTTA è una collezione di precetti, metodi, esperienze sostanzialmente casuali: i principi, le varie scuole, il proving, la materia medica,
Sulla falsificazione. Io sto falsificando (provo a farlo) l’idea che quella boccetta contenga solo soluzione idroalcolica al 50%. Non sto tentando di falsificare l’omeopatia, non è nelle mie capacità. Sto mettendo in gioco le mie credenze, le convinzioni che ho appena espresso, perché avendo una mentalità scientifica sono disposto a farlo in qualsiasi momento. SE l’Aconitum mi causa dei sintomi ripetibili (tanto prima che finisca la boccetta ce ne passa, e in caso Bellini me ne dà delle altre) ALLORA ho torto.
Chiaramente se tento di falsificare una cosa per 10 volte, e non ci riesco mai, qualcosa questo vorrà dire. E a chi mi dice che ho fatto nel modo sbagliato sono sempre pronto a dire “allora spiegami tu come devo fare”. Comunque hai ragione, finora l’unico commento che ho avuto è che sono straordinariamente resistente alle energie dei rimedi.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 14:02
@ivabellini: forse non hai capito il mio pensiero… non me ne frega nulla delle diverse sfaccettature dei vari medicinali omeopatici, per me pari sono: ACQUA senza principio attivo!
E credo che anche tu sia d’accordo con questo, visto che è scienza ultraverificata da 130anni.
Se me lo paghi mi faccio un cocktail di Oscillo e Arnica e vediamo cosa mi succede, ok?
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 14:15
@Gianni
scusa ma se trovi scritto su una materia medica che ad un soggetto è capitato questo, vuol dire secondo te che capiterà a tutti? questo non è sintomo dei più conosciuti e noti di Silicea, ma un sintomo del tutto particolare all interno di questa sperimentazione e tu guardacaso sei andato a scegliere propio quello
L aconitum che stai prendendo avrebbe dovuto fare effetto immediatamente se: tu avessi dei sintomi simili da curare, una sensibilità particolare verso questo rimedio…ma è anche possibile che l effetto compaia dopo vari giorni come è capitato a me con la Staphysagria 30 LM cioè dopo 5 giorni.
Comunque se non dovesse succedere nulla in 3 giorni, basta che fai una sperimentazione, non solo una prova, quindi l arco di tempo è molto più lungo, però io non conosco esattamente come si fa una sperimentazione, sò che viene usato il rimedio secco di preferenza, ma non sò il tipo di diluizione e la posologia utilizzata.
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 14:18
@Samuele
“visto che è scienza ultraverificata da 130anni”
se lo dici tu….
non caccio un centesimo per chi ha il braccino corto da non spendere una decina di euro
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 14:23
Oh santo cielo, mi riferisco ad Avogadro e alla chimica, sono studi da terza liceo scientifico, stiamo parlando dell’ABC @ivabellini!
Facciamo un passo alla volta: lo sai che la terra non è piatta?
Per quanto riguarda la “prova” dei medicinali omeopatici: la sta facendo Gianni è tu già stai rimangiandoti le parole… quindi col cavolo che regalo soldi alla ditta che forse mi denuncierà se poi ti inventi una qualsiasi scusa per smontare l’evidenza dell’insuccesso omeopatico!
Commento di Angelo il 10 agosto 2011 alle 14:32
@Samuele
non si puo’ discutere con chi ha una fede…
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 14:39
Appunto perché l’omeopatia è così individalizzata,. come cavolo han fatto a scoprirla?
leggiti l organon come Hahnemann l ha scoperta grazie al chinino
“Hanemann non si è minimamente premurato di SPERIMENTARE quel che faceva”
vrvrvrvrvrvrv…ratl ratl ratl…(è lui che si sta rivoltando nella tomba)
“SENZA MAI VERIFICARE una pratica medica.”
vai da un medico omeopata compiacente e chiedigli “scusi potrebbe farmi vedere le sue cartelle cliniche?”
“sono convinto che se te dai Belladonna o Oscillococcinum al tizio con la febbre a 39 e la faccia rossa, il risultato è ESATTAMENTE lo stesso. In particolare se gli dici che gli dai sempre Belladonna.”
basta che ci provi tu stesso
“Continuo a ripetere: TUTTA l’omepatia è fuffa, fatta senza rispettare i minimi criteri di una seria ricerca scientifica. TUTTA è una collezione di precetti, metodi, esperienze sostanzialmente casuali: i principi, le varie scuole, il proving, la materia medica,”
Vallo a dire a Bellavite e a chi tiene corsi di omeopatia unicista ai neolaureati in medicina e chirurgia in Italia e nel mondo come ad esempio a Hechtel in Belgio, ad Atene in Grecia, a Roma………
Se tu non tieni conto di chi ti visita e quindi non badi se sia un omotossicologo o un complessista o altro….non troverai mai l omeopatia….solo prove come giocare alla lotteria.
Lo stesso di quello che fanno i clienti dell “oscillocazzum”
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 14:45
@Samuele
Avogadro lo rispetto, ma io i miei risultati li ho da più di 20 anni, che mi frega se lui è un materialista come voi? che mi frega delle molecole che non ci sono, io i miei risultati li ho ottenuti, anche per una colica renale, per dirne uno.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 14:51
@ivabellini: oooh, finalmente!
Non sopporto i pro-omeopatia che fanno i razionali, finalmente esce fuori lo “spirituale” che è in te.
C’è chi crede di essersi curato con i viaggi a Lourdes, mi pare giusto che altri diano meriti all’omeopatia per le proprie guarigioni, liberi di farlo.
La scienza (per fortuna) è diversa, si auto-corregge e migliora proprio perchè “materialista” e “razionale”.
E, notizia di oggi: FUNZIONA!
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 14:54
@Samuele
prova a beccarti una colica renale che ti prende ai testicoli e poi mi dici qual è il tuo grado autosuggestione
Commento di Oflixs il 10 agosto 2011 alle 14:56
Si da’ il caso che Bellavite glielo abbiamo detto (vedi sopra): non ci ha fatto una bella figura su questo forum.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 14:59
Fammi capire, ti sei preso una colica renale e ti sei affidato ai rimedi omeopatici, oppure hai provato i medicinali “classici” per poi passare agli omeopatici visto che non funzionava?
Ad ogni modo i casi singoli purtroppo non fanno testo, le analisi fanno fatte in doppio cieco su un gran numero di persone, lo sai bene.
L’uomo pecca un po’ troppo di egocentrismo ed è portato a credere a tutto ciò che avviene attorno a sè piuttosto che a quello che avviene nel resto del mondo…
esempio: l’estate italiana è stata fredda quindi non è vero che le temperature aumentano per l’effetto serra (che è una posizione errata ma vallo a spiegare alla casalinga di Voghera)
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 15:00
@Oflixs
La brutta figura di Bellavite è un tuo punto di vista, io non avevo letto nulla di brutto, quale sarebbe la “cappella” che avrebbe fatto??? sentiamo?
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 15:04
@ Samuele
semplice, ho provato subito un singolo granulo di Arnica 6CH e la colica mi è passata in meno di 10 minuti, altrimenti sarei dovuto andare al pronto soccorso come anni prima mi era già capitato.
Commento di Oflixs il 10 agosto 2011 alle 15:08
@ivabellini: vatti a rileggere o a leggere quanto trovato nell’ ultimo dei lavori dell’ esimio Professore. Ha trovato il nulla e lo spaccia come prova di successo dell’ omeopatia…. Non so se questo in campo omeopatico si chiami brutta figura ma in campo scientifico si.
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 15:13
@Oflixs
“Oflix. Chiaramente Lei sta usando il solito metodo della disinformazione fatta ad arte. ”
lo stesso ti rispondo io
Commento di Oflixs il 10 agosto 2011 alle 15:51
@ivabellini Certo perche’ questa che riporti e’ piu’ o meno una frase adatta tutte le occasioni.
Pero’ io dico: si prende un certo articolo, se ne studiano le premesse e i contenuti, si citano frasi dallo stesso e con questo si dimostra (facilmente per altro) che i risultati del lavoro in questione, che l’ autore dichiara essere di un certo tipo, ci raccontano tutt’ altra realta’.
Se questo e’ il solito metodo della disinformazione fatta ad arte vorrei chiedervi cosa NON sia il solito metodo della disinformazione fatta ad arte.
Risposte non eccetabili: studiare fino in fondo tuuuutaaaaa la letteratura sull’ omeopatica, diventare un luminare eppoi permettersi di parlare. Non e’ cosi’ che funziona: se un bambino un giorno si alza e trova per fortuna o per genialita’ un errore cruciale in un elemento della relativita’ generale invalidandola completamente, anche nel caso in cui questo bambino non sappia nemmeno leggere la teoria della relativita’ generale si prende e si butta. Poco importa da chi viene fatta l’osservazione cruciale. In scienza non vale il principio d’ autorita’ come invece vale nelle religioni.
Commento di Max il 10 agosto 2011 alle 16:08
@Samuele
La definizione favorita di “Bertrand Russell” sulla matematica è:
• “un argomento del quale non sappiamo mai quello di cui stiamo parlando né se quello che diciamo sia giusto.”
E parliamo della matematica!!
Ora, definire la medicina una “scienza” mi sembra quantomeno inappropriato tendente allo “sfondone”
Riporto un passaggio molto interessante:
“la medicina è una scienza con uno status molto diverso dalle altre scienze: il suo oggetto infatti è un soggetto, l’uomo, e tutte le scienze che hanno contribuito ad arricchirla non esauriscono il suo campo conoscitivo e di valori.
• Optimus medicus sit quoque philosophus (il migliore dei medici sia anche filosofo)–
Il medico, per essere tale, deve possedere un patrimonio indivisibile di tecnica e antropologia.”
Ogni medico dovrebbe seguire la regola di: “coltivare una scienza ma praticare un’arte”. Tra la scienza medica e la pratica professionale vi è la stessa differenza che esiste “tra l’ingegneria aeronautica e l’arte di
volare”.
“La medicina non è riducibile alle sue scienze di base e alle tecniche generate da esse. Grazie a queste, la medicina può molto, a vantaggio dell’essere umano. Però, una medicina che sia soltanto scientifico-tecnica, autoconclusa in una tecnologia che trasferisce le conquiste della scienza alle innovazione tecniche, è una medicina ridotta, diminuita, dimezzata. È una medicina dove i mezzi restano spesso distanziati dai fini. Lo scopo della scienza e della tecnica, in medicina, è sempre la persona umana. Senza “l’altra metà” finalistica, umanologica, indispensabile per completare la sua identità, la medicina non è se stessa. Perché la medicina non è una scienza. Essa è (dovrebbe essre) di più!”
La medicina degli ultimi tre decenni è stata eccessivamente glorificata, tanto da radicare nella mente di tutti (medici compresi) che con una pillola si sarebbe potuto sconfiggere ogni male, compresa la povertà. In questo clima culturale presuntuoso nasce il mito della medicina come scienza esatta, della medicina come risposta individuale pertinente a ogni mal di vita, della medicina come salvezza.
In realtà sappiamo bene che per tutti di certezza ce n’è una sola, e nessuno ne conosce l’ora e il giorno.
La medicina, ancora oggi, è un’accurata miscela di conoscenze scientifiche e di interpretazioni soggettive del medico, che variano secondo la sua personalità e le sue credenze. Sarebbe riduttivo pensare di rispondere alla sofferenza di una persona con un codice universale di azioni standardizzate. Ed inoltre, le sofferenze e il mal di vita sono percepiti da ognuno a modo suo.
la medicina deve basarsi largamente su osservazioni di decorsi “naturali”. Queste osservazioni poi, se le condizioni ambientali sono uguali nelle relative osservazioni, possono essere utilizzate per valutare gli esiti degli esperimenti.
Poiché di regola la medicina ufficiale non può fare delle asserzioni potenzialmente confutabili per il singolo caso, essa ripiega sulla statistica. La statistica è matematica, quindi scienza, ma non è una scienza naturale.
Le scienze naturali esatte si chiamano appunto così perché fanno solo delle asserzioni che possono essere smentite (o in termini più correnti verificate nella loro veridicità) tramite esperimenti che danno lo stesso risultato sempre, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo!
Proviamo a fare un piccolo (contorto) e “singolare” ragionamento un po’ fuori dagli schemi:
-Le ipotesi della medicina ufficiale, ad esempio che esista un sistema immunitario, è un’asserzione che non permette di essere smentita. Sino ad oggi nessuno è stato in grado di osservare direttamente il sistema immunitario. Di fatto a partire dall’ipotesi del “sistema immunitario” (quindi dalla supposizione che ne esista uno) vengono costruite delle teorie e delle previsioni a cui si ricollegano dei “fatti” osservabili che valgono come conferma. Tuttavia non si prende in considerazione che questi fatti possono servire da conferma anche per altre asserzioni (in questo caso scientificamente possono esistere solo delle smentite e non delle conferme). La medicina ufficiale non riconosce che l’ipotesi del “sistema immunitario” non si può affatto smentire, quindi alla fine essa non costituisce nessuna asserzione scientifica.
Ciò non di meno, ritiene “Non” scientifica la medicina omeopatica che invero sviluppa delle asserzioni potenzialmente negabili, cosa che invece la medicina ufficiale non può fare.
Allora PARADOSSALMENTE nel linguaggio corrente si dovrebbe dire che la medicina ufficiale produce un miscuglio non comprensibile di asserzioni pseudologiche e non comprovabili (cioè non è scientifica), per contro l’Omeopatia offre una struttura chiara di asserzioni logiche e comprovabili nella realtà (cioè è scientifica).
La medicina ufficiale non può definirsi una scienza naturale perché essa o offre solo delle asserzioni che non danno la possibilità di una smentita, oppure resta intrappolata già prima in contraddizioni insolubili. L’Omeopatia è una scienza naturale perché offre un modello psico-biologico dal quale si derivano delle asserzioni che danno la possibilità di essere smentite. Poiché finora nessuna delle sue asserzioni ha potuto essere smentita, l’Omeopatia deve perlomeno essere dichiarata (paradossalmente e secondo il linguaggio corrente) più scientifica della medicina tradizionale che appunto è in grado di lavorare tutt’al più con le statistiche (cioè non può fare nessuna asserzione scientifica per il caso singolo!). Si deve concludere che la medicina ufficiale non è una scienza naturale né per i suoi contenuti né per i suoi metodi!
In applicazione dei criteri scientifici (secondo l’ordinamento corrente) l’Omeopatia deve essere considerata corretta in base all’attuale livello raggiunto dalle conoscenze scientifiche.
Per contro la medicina ufficiale, sotto il profilo scientifico, risulta un miscuglio amorfo che a causa di fatti (presunti) compresi in modo sostanzialmente erroneo non può essere smentita né tanto meno essere verificata. Pertanto secondo i criteri scientifici deve essere considerata come un guazzabuglio di ipotesi, quindi non scientifica e, a miglior giudizio d’uomo, errata.
Saluti!
Max
Sulla posticcia “scientificità” della medicina., allego anche qualche articolo dal leggere
(Disease mongering”
http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://freetochoosehealth.wordpress.com/2007/12/02/medicine-is-not-an-exact-science-so-get-over-it/
http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://www.laleva.cc/choice/modern_medicine.html
http://www.sciacchitano.it/Eziologia/Perch%C3%A9%20la%20medicina%20non%20%C3%A8%20scienza.html
http://www.mednat.org/ufficialenon_scienza.htm
http://www.naturalismedicina.it/articolo.asp?i=224
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 16:22
francamente, se anche trovassi che quel professore costruisce teorie del nulla sul nulla…..NON ME NE FREGHEREBBE UNA CIPPPPPPAAAAAA!!!!!
io guardo ai risultati, ai criteri e ai metodi di cura, ai furbetti vari nell omeopatia, non me frega nulla se dentro c è della materia o dello spirito, se volete un dialogo scientifico rivolgetevi ad altri (se questi altri se ne sono andati da un pezzo, è perchè non vi cagano piu, fatevene una ragione, prego), se vi contentate di parlare con buon senso di esperienze e di criteri in base ai quali l omeopatia esiste e dei furbetti che la mistificano allora ok.
Ma che non mi si venga a dire che Hahnemann non sperimentava ciò che teorizzava o altre balle simili, piuttosto fatevi un bel bagno.
Commento di Gianni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 16:34
Hanemann si starà rivoltando nella tomba, ma NON ha sperimentato il chinino. Ha solo osservato che i sintomi dell’intossicazione da chinino comprendono una febbre SIMILE (mica uguale) a quella malarica. Da questa vaga evidenza ne ricava un sistema medico complessissimo e valido SEMPRE e COMUNQUE.
L’esempio dell’ansia da spilli per silica l’ho messo per far capire come funziona una sperimentazione omeopatica. Un tizio prende silica, ha una fobia ossessiva per gli spilli che gli si aggrava nel corso del proving, e voilà ecco un sintomo nuovo. Un proving dura da 2 a 8 settimane (per prender dentro tutto, non so quanto è lo standard), in questo periodo qualsiasi cosa ti capiti, o magari oggi che si cerca di essere un tantino più rigorosi capiti ad alcuni sperimentatori, entra nella materia medica. Anche se, come nel caso di silica, stai prendendo acqua pura.
Quando si ripete la sperimentazione, gli sperimentatori sanno che cosa dovrebbero provare, e guarda caso ritrovano quei sintomi. Se non provi nulla si considera che tu non sia sensibile al rimedio, e quindi non conta. Quindi accumuli un sacco di sintomi che in realtà solo del tutto (per i rimedi ultradiluiti o non solubili) o in buona parte (per i rimedi che hanno un qualche effetto) casuali.
Sulle cartelle mediche. Non ha molto senso, non sono un medico. Ma se (come dici tu) basta un granulo di Arnica a una parte su 1000 miliardi (l’arnica in pomata la uso per le botte, ma in dosi ponderali) per risolvere una colica renale, uno studio in doppio cieco scascio ne mostra l’evidenza con una forza statistica da convincere qualunque scettico. Invece niente.
Potrei farti una proposta, ma significherebbe augurarti coliche a ripetizione e quindi non è fattibile. Prendi una confezione di Arnica, metti le palline in 20 contenitori identici numerati da 1 a 20. In 10 di questi, estratti a sorte, le palline vengono sostituite da un amico (che tiene l segreto) con altre identiche, es. palline di un altro rimedio incompatibile della stessa marca, passate al microonde per resettare la memoria. A ogni colica ne prendi una, e se non ti passa in 10 minuti sei libero di prendere quelle originali, ma segni se la boccetta N funziona oppure no. Alla fine vedi quante ne hai azzeccate. Se ne hai indovinate almeno 18 la cosa è significativa.
Ovviamente con le coliche è un po’ complicato ma vale per qualsiasi persona che si curi con l’omeopatia per qualcosa di ricorrente.
I lavori sull’omeopatia in doppio cieco fanno cose del genere, e trovano che magari, per qualche rimedio, se ne indovina diciamo 15. Grande successo secondo loro, ma SUCCEDE SPESSO PER PURO CASO. La frase “la cura con l’omeopatia ha mostrato di essere efficace, anche se non in modo statisticamente significativo” (il risultato finale di Bellavite) significa questo.
Pingback di Omeopatia di mare « Quota periscopio il 10 agosto 2011 alle 16:37
[...] produce preparati omeopatici, ha ingiunto al gestore di Blogzero di rimuovere i riferimenti fatti qui e qui all’azienda nell’ambito della critica mossa all’omeopatia. Nel mio piccolo [...]
Commento di Oflixs il 10 agosto 2011 alle 16:52
@ivabellini: Appunto cosi’ parlano tutti coloro che basano la loro visione del mondo sui voli pindarici e sulla fantasia e non su cio’ che esiste. Non gliene frega una benemerita cippa della realta’. Il furbetto su questo forum ha fatto una brutta figura. Sei tu che dicevi questa brutta figura era un “mio punto di vista”. Mi fa piacere averti convinto del contrario.
@Max: Condivido appieno il discorso sul medico come figura a tutto tondo. E sulla “disumanizzazione” della medicina. Basti solo riflettere sul fatto che si fanno entrare criteri di profitto economico in un campo dove davvero dovrebbero essere proibiti.
Due osservazioni sul resto di quello che dici. Primo: quando Russell, che era amante dei paradossi, si esprimeva come tu hai riportato si riferiva al fatto che in matematica e’ davvero irrilevante sapere che cosa sono esattamente in pratica gli oggetti di cui la matematica stessa di occupa. Questa e’ stata una disputa millenaria sin dai tempi di Euclide: e’ tanto importante sapere cosa e’ un punto o una retta o per costruire tutto l’edificio della geometria euclidea o mi basta conoscere le loro proprieta’? La risposta arrivo’ con Hilbert: in matematica dire punto, retta o piano e’ equivalente a dire bicchiere, birra, tavolo. Ossia e’ indifferente sapere di che cosa si parla. Cio’ non vuol dire che i matematici vivano nell’ incertezza dei loro risultati! La geometria euclidea e’ dimostrata e rimarra’ tale per sempre.
Secondo: mi lascia perplesso dire che l’ esistenza del sistema immunitario e’ solo un ipotesi di lavoro. Sarebbe bello allora capire perche’ i linfociti si comportano come si comportano. Tanto per rendere piu’ concreta l’idea eccoti la foto:
http://it.wikipedia.org/wiki/File:SEM_Lymphocyte.jpg
Quest’ oggetto non e’ un’ ipotesi: ne hai tu milioni dentro il tuo corpo.
Poi: anche se una teoria e’ formulata in termini scientifici, secondo i crismi popperiani, cio’ non vuol dire certo che sia vera! Dire che ” finora nessuna delle sue asserzioni [dell' omeopatia] ha potuto essere smentita” mi sembra un po’ eccessivo davvero. Comunque condivido la tua visione della medicina come guazzabuglio di “incertezze” e non scientificita’.
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 18:20
ecco una farmacista che vi vuole tanto bene da guarirvi con l omeopatia
http://youtu.be/m1Flc_PiyyY
questa è l omeopatia che piace tanto ai farmacisti perchè assomiglia all allopatia, a me molto meno….
Commento di Gianni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 18:34
@max
Molto interessante, ma mi permetto di dissentire su molti punti, anche
se su altri sono d’accordo.
Vero che la medicina non e’ SOLO una scienza. Incidentalmente l’antropologia lo e’, la relazione medico-paziente, per quanto abbia elementi che possono essere studiati “scientificamente”, no.
Condivido anche l’idea che alla medicina oggi si chieda molto di più di quello che ragionevolmente può dare, ed e’ probabile che questo sia un corollario del fatto che la medicina “tecnologica” ci da’ molto. Si potrebbe anche aggiungere che la medicina rischia di peggiorarci drasticamente la qualità media di vita, la probabilità che ciascuno di noi ha di passare anni su una sedia a rotelle, e/o completamente dementi, e’ molto più alta che in passato GRAZIE al fatto che si vive più a lungo, e che si sopravvive a cose che una volta ci uccidevano. Ma si va fuori tema, credo.
Bello il paragone con il volo. Volare non e’ ingegneria aeronautica, ma prova a volare senza ingegneria aeronautica. O per citare una cosa che mi tocca di più, l’alta fedeltà è qualcosa che ha dentro un sacco di “arte”, sentire un suono e definirlo “bello” ha sicuramente qualcosa a che fare con la distorsione armonica, ma non solo. Pero’ prova a costruire un amplificatore rovesciando le leggi base dell’elettronica (es. abolendo del tutto l’alimentatore).
Per la medicina è molto più subdolo. Perché si può fare medicina senza NESSUNA efficacia medica, lasciando SOLO il rapporto medico-paziente e qualche gesto rituale. Per millenni ci siamo curati così, e in parte funziona. Funziona sulle componenti psicosomatiche, funziona per sopportare meglio i sintomi intanto che il corpo si cura da sé, … Ma appena hai un disturbo che NON guarisce da sé sei fregato, credi di curarti, o il medico è convinto di curarti, e invece no. Dove esiste una cura efficace (es. la polmonite) questo può avere conseguenze tragiche (e le ha, di fatto).
Ma questo fa sì che sia difficilissimo capire senza strumenti che permettano di separare i due effetti (nella ricerca, non nella cura). Ma devi dare ad un gruppo di persone solo la relazione interpersonale e i riti, e all’altra anche le cure che vuoi provare. Non si scappa.
Incidentalmente, questo significa che il ruolo del medico e del ricercatore di medicina siano in genere distinti. Il medico NON HA gli strumenti per verificare se una cura sia valida, e difatti i medici tendono a dichiarare “efficaci” anche cure che a posteriori si scopre che non lo sono. Il suo ruolo è differente, e insostituibile, ma deve basarsi su metodi che sono GIÀ dimostrati efficaci da chi lo sa fare. Il medico deve vedere se la persona che ha davanti, nella sua soggettività, risponde alla cura scelta, e scegliere quelle che, sulla base delle conoscenze scientifiche, POSSONO funzionare su di lei. Ma se la cura è inefficace, o dannosa, e la persona “risponde” per i fatti suoi, il medico non saprà mai se la risposta sia dovuta alla cura,
o magari sia addirittura stata ostacolata dalla cura.
Le asserzioni della biologia, su cui si basa la medicina, sono falsificabili, e spesso falsificate (se ne fanno di nuove in continuazione, e la maggior parte non sopravvive alla sperimentazione). Fai l’esempio del sistema immunitario. Sappiamo che esiste. Sappiamo alcune cose di come funzioni. Nel corso della storia della fisiologia abbiamo smentito alcune teorie, falsificandole, per introdurre modelli più dettagliati. Che possono essere falsificati e sostituiti. Certamente, non è possibile falsificare l’asserzione “esiste un sistema immunitario”, perché l’evidenza a favore è troppo forte, se lo falsifichi devi render conto di una mole di fenomeni troppo grande. Come non puoi falsificare “la Terra è con buona approssimazione tonda e
ruota attorno al Sole”, anche se puoi affinare all’infinito i modelli che spiegano la gravitazione e la meccanica celeste.
L’omeopatia invece non è facilmente falsificabile perché usa un linguaggio confuso. Vedi il libro di testo di Bellavite, continua a citare di tutto e di più in un minestrone di concetti che hanno vaghe assonanze con quello che vuol dire lui. Se ti accontenti di quel livello di spiegazione, tutto spiega tutto, e niente può essere falsificato. Se ci provi ti rispondono con la frase strausata anche qui “la scienza attuale non riesce a dimostrarlo, ma come avrebbero spiegato nel 1700 il fenomeno X che oggi invece conosciamo?”, che per definizione è infalsificabile, non sai cosa dimostrerà la scienza del futuro, e il futuro può restare tale all’infinito.
In uno degli articoli che Artemio ha citato in Omeolink si afferma che i cluster dell’acqua potrebbero avere una reazione con i recettori della membrana cellulare. Nessuno ha visto i cluster STABILI dell’acqua, che sono solo ipotizzati in alcune teorie. Quindi non puoi sperimentarci sopra. Non sai che proprietà abbiano (se esistono, ma non puoi dimostrare che NON esistono).
Ma molte cose dell’omeopatia possono essere falsificate, e lo sono quotidianamente. La memoria dell’acqua non funziona. La pratica clinica dell’omeopatia, in studi a doppio cieco, non si comporta meglio del placebo. Il proving dei rimedi non fornisce i sintomi contenuti nella materia medica, se eseguito correttamente. I rimedi ultradiluiti non sono distinguibili CON NESSUN MEZZO dal solvente puro.
La statistica È RIPRODUCIBILE. Viene adottata in un sacco di scienze sperimentali, e fa parte del bagaglio delle scienze, anche di quelle “esatte”. È un metodo corretto di lavoro, e non riesco proprio a capire perché secondo te squalificherebbe una scienza che la usi. Credo resterebbe ben poco.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 19:41
Eccellente commento Gianni, complimenti!
Commento di Gisnni Comoretto il 10 agosto 2011 alle 21:08
Ho dato un’occhiata ai link proposti da max.
Si tratta di siti di “medicine naturali”, che hanno in comune l’approccio di tentare di delegittimare la scienza, per far apparire le teorie strampalate delle “medicine alternative” almeno altrettanto dignitose.
In breve È UNA PALLA. Sicuramente esistono elementi da criticare (come in qualsiasi attività umana), ma la medicina (quella “vera”, quella che funziona) e le medicine alternative (che non funzionano, perché se funzionassero verrebbero assorbite ed incorporate nella “medicina tradizionale”) NON SONO SULLO STESSO PIANO. Non per niente i sostenitori delle seconde propugnano il cosiddetto “pluralismo metodologico”, cioè il diritto di dichiarare “scientificamente provato”anche cose che non hanno superato il vaglio di una prova scientifica. Che so, una cura omeopatica perché è stato eseguito un “proving”, e per l’omeopatia un rimedio cura PER DEFINIZIONE il quadro sintomatologico “simillimus”. Non c’è bisogno di provare, con buona pace di Bellini che è convinto che Hanemann provasse se le sue cure funzionassero. A proposito, mi citereste il passo dell’Organon dove Hanemann racconta le sue sperimentazioni?
Tra i siti citati spicca quello del Vanolone, Per chi non lo conosce rimando alla Vanoli FAQ. http://web.tiscali.it/comore/skeptic/vanoli_faq.html È un “terapeuta”, laureato in scienze della nutrizione. Laureato si fa per dire, avete presente quelle università “non riconosciute” che ogni tanto vi mandano una mail per vendervi una laurea in quel che volete? Del resto per praticare una medicina non riconosciuta niente di meglio di una laurea non riconosciuta. La sua terapia d’elezione è l’urinoterapia. Infesta con le sue teorie (tipicamente facendosi bannare per spam) qualsiasi gruppo in cui si pari di medicina. Famoso quando, dopo che qualcuno gli parlò del monossido di idrogeno, dichiarò che stava eseguendo delle ricerche, e che aveva verificato la pericolosità del composto, non accorgendosi che si parlava di ACQUA.
Pingback di Piantina di pomodori:è cresciuto un ciuffo !!! *-*? il 10 agosto 2011 alle 22:31
[...] Omeopatia: mito e leggenda (1) :B-log(0) [...]
Commento di AFMcrime il 10 agosto 2011 alle 22:38
ivabellini, noto troll omeopatico che infesta i post critici dell’omeopatia, con post ripetuti del tipo l’omeopatia funziona, voi mi dimostrate il contrario, io vi dico che mi ha guarito la malattia x (a caso) a me o a uno che conosco non porto uno straccio di prova me ne fotto della vostra scienza l’omeopatia è una figata gne gne gne… per favore, nutrite tale troll a dosi omeopatiche.
Commento di ivabellini il 10 agosto 2011 alle 23:20
@AFMcrime
e chi ti conosce? mi hai dato del troll
ma vai va!
Commento di Samuele il 11 agosto 2011 alle 04:27
beh @ivabellini, per darti del troll basta girare su qualche sito in cui si parla di omeopatia… sei ovunque! Ma ti pagano?
Commento di Lara il 11 agosto 2011 alle 10:19
Dal suo blog Mazzetta sembra intenzionato a sfidare frontalmente Boiron, vedremo come reagiscono
Pingback di Kataweb.it - Blog - nervi-scoperti-2009 » Blog Archive » Solidarietà con Blogzero a tutto campo e non diluita! il 11 agosto 2011 alle 12:24
[...] http://www.blogzero.it/2011/07/13/omeopatia-mito-e-leggenda-1/ [...]
Commento di ivabellini il 11 agosto 2011 alle 12:33
perchè continui a dire balle!? io ad esempio sono registrato su un forum di salute con un altro nick name, quindi come fai a sapere che sono io ovunque si parla di omeopatia?
Commento di ivabellini il 11 agosto 2011 alle 12:47
a proposito di qualche sito…ho trovato delle testimonianze sull oscillo…
http://forum.alfemminile.com/forum/matern2/__f45086_matern2-
Oscillococcinum-e-homeos-42.html
http://forum.alfemminile.com/forum/F696/__f29180_F696-Un-piccolo-consiglio-x-l-inverno-x-tutte-le-mamme.html
omeopatia veterinaria:
http://www.gattocicova.it/forum/default.asp
Commento di Biagio il 11 agosto 2011 alle 13:39
non sono riuscito a leggere tutti i post. Ma ce n’è almeno uno con un po di cervello e voglia d’informarsi veramente o perlomeno non con le mani in pasta da ammettere senza mezzi termini che la medicina ufficiale è solo una enorme presa per il culo e di per se di fatto una malattia vera e propria????
Commento di Samuele il 11 agosto 2011 alle 13:46
eh sì @Biagio, hai proprio ragione.
Infatti in un secolo abbiamo raddoppiato la nostra speranza di vita proprio grazie alle “medicine alternative” come l’omeopatia…
Commento di Gianni Comoretto il 11 agosto 2011 alle 14:48
@ivabellini:
dattene una ragione, Hanemann NON sperimentava, almeno non in senso scientifico. Faceva delle osservazioni qualitative, da cui prendeva solo quello che tornava con la sua teoria. Puoi citarmi un passo dell’Organon (numero del paragrafo nella 6^ edizione) in cui lui descrive le sue sperimentazioni, in modo che possa ricredermi?
La pratica su un individuo NON FUNZIONA. Se io usassi l’omeopatia sarei la prova vivente del suo funzionamento. A 50 anni ho solo qualche acciacco sporadico, che sparisce da sé in pochissimo tempo (il tempo di assumere due granuli). È da quando conosco l’omeopatia che non ho più influenze, che prima avevo fortissime. Se avessi iniziato allora ad usare Oscilococcinum (o Aconitum, o cenere Vibhuti di Sai Baba) potrei testimoniarne la miracolosa efficacia. Per questo motivo tutte le testimonianze dirette non valgono. Il mondo è pieno di testimonial di gente guarita dalle cose più strane grazie ai rimedi più strani.
E ti ripeto, il 75% di chi si cura con metodi ASSOLUTAMENTE E VERIFICATAMENTE inefficaci ne è soddisfatto. È un dato ben noto e verificato. Un medico non è messo molto meglio, per i motivi del precedente post. Alla fine L’UNICO modo, anche nel caso personale, per vedere se qualcosa funziona è la prova delle 20 boccettine, 10 col rimedio vero e 10 con palline di zucchero standard. Ma non sono riuscito a trovare NESSUN cultore dell’omeopatia disposto a farla, al loro funziona e sono contenti così.
Beninteso se tu sei contento così sono affari tuoi. Non verrò certo a romperti le scatole se ti curi con Aconitum il mal di gola, se ti senti guarito benissimo, continua ad usarlo. Ma non venire a dire che questa è una prova che funziona, perché non lo è.
Commento di ivabellini il 11 agosto 2011 alle 15:00
ma vai va! Hahnemann era un medico coscienzioso e responsabile, non un imbecille che da ai suoi pazienti dell acqua al posto dei salassi.
non infamare un morto per cortesia.
ho già detto che se vuoi/volete la Scienza con la maiuscola, rivolgiti/rivolgetevi altrove, sempre che qualcuno sia disposto a cagarti/cagarvi dopo le stupidaggini macroscopiche che scrivete.
Commento di qwertj il 11 agosto 2011 alle 16:41
Magari hai ragione, ma funzionano e funzionano meglio dei placebo, quindi non sono placebo
Commento di Max il 11 agosto 2011 alle 17:10
@Gianni
riesco a trarre, però, anche conclusioni tra loro discordanti e conformi, inconciliabili e compatibili, al punto di giungere a opposte verità dove non si comprende bene se il ruolo della medicina ufficiale sia buono o addirittura da stigmatizzare. Però da tutti i tuoi scritti in effetti traspare la decisa “avversione” all’omeopatia.
Noto con entusiasmo che ami scrivere lunghi poemi (come me), dove ragioni e contro ragioni si perdono intersecandosi in frattali spirali contraddittorie e compatibili.
Se proviamo a leggere ciò che hai scritto in tutti i numerosi ed esplicativi post, oltre a notare discrete doti grammaticali e prosaiche,
Ciò nonostante, in uno degli ultimi passaggi, quando parli del medico, ho notato (stranamente) una vena “filosofica/omeopatica”.
Eccolo:
“Il medico deve vedere se la persona che ha davanti, nella sua soggettività, risponde alla cura scelta, e scegliere quelle che, sulla base delle conoscenze scientifiche, POSSONO funzionare su di lei. Ma se la cura è inefficace, o dannosa, e la persona “risponde” per i fatti suoi, il medico non saprà mai se la risposta sia dovuta alla cura, o magari sia addirittura stata ostacolata dalla cura.”
Non vorrei sbagliare, ma questo assomiglia proprio a ciò che esattamente fa il medico omeopatico, e cioè “verificare la risposta del paziente alla cura”, per fortuna però che l’omeopatia almeno non ostacola la cura!
Poi, sempre fra le righe, parli di cura inefficace o dannosa… quindi vuoi dire che la medicina tradizionale potrebbe essere dannosa? E addirittura inefficace??
Ma non è quello che tentano “anche” di dire e farvi comprendere tutti coloro che stanno esprimendo un parere diverso?
Ritornando ad essere più serio, il mio, se non si è ben compreso, era uno “scribacchio” provocatorio, tant’è vero che lo cito proprio come ragionamento “fuori dagli schemi”.
Ma la provocazione è dovuta non tanto a dimostrare l’efficacia dell’omeopatia, di cui molto poco m’interessa, perché secondo me la cura vincente è quella che funziona, dall’effetto placebo al più drammatico degli antibiotici, ma quanto a smontare, cosa che hanno già fatto persone più autorevoli di me in questo sito, l’affermazione di “scientificità” della medicina tradizionale.
Infatti, nonostante continuate ad arrampicarvi sugli specchi, e nonostante rispetti le vostre convinzioni, vi rimane praticamente impossibile spiegare, secondo il linguaggio corrente, che la medicina sia una scienza esatta. Ripeto:
“Le scienze naturali esatte si chiamano appunto così perché fanno solo delle asserzioni che possono essere smentite (o in termini più correnti verificate nella loro veridicità) tramite esperimenti che danno lo stesso risultato sempre, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo!”
Per cui:
• LA MEDICINA NON E’ UNA SCIENZA!
Ora, perché siate così avversi all’omeopatia, non lo comprendo e sinceramente nemmeno ho voglia di farlo?
Il perché un colosso come la Boiron si sia interessato fino a querelare (cosa che stigmatizzo decisamente) un sito, che con tutto il mio massimo riguardo, raccoglie un bacino di utenti decisamente inferiore rispetto a testate mediche/giornalistiche e case farmaceutiche ben più potenti, che hanno si anche loro già abbondantemente criticato l’omeopatia, non lo capisco (e forse in futuro lo comprenderemo), mentre capisco che alla fine siamo rimasti a parlare in quattro gatti, portando ognuno a proprio sostegno le tesi scientifiche più accreditate, e arrovellandoci sugli argomenti più disparati, dai quali non se ne uscirà perché ognuno rimarrà ben saldo sulle sue “convinzioni”.
E cosa sono le convinzioni?
“Le convinzioni sono come un programma occulto che sfugge alla nostra consapevolezza; queste organizzano la nostra vita, le relazioni, il lavoro, i sentimenti, tutto ciò che ti circonda (e, aggiungo, anche ciò che riteniamo sia più idoneo per curare la nostra salute). Deformano le informazioni che riceviamo (realtà soggettiva), fino a farci credere in quello che abbiamo sempre creduto. La funzione del nostro cervello è quella quindi di creare coerenza tra ciò che crediamo esser vero e la realtà che sperimentiamo.”
• Le convinzioni sono una porta la cui chiave apre solo dall’interno.
Ecco perché ognuno di noi rimarrà sulle sue posizioni fino a quando una chiave (interna) non ci farà (forse) cambiare idea.
La storia di cui ci serviamo per spiegare la realtà è la stessa che controlla le nostre percezioni e quindi i nostri comportamenti e azioni in merito.
Ciò detto, ripeto quello che ho già scritto in un post precedente:
la mia “convinzione” (e la metto tra le virgole proprio per quello che ho detto sopra) è che il livello delle attuali scoperte scientifiche e delle relative strumentazioni a nostra disposizione non ci permettono di comprendere perché esattamente l’omeopatia funzioni, allo stesso modo del perché la “teoria delle stringhe” sia matematicamente dimostrata, ma sperimentalmente ancora no.
Nella scienza un’eccezione può rappresentare semplicemente qualcosa che non è ancora conosciuto o compreso.
Non di meno è un dato di fatto che L’omeopatia ha conosciuto nei decenni scorsi uno sviluppo e una progressiva diffusione. Oggi l’omeopatia, considerata una pratica medica alternativa o complementare alla medicina scientifica è diffusa in molti paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Australia, India, ecc.), ed in Italia siamo arrivati a punte del 18% e oltre in Trentino, che tradizionalmente “non” è una regione di medio/bassa cultura.
Se su di me l’omeopatia funziona, sinceramente me ne frego di tutte le chiacchiere che ci sono intorno, tese, come abbiamo visto, ha dimostrare l’indimostrabile e a tirar su teorie che possono essere accreditate e confutate di volta in volta.
Se tu ritieni giusto curarti “solo” con la medicina tradizionale, fregandotene di eventuali suoi effetti collaterali o ritenendoli accettabili, ed escludendo a priori la possibilità di provare soluzioni alternative, solo perché ti hanno imbottito della convinzione che tutto ciò che è dimostrabile (e poi anche questo è da vedere) sia reale e quindi efficace (nota l’equivalenza complessa, pura distorsione delle nostre sinapsi: ciò che è reale –dimostrabile- è efficace!), sei liberissimo di farlo. Credere è vedere!!
Personalmente per me l’omeopatia è una cura non alternativa ma complementare alla medicina tradizionale. Da persona ragionevole quale credo di essere, a seconda dei casi uso l’una o l’altra, prediligendo quella dolce rispetto all’allopatica, ma non per questo disdegnando la seconda, in quanto ritengo, ripeto, che siano “complementari”. E così fa pure la grandissima (se non tutti) maggioranza delle persone che conosco e si curano con l’omeopatia e/o medicine alternative.
Sinceramente i casi in cui un’ostinazione a guarire solo con l’omeopatia abbia portato a “gravi danni” non li conosco, e quei pochi sentiti dire (perché poi bisognerebbe andare affondo nelle questioni), se mai fossero veri, ritengo che le persone soggette di tali problematiche avrebbero avuto le medesime conseguenze anche se si fossero curate diversamente, proprio perché penso che il problema non sia tanto nella “cura”, quanto nel “soggetto”.
Ecco perché proprio non comprendo, a meno che non ci siano particolari interessi economici sottesi, come nel caso delle case farmaceutiche, questa campagna denigratoria così accesa contro l’omeopatia, che danni ne fa ben pochi, se non alle casse (e anche in questi casi pochissimi) della Bayer, Novartis, Roche, Serono, Glaxo, Pfizer, solo per citarne alcune.
Nel mondo industrializzato i desideri e le richieste delle corporazioni hanno più potere del desiderio e delle richieste della gente.
Concludo (e credo che questo, almeno su quest’argomento, sarà il mio ultimo commento), con una mia visione, che tenta di spiegare perché l’omeopatia (come altre terapie alternative) non siano da screditare o diffamare, ma piuttosto da includere e armonizzare con le attuali conoscenze scientifiche:
unire il principio dell’armonia e dell’equilibrio (omeopatia) con i principi dell’evoluzione tecnologica (medicina tradizionale), conduce ad una medicina in grado di autosostenersi e fiorente.
).
Tuttavia tale soluzione richiede che vengano riscritte e riviste credenze soggiacenti la nostra attuale cultura e che vengano abbandonate le rispettive asce di guerra.
Fortunatamente sembra che ci siano precedenti in nostro favore, e che non sarà questa la prima volta che diversi pensieri/metodologie/approcci cambieranno il corso dell’umanità.
La stessa medicina (da voi tanto decantata), fondata sulla materia, che ci ha dato la penicillina, i vaccini, la chirurgia a cuore aperto (eccezionali strumenti), non essendo però bilanciata dalla comprensione del “fattore umano” (e dalla relativa visione olistica), è divenuta una delle primarie cause di morte nelle società occidentali (vedi dati nel mio precedente commento).
Il regno della medicina, che è la voce della scienza materialistica, ha salvato molte vite, tuttavia molte terapie si sono dimostrate pericolose, spesso improduttive e a volte pericolose.
Allineandosi con la filosofia del materialismo la medicina convenzionale si focalizza soltanto sul carattere fisico del corpo, attraverso sforzi volti a correggere e manipolare la chimica.
Dobbiamo pienamente conoscere che la scienza moderna ha creato dei veri e propri miracoli, soprattutto nel campo della traumatologia, trapiantando organi e creando addirittura parti di ricambio, ma nonostante tutta questa conoscenza siamo a volte ancora superati nella nostra tecnica da umili batteri.
Coloro che escono dalla medicina convenzionale, e sperimentano a volte guarigioni anomale o remissioni spontanee, ma spesso (anzi molto spesso) incontrano un’allarmante mancanza di curiosità, se non addirittura ostilità, da parte delle autorità mediche tradizionali.
Fortunatamente però, l’accettazione della medicina “olistica, e quindi il crescere delle persone che si curano con terapie alternative, sta facendo parecchio (ma non ancora abbastanza secondo me), per dissipare il dogma materialistico medico (non c’è nulla di più motivante di una terapia che abbia avuto successo con un amico, per motivare una visita a un professionista di medicina complementare
Siamo ancora distanti dallo smantellare le limitazioni imposte dal pensiero materialistico/newtoniano, ma si stanno spalancando interi e nuovi campi di indagine (vedi ad esempio lo sviluppo delle teorie della fisica quantistica), e la scienza sta esplorando, giorno dopo giorno, oceani sconosciuti e valli desolate, scoprendo quanto prima ignorato, e io spero (per voi scettici ) , che quanto prima riesca a dare spiegazione alle vostre perplessità (da un lato) e certezze (dall’altro), nel frattempo io, e tutti noi che invece ne abbiamo di altre, continuiamo a curarci serenamente “ANCHE” con l’”OMEOPATIA”.
Un abbraccio!
Max
Commento di Artemio il 11 agosto 2011 alle 21:44
Faccio capolino per quotare ogni parola dell’ultimo intervento di Max.
W la libertà! M gli estremismi!
Ciao.
Commento di Gianni Comoretto il 11 agosto 2011 alle 22:30
Max:
vedo che riesci a girare
Io NON ho detto che le medicine “convenzionali” sono inutili o dannose.
Ho detto che l’esperienza individuale, di un malato o di un medico, NON PUÒ permettere di capire se una cura funzioni. Questo vale per qualsiasi cura, la penicillina, la cenere vibhuti, il santino di Padre Pio, o l’omeopatia. Per capire se quell’atto terapeutico è utile, indifferente o dannoso serve uno studio statistico, da quello minimo che ho descritto con l’esempio delle 20 boccettine, a studi statistici a coorte con centinaia di persone. E quando citavo una terapia inutile o dannosa pensavo PROPRIO all’omeopatia.
L’omeopatia NON FUNZIONA. Questo è un dato di fatto, sancito da innumerevoli studi. Tu puoi essere convinto del contrario, come è convinto che il santino di Padre Pio funzioni chi lo usa. Ma se vuoi davvero sapere se l’omeopatia funzioni, devi provare con le 20 boccettine. E devi indovinarne 18 su 20. E incidentalmente non abbiamo prove che non sia dannosa, a livello dei danni delle statine per fare un paragone, nessuno ha mai verificato.
Siamo pessimi valutatori di fenomeni aleatori. Prova ad immaginale la situazione i cui provi per 20 volte ad indovinare se la boccettina e indovini 15 volte. Sembrerebbe un gran successo, chiunque si convincerebbe che allora è dimostrato che l’omeopatia funzioni, e invece no, è perfettamente compatibile con un caso, succede spessissimo.
Sul ruolo del medico. Non è vero che è un modo di ragionare omeopatico. È il modo corretto di fare il medico, secondo la medicina “ufficiale”. La differenza tra un medico “ufficiale” ed un “omeopatico” nell’applicarlo è proprio nella seconda parte della frase “scegliere quelle che, sulla base delle conoscenze scientifiche, POSSONO funzionare su di lei”. L’omeopatia NON PUÒ funzionare su di lei, in base alle nostre conoscenze scientifiche. E si ritorna sulla natura scientifica o meno della ricerca medica. La medicina fa affermazioni che hanno valore generale. Un’affermazione del tipo “chi usa questa cura ha miglioramenti nell’X% dei casi, chi usa placebo ha miglioramenti nell’Y% dei casi, e la differenza è statisticamente significativa” ha valore generale, è ripetibile, e falsificabile. L’affermazione di Hanemann “due malattie non possono coesistere” è pure, generale, falsificabile, ed abbondantemente falsificata.
Perché ce l’ho con l’omeopatia e non solo non voglio usarla, ma combatto la sua diffusione? Perché ho visto personalmente i danni che NON curarsi credendo di farlo provoca. Si cominciano a contare i morti, che non sono così numerosi come quelli dovuti alla medicina
Non è materialismo, olismo o quel che è. L’omeopatia non è “olistica” nel senso che guarda all’interezza della persona, che ascolta il paziente, ci si relazione, valuta gli aspetti psicosomatici, le peculiarità individuali, che va a cercare le cause e non si limita ai sintomi, questo lo fa qualsiasi buona medicina.
L’”olismo” delle medicina alternative è la convinzione che esista una sorta di alter ego “energetico”, una sorta di energia vitale, e che il funzionamento dell’organismo dipenda in modo semplice da questo. Che esista un fantomatico “organismo completo nella sua totalità” che non è un complicatissimo interrelazionarsi tra tutte le sfaccettature di un essere umano, ma una semplice entità che funziona in base a poche regole semplici e universali. In base a questa convinzione Hanemann ha stabilito alcuni principi, senza verificarli (chiedo ancora a Bellini di citarmi dove Hanemann riferisce le sue sperimentazioni) e da allora nessuno li ha mai verificati. Nessuno si è mai preso la briga di verificare che l’organismo “olistico” funzioni secondo le “regole olistiche” dell’omeopatia. L’omeopatia dice di cercare le cause e non di limitarsi ai sintomi perché per lei le malattie sono “sintomi”, la causa è uno “squilibrio energetico” di quel alter ego che nessuno ha mai visto, nessuno ha dimostrato esistere. Anzi, per l’omeopatia la malattia COINCIDE con i sintomi, che secondo Henmann identificano in modo univoco la parte del “corpo energetico” che si è ammalato. Ancora, nessuno ha mai dimostrato che questo sia vero, per Hanemann questo è semplicemente autoevidente.
Sul pensiero materialista vittoriano, siamo a circa un secolo dall’averlo smantellato. Ma quello che è saltato fuori non è stata una rivalutazione degli “antichi saperi”, ma nuovi saperi, orizzonti del tutto inattesi. Perché la scienza va avanti così, se una cosa non la sai e provi ad indovinare (come fanno le medicine alternative) sulla base di ciò che secondo te è logico, sbagli SICURAMENTE. Se l’acqua avesse una memoria energetica, possiamo essere praticamente certi che NON funzionerebbe secondo le modalità previste dall’omeopatia, semplicemente perché la Natura ha molta più fantasia di noi. E, continuo a ripetermi, in quel caso potrebbe benissimo essere che la pratica dell’omeopatia, andando ad interferire con cose che non conosciamo, abbia effetti deleteri.
Sui danni iatrogeni. Dici che è la terza causa di morte. Ora immagina che per un colpo di bacchetta magica si trovi una cura definitiva per le prime due: di colpo i danni iatrogeni diventano la PRIMA causa di morte. Un disastro. E inoltre vorrei vedere per bene quelle statistiche, temo che ameno una parte siano confrontabili a quelle dei danni da vaccini di Vanoli, o che includano tra “danni iatrogeni” qualsiasi cura che non ha ottenuto il suo scopo, o i . Questo non significa che i danni iatrogeni non esistano, o che tutto quel che si fa in medicina sia scientifico. Ma che queste cose van viste con grano salis.
Riassumendo:
- l’omeopatia NON funziona
- la ricerca medica è scientifica, al contrario dell’omeopatia
- se una pratica alternativa sembra funzionare in qualche caso specifico, questo NON significa funzioni davvero. L’unico modo per vederlo è fare una ricerca statistica, con gruppo di controllo e cieco (metodo delle 20 boccettine)
- l’omeopatia (o le altre “medicine olistiche” si basano su “wishful thinking”. Siccome mi piace l’idea che esista un “corpo energetico” allora non solo esiste, ma funziona come dico io.
- la medicina convenzionale tiene conto della complessità dell’individuo, delle differenze individuali, degli aspetti psicologici. Spesso, per fretta, mancanza di risorse (avete presente la coda dal medico della mutua? Pagate un medico come un omeopata e vi fa la chiacchierata come l’omeopata) la medicna viene fatta a catena di montaggio. Ma i medici bravi esistono. QUESTO è il vero “olismo”.
Commento di Gianni Comoretto il 11 agosto 2011 alle 22:54
Il commento precedente mi è partito con un paio di frasi incomplete. Me ne scuso con chi legge e si ritrova la frase a metà.
Prima frase: mi sembra che Max abbia girato intorno ad alcune mie affermazioni travisandone il senso, visto che le trova addirittura contraddittorie. Quindi provo a spiegarle meglio.
Frase: Siamo pessimi valutatori di fenomeni aleatori. Prova ad immaginale la situazione i cui provi per 20 volte ad indovinare se la boccettina SIA DI RIMEDIO O DI PLACEBO e indovini 15 volte.
Frase sui danni dell’omeopatia: fa sicuramente meno morti della medicina ufficiale (soprattutto a causa di persone che si fidano a torto della “medicina dolce che funziona”), ma perché per fortuna viene usata (ancora) per cose che guariscono da sé.
Una domanda a Ivabellini: la mia vita sessuale va benone, grazie; l’Aconitum dovrebbe migliorarla o peggiorarla?
Commento di ivabellini il 11 agosto 2011 alle 22:58
@Gianni
“Una domanda a Ivabellini: la mia vita sessuale va benone, grazie; l’Aconitum dovrebbe migliorarla o peggiorarla?”
e io che ne so!? sei tu lo “sperimentatore” no!?….scopa e poi mi dici!
Commento di Lara il 12 agosto 2011 alle 01:11
Ivabellini, ho visto che non hai fatto molta strada con Mazzetta
Commento di ivabellini il 12 agosto 2011 alle 01:56
@Lara
guarda che io non voglio fare strada da nessuna parte, in particolare su altri blog che rilanciano semplicemente la notizia, mi fa schifo invece l affiliazione fanatica fideistica che porta non solo a rilanciare cose risapute in rete, ma che addirittura continua la diffamazione anche se in modo allusivo, loro sono dei furbetti che si parano il sedere, Samuele nella sua ignoranza sulle basi di questo argomento non mi piace, ma almeno gli dò atto di essersi esposto direttamente con parole e foto non allusive ma chiare del suo intento, Mazzetta invece è il classico furbastro che vuol colpire senza far vedere la mano, ci prova ad azzardarsi nel suo post, ma più di tanto non fa! come Medbunker (a questo gli è andata liscia con la Guna solo perchè loro non fanno querele per principio…vedrai che nei prossimi post starà molto più abbottonato con le aziende omeopatiche, dopo la tirata d orecchi che ha ricevuto).
Mazzetta e altri, nel caso poco probabile, che Samuele subisca una vera querela…sai che diranno??? eeeee….lui ha ragione da vendere però è stato sciocco! non si mettono nomi di aziende, di prodotti o di persone, quando si dicono certe cose!!….questi diranno e dicono i furbetti.
Il caso più clamoroso però è Wired!! mai visto un giornalista professionista dire cose di un fanatismo simile!! uno che dovrebbe avere una particolare distanza, una correttezza, scrive in quel modo?…andate a leggerlo e fate un confonto con Punto informatico, prego!
Commento di Samuele il 12 agosto 2011 alle 02:05
PuntoInformatico ha fatto cronaca, Wired si è esposto di più, con un commento decisamente contro l’omeopatia.
è legale dire la propria opinione, lo sai? Wired non è il Tg1, può scrivere quello che crede in modo libero e senza par condicio.
Comunque continua pure a denigrare i miei post, nessun problema.
Io non ho mai voluto ergermi a paladino di alcunchè, sono un semplice divulgatore e non pretendo di distruggere le basi della fisica e della chimica come vuoi fare tu, sostenendo questa pseudoscienza. E poi, giusto per chiarirci, io chimica e fisica le ho studiate all’università, posso parlarne con cognizione di causa.
Pingback di Boiron.com minaccia un piccolo blog di querela. « astars il 12 agosto 2011 alle 08:09
[...] Post 1: http://www.blogzero.it/2011/07/13/omeopatia-mito-e-leggenda-1/ [...]
Commento di ivabellini il 12 agosto 2011 alle 10:23
@Samuele
certo che è legale, però tu prova a mettere un giornalista che scrive sempre bene della juve in modo palesemente fideistico su un giornale nazionale e autorevole come la gazzetta, magari stabilmente presente in prima pagina, vedresti che lo cacciano a pedate perchè i lettori protesterebbero.
Su Wired.it tutto va bene, i tuttologi fideisti sono ammmessi, infatti si parla di internet, cioè si parla di tutto come fanno i tuttologi.
Sostenere l omeopatia significa voler abbattere la chimica, la fisica… ????
questo lo dici tu! secondo te uno come Bellavite vuole abbattere queste cose perchè sostiene l omeopatia?
Tu non divulghi un bel niente oltre al tuo credo scientista, prego, fai quello che centinaia di siti e organizzazioni come il Cicap, fanno contro l omeopatia.
Se tu leggessi almeno l Organon mi farebbe piacere, ma non mi faccio illusioni, non ne ho mai avute di simili.
Pingback di Arroganza omeopatica | Bruce il 12 agosto 2011 alle 10:34
[...] omeopatici non avete che da divertirvi leggendo proprio quello riportato dal blog interessato: omeopatia: mito e leggenda 1 omeopatia: mito e leggenda [...]
Commento di Andrea Pessotto il 12 agosto 2011 alle 10:54
Di solito le reazioni emotive eccessive delle persone ad un attacco inferto, sono inversamente proporzionali alle argomentazioni atte a smontare una qualsiasi tesi, e più queste tesi sono corrette e ben giustificate tanto più drastiche e grottesche sono le reazioni.
LIBERA INFORMAZIONE PER TUTTI e disponibilità al confronto costruttivo !!! Pensateci bene, io se fossi stato al posto del portavoce della Boiron, uno come Samuele (preparato e documentato in materia) lo avrei di certo ASSUNTO IN AZIENDA, è così che dovrebbero andare le cose.
GRAN PLAUSO A SAMUELE e a tutti i blogger che investono tempo risorse e passione proprie, per un ideale comune!
Commento di Gianluigi il 12 agosto 2011 alle 11:13
Brutto periodo per le ditte che producono ritrovati omeopatici, avete letto di questa class action: http://www.topclassactions.com/lawsuit-settlements/lawsuit-news/1309–boiron-oscillococcinum-class-action-lawsuit
Commento di Samuele il 12 agosto 2011 alle 14:21
@gianluigi: l’ho visto anche io ieri sera, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di lanciare una class action! E’ da seguire con attenzione…
@ivabellini: non comprare Wired e siamo a posto… l’Organon potrei anche leggerlo, ma anche se non lo leggessi perchè non dovrei parlare di omeopatia? Sarebbe come dire che un chimico non può parlare di alchimia perchè non ha studiato i libri di Paracelso… chissenefrega!
Commento di ivabellini il 12 agosto 2011 alle 16:03
“chissenefrega!”
bravo Samuele, continua così che se sei fortunato ti fanno presidente del consiglio
Commento di ivabellini il 12 agosto 2011 alle 16:12
@Gianluigi
hoooooo finalmente! dopo anni che ci sono queste class action guarda caso…propio ora vengono fuori queste cause hehehe!!!! altro che bimbiminkia! qui si tratta di “artglieria pesante” e! sono pezzi da 90 questi!
voglio godere nei prossimi mesi con questi intelligentoni!
dov erano prima? su un altro pianeta?
non combineranno un ciufolo ma solleveranno un tale polverone che anche il panettiere sottocasa parlerà di omeopatia, come dice quel tale….NON è importante che se ne parli bene o male…importante che se ne parli!!!
Commento di spartaco il 13 agosto 2011 alle 20:19
Max, essendo laureato in fisica, fatico davvero a capire cosa intendi per “pensiero materialistico-newtoniano”. E, vista l’approssimazione e la superficialità delle tue affermazioni, dubito che tu sia in grado di avere la benché minima cognizione di fisica delle particelle (o quantistica). Ancora più oscuro è poi il rapporto tra quest’ultima e una “terapia” omepatica. Ma in fondo questo è il bello della democrazia: ognuno può dire qualsiasi cosa su tutto.
saluti
Commento di Max il 14 agosto 2011 alle 00:42
@Spartaco,
Ti capisco, hai ragione, determinate conoscenze non sono alla portata di tutti e ancor meno lo è comprendere compositi pensieri.
Questo è anche il motivo per cui qualcuno riesce ad avere definite padronanze e qualcuno no. Se non ci fossero ostacoli, questa comprensione accadrebbe in tutti gli apparati psicofisici del mondo in questo stesso istante. Invece non accade, né a te che stai leggendo, né probabilmente a molti altri.
Parlare e “scribacchiare”, giudicando, accusando o demolendo, conduce lo sprovveduto neofita, come prima conseguenza diretta, a riempirsi la testa e la bocca dei suoi titoli e di nozioni che (forse) conosce solo perché le ha studiate, ma è evidente che non le ha mai applicate, né su se stesso, né in nessun tipo di ricerca, queste posticce conoscenze, se non si è in grado di utilizzarle nella quotidianità o insegnarle, lo lasciano tal quale egli era prima (involuto).
Coloro che invece possiedono determinate conoscenze, fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarle al più gran numero possibile di persone, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di iniziare a pensare da Sé, invece che essere imbottiti di cognizioni preconfezionate da altri.
Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono!
Colui che desidera la conoscenza deve fare egli stesso gli sforzi iniziali per trovarne la sorgente, per avvicinarla, servendosi magari anche delle indicazioni date, ma generalmente la gente, soprattutto certi tipi pieni di EGO che criticano senza sapere, non desiderano vedere, né riconoscere, preferiscono pensare in maniera re-attiva (meccanica), invece che pro-attiva (consapevole), perché le loro sinapsi si sposserebbero particolarmente.
ll popolo ignorante (colui che ignora) è ben lieto di seguire insegnamenti pre-cuciti. Questo popolo (questo colui), per intenderci, usa il pensiero come un uomo comune usa la sua appendice.
Non è ciò che uno ha studiato, ma il livello di “coscienza” di uno studioso a decidere se le sue conclusioni sono affidabili o meno.
È difficile disseppellire la Verità sepolta sotto tonnellate di letame, eppure potrebbe essere così semplice (anche per te). L’illusione ci tiene prigionieri con manette di neve…
Bye!
Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
Blaise Pascal
Commento di spartaco il 14 agosto 2011 alle 15:33
Max, con tutta la buona volontà, mi sembra di interloquire con un software di scrittura automatica tarato sulla modalità “predicatore della domenica”. Parli di conoscenza, di ego, di verità, di sinapsi spossate (espressione priva di senso), di pensiero re-attivo e pro-attivo, di livelli di coscienza, ma alla fine non dici proprio nulla. Soprattutto non dici nulla in merito al rapporto tra fisica quantistica e terapia omeopatica. Ma in fondo era prevedibile, dietro la retorica da profeta new age non c’è mai nulla. Solo vuoto pneumatico e spocchia ideologica.
Commento di Max il 14 agosto 2011 alle 19:23
Avevo premesso @Spartaco, non tutti abbiamo (per ora) la possibilità di accedere e comprendere determinati livelli di informazione.
Per comprendere bisogna essere pronti a ricevere, e se tutti fossimo pronti, come ti dicevo, non ci sarebbero differenze e quindi non ci sarebbe “evoluzione e crescita”.
E’ inutile spiegare a chi non è pronto a ricevere. Conosci il detto: “Puoi portare un asino alla fonte ma non puoi costringerlo a bere.”
Arriverà anche a te… quando sarai pronto.
Un abbraccio e un augurio per la tua crescita!
Max
Commento di spartaco il 15 agosto 2011 alle 08:47
Mi fai tanta tristezza
ciao ciao
Commento di Gianni Comoretto il 15 agosto 2011 alle 11:15
@max:
condivido in pieno quel che dici, ma lo applico a chi considera la “verità” qualcosa che sia possibile ottenere semplicemente con un po’ di meditazione e gli insegnamenti di un qualche maestro spirituale. Facile, non c’è bisogno di far faticare le sinapsi, basta un po’ di “illuminazione” e qualche esercizio che metta il cervello in modalità “oh come sono contento di aver visto la Verità”. Molto appagante, certamente, ma ha poco a che fare con la realtà del mondo in cui viviamo.
Niente paginate di conti, notti insonni, anni spesi in laboratorio o ad un telescopio per vedere se le tue elucubrazioni hanno qualche attinenza con il modo che ha l’Universo di funzionare. Le cose sono autoevidenti, naturalmente per te, se un altro arriva ad una Verità (sempre con la maiuscola) differente è perché non ha il giusto grado di autocoscienza, non perché entrambe sono solo costruzioni mentali prive di senso.
L’omeopatia è una costruzione mentale di questo tipo. Autoevidente, ma assolutamente slegata dal mondo in cui viviamo e dalle regole con cui funziona. E difatti “funziona” solo se non applico strumenti di verifica seri, se mi fido della sua autoevidenza. Se provo a verificarla (anche solo con il mio modesto proving dell’Aconitum, che a proposito non mi ha fatto ASSOLUTAMENTE NULLA), non funziona più.
Alla fine la domanda è la solita: come puoi sapere che quel che hai “scoperto” è vero? Che quei livelli di informazione non sono solo un tuo abbaglio, una costruzione del tuo cervello? L’intuizione è un ottimo strumento,ma 99 volte su 100 intuisce sbagliato (in chi ha un’ottima intuizione). Occorre un modo per stabilire se sei in quel fortunato caso su 100 o negli altri 99.
Le mie verità (con la minuscola) saran più modeste, ma hanno un riscontro esterno. So che almeno un frammento di verità lo han catturato.
Commento di Gianni Comoretto il 15 agosto 2011 alle 11:33
Aggiungo che la ricerca interiore, lo zen, la meditazione, eccetera sono cose serissime e rispettabilissime. E utili, a tante cose. Pratico arti marziali, e la meditazione è essenziale per coordinare mente e corpo, per praticare correttamente (e viceversa).
Ma non guarisci da una polmonite con la meditazione, né questa ti fa capire come funziona l’Universo.
Commento di Max il 15 agosto 2011 alle 20:13
@Gianni è evidente, dalle tue risposte, che il tuo livello di conoscenze e crescita personale è tutt’altra cosa (non dico né superiore, né inferiore, perché non mi piace esprimere giudizi), a quello di @Spartaco, infatti sulle tue asserzioni è possibile ragionare, apprendere e/o ribattere, comunque avere uno scambio di informazioni utile ad entrambi, pur rimanendo ognuno fermo sui propri convincimenti.
Semmai dovessi notare quello che, “secondo me”, costituisce un confine, è la tua continua necessità di avere evidenza “ESTERNA” per dimostrare a Te Stesso le TUE verità (nota il sillogismo). Secondo me ancora non riesci a fidarti di Te Stesso e quindi per dare una spiegazione al mondo in cui viviamo (quella che per te è la vera Realtà), non riesci ancora a sentire e quindi fidarti della tua autoevidenza, cosa che invece riesci a fare in altri campi.
Con @Spartaco, invece, al momento non è possibile avere un dialogo, in quanto personalmente ritengo inutile ed improduttivo (ed addirittura dannoso per lui), discutere di argomenti che non è in grado di ricevere e/o che io non sono in grado di trasmettere adeguatamente.
Se così facessi, da un lato mi farei fagocitare dal suo vampirismo energetico, e dall’altro rischierei di sovraccaricare oltremodo il suo sistema neurologico, proprio come gonfiare un palloncino oltre le dimensioni da lui sopportabili.
Se io ad esempio gli dicessi che:
La misurazione quantica autoreferenziale nel cervello fa collassare simultaneamente:
1) L’oggetto fisico nella nostra consapevolezza esterna, che include lo spazio-tempo;
2) La rappresentazione del cervello;
3) L’oggetto mentale della consapevolezza interna;
Il collasso dell’onda di possibilità ha bisogno proprio della particolare dinamica autoreferenziale di una gerarchia intricata, che richiede la distinzione tra micro e macro e che solo il cervello può fornire. E’ quindi un processo reciproco: riconosciamo e scegliamo stati mentali che sono rappresentati nel cervello fisico per mezzo di un collasso correlato.
Quanti secondo te riuscirebbero a comprendere questa asserzione, invece che tacciarla “immediatamente” come surreale o dettata da uno fuori di testa??
Max
Pingback di Boiron minaccia (di querelare) un blogger bolognese « una mela al giorno ….. il 16 agosto 2011 alle 07:30
[...] di Boiron, leader mondiale del mercato dei medicinali omeopatici, per aver pubblicato due articoli (link e link) e ne spiega i motivi in questo altro articolo, su www.blogzero.it Condividi questo [...]
Commento di spartaco il 16 agosto 2011 alle 09:40
Caro Max, tanto per la cronaca, in fisica quantistica non esiste alcun “collasso dell’onda di possibilità”; è una frase suggestiva ma non significa assolutamente nulla. Ti consiglio di ripartire dalle basi, tipo manuale Fisica 1/2; e poi, piano piano potresti avventurarti nello studio delle particelle subatomiche: è molto piùbello scoprire le cose attraverso lo studio. Il mio sarà anche “vampirismo energetico” o superbia scientista, ma mi sembra difficile discutere con chi non possiede neanche i minimi rudimenti di ciò di cui sta parlando.
Nel migliore dei casi sei un adepto di Amit Goswami, signore peraltro simpaticissimo, ma considerato un pittoresco santone dalla comunità scientifica mondale.
saluti
Commento di Gianni Comoretto il 16 agosto 2011 alle 14:08
@max: no, non mi fido di ciò che è evidente per me. Non mi fido perché vedo che questa “evidenza” spesso si rivela in seguito falsa. Perché vedo che non è altrettanto autoevidente per altre persone. Perché vedo che le cose che mi sembrano “ovvie” secondo logica. Le mie certezze (es. sull’omeopatia) sono tali perché supportate da esperienze esterne, e soggette a revisione (es. mi metto in gioco con l’esperienza dell’Aconitum).
La logica non è univoca, almeno non nel mondo reale e/o per le nostre limitate capacità cognitive. Il mondo perfetto parmenideo, o gli ideali platonici, non ci sono (o non sono accessibili). Per cui occorre andare un passettino alla volta, fidandosi dell’intuizione per decidere in che direzione cercare, ma con l’umiltà di verificare OGNI passo. E di tornare indietro le 9 volte su 10 in cui la verifica dà esito negativo.
Purtroppo devo confermare il giudizio di Spartaco sul collasso autoreferenziale della funzione d’onda. Di che funzione d’onda? Cosa intendi per “collasso della funzione d’onda”? Perché sarebbe necessaria una coscienza per far funzionare la meccanica quantistica? Quando non c’erano osservatori coscienti, le funzioni d’onda collassavano (nelle interpretazione della MQ che prevedono un tal collasso)? La Luna esiste quando nessuno la guarda? La rappresentazione mentale della realtà esterna (comunque avvenga) richiede una interpretazione quantomeccanica o funziona anche in una approssimazione semiclassica? E la rappresentazione all’interno di un computer? Insomma quelle frasi o sono un po’ di technobabble o presuppongono un numero ENORME di altre assunzioni, molte delle quali su terreno completamente sconosciuto. Non abbiamo idea di cosa sia esattamente la coscienza, ci sono molti dubbi c’entri qualcosa con la meccanica quantistica, la MQ non richiede in nessun modo una coscienza, un “osservatore” per funzionare, e alcune interpretazioni non hanno proprio nessun “collasso della funzione d’onda”.
Pingback di Homeopatische kwakmultinational dagvaardt Italiaanse amateurblogger « Sereniteit il 16 agosto 2011 alle 15:15
[...] zijn eerste bericht, vertelt Samuele Riva over de geschiedenis van homeopathie en het getal van Avogadro. In zijn [...]
Commento di Arb il 16 agosto 2011 alle 17:13
“Se così facessi, da un lato mi farei fagocitare dal suo vampirismo energetico, e dall’altro rischierei di sovraccaricare oltremodo il suo sistema neurologico, proprio come gonfiare un palloncino oltre le dimensioni da lui sopportabili.”
LOL !!! Il sovraccarico del sistema neurologico per eccesso di Verità mi mancava ! L’Illuminazione Zen rischia di sovraccaricare i neuroni non protetti da adeguati fusibili dell’anima ?
Quanto da te scritto, scusami, è di una semplicità sconcertante. E – ti fermo subito – sì, l’ho capito e meditato approfonditamente, concetto per concetto. E’ una variante autoreferenziale di “come fosse antani”.
Quando i filosofi si mettono a discettare dottamente di concetti fisici o quantitativi che non conoscono minimamente, ma pensano di poter descrivere con elucubrazioni del tipo “a me mi pare che sia cosà, e per analogia mi viene anche da dire così”, li farei passare sei mesi a testa bassa su un trattato di termodinamica e delle monografie in tedesco sulle serie di Laurent. E poi riparliamo delle loro reali competenze fisico-matematiche.
Prova a progettare una casa, senza sapere nulla di statica ma perchè “riconosci dentro di te la Verità della tenuta statica di questo edificio”…
Adesso, per cortesia, visto che noi abbiamo capito te, prova invece tu a capire, che so, come vengono quantificati gli hamiltoniani. Quello sì che rischia di “sovraccaricare il sistema nervoso”, se non sai di cosa stai parlando…
Commento di Gianni Comoretto il 16 agosto 2011 alle 18:49
Tanto per chiarire. Nelle interpretazioni della MQ che includono un “collasso della funzione d’onda”, questo avviene quando il sistema viene “osservato” da un QUALUNQUE apparato macroscopico. Un contatore Geiger che fa “click” quando passa un elettrone è perfettamente qualificato come “osservatore” per far collassare la funzione d’onda di un elettrone nel punto in cui si trova, e finora di contatori Geiger autocoscienti ne ho incontrati pochini.
Commento di Max il 16 agosto 2011 alle 20:09
e poi…
http://it.wikipedia.org/wiki/Collasso_della_funzione_d'onda
http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanica_quantistica
[..]Qui ci limiteremo a citare l’approccio standard relativo a questo problema, chiamato interpretazione di Copenaghen.
Secondo questa interpretazione, quando viene effettuata una misura di un’osservabile, la parte di funzione d’onda pertinente a quell’osservabile “collassa”, (vedi collasso della funzione d’onda), portando ad una funzione d’onda che fornisce la massima probabilità (evento certo) al valore ottenuto in quella misura, che viene chiamata autofunzione dell’osservabile misurato.[..]
…in mano a chi stiamo…
Commento di spartaco il 16 agosto 2011 alle 22:12
Max, è la prima volta che parli di FUNZIONE d’onda. Prima evocavi l’immaginifica “onda di possibilità”. Poi sei corso ai ripari copiancollando la definizione di Wikipedia nel tuo comment. Dubito tuttavia che tu sia in grado di comprendere il significato matematico del concetto di funzione. O quantomeno di collocarlo nel dibattito sull’efficacia dei rimedi omeopatici. Hai una curiosa tendenza a diluire i discorsi in classsi concettuali vaghe e indistinte. Alla fine del processo non rimane neanche una molecola di raziocinio.
Commento di Samuele il 17 agosto 2011 alle 00:13
Max, se devi leggere wikipedia, almeno leggiti la versione inglese che è più completa… il paradosso del collasso della funzione d’onda si risolve proprio come diceva Gianni poco prima: il contatore Geiger effettua la misura e quindi ha il ruolo di “osservatore” nell’esperimento (nel caso del gatto di Schrodinger), per questo la particella “collassa” e porta ad un evento certo e non probabilistico.
Come tutto questo possa centrare con l’omeopatia, non si sa.
Ma la MQ è fantastica per confondere le acque, dire ciò che si vuole senza timore di essere sbugiardati… tanto “nessuno la capisce fino in fondo”
Commento di Max il 17 agosto 2011 alle 00:48
@Spartaco, @Arb, @Gianni
A colui che guarda razionalmente il mondo, il mondo a sua volta presenta un aspetto razionale. Il rapporto è reciproco.
Molta della razionalità che mettiamo nella nostra vita, e nel giudicare quella degli altri, non è affatto razionalità ma è la giustificazione a posteriori, con argomenti che si sforzano di essere razionali, di impulsi emotivi e accadimenti inspiegabili. È il tentativo di ingannare noi stessi e il caos in cui annaspiamo ogni giorno, fingendo un ordine che non esiste.
Inoltre, le lunghe dimostrazioni razionali non convincono mai quelli che non sono convinti prima, e per quelli che son d’accordo, bastano invece semplici accenni, dubbiose tesi o vaghi assiomi.
Per cui non sforzarti… convinceresti l’unica persona che è già convinta: Te Stesso, o coloro che non hanno necessità di essere convinti da te.
Se tra tutti noi ci fosse stato un solo elemento di spicco o di successo “riconosciuto”, stanne certo che non stava qui a perdere il suo tempo continuando a discettare sul nulla.

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Forse una sola persona su questo blog ha risposto esaustivamente, mettendo (secondo me) tutti in mutande, e dimostrando dove c’è la vera ricerca e conoscenza, e parlo di P. Bellavite. Per il resto vedo solo chiacchiere al vento, me compreso, anzi me per primo.
La differenza, se ancora non si era compresa, è che io:
1. non voglio passare per il “premio nobel” di turno, come invece tentano invano di fare diversi posticci pseudo scienziati, che si dilettano a mostrare i muscoli del proprio ego soppresso da tanti studi che oggi non riescono a mettere in pratica come vorrebbero (dis-valore tra ciò che fanno e ciò che pensano di essere/valere);
2. che io, proprio per questo, mi diletto e mi diverto, lanciando “provocazioni” alle quali puntualmente corrispondono re-azioni attese e spesso quasi calcolate
a volte riesco nell’intento di “risvegliare” le persone addormentate sul letto delle loro nozioni e cognizioni, che gli sono utili solo a riempirsi la bocca e il proprio IO insoddisfatto (vedi @Arb), ma che li tengono di gran lunga lontani dal raggiungere quello che desiderano.
Altre volte (anzi molto più spesso), mi intrattengo solamente, acquisendo comunque elementi utili per me stesso e per i miei studi.
Ciò detto, è ovvio che credo in quello che affermo, anche se a volte tendo ad estremizzare i concetti (soprattutto quelli più tecnici/scientifici), pur auto-riconoscendone l’opinabilità.
Come “forse” avrete potuto notare, tu e gli altri due (@Gianni e @Arb), cioè gli unici tre che continuate ancora a ribattere alle mie esposizioni, non ho più parlato di omeopatia dall’ultimo lungo post inserito, dove dicevo appunto che quello sarebbe stato l’ultimo mio intervento sull’argomento omeopatia, ma ho spostato il discorso e quindi l’interesse su un altro tipo di argomento.
Non voglio assurgermi la capacità di guidare il dibattito su ciò che m’interessa, ma voglio semplicemente farvi notare come invece voi andate dietro ogni tipo di ciarla, basta che affermiate le Vostre Ragioni, evidenziate la statura dei Vostri Intelletti, mostrate i tessuti muscolari delle Vostre conoscenze e riempite a dismisura il Vostro (fragile) EGO.
Sono convinto che siete persone intelligenti, anzi probabilmente superiori alla media, e perciò credo sia evidente anche per voi l’inutilità di continuare a discutere “solo” tra noi di un argomento sul quale (almeno su questo blog) la grandissima parte di coloro che lo leggono si sono fatti la loro opinione, mentre noi non cambieremo MAI le nostre, pure se scendesse il Grande Architetto in persona con prove inconfutabili o per l’uno o per l’altro: L’orgoglio annienta ogni cosa!
Per quanto mi riguarda, tranne dovermi difendere da offese personali, cosa che non credo accadrà, ritengo terminata qui la mia briosa e anche edificante chiacchierata con voi, che certamente mi è stata utile per le passioni che coltivo, nonché per svagarmi la sera sul terrazzo della mia casa al mare, mentre lo sciabordio delle onde attivava maggiormente i miei esili neuroni
Seguirò comunque con piacere questo blog, riservandomi di intervenire semmai in altre discussioni che attireranno la mia attenzione.
Concludo sommessamente dicendovi che forse il passaggio più importante per ognuno di noi, sarà quello di attraversare il ponte che porta.
dall’Ego-Intelletto alla Coscienza-Esperienziale.
Per ora via auguro Buon Viaggio, affinché possiate vivere appieno i vostri doni e una vita ricca di significato, e magari dedicarvi un po’ di più alle vostre passioni e un po’ di meno a rispondere a tipi come me
Con cordialità.
Max
Commento di Max il 17 agosto 2011 alle 01:00
…opsss scusa Samuele, avevo dimenticato di inserirti, ma ho letto solo ora il tuo commento, e d’altronde abbiamo scambiato pochissime “chiacchiere” io e te.
Complimenti per il tuo inglese, lo sai che sei tra i pochi che riescono a leggere Wiki in lingua originale? E complimenti per la tua capacità di comprendere quella che vi piace abbreviare con “MQ”. Secondo me sei sprecato a scrivere su questo splendido blog.
Non ribatto alle tesi tecniche, sia per evidente incapacità, sia per non ripetere le solite panzane, sia per quello che ho detto nel post sopra.
Eppoi… ma certo, non volevo trascurati, per cui ti inserisco di gran diritto tra coloro il qui EGO grida e si sforza costantemente per andare controcorrente e risvegliare le coscienze assopite.
Ed è ovvio che rientri appieno anche tu nel discorso fatto prima, per cui il mio augurio è valido anche per TE.
…Complimenti… davvero un bel blog!! Ma forse te l’avevo già detto!
Commento di Francesco il 17 agosto 2011 alle 09:15
Funzione d’onda a parte, quando ero piccolo (3 anni) i miei genitori mi hanno salvato con l’omeopatia senza neppure sapere che lo fosse.
Ripeto: mi ha salvato la vita laddove i normali farmaci che avevo preso fino ad allora avevano clamorosamente fallito.
Pura invenzione? Non credo visto che ho fatto controllare quelle fialette (tutt’ora conservate per ovvie ragioni) e mi hanno confermato che si tratta di prodotti omeopatici.
Questo mi basta. Grazie.
Pingback di Boirons Entenleber – Let’s go Streisand! | Cyberfux – Das Blog il 17 agosto 2011 alle 10:16
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf [...]
Pingback di Ein Hauch von Entenleber – devatrox il 17 agosto 2011 alle 10:38
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Pingback di Die ganze Welt des Wahnsinns » Geballter Wahnsinn 15 – Von Esoterikern, Homöopathen, Entenlebern und Klagen » Die ganze Welt des Wahnsinns il 17 agosto 2011 alle 12:55
[...] Dollar bescheren. Der Italiener Samuel Riva veröffentlichte daraufhin zwei Blogeinträge ( eins, zwei), in denen er kommentiert, was das Zeug für ein Unfug ist…daraufhin will Boiron ihn [...]
Pingback di Wie Big Homeopathy kleine Blogger drangsaliert | ars libertatis il 17 agosto 2011 alle 13:53
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Pingback di Boiron, C200 und der Streisand-Effekt « Delengkal Weblog il 17 agosto 2011 alle 14:56
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf die [...]
Commento di Elisa S. il 17 agosto 2011 alle 15:33
e di questa ricerca SCIENTIFICA che diciamo?
http://www.corriere.it/salute/11_luglio_24/acqua-omeopatia-pappagallo_943d1c4c-b61e-11e0-b43a-390fb6586130.shtml
Visto che qualcuno ridicolizzava la “memoria” dell’acqua….
Io l’omeopatia la uso per me e per i miei figli con sorprendenti risultati. Soffro d anni di herpes e per chi ha avuto il dispiacere di provarlo, l’herpes, non quello labiale, provoca dei dolori ai nervi terribili e una sensazione di bruciore alla pelle quasi come se stesse andando a fuoco. Non a caso parliamo del cugino del Fuoco di Sant’Antonio. Assumo 3 granuli del rimedio prescritto e il fuoco scompare. Effetto placebo!? Non vi auguro di provare perchè sarebbe una gran brutta maledizione!
Pingback di Dumm wie Boironstroh « EHBB-Blog il 17 agosto 2011 alle 15:38
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf die [...]
Commento di Samuele il 17 agosto 2011 alle 15:38
Elisa, leggiti almeno le “Notizie correlate” nello stesso articolo: “nulla di nuovo sull’omeopatia”:
http://www.corriere.it/salute/11_luglio_25/remuzzi-polemica-omeopatia-memoria-acqua_380838e4-b6af-11e0-b3db-8b396944e2a2.shtml?fr=correlati
Buon per te che l’omeopatia funziona con l’herpes (che comunque è la classica infezione che passa da sola), basta che non inizi ad usare quei “rimedi” per le malattie vere, poi fai come credi…
Pingback di Eat this, ihr Homöopathen il 17 agosto 2011 alle 15:38
[...] um davon zu profitieren. Der italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf die [...]
Pingback di Una bacteria inexistente, un pato inocente y unas amenazas insensatas — Amazings.es il 17 agosto 2011 alle 17:48
[...] es comprensible que el italiano Samuele Riva emplease la imagen del Oscillococcinum de Boiron para hablar en su blog de lo absurdo de la homeopatía. Hay muchos remedios homeopáticos ridículos, pero este se caracteriza porque lo comercializa con [...]
Commento di Gianni Comoretto il 17 agosto 2011 alle 18:43
@elisa:
quella NON È una ricerca scientifica, né è un articolo del Journal of Physics. È una relazione ad un convegno in cui si racconta la vecchia (e stracriticata) ricerca di Montagnier del 2009 in cui lui interpreta disturbi elettromagnetici come segnali del DNA, e i cui atti sono pubblicati in quella rivista (senza controlli editoriali).
Sull’herpes propongo anche a te la prova delle 20 boccette: prendi 10 boccette con granuli del rimedio e 10 con granuli di zucchero identici, numerate a caso. Ad ogni infezione usa una delle boccette e vedi se passa. Se non passa rapidamente, usa pure quel che ti pare. Poi vedi se hai indovinato quali boccette contenevano il rimedio. Se ne indovini almeno 18, vuol dire che funziona.
Pingback di Homöopathie ist ein Gradmesser der Gesellschaftsverblödung | Tales from the Mac Hell il 17 agosto 2011 alle 19:31
[...] verklagt einen Blogger, weil er sagt, was zu Homöopathie gesagt werden muss. Ich sags auch gern nochmal in meinen Worten: es handelt [...]
Pingback di Homöopathischer Blödsinn | RAPPELSNUT il 17 agosto 2011 alle 19:48
[...] um davon zu profitieren. Der italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf die [...]
Commento di Elisa S. il 17 agosto 2011 alle 21:02
@Samuele magari l’herpes fosse una classica infezioncina che passa da sola. Sembra che parli del raffreddore. Oh certo, di herpes non si muore, ma ti assicuro che per chi lo prende con i fiocchi, l’infezione dura giorni e giorni, anche una settimana, e provoca oltre alle bolle col bruciore localizzato, anche dolore terribile alla minzione, bruciore della pelle e infiammazione dei nervi della gamba. Per cui non credo che la scomparsa totale dei sintomi possa essere dovuta al potere della mente e che i sintomi che normalmente passano in SETTE giorni, possano passare dopo una sola somministrazione, e quindi DOPO poche ore, casualmente. Sicuramente ti garantisco che senza la somministrazione del farmaco, NON è uguale, perchè quando non lo prendo, non arrivo a zoppicare ma quasi.
@Gianni, sarà pure una relazione ad un convegno, ma si baserà su un qualche dato, oppure sui sogni notturni di questo Montagner? In ogni caso l’articolo è di luglio di quest’anno, non del 2009. Forse in Italia abbiamo un fuso orario di due anni!
Commento di ivabellini il 17 agosto 2011 alle 21:09
@Elisa
ma vuoi che queste cose che dici non risultino ad uno con un minimo di buon senso? no, non qui appunto, se vuoi essere ascoltata con un minimo di buon senso devi prima trovare chi ne ha…e poi parlarci senza avere il rischio di vederti cascare le ovaie per terra ;
Pingback di Hochpotenter Ententeich. Homöopathie ist halt doch nur Geldscheffelei… « rescue blog il 17 agosto 2011 alle 22:40
[...] Artikel über den weltweit größten Homöopathiemüllhersteller, Boiron, geschrieben, nämlich diesen und diesen. Und da ich in der Schule erst erfolgreich Italienisch gelernt und es dann nach dem [...]
Commento di Jonni il 17 agosto 2011 alle 23:27
E sarebbe anche molto bello se i seguaci dell’omeopatia smettessero di chiamare la medicina scientifica “allopatica”. Mi spiace per voi, ma l’allopatia ERA la medicina dell’epoca di Halemann, quando si combattevano le malattia, a suon di salassi, tentando di contrapporre alla presunta causa di un male (miasmi, influssi del fuoco o della terra) il suo principio contrario (all’acqua la terra, alla terra l’acqua).
Se dio vuole, la medicina oggi è qualcosa di diverso.
Per cui, suvvia: smettete di essere ridicoli e fatela finita nel chiamarla “medicina allopatica”; vi spaventa troppo chiamarla “scientifica”?
Commento di Richard il 17 agosto 2011 alle 23:57
Ho mandato questo testo a internet@boiron.fr, tanto per fare sapere come sono indignato dalla loro reazione
Sirs,
My wife has cured our three children (now aged 16, 11 and 11) from birth to date with oscillococinum and other similar products, a choice which I have always considered harmless.
Until today, when I read on the web the text of a threatening letter that you sent to an Italian blogger, Samuele Riva, about a piece he wrote on his blog, blogzero, in which he retold the well-known history and chemistry of homeopathy. Your action in sending this letter is not harmless.
I now know that homeopathy, at least as expressed by your company, is extremely dangerous to free speech, without which there can be no health. I have therefore decided that -unless and until you widely publish a full retraction of your action and an apology to Mr Riva – my family shall no longer buy any of your products whatsoever, which we shall actively boycott, and we shall explain the reasons for this decision and for our action to our relatives, friends and acquantances.
Pingback di Andreas Kyriacou über Manches » Neu von Boiron: Streisand C200 il 18 agosto 2011 alle 02:01
[...] zu erproben. Sie streuten zwei frisch gepresste Glaubuli auf eine Papierversion des Textes «Omeopatia: mito e leggenda» des italienischen Bloggers Sammele Riva – und schon setzte die Informationspotentierung ein. [...]
Pingback di Homöopathie-Firma bekommt durch Zensur-Versuch eine Anzeige | NetzTag. - Täglich im Netz il 18 agosto 2011 alle 07:11
[...] ist zumindest die italienische Fassung der Artikel noch problemlos im Blog einzusehen. Mittlerweile berichteten bereits so viele wissenschaftliche [...]
Commento di FULVIO AMADORI il 18 agosto 2011 alle 08:44
Caro Samuele, chi ti scrive è un medico di base che si avvale nella sua professione trentennale della medicina allopatica e cosiddetta omeopatica. Se hai l’onestà intellettuale vatti a leggere gli articoli dedicati alla “memoria dell’acqua” di tante personalità della medicina tradizionale come un Nobel di nome Montagnier. Penso che in qualsiasi campo ci vorrebbe uno spirito di critica costruttiva e non buttarsi a capofitto contro tutto ciò che non si ama e forse neppure si conosce; hai dimenticato una cosa fondamentale in quell’attacco a piedi pari contro l’Omeopatia: IL PAZIENTE. Ma chiedo troppo ad un ingegnere, non so bene in che campo, che conosce (SPERO) a menadito la chimica, la fisica, le piante….ma non sa nulla di quel meraviglioso mondo della MATRICE EXTRACELLULARE che è fatta di chimica, fisica, risonanza, magnetismo….argomento inutile da trattare perchè non siamo alla pari…prima studia, studia, applicati a fondo e poi magari sarai in grado di metterti alla pari di chi tutti i giorni e SENZA FINI DI LUCRO (PARLO PER ME E POCHI ALTRI) tutti i giorni da sollievo a disturbi che assillano magari da anni i pazienti che gli si affidano. Ultima considerazione: hai mai sentito parlare di medicina OLISTICA? Se no STUDIA! Se si allora RISTUDIA!! Buona fortuna, anche se l’hai già scalata e per gli ignoranti ci sei riuscito! Mi spiace che il Sig. Boiron abbia reagito in quel modo invece di smontarti pezzo per pezzo le corbellerie che hai scritto, ma vedi, il Sig. Boiron non è un buon comunicatore forse anche perchè non è un medico che esercita o non è un medico e soprattutto deve difendere la stozza quotidiana…..
Commento di terri il 18 agosto 2011 alle 08:47
ci sono cose che la scienza non riesce a spiegare se non ci credi lascia perdere l’omeopatia curati con quello che ritieni più opportuno
Pingback di Andreas Kyriacou über Manches » New from Boiron: Streisand C200™ il 18 agosto 2011 alle 09:37
[...] study on a blog article. They dispersed two freshly pressed globules onto a printout of the text «Omeopatia: mito e leggenda» by the Italian blogger Sammele Riva – and the information was potentiated with only lithe [...]
Pingback di Por un puñado de moléculas - Esceptica il 18 agosto 2011 alle 10:14
[...] Riva en la historia, porque a él también se lo pareció, de modo que escribió una entrada, esta entrada, y luego otra, diciendo que le parecía, eso, chocante. Con más desparpajo que yo, y con más [...]
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 11:04
@Amadori:
Ha letto l’articolo di Montagnier? Conosce qualcosa di analisi di Fourier di segnali? È in grado di capire che in quello studio non si analizzano segnali DEL DNA, ma segnali (interferenze) presenti nell’ambiente? Non sono illazioni, c’è scritto esplicitamente nell’articolo.
E dove potrei leggere gli articoli SCIENTIFICI (non le fantasie di qualche alternativo) che mostrano un’influenza del magnetismo sulla matrice extracellulare? E la parola risonanza mi spiega cosa significa in quel contesto?
La medicina “allopatica” tiene conto del paziente (dovrebbe farlo, in teoria, poi se non lo fa è un altro paio di maniche). Un bel colloquio di mezz’ora con il malato aiuta sempre, sia a cercare di capirne la storia e l’individualità, che a stabilire un contatto che ha valore terapeutico. Queste cose si sanno, non è mica solo l’omeopatia a dirle. Ma l’omeopatia ha SOLO questo, manca completamente l’aspetto della cura. E l’omeopata che prescrive a telefono la cura è esattamente equivalente al medico della mutua che fa certificati per telefono.
@terri:
Il mio mestiere è di studiare cose che la scienza non riesce ancora a spiegare (se le spiegasse tutte sarei disoccupato). Ma cose che esistono. La scienza serve anche a verificare se una cosa esiste o meno. Se una cura non riesce a dimostrare di essere efficace in uno studio scientifico significa che non è abbastanza efficace da poter essere usata con vantaggio.
O rigirando il sillogismo, se l’omeopatia funzionasse in modo tale da dare dei vantaggi evidenti a chi la usa, il più scalcinato studio clinico vedrebbe effetti eclatanti,indubbi, non il “con l’omeopatia si guarisce in 9 giorni, senza nulla in 10, l’omeopatia mostra un effetto anche se non statisticamente significativo” degli studi più ottimistici.
Commento di cocola il 18 agosto 2011 alle 11:50
Salve a tutti, soprattutto a Samuele!!!
Ho letto l’articolo che riguarda i prodotti omeopatici e la loro beffa sulla concentrazione in principio attivo.
Comprendo benissimo la diffidenza in questo genere di prodotti salutistici,soprattutto perchè il Ministero Italiano in primis deve avere delle concentrazioni,dei numeri di molecole in mano per dire che un prodotto sia valido.
L’omeopatia,scienza nata qualche secolo fa e studiata ancora oggigiorno da molti uomini di ogni razza e religione, non s’inventa le molecole per poi scoprire che tipo di effetto possa avere sul corpo dell’uomo, ma si basa sull’osservazione,secondo uno dei principi base dell’omeopatia ‘il simile cura il suo simile’.
Se tale scienza non avesse un minimo di efficacia, allora potremmo consigliare di bere l’acqua usata per raffreddare il nocciolo di uranio, dalle analisi questa risulta priva di radioattività (così sostengono!!)!!!!
IO GUARDO I RISULTATI!!!
(come consigliano in un noto spot!!)
Commento di Fulvio Amadori il 18 agosto 2011 alle 13:11
@Gianni Comoretto. Quanta spocchia tira fuori il nostro caro Astrofisico (non so se sia Lei)! Ma lei crede di avere in pugno tutto lo scibile umano? e chi è Lei per smontare teorie ma anche e soprattutto evidenze cliniche di cui Lei non sa nulla? Si occupi (sempre se è Lei l’Astrofisico) di stelle, magnetismo terrestre e di Leggi di Fourier in maniera professionale, Le concedo di avere opinioni e di esprimerle in campi professionali non suoi come e quando vuole, ma non si permetta di screditare l’operato di tanti onesti professionisti con quella spocchia che l’accomuna al nostro furbo ingegnere Samuele. Quando vuole Le vorrò fornire articoli, documenti di Professori quale il Prof. Edward J. Calabrese della University of Massachussets Amherst. (PER LA CRONACA IL SUDDETTO E’ UN ALLOPATA E NON UN OMEOPATA)
Commento di danzac il 18 agosto 2011 alle 13:27
Straordinario, davvero straordinario. Il professor Fulvio Amadori addirittura “concede” a Comoeretto “di avere opinioni e di esprimerle in campi professionali non suoi”. Da che parte sta dunque la spocchia e l’arroganza?
Il gentile dottore, evitando di rispondere alle domande di Comoretto sull’influenza del magnetismo nella matrice extracellulare (che per la cronaca non è un luogo magico ma semplicemente l’area di tessuto connettivo esistente tra il citoscheletro di una cellula e l’altro in cui avvengono reazioni biochimiche osservabili), cita un articolo del professor Edward J. Calabrese. Attendiamo con ansia che l’articolo venga postato sul blog per poterne discutere pacatamente.
Commento di sandrino il 18 agosto 2011 alle 13:58
Sono arrivato sul vs blog solo dopo aver letto l’articolo su repubblica ed ho iniziato a leggere i commenti, sinceramente troppi per leggerli tutti.
Premesso ciò, e probabilmente uscendo un po fuori dal seminato, non riesco a comprendere le avversità riguardo una medicina alternativa che, seppur non provato scientificamente, produce dei benefici a chi ne fa uso.
Ma vi siete mai posti il problema dei risultati scientifici dei medicinali allopatici, ma quali garanzie abbiamo e soprattutto su quante persone vengono effettivamente testati.
E poi scusate ma qual’è il problema se a me va di acquistare un tubo di granuli a mie spese senza chiedere alcunchè alla comunità, a differenza degli abusi e sperperi che avvengono nella sanità pubblica. sfido chiunque di voi che sia mai andato dal dottore senza trovare un informatore “scientifico” che vi entra davanti.
Io generalmente godo di buona salute tanto da non prendere medicinali da anni ed ho scoperto l’omopatia con mia figlia a circa sei mesi di vita.
Risultato 10 suoi coetanei in ospedale con principio di bronchite e lei a casa con la sua acqua fresca. Non mi parlate di suggestione o placebo a sei mesi!!!!!!!!
Certo è altrettanto vero che una multinazionale non può fare la voce grossa solo perchè sia parli di lei minacciando un privato cittadino.
adesso devo lasciarvi magari torno dopo
buona discussione a tutti
Commento di ivabellini il 18 agosto 2011 alle 14:03
@Sandrino
“10 suoi coetanei in ospedale con principio di bronchite e lei a casa con la sua acqua fresca. ”
queste è una delle tante testimonianze di genitori che curano con l omeopatia
potresti chiarire presso quale medico curi tua figlia?
Commento di E. Berndt il 18 agosto 2011 alle 14:36
http://www.topclassactions.com/lawsuit-settlements/lawsuit-news/1309–boiron-oscillococcinum-class-action-lawsuit
http://www.scienceblogs.de/kritisch-gedacht/2011/08/dumm-wie-boironstroh.php#comment243529
Commento di Fulvio Amadori il 18 agosto 2011 alle 14:44
@danzac. 1) Intanto Prof. danzac Lei potrebbe firmarsi e non nascondersi dietro uno pseudonimo. 2) Vedo che digitando su Google Lei ha trovato la definizione di “matrice extracellulare”. 3) Se questa è la sua conoscenza “geografica” e non metabolica della matrice la lascio nella sua ignoranza (nel senso di ignorare). 4) Basta che Lei digita quei nomi in rete e le si aprirà un mondo a Lei sconosciuto. 5) Non Le linko proprio nulla, faccia Lei lo sforzo di usare almeno un ditino…..
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 15:08
@Anadori
La ringrazio della concessione ad avere un’opinione.
L’analisi di segnali, di qualsiasi tipo, fa parte delle mie competenze. Posso giudicare l’articolo di Montagnier da questo aspetto, essendo competente a farlo. Utilizza strumenti inadeguati (perché suscettibili ad interferenze), non si preoccupa di analizzare queste interferenze, e anzi sostiene che siano queste a fare da base al “segnale” del DNA. Questo semplicemente non ha senso, basta che passi una volante della polizia vicino al suo laboratorio e i poliziotti chiamino in centrale, e le interferenze cambiano. Basta che si accenda il frigo, che il PC nella stanza accanto accenda il salvaschermo…. Di tutto questo DELIBERATAMENTE non se ne tiene conto, e si attribuisce tutto alle “emissioni” del DNA.
Ho dato un’occhiata alla bibliografia del prof. Calabrese (incidentalmente, l’”allopatia” non esiste più da almeno un secolo, quindi non è sicuramente un “allopata”). Afferma che alcune tossine possono avere una risposta fortemente non lineare con la dose, piccole quantità di una tossina possono avere effetti molto diversi da quelli di una dose alta. Non ho le competenze per valutare la cosa, ma questo NON C’ENTRA ASSOLUTAMENTE NULLA con la mia domanda sul magnetismo nei tessuti biologici. E incidentalmente non c’entra nulla con l’omeopatia, per vari motivi:
- le sostanze esaminate esistono, nei preparati che lui studia
- le sostanze non curano genericamente qualcosa con gli stessi sintomi, le malattie curate con l’omeopatia non sono intossicazioni
- non esiste niente che assomigli al “simillimus”, le risposte a basse dosi non sono esattamente speculari ai danni ad alte dosi
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 15:19
@cocola:
Il ministero non richiede che ci sia un numero di molecole per validare un farmaco. Ma richiede che questi abbia superato un test di efficacia.
Possiamo discutere sul fatto che per alcuni farmaci le ditte barino sul test, come possiamo discutere sul fatto che non tutti i detentori di una patente d’auto abbiano davvero superato un esame di guida (o tanti altri esempi). Ma non posso sostenere che merito la patente perché guido meglio di Nichi Lauda, e poi ogni volta che vado a fare l’esame della patente mi fan scendere dopo 10 metri . L’omeopatia sostiene di essere efficace, ma quando si fa delle prove di efficacia fallisce. E la cosa non stupisce, considerato il fatto che è acqua (o zucchero) purissima.
Ti chiedi su quante persone i farmaci “allopatici” (e ridaje, l’aspirina, gli antibiotici, ecc. non sono “allopatici”) siano stati provati per verificarne l’innocuità. Tipicamente milioni. Mi sai dire su quante persone sia stata mai verificata l’innocuità che so della Nux Vomica? NESSUNA. Certo, essendo acqua pura dubito possa avere effetti, quindi dubito possa avere effetti dannosi. Ma siete voi a sostenere che ha effetti, quindi spetterebbe a voi controllare che non ne abbia di dannosi.
E mi togli una curiosità: chi ti ha detto che l’acqua di raffreddamento delle barre di Fukushima non è radioattiva?
Commento di Oflixs il 18 agosto 2011 alle 15:30
Amadori postace l’ articolo!!!!!! Stiamo aspettando!!!!
Commento di danzac il 18 agosto 2011 alle 15:54
Bravo Amadori non linki nulla. Ce ne faremo una ragione.
Commento di anbi il 18 agosto 2011 alle 16:30
Sull’efficacia dei farmaci omeopatici io non ho dubbi da molti anni:
un tubetto di granuli contiene (supponiamo) 1g di granuli di zucchero che sono stati spruzzati con la “soluzione” alla diluizione indicata sull’etichetta.
Un tubetto (supponiamo) viene venduto a 5euro.
Significa che quello zucchero in granuli ha acquisito un valore di 5000euro/kg.
Non venite a dirmi che questo non e’ effetto macroscopico, evidente, tangibile.
Grazie
Commento di cocola il 18 agosto 2011 alle 16:45
Salve Gianni,riguardo alla mancata efficacia dei prodotti omeopatici vi sono molti studi leggibili su PubMed, un esempio può essere il link di seguito
( http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20673648 ).
Un prodotto omeopatico è oggi in commercio grazie alla sua capacità di risolvere un disturbo o prevenirlo. Questo è scritto nella miriade di libri di differenti medici che hanno osservato e studiato l’effetto delle sostanze provenienti dall’ambiente esterno nel nostro corpo. I test sono eseguiti di continuo,basandosi sulle osservazioni riportate nelle Materie Mediche.
Riguardo al Ministero devo rettificare, infatti da qualche tempo ha riconosciuto a tali prodotti la dicitura ‘farmaco’, infatti sono detraibili fiscalmente. Per annoverali, presso il Ministero hanno dovuto valutare gli studi di efficacia per riconoscerli come ‘efficaci’!
I rimedi omeopatici sono specifici!Ciascuno ha un’azione precisa,quindi è necessaria una buona preparazione in ambito omeopatico da parte dell’operatore sanitario,ma anche il paziente deve parlare liberamente e minuziosamente di tutti i sintomi che avverte,altrimenti potranno essere prescritti rimedi non adatti!…e poi è difficile leggere nel pensiero dell’ammalato! Inoltre,tutto ciò che entra in contatto con il nostro organismo ha un effetto, spetta a noi se definirlo benefico o meno,anche i farmaci omeopatici possono manifestare effetti collaterali.
Riguardo alle barre di raffreddamento,hanno sostenuto la non pericolosità dell’acqua dolce perchè in seguito ad analisi è risultata non radioattiva,eppure non è stata bevuta,ma forse ho preso uno degli esempi più ostici!!!
Commento di pocopoco il 18 agosto 2011 alle 16:56
basterebbe ben poco per convincere gli scettici: si prende un campione di cavie (umane e/o animali; le umane andrebbero scelte tra scettiche e non) tutte sane. Poi si sottopongono alla somministrazione di farmaci omeopatici in grado di scatenare sintomi o patologie evidenti (un medico omeopata mi ha garantito che si possa fare). Per il bene della scienza, limitandoci a qualche effetto passeggero (un po’ di orticaria, un foruncolo, un orzaiolo, qualche afta, raffreddore….) penso che potremmo trovare qualche centinaio di volontari di ogni credo.
Pingback di Multinazionale omeopatica minaccia querela contro blog: “Ci diffama” - UAAR Ultimissime il 18 agosto 2011 alle 17:07
[...] l’azienda, il blog ha infatti pubblicato un paio di post (Omeopatia: mito e leggenda – parte 1 e parte 2) il cui contenuto è ritenuto “diffamatorio dell’omeopatia e della nostra [...]
Commento di ama il 18 agosto 2011 alle 18:49
The TG-1, Transgallaxys Forum 1, is is large site about charlatanism. The Boiron case you find there:
http://transgallaxys.com/~kanzlerzwo/index.php?topic=7197.0
A big basket full of ammunition against homeopathy.
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 19:25
@pocopoco
Letto l’abstract dello studio. E questa sarebbe una prova del funzionamento dell’omeopatia? Dai a 54 volontari PER UNA NOTTE un rimedio omeopatico e PER UN’ALTRA NOTTE un placebo, e vedi che su 4 punteggi 2 risultano significativamente migliori per il rimedio e 2 no? Oltre alla debolezza del risultato (non cambia neppure la sensazione di aver dormito bene), chi ti dice, per fare un esempio, che la sera del placebo ci fosse la partita di calcio, per cui erano tutti un po’ più agitati, e quella del coffea magari c’era stato un bel temporale che aveva rinfrescato l’aria?
Sulla tua proposta di prendere un rimedio per vedere a me sano l’effetto che fa, sono d’accordissimo. Dimmi il rimedio e lo aggiungo alla lista. Per ora ho provato, attenendomi ai dettami dell’Organon:
- nux vomica 30CH Boiron in granuli (per 15 gg)
- ipeca 200CH sempre Boiron (per 15 gg)
- Sulfur 6LM gocce Unda (per una settimana, ma con qualche irregolarità)
- Sepia 6LM gocce Unda (come sopra)
- Aconitum 6LM gocce Unda, per una settimana, 3 gg x3/die conclusa ora
http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/06/provare-e-riprovare-1.html
Non ho avuto NESSUN sintomo di rilevo. Diversi miei amici scettici han fatto la stessa prova. Se puoi suggerirci qualcosa di più efficace, o modalità per effettuare questa sperimentazione, sono d’accordissimo con te, cambierò idea se compaiono sintomi ripetibili. E banda bene, per la scienza sono disposto a sopportare sintomi VISTOSI, che so una diarrea fulminante, pustole, mal di testa feroci… Il tutto senza sapere prima cosa dovrei aspettarmi (per non barare).
Vero che gli omeopati provano i rimedi. Sui sani, con una fortissima dose di suggestionabilità, e raccogliendo (soprattutto in passato, ma non vengono levati) nelle materie mediche qualsiasi sintomo capitasse durante la “sperimentazione”. Se una sperimentazione, come a me, non da esiti, semplicemente non viene considerata. Sui malati i rimedi non vengono provati, funzionano per definizione.
Per una disamina del proving in omeopatia rimando agli studi del dott. Donner (un omeopata): http://giannicomoretto.blogspot.com/2009/06/provare-e-riprovare-parte-2.html
Pingback di ¡Señores de Boiron, demanden a todos los que decimos que Oscillococcinum no tiene principio activo o cállense! | magonia il 18 agosto 2011 alle 19:52
[...] escéptico italiano Samuele Riva escribió el mes pasado en su blog dos anotaciones en las que decía que Oscillococcinum, un remedio de Boiron contra la gripe, no tien…. Al día siguiente de la publicación del segundo texto, Boiron mandó una carta al proveedor de [...]
Commento di pocopoco il 18 agosto 2011 alle 20:55
per Gianni Comoretto
il mio post era provocatorio (e evidentemente ben riuscito). Quando mi sono offerto come volontario anni fa i sostenitori (in famiglia, ahime’) dell’omeopatia fecero gli gnorri e l’esperimentino non fu fatto. In ogni caso una rondine non fa primavera e per testare una sostanza tocca avere numeri statisticamente significativi (anche per studiare gli effetti collaterali dell’aspirina). Le tue 54 cavie (e in differita) non basterebbero. E non basta manco il sintomo “sonno agitato”. Opterei per le pustole o la diarrea fulminante…
Cordialita’
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 21:03
I farmaci omeopatici sono esonerati dalle prove di innocuità (basta che la concentrazione di principio attivo sia molto minore di quella a cui si ha attività farmacologica) e di efficacia. Per questo hanno un trattamento differente, e obblighi differenti: è vietata la pubblicità di omeopatici, non possono contenere indicazioni specifiche e devono riportare la dicitura “omeopatico”.
I farmaci omeopatici non sono in commercio grazie alla loro capacità di risolvere o prevenire disturbi. Secondo la TEORIA dell’omeopatia (molto complessa e difficile da applicare) hanno queste capacità, ma questi sono semplicemente degli assiomi non verificati. Nessuno ha verificato che “il simile cura il simile”, nessuno ha verificato che questa capacità rimane anche a dosi bassissime o quando il rimedio è solo acqua pura senza nessuna molecola, nessuno ha verificato che la similitudine tra sintomi della malattia e quelli del rimedio debba essere precisissima.
Come dicevo nel precedente post, neppure i sintomi della materia medica omeopatica sono verificati, puoi cercare un po’ sopra tra i commenti la discussione tra me e IvaBellini sui sintomi del silica (polvere di vetro diluita assieme a polvere di zucchero finché non ce ne rimane neppure un granellino, e poi lo zucchero diluito in acqua finché non ne rimane neppure una molecola). Tra questi c’è pure la ansia compulsiva per gli spilli, che spinge a contarli in continuazione, non credo proprio sia successo a più di UNO sperimentatore. E sono sicuro che se assumo Silica non avrò neppure uno del CENTOVENTI sintomi di Silica. Insomma le Materiae Medicae sono in buona parte dei romanzi, letteratura, opere di fantasia.
Commento di Gianni Comoretto il 18 agosto 2011 alle 21:11
Hanemann riporta elenchi di decine si sintomi quando provava i rimedi, anche ultradiluiti, su sé stesso. e del resto l’assioma dell’omeopatia è che i rimedi curano quel che provocano nel sano, se in un sano ben 5 rimedi non mi han provocato NULLA, qualche sospetto viene. Comunque la mia non è una provocazione, ormai chi mi conosce sa che ogni tanto giro con un flaconcino strano e assumo goccioline o granuli di zucchero. Se vuoi ti procuro anche gli altri volontari. E sono DAVVERO disposto a cambiare idea se la diarrea fulminante arriva. La scienza funziona così….
Esistono studi seri in doppio cieco effettuati su un numero significativo di provers, vedi ad es. Walach H and others: The effects of homeopathic belladonna 30CH in healthy volunteers: A randomized, double-blind experiment. Journal of Psychosomatic Research 50:155-160, 2001
Insomma, stando al solo studio qui sopra, belladonna 30CH non cura NULLA, e una bella pagina della Materia Medica è da buttar via. Non mi dite che è colpa del 30CH, Hanemann sosteneva che i rimedi van provati alla dose di utilizzo.
Commento di pocopoco il 18 agosto 2011 alle 22:37
Gianni, se la tua risposta e’ rivolta a me sfonda un porta aperta. Il problema e’ che non fa presa sui “credenti”.
Temo, ormai da anni, che chi vuole credere nell’omeopatia non viene dissuaso da ragionamenti che tirino in ballo “doppio cieco”, molecole, Avogadro ecc.
L’ignoranza e’ ben difficile da curare.
Commento di Lukas il 18 agosto 2011 alle 23:08
I read about you in a german Blog and I wish you the best of luck and success for your lawsuit!
Commento di cocola il 19 agosto 2011 alle 11:29
Salve Gianni.Per quanto riguarda la sperimentazione è sempre bene farsi seguire da un medico per riconoscere eventuali sintomi,naturalmente quelli mentali sono solitamente soggettivi,sarebbe meglio utilizzare le TM (Tintura Madre)per verificare l’efficacia di un rimedio.
Purtroppo i ‘credenti’ sono molti,tra cui me,che privilegiano l’uso dei rimedi omeopatici per evitare i provanti effetti collaterali,ma non sono unicista,ho con me sempre il paracetamolo per vari ed eventuali,differenzio l’uso in base alla gravità della situazione ed ai tempi a disposizione.
Ad esempio se ho febbre alta ed un urgenza a breve assumo il paracetamolo che mi garantisce un immediata rimessa in piedi,ma l’autonomia dura al massimo 5 ore!!…poi iniziano i dolori epatici!!!Nel caso di periodo tranquillo assumo la belladonna che in meno di 24h risolve il problema e non sto più lì a preoccuparmi se possa avere ricadute…so che non ne avrò!
Il link di seguito è posto a rispondere alla questione economica sui tubetti di rimedi omeopatici,le analisi rispondono!
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21784328
Commento di Arb il 19 agosto 2011 alle 15:34
@FA: e magari, rileggersi un poco di fisica e chimica, invece di lanciarsi fuori dal proprio seminato con interpretazioni di articoli sull’analisi dei segnali che non le competono professionalmente ?
Per riprenderla verbatim, e farla riflettere sull’effetto che fa leggere certe cose in un forum: “Quanta spocchia tira fuori il nostro caro Medico di base (non so se sia Lei)! Ma lei crede di avere in pugno tutto lo scibile umano? e chi è Lei per smontare teorie ma anche e soprattutto evidenze scientifiche di cui Lei non sa nulla? Si occupi (sempre se è Lei il Medico di base) di anatomia, fisiologia e patologia in maniera professionale, Le concedo di avere opinioni e di esprimerle in campi professionali non suoi come e quando vuole, ma non si permetta di screditare l’operato di tanti onesti professionisti fisici, chimici, biologi e farmacologi con quella spocchia”. Allora, che effetto fa ?
Le influenze magnetiche sulla matrice extracellulare… interessantissimo, aspetto anche io con grande curiosità la letteratura scientifica che ne parla, e che immagino essere abbondante e facilmente citabile.
Commento di Gianni Comoretto il 19 agosto 2011 alle 17:25
@pocopoco
La tintura madre di nux vomica (stricnina) la prendi tu? E per la tintura madre di Silica come devo fare, inghiottire sabbiolina di vetro? O per la Lava Etnae che ha proposto un omeopata catanese (ovviamente la usava raffreddata)?
Sono convinto che le tinture madri hanno un effetto. Magari non tutti i 2-300 sintomi dei rimedi più diffusi, ma qualcuno sì. Quel che mi chiedevo, dopo aver letto l’Organon, era se fosse possibile convincermi che qualcosa che non ha più molecole non sia “acqua fresca”.
I sintomi psicologici sono ovviamente molto soggettivi, ma se mi mettessi ossessivamente a contare spilli credo che si noterebbe.
Riguardo il convincere un omeopata. Cerco di rovesciare il punto: so cosa convincerebbe ME, un omeopata è in grado di dimostrare quel che chiedo? E LUI cosa vorrebbe per convincersi che l’omeopatia non esiste? È disposto lui a provare il suo rimedio preferito cercando di indovinare tra 20 boccettine quali lo contengono e quali contengono solo zucchero?
Inoltre c’è davvero tanta gente che usa l’omeopatia solo perché non sa cosa sia. Magari l’ha usata una volta, ha “funzionato” (come avrebbe funzionato non far nulla) ma non sa (e si meraviglia moltissimo quando glie lo dici) che dentro non c’è nulla.
Commento di cocola il 19 agosto 2011 alle 17:55
Purtroppo qualcosa c’è!!!!Chiunque è libero di non credere in una terapia,per quel che mi riguarda dopo aver visto diverse donne di circa 70′anni assumere un antibiotico vs bronchite e dopo 2 giorni rimanere con gli arti inferiori paralizzati,ha fatto sì che iniziassi a studiare altro per avere risultati migliori e meno dannosi.Naturalmente ho solo voluto ampliare la conoscenza,senza mai escludere l’allopatia.
Ribadisco:a me interessa la risoluzione del problema!
Commento di ivabellini il 19 agosto 2011 alle 18:03
@cocola
“Ribadisco:a me interessa la risoluzione del problema!”
perchè, agli omeopati cosa interessa???
Pingback di Boirons Entenleber oder voreiliges handeln eines Konzerns il 19 agosto 2011 alle 19:07
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen [...]
Pingback di Boiron, fammi causa! il 20 agosto 2011 alle 10:16
[...] che da due anni e mezzo scrive nel tempo libero sul suo blog blogzero.it, ha deciso di scrivere una serie di articoli sull’omeopatia tutto si aspettava tranne che di finire al centro di un caso mondiale: aveva [...]
Commento di Peter il 20 agosto 2011 alle 10:33
Purtroppo è errato il rapporto di molte persone con i farmaci, questi andrebbero presi solo in caso di vera necessità, non certo per uno stato di raffreddamento o malessere d’origine psicologico. Un errore indotto dalla pubblicità e anche dalle abitudini familiari. Al di là delle pandemie di vaiolo, polio, tbc del passato, l’età media della popolazione è aumentata grazie alle case riscaldate, all’alimentazione, all’igiene e abitudini più salutari, non certo per merito di medicinali o chirurgia. L’omeopatia risponde a un bisogno di rassicurazione che porta molta gente a ingurgitare un farmaco per superare stati di malessere temporanei e che comunque si risolverebbero lo stesso. Come placebo questi finti medicinali non possono far male, salvo che al portafoglio. Con la crisi scommetto che molta gente scoprirà altri rimedi più economici, per esempio che 8 ore di sonno vero e indisturbato risolvono una infinità di malesseri fisici e psicologici.
Commento di Peter il 20 agosto 2011 alle 10:49
Ma qualcuno controlla cosa c’è veramente dentro i medicinali omeopatici? Il mare è una enorme massa d’acqua in continua agitazione in cui finiscono e si diluiscono tutte le molecole esistenti in natura e prodotte dall’uomo per scopi curativi e non. La migliore cura omeopatica è nuotarci dentro.
Commento di Peter il 20 agosto 2011 alle 11:07
Pensate che la gente prega dio (qualsiasi dio) da millenni pagando comunità di sacerdoti e chiese senza che nessuno abbia mai dimostrato che ciò serva a ottenere qualsiasi beneficio. L’omeopatia è una specie di fede meta-scientifica: gli effetti che produce sono autoindotti dalla fede in essa. Il principio attivo insomma non è la molecola, ma la credenza in essa. Per questo il tuo blog blasfemo pur diluito 30x nell’immensità del web è così dannatamente pericoloso. Ecco perché si invoca l’inquisizione.
Commento di ivabellini il 20 agosto 2011 alle 11:22
“Ecco perché si invoca l’inquisizione.”
giusto!!!! dagli all untore allopata!
Commento di PANTAGRUELE il 20 agosto 2011 alle 13:41
Se è vero che ‘SCIENTIA EST DE CAUSIS COGNITIO’, si deve ammettere che nessuna delle varie medicine ( tradizionali, naturali, ufficiali, allopatica od olistica nelle sue varie forme, fitoterapica, antroposofica e/o omeopatica, tradizionale cinese, tibetana, con le diluizioni dei fiori di Bach, spagirica, alchemica e chi più ne ha più ne metta.. ) può attribuirsi il titolo di scientifica. La ripetibilità degli effetti terapeutici dei farmaci in ambiente laboratoriale controllato e a parità di tutte le condizioni ( stato di salute equipollente dei soggetti testati, verificato con parametri clinici oggettivi e misurabili ) è condizione rarissimamente presente nei trials terapeutici di molti formaci.
E’ assai sciocco allo stesso modo concludere che, visti i disastri che certa chirugia o certa chemioterapia in campo oncologico, e non solo, producono, senza che nessun medico allopatico assaggi la galera, la CHEMIOTERAPIA tout cout sia una panzana o una crudele pratica di medici insani od incapaci, tutelati dal manto protettivo delle multinazionali farmaceutiche e della corazza della SCIENZA UFFICIALE. Così come pensare che l’assenza di un una quantità di principio attivo misurabile, secondo i canoni della preparazione magistrale galenica, equivalga semplicemente ad una truffa. Ricordo che, prima di divernire misurabili con apposita strumentazione, anche le radiazioni delle sostanze radioattive sarebbero potute apparire una ben architettata truffa o, prima che venisse spiegata e dimostrata la legge di gravità, presentava tratti di misteriosa natura…
Ora la pratica medica va misurata INTANTO dai suoi benefici e SUCCESSIVAMENTE, quando sarà possibile, dalle strumentazioni oggettive e da trials clinici comparabili che ne confermeranno o ne smentiranno in maniera definitiva l’efficacia.
Invito a leggere ‘Filolosofia omeopatica’ (edizioni RED ) di J.T.KENT, anatomo-patologo attivo negli Stati-uniti alla fine del XIX, in cui descrive i gravi casi curati e guariti con la pratica tradizionale omeopatica.
DEPLORO l’iniziativa inibitoria della Boiron, anche perché non ne condivido la politica in campo pubblicitario e medico. il ‘rimedio omeopatico’, come sarebbe più corretto chiamare il farmaco omeopatico, NON PUO’ ESSERE ASSUNTO con la stessa leggerezza con cui si assume un’aspirina o una caramella balsamica per la tosse. In omeopatia a sintomi identici spesso corrispondono rimedi diversi, proprio perché l’omeopatia cura primariamente il malato e non la semplice soppressione del sintomo, come fa la medicina allopatica tradizionale.
Con Hahnemann, ribadisco che per certe patologie la medicina allopatica tradizionale occidentale è insuperabile, ma l’omeopatia non può essere misurata con parametri e strumenti che ne ignorano le peculiari caratteristiche terapeutiche.
Solidarizzo pienamente con l’autore di questo blog dunque, ma lo invito ad essere almeno più tollerante ed icastico, meno rigido e dottrinale dei suoi avversati della Boiron
Commento di pocopoco il 20 agosto 2011 alle 14:08
il post di Comoretto del 19 alle ore 17:25 credo che dovesse essere in risposta a cocola, non a me.
Io, comunque, col cacchio che bevo le TM!
Il problema di convincere un utente dell’omeopatia del fatto che sta facendo, in generale, una cavolata e’ un problema serio: sono cavolate che costano anche dal punto di vista economico e sociale.
Un saluto
Commento di danzac il 20 agosto 2011 alle 19:48
Pantagruele è curioso: affermi che un rimedio omeopatico NON PUO’ ESSERE ASSUNTO con la stessa leggerezza con cui si assume un’aspirina o una caramella balsamica per la tosse. Beh negli Usa esistono molte inziative di “suicidio omeopatico”, ossia happening in cui i pertecipanti ingeriscono interi flaconi di granuli per dimostrarne l’assoluta assenza di effetti.
Commento di Gianni Comoretto il 20 agosto 2011 alle 22:32
@pantagruele:
l’omeopatia, valutata in base alla sua efficacia, mostra di NON averne. Ormai i metastudi sono diversi, e sono praticamente unanimi nel negare ogni efficacia superiore al placebo. I casi singoli, anche del medico del 19^ secolo, non fanno scienza.
La scienza si fa anche con gli studi statistici. Io sono un astronomo: le stelle le puoi mettere in un laboratorio in condizioni controllate? Visto che non puoi, allora tutto quel che sappiamo (moltissimo) di evoluzione stellare sono cavolate parascientifiche? La paleontologia, buona parte della biologia, la meteorologia, tutte scienze senza laboratori, come fanno a definirsi scienze?
Certo, ci sono molte cose che la scienza oggi non capisce, che ignora e sa di ignorare. Citi la radioattività: prima che si conoscesse come funzionava si sapeva che aveva effetti, li si MISURAVA, e si era potuto stabilire una rudimentale teoria basandosi su quel che faceva e che non faceva. Sui fatti.
Hanemann ha formulato dei principi ed ha adattato i fatti a questi. Non ha MAI dimostrato il principio del simillimus, o la maggior efficacia delle diluizioni alte. Ha raccolto un numero enorme di “sintomi” di sostanze che su di me non hanno nessunissimo effetto. Dici che l’omeopatia non si possa prendere come una caramella. Bene, conosci qualche rimedio che provochi in un sano sintomi chiari, come ho già chiesto ad Ivabellini ed a altri? Sono pronto a provare. Altrimenti anche la materia medica omeopatica (dei rimedi a dosi alte) è tutta fuffa.
Commento di Stefano il 21 agosto 2011 alle 00:49
Ormai esistono pubblicazioni scientifiche che dimostrano che l’acqua sia un liquido molto più sorprendente di quel che crediamo. La possibilità di trasmettere un’informazione agli organismi viventi è solo una delle tante. Consiglio la lettura del libro AQUA di Roberto Germano per cominciare ad allargare i propri orizzonti.
Io non sapevo nemmeno cosa fosse l’omeopatia finché la pediatra non me la consigliato per mio figlio di un anno che aveva la febbre a 40 ogni 15 giorni. Proprio l’oscillococcinum, una volta a settimana, che non cura i sintomi ma previene l’infezione, mi ha risolto il problema. Febbri molto meno frequenti e mai alte come prima. Visto che funzionava e che i bambini non si può parlare di effetto placebo, da buon ingegnere, ho cominciato a studiarci su.
So che funziona, l’ho visto e lo vedo, il fatto che non sappiamo come non altera certo la realtà.
Commento di Oflixs il 21 agosto 2011 alle 05:50
@Stefano: Si! Germano ha scritto un libro che se ho capito bene e’ fondato su degli esperimenti di Elia, un ricercatore napoletano, che in maniera abbastanza platealemente non significativa dal punto di vista statistico ha dimostrato che squotere a tavoletta delle provette con dentro l’acqua per vario tempo produce effetti che comunque spariscono nel giro di qualche giorno….La diluizone non conta. Da qui a parlare della memoria dell’ acqua ce ne vuole….
Commento di lago il 21 agosto 2011 alle 12:46
tornato ieri a fare il bagno al lago di Bolsena. Superficie 113km<sup<2 e profondita’ media 81m. Il volume e’ quindi di 9 1015 cm3.
Siccome c’ero stato qualche settimana prima e lo avevo “integrato” con circa 100cm3 della mia urina ieri, accidentalmente, ho ingoiato un boccata di acqua che conteneva la mia vecchia urina diluita di circa 107 volte; quindi una preparazione 7CH decisamente “succussata” (e quindi potenziata, ovvero energizzata,…) dal lieve ma continuo moto ondoso.
Auguri
Commento di lago il 21 agosto 2011 alle 12:53
chiedo scusa:
avrei voluto riprodurre alcune potenze.
9 1015 stava per 9 per 10 alla quindicesima (9000000000000000cm3.)
107 stava per 10 alla settima (10000000 volte;)
Pingback di Arznei – (nicht nur) ein sprachliches Problem « Die Ausrufer il 21 agosto 2011 alle 13:22
[...] noch fragmentierten Artikel ins Netz gestellt („Homöpathie: Mythos und Legende“, Original hier, deutsche Übersetzung hier), der sich näher mit der Frage beschäftigt, wie denn Homöopathie [...]
Pingback di Medicinali – (non solo) un problema linguistico « al bando il 21 agosto 2011 alle 13:34
[...] luglio il blogger Samuele Riva aveva postato un articolo in rete (“Omeopatia: mito e leggenda”) nel quale egli si poneva alcune domande sui principi dell’omeopatia, o meglio, come tali [...]
Commento di pocopoco il 21 agosto 2011 alle 14:11
per Lago:
hai fatto anche un altro piccolo errore; la tua “tintura madre” era stata diluita di circa 10 alla quattordicesima volte; per cui la diluizione era, effettivamente, circa 7CH.
Quiz:
se il “preparato” in questione fosse stato portato a 14CH la soluzione sarebbe stata:
a) il doppio piu’ diluita
b) praticamente alla stessa diluizione
c) 10 milioni di volte piu’ diluita
e) 100 milioni di milioni di volte piu’ diluita
f) non lo so ma l’acqua del lago si sarebbe sicuramente ricordata di quella pisciatina
Pingback di Dagobert Duck C200 – Oder wie Boiron seinen Glückstaler verlor | Gestatten! il 21 agosto 2011 alle 17:43
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen Oscillococcinum C200 auf [...]
Commento di Stefano il 21 agosto 2011 alle 19:48
Non penso che Elia sia un ricercatore, ma un Professore Universitario con 35 anni di esperienza alle spalle. Non è che la punta di dell’iceberg.
A giudicare dalle risposte che leggo c’è molta ignoranza a riguardo, per non dire malafede.
Pingback di Links und Videos der Woche (2011/33) :: cimddwc il 21 agosto 2011 alle 19:59
[...] Ein italienischer Blogger schreibt Vernünftiges und Korrektes über die Homöopathie und deren Unsinnigkeit und speziell ein „Medikament“ des Homöopathiepharmariesen Boiron, und der ist so dumm, dagegen gerichtlich vorgehen zu wollen – tja, da macht er nun Bekanntschaft mit dem Streisand-Effekt. Und mit einer Sammelklage in den USA wegen falscher Behauptungen über sein „Grippemittel“… [...]
Commento di Oflixs il 21 agosto 2011 alle 20:05
@Stefano: mi sono perso l’aritcolo del Prof Elia ne avevo una copia tempo fa. Ce lo posti cosi’ ne discutiamo?
Pingback di Quack Quack Duck Française « Statt Schamanen, Wunderheiler, Sekten, Psychokulte, Guru´s, … il 21 agosto 2011 alle 21:07
[...] italienische Blogger Samuele Riva hat im Juli zwei Artikel (1 und 2) online gestellt, in denen er die Zuckerkügelchen mit dem Namen [...]
Commento di Elisa S. il 22 agosto 2011 alle 11:24
Però io non capisco un piccolo particolare… come mai per essere omeopati bisogna prima laurearsi in medicina!? O veterinaria, ma il principio è uguale… Cioè c’è una serie di medici che studia dieci anni per poi andare a fare un’altra specializzazione in acqua e zucchero!? E ci vuole anche la scuola?!?!?!?!?!?! Ommioddio!!!!!
Commento di ivabellini il 22 agosto 2011 alle 12:40
@Elisa
vedi cosa fanno le persone intelligenti!?
Commento di Gianni Comoretto il 22 agosto 2011 alle 13:17
@elisa: perché per curare qualcuno occorre essere medici. Poi siccome molti medici sono disoccupati, e l’omeopatia è “trendy”, ti fai una scuola in cui ti insegnano un po’ di cose sull’acqua fresca e vendi quella. O magari ci credi anche, alla sera occorre potersi guardare allo specchio senza sputarsi in un occhio.
Presente “il medico” di Spoon River?
Comunque non ci si può definire “medici omeopati”, non essendo una specializzazione riconosciuta.
Commento di ivabellini il 22 agosto 2011 alle 13:25
Gianni dimentica che un bravo omeopata guadagna come uno specialista in uno studio privato…..ecco perchè i medici allopati rosicano, al di là di tante questione pseudo scientifiche
Commento di Elisa S. il 22 agosto 2011 alle 14:56
Beh scusa Gianni, io medico sarò pure un cogli@ne che non riuscendo a trovare uno straccio di professione si mette a fare la specializzazione dei dementi, però scusa… qualcuno l’avrà pur creata questa specializzazione. E’ colpa di Berlusconi quindi????
Commento di Gianni Comoretto il 22 agosto 2011 alle 16:59
Ai medici in lista. Mi scuso per la caduta di stile. Non voglio dare del coglione a nessuno. Ma quando vedo la pubblicità di corsi di omeopatia diretti a giovani medici disoccupati, qualche sospetto mi viene. Occorre pur campare…
Non mi interessa neppure dar colpe. Quando Hanemann ha creato l’omeopatia, l’idea di NON curare la gente (NON salassarla, NON usare terapie invasive) poteva anche essere una buona idea.
Chiunque può creare una teoria medica. Ne nascono in continuazione, anche l’agopuntura se si va ad indagare non è poi così antica come dicono, almeno nella pratica attuale di infilare sottili aghi metallici. Il problema è validarla, vedere se funziona al di là della normale capacità di autoguarigione e della tendenza che abbiamo innata di attribuire alle cure (qualsiasi esse siano) i miglioramenti che vediamo nelle malattie, se ci sono, ed a ignorare i casi in cui non funzionano. Per l’omeopatia questo non è stato MAI fatto, se non per casi particolari in cui complessivamente NON mostra effetti al di là del placebo .
Leggendo l’Organon si vede nettissima questa non-sperimentazione: Hanemann espone dei principi teorici, basati su poche osservazioni aneddotiche scelte ad hoc, e ci costruisce su una teoria “logica”.
Comunque approfitto della competenza omeopatica di Elisa: esiste un rimedio che provochi sintomi inequivocabili in un sano? Visto che l’omeopatia si basa sui sintomi rivelati nel sano, e che secondo Hanemann i rimedi devono essere provati nella concentrazione d’uso, mi sembra impossibile che NESSUN rimedio provochi sintomi su di me, significherebbe che la Materia Medica è una truffa.
Commento di Elisa S. il 22 agosto 2011 alle 17:35
Magari non sei poi così sano….
Commento di Gianni Comoretto il 22 agosto 2011 alle 18:21
Quindi se uno non è PERFETTAMENTE sano il proving non funziona?
Siamo alla sagra del non falsificabile:
- se il malato peggiora è un “aggravamento omeopatico”, indice del funzionamento della terapie
- se il malato migliora l’omeopatia funziona
- se il malato resta uguale si è sbagliato rimedio, ritenta sarai più fortunato
- se il proving mostra un qualsiasi sintomo, tra i 150 già presenti nella Materia Medica del sintomo, è una prova che il proving evidenzia i sintomi
- se il proving mostra un nuovo sintomo, si aggiunge alla materia medica
- se il proving non mostra nessun sintomo lo sperimentatore non è sufficientemente sano
- se le sperimentazioni in doppio cieco mostrano un leggero miglioramento, quasi sempre non statisticamente significativo, è una prova che l’omeopatia funziona
- se le sperimentazioni non mostrano niente, l’omeopatia non può essere valutata “con i criteri dell’allopatia”
Io ho fornito un esperimento che mi convincerebbe quantomeno della validità del metodo del proving. Mi sono sottoposto diverse volte ad un proving per vedere se avevo torto.
Esiste qualcosa che, se succedesse, potrebbe convincervi che l’omeopatia non funziona (e ovviamente voi ora siete convinti che NON possa succedere)?
Commento di Oflixs il 22 agosto 2011 alle 20:21
@Gianni,
mi sono davvero incuriosito con questa storia dell’ omeopatia, voglio andare a fondo una volta per tutte. La cosa che piu’ mi incuriosisce sono i risultati degli esperimenti del Prof. Elia. Hai la possibilita’ di scaricarteli? E se si di passarli a chi voglia, tipo me?
Commento di Elisa S. il 22 agosto 2011 alle 21:56
La prova per me è prendere un rimedio e vedere un fallimento. Siccome ne ho provati tanti sia su di me sia sui mei figli…. e non ho mai avuto altro che successi…. che prova devo volere di più?!
Tu continui a insistere sul fatto che non funziona. E qui ti smentisco, perchè a casa mia funziona. Insisti che sia solo acqua e zucchero. E chissenefrega, visto che funziona. L’unica cosa su cui potrei essere d’accordo è che se è solo acqua potrebbe costare meno, anche se si sa… le procedure di lavorazione son care, danno da mangiare a tanti dipendenti… per cui… noi sostenitori dell’omeopatia facciamo anche girare l’economia, cosa vuoi di più?!
Commento di Valeria Conti il 22 agosto 2011 alle 22:33
nonostante lei sia riuscito a diventare un ingegnere informatico, ritengo che debba ancora” imparare ad imparare” come dice un libro di pedagogia. perchè ha voluto sollevare questo caso ? come ho letto da alcune risposte molte persone , io stessa, amici, troviamo una soluzione alternativa al farmaco tradizionale. chi usa questo tipo di rimedi si è documentato ed ha trovato più di una volta una cura efficace per la malattia. avrei innumerevoli esempi. Sono un chimico farmaceutico , penso che l’industria farmaceutica tradizionale di questi ultimi decenni giochi veramente con la nostra paura delle malattie e ci propone numerose pasticche per eliminare il sintomo senza preoccuparsi del come e perchè si è creata la malattia. questo mi fa più paura del “placebo omepatico ” come lei sostiene. sicuramente il mio prof di farmaceutica mi aveva colpito con una sua frase” anche una aspirina è una sostanza chimica estranea al nostro corpo e deve essere presa valutando rischi e benefici “.
Commento di Max il 22 agosto 2011 alle 23:35
[..]Sono gli “Astrogneri-Ingermatici-Infofisici” umorali e risentiti, quelli che sognavano un mondo perfettamente aderente al loro stesso modo d’essere, perché ciò che loro abbisognava non era che l’ennesimo specchio di Narciso.
In realtà costoro, anche quando si smerciano, neppure tanto allusivamente, se non addirittura sfacciatamente, per dotti, medici e sapienti, s’industriano solo ed esclusivamente a cercare nuovi pretesti per replicare sé stessi o nutrire il loro amor proprio, ma, consapevoli che ciò ha una certa connotazione un po’ sordida ed ambendo invece alla spocchiosa aura di intellettualoidi esperti ed eruditi, non lo confesserebbero mai -neppure sotto tortura- a sè stessi.
I narcisisti stanno dimostrando una propagazione simile a quelle virali resistenti!
Generalmente hanno scarsissimo senso critico, come sempre accade a chi trotterella su idee un po’ fragili, o mutuate, o estetizzanti -spesso posticcemente scientifiche-moralistiche-, perché la critica presuppone apertura e loro, invece, meschini, si sono blindati inesorabilmente in un universo che si esaurisce tutto nel ragliante pronome “IO”.
Bene.. forse non li riconoscerete immediatamente (o forse si), ma, fatalmente, prima o poi li distinguerete.
Dopodiché vi consiglio di dargli la vostra completa indifferenza.
Continueranno sì a godere dei tributi infantili della loro platea, che in genere è molto nutrita e propensa alla piaggeria, ma sentiranno le loro radici essiccarsi giorno dopo giorno, fino a disidratarsi come una arbusto senza più nutrimento.
Sarà per questo che trovo alcuni blog molto spesso scoraggianti.
In alcuni di questi il webmaster e i suoi “bodyguard” (coloro che per propria sventura mancano di affermazione nei propri blog) hanno un ingombrante ego da gestire, talmente grande da far sfumare il senso recondito dello scrivere e pubblicizzare opinioni e pensieri.
Quando questi (webmaster+bodyguard) diventano “accozzagliatori” generici di altri sistemi nervosi, con il fine di persuadere e piegare “alcuni” loro lettori a prescindere dalle loro nature, e godono (i “bodyguard” invece invidiano, e il webmaster lo sa ma fa finta di niente) dell’incremento del numero, dovrebbero ricordare che la quantità spesso avversa la qualità e l’ansia del compiacimento, e l’estatico senso di approvazione, scemano il valore in assoluto dei contenuti, e nemmeno più quei pochi “incerti” (perché certo i convinti non li smuovi) riusciranno ad essere trasmutati a primaticci seguaci.
D’altronde, l’aula in cui insegnava Shopenhauer era desolatamente vuota e davanti a quella di Hegel gli studentelli facevano la fila.
Il vostro aficionado di quartiere
Commento di Samuele il 22 agosto 2011 alle 23:53
Rendiamo grazie a @Max per il suo sedicesimo intervento denso di critiche e scevro di contenuti.
Commento di Gianni Comoretto il 23 agosto 2011 alle 00:12
@max:
mi stupisco sempre come tu riesca a farti degli autoritratti psicologici perfetti.
@elisa:
io applico con successo su me e sui miei figli il metodo di NON DARE NULLA. Costa meno dell’omeopatia e funziona meravigliosamente.
Per vedere se qualcosa funziona o meno bisogne SEMPRE confrontarlo con qualcos’altro. Esempio acqua e zucchero non succussi. Quando questo viene fatto con l’omeopatia questa guarda caso funziona esattamente come l’acqua e zucchero.
Ho descritto un po’ di volte la prova di guardare con 20 boccettine, 10 di rimedio e 10 di acqua o zucchero (indistinguibili e numerate a caso) se si riesce a distinguerle dai risultati. Visto che chi usa l’omeopatia parla di risultati infallibili dopo addirittura poche ore, non c’è neppure il rischio di non curare, se la boccettina in prova non funziona si può ripiegare su un rimedio “vero”. Sei disposta a provare?
Commento di ivabellini il 23 agosto 2011 alle 01:28
@Max
ti senti bene?….il caldo di ieri?
Commento di Elisa S. il 23 agosto 2011 alle 08:07
@Gianni.. beato te che PUOI non dare niente. Non è uguale a casa di tutti credimi. Se ti raccontassi quello che ho passato con i miei figli… saresti disposto anche tu a pagare lo zucchero 5000 euro al chilo. Ma qui andiamo troppo sul personale. TI dico solo che all’ospedale i pediatri mi salutano tutti.
Commento di ivabellini il 23 agosto 2011 alle 12:30
“i pediatri mi salutano tutti.”
sapete come mai buona parte degli omeopati sono anche pediatri?
chiedete alle mamme il perchè
chiedete dei risultati che hanno avuto, ad iniziare dall evitare i vaccini, il miglioramento del sonno del neonato di notte, patologie della pelle, cura della madre prima della gravidanza evitando farmaci potenzialmente dannosi…..
chiedete alle mamme, invece di contare le molecole dentro un granulo.
Commento di Max il 23 agosto 2011 alle 14:38
@ivabellini
il caldo… il caldo…
Commento di Gianni Comoretto il 23 agosto 2011 alle 15:49
@ivabellini:
eco, ci siamo, evitare le vaccinazioni. Sono una delle più grandi conquiste della nostra medicina, alcune malattie letteralmente eradicate, altre ridotte moltissimo. Quando ero ragazzo c’erano gli ospedali per le vittime della polio, con apposita associazione, oggi la poliomielite non esiste più.
Certo, se la maggior parte delle persone si vaccina si può scegliere di non vaccinarsi, i rischi restano bassissimi, grazie all’ “immunità di gruppo” (non ci sono abbastanza non vaccinati per permettere all’epidemia di propagarsi), e si evitano anche i (ridottissimi) rischi di effetti collaterali. Se però questa moda si diffondesse, rischiano TUTTI.
L’omeopatia ha un enorme valore per le mamme. Questo è un tipico dialogo sentito ormai tante volte:
Pediatra: Suo figlio ha una forma virale, se la febbre non passa entro tre giorni ci si risente e gli si dà qualcosa
Mamma: E per tre giorni non faccio nulla? Sentiamo l’omeopata
Omeopata: Gli dia Pincopallum 30CH, tre granuli sotto la lingua ogni 2 ore
La mamma si sente una brava mamma, sta curando il suo bambino, che si sente accudito e non soffre più per le ansie materne. Probabilmente guarisce pure prima, rispetto al bambino stressato che deve misurare la febbre ogni 10 minuti, e guai se starnutisce.
Dopo tre giorni la febbre è passata. Merito del Pincopallum 30CH, ovviamente.
Commento di Samuele il 23 agosto 2011 alle 16:31
bravo @Gianni
Commento di Elisa S. il 23 agosto 2011 alle 16:41
@Gianni ma io veramente ormai non so più in che lingua dirlo!
MA CI PRENDETE PER DEFICIENTI!??!?!?!
Secondo te non lo so da sola che se la febbre è passata dopo tre giorni magari non è merito del rimedio omeopatico?!
E se ti dico che mio figlio soffre da quando è nato di terribili forme di tosse asmatica che mi hanno fatto accedere al pronto soccorso della mia città mille e mille volte, che non sapevo dove sbattere la testa, che ero costretta a usare pastiglie su pastiglie di cortisone e che adesso, ad ogni attacco, uso delle gocce di un prodotto omeopatico che in POCHE ORE fanno passare l’attacco senza più alcun uso di cortisone in pastiglie e broncovaleas in puff che dovevo fare OGNI DUE ORE…. cosa mi dici… che è merito del tempo!? Guarda… sono contenta per te che sicuramente non sai cosa vuol dire! Perchè io so cosa vuol dire mio figlio che diventa viola per la tosse, e ha a mala pena due anni, non dieci. E so cosa vuol dire girare mille pediatri senza saper dove sbattere la testa. E so cosa vuol dire aver risolto con una pallina di zucchero. Senza contare l’aver risolto il problema dei denti, della stipsi, delle coliche, del vomito e della diarrea, del catarro. Ma sarà stato un caso, OVVIAMENTE. A volte bisogna anche saper fare un passo indietro e ammettere che ci si sta sbagliando sai???? E’ segno di intelligenza!
Commento di Max il 23 agosto 2011 alle 17:35
[..]Dopodiché vi consiglio di dargli la vostra completa indifferenza.[..]
..è il caldo… è il caldo…
Commento di beethowen il 23 agosto 2011 alle 18:10
@ElisaS.:
mi sembra che la tua storia sia veramente convincente (anche un sacco drammatica dal punto di vista di un genitore).
Grazie della tua testimonianza.
Invece mi piacerebbe capire quale sarebbe la risposta al quiz (immaigno provocatorio) che Pocopoco ha scritto nel post, qui sopra, del 21 agosto alle 14:11.
Qualcuno lo sa?
Elisa, lo hai letto?
Ciao
Commento di Samuele il 23 agosto 2011 alle 18:16
Elisa, potresti darci il nome delle gocce del prodotto omeopatico?
La Boiron vende anche prodotti a bassa diluizione, come dei colliri… quindi potrebbe essere che tu stia usando dei rimedi “naturali” e non omeopatici.
Altrimenti a dirti che l’unico effetto sia il placebo non siamo noi a dirlo, ma è la scienza… (tieni conto che il placebo è fortissimo e non si deve essere dei “creduloni” per subirne l’effetto… si deve semplicemente essere… UMANI!!!).
La nostra mente è ancora tutta da scoprire, l’omeopatia la “sfrutta” a proprio totale vantaggio, prendendosene i meriti.
Commento di Elisa S. il 23 agosto 2011 alle 18:52
Samuele uso Ribes nigrum e Viburnum lantana 1DH per le crisi di tosse asmatica, Sancombi al mattino per migliorare la respirazione. Antimonium tartaricum 5 ch quando la forma asmatica diventa catarrale. Aspecific, acidum formicum e istaminum per la deallergizzazione e in fase acuta se malauguratamente capita che mangi qualcosa a cui è allergico. Giuro su quel che vuoi che sono mesi che non tocco bentelan e broncovaleas. E ho sospeso il singulair a giugno.
L’effetto placebo te lo posso accettare quando parli di me. Ma non quando parli di mio figlio, che ovviamente quando prende un farmaco non ha assolutamente idea di cosa sia. E non conosce la minima differenza tra omeopatia e farmacia tradizionale!
Ho usato inoltre quasi tutta la linea della Loaker con ottimi risultati, per le coliche, per i denti, per il raffreddore, per la stipsi, per il sistema immunitario… e qui parliamo di neonati!
Commento di Gianni Comoretto il 23 agosto 2011 alle 18:59
@elisa:
Io sento storie del genere da anni. Ma quando si va a cercare un doppio cieco su queste cose non si trova NULLA. Almeno, nulla che funzioni a questi livelli di evidenza. Propongo il doppio cieco casalingo, (le “20 boccette”) e NESSUNO finora ha voluto provare. Di fronte a quella evidenza ti confesso che avrei dei dubbi anch’io.
Se vado a guardare per bene i casi dei miei amici entusiasti dell’omeopatia, vedo che in realtà non funziona così bene, ma loro vogliono vedere che funziona. Non riesco a capire perché. Nemmeno dopo una tonsillite finita in nefrite da streptococco riescono ad ammettere che non sia quella panacea.
Nel post 2 qualcuno ha pubblicato uno studio di bambini con adenoidi curati con l’omeopatia. Lo studio (non in cieco) è entusiasta, risultati ottimi, ecc.
Ma i risultati statisticamente significativi (rispetto a cosa, visto che non c’è un confronto non so) si hanno solo con l’esame (soggettivo) del medico, l’esame oggettivo mostra una leggera riduzione del volume delle adenoidi, ma entro le fluttuazioni statistiche. E un bambino su sette ha dovuto ricorrere agli antibiotici per aggravamento.
Ho due figli, uno è quello che non ha mai preso nulla, a parte degli antibiotici per una broncopolmonite a 8 anni (ora ne ha 24). L’altro ha una patologia congenita, ti assicuro che se ci fossero delle pasticche magiche che gli fan passare quel che ha, fossero anche dello stregone Mucumba, MA VALIDATE DA UNO STUDIO IN CIECO, glie le darei. E non si parla di tossi asmatiche.
Commento di pocopoco il 23 agosto 2011 alle 19:06
per beethoven:
in realta’ il quiz cui fai riferimento non era esattamente provocatorio.
Il fatto e’ che ho la convinzione che manchi, anche tra chi ha una preparazione di livello liceale, un barlume di idea di che cosa significhi “funzione esponenziale”.
Quando Samuele scrive “non c’e’ neanche una molecola” non dice abbastanza: le diluizioni dei preparati omeopatici arrivano a valori difficili da immaginare (a prescindere dal fatto che si voglia credere o meno alla natura atomica e molecolare della materia).
Sono sicuro che (Samuel!) Hahnemann sia rimasto affascinato dalla possibilita’ di ottenere diluizioni esasperate usando poche decine di provette di acqua distillata mentre una equivalente diluizione diretta avrebbe richiesto molta piu’ acqua di quanta si possa immaginare (non ho scritto “trovare”, ma ho scritto “immaginare”).
La stessa fascinazione la vedo negli studenti (primi anni di liceo) quando li faccio divertire a diluire una sostanza fortemente colorata e percepiscono che alla decima diluizione centesimale non c’e’ piu’ traccia… da un bel pezzo.
E anche se in partenza usiamo acido solforico pochi dubitano che si raggiungono diluizioni di… acqua potabile.
Lo che questa non e’ omeopatia: infatti manca la “succussione”. Chissa’ se alla Doiron succussano su libroni con la copertina di cuoio (mi sembra che Samuel desse queste indicazioni). Penso che usino bracci elettromeccanici o idraulici (certamente non usano quegli stupidi agitatori magnetici che usano tutti i chimici). Mi chiedo come abbiano potuto verificare l’efficacia di questo tipo di succussione per dinamizzare in modo industriale in alternativa ai libroni con la succussione a mano… Quanti test avranno fatto? Su quali cavie umane?
Un aneddoto familiare: una nonna convinse un nipotino un po’ troppo vivace in un caldo pomeriggio estivo a montare l’acqua di una bacinella con la frusta. Lui aveva visto la magia delle chiare montate a neve… Tuttavia si racconta che la nonna ebbe garantita la pennichella per dinamizzazione solo quella volta. Il nipotino non si e’ fatto piu’ fregare.
Commento di pocopoco il 23 agosto 2011 alle 19:41
1DH non e’ una diluizione omepatica. Sono le diluizioni omepatiche (mi sembra) a suscitare queste discussioni.
Commento di Samuele il 23 agosto 2011 alle 20:17
Esatto, 1DH è una soluzione diluita molto poco (10%), quindi contiene principio attivo e può benissimo funzionare.
5CH è altamente diluita, ma contiene delle molecole di pricipio attivo e un qualche effetto può esserci.
Tutto quello che va’ sopra i 12CH non contiene nulla ed è indistinguibile da acqua pura o zuccherino, come l’Oscillococcinum.
Lo scopo di questo post era chiarire questo punto, mi spiace che dopo 400 commenti non lo si fosse ancora capito.
Commento di pocopoco il 23 agosto 2011 alle 20:55
gia’! Puo’ in linea di principio funzionare. Ma appena un omeopata ti dice che aumentando la diluizione aumenta la “potenza” del preparato a me viene immediatamente da pensare che anche alla diluizione “normale” potrebbe non avere alcuno degli effetti promessi.
Devo aggiungere che spesso penso anche che certe pomate della farmacopea “ufficiale” diano beneficio per merito degli eccipienti: magari perche’ sono emollienti o perche’ sono unti e mi fanno desistere dallo stuzzicare la parte trattata.
Buonanotte.
Commento di Gianni Comoretto il 23 agosto 2011 alle 22:06
1DH è una soluzione di ribes al 10%. In pratica sono caramelle al ribes nero. Mi lascia perplesso a questo punto la questione dell’omeopatia: credo che caramelle al ribes siano “provate” quotidianamente da milioni di persone, ma non mi risulta che tra i sintomi di questi “proving” ci siano accessi di asma bronchiale. Migliaia di persone utilizzano succo di ribes nero (biologico, senza additivi) per i motivi più disparati, dal banale “perché mi piace” a per presunte proprietà benefiche (qualcuna anche reale, immagino, la frutta acida contiene antiossidanti naturali, vitamine, ecc.) E naturalmente c’è chi mangia ribes naturale, appena colto dalla pianta. Non ho MAI sentito di asmi bronchiali causati dal ribes nero.
Difatti andando a guardare in FITOterapia, il ribes nero è uno stimolatore dei corticosteroidi. Quindi ALLOpatico, anche se viene usato in omeopatia, premettendo la letterina della diluizione.
L’antimonio è in concentrazione di circa 0,1 microgrammo/litro. La tossicità è confrontabile con quella dell’arsenico, per cui immagino che le dosi consentite (sotto cui non hai effetti di rilievo) siano simili, qualche microgrammo/litro per l’acqua potabile. Una spruzzatina sui granuli sono microlitri, quindi si va a livelli di decine di miliardi di molecole per dose. Ci fossero recettori specifici per l’antimonio nel sistema immunitario sarebbe possibile un effetto, ma la vedo dura, la molecola (lo ione) deve arrivare PROPRIO sul recettore, e sia lo ione che il recettore sono PICCOLI. Anche qui mi chiedo come abbiano raccolto i sintomi….
Commento di beethowen il 23 agosto 2011 alle 23:04
Grazie a pocopoco della risposta ma avrei gradito anche, se possibile, sapere quale è la risposta al quiz che avevi scritto 21 agosto alle 14:11.
Grazie
Pingback di Ciarlatani « Fuffologia il 24 agosto 2011 alle 11:13
[...] Omeopatia: mito e leggenda (1) [...]
Commento di Renaissance il 24 agosto 2011 alle 13:45
Ivabellini wrote:
> sapete come mai buona parte degli omeopati sono anche pediatri?
> chiedete alle mamme il perchè
Ma chiediamolo anche al pediatra, e meglio facciamo che glielo chieda un
Pensaci un po’…
altro medico, il tutto non alla presenza dei pazienti. Hai presente di cosa
si possa opportunamente fare nella circostanza in cui si sia di fronte ad
una madre ansiosa, e/o comunque di fronte ad un problema pediatrico
che non necessiti di particolari attenzioni?
E ti dico anche un’altra cosa: non c’e’ bisogno di prescrivere acqua fresca
spacciata per medicinale (e venduta a prezzo di medicinale). E non c’e’
neanche bisogno di essere medico omeopata. Basta un comune
integratore vitaminico: ottimo placebo, zero effetti collaterali, madre
tranquilla, figlio guarito, medico meno assillato e, probabilmente, meno
spese.
bye G.L.
Commento di ivabellini il 24 agosto 2011 alle 14:17
@R…
haaaa cosi i pediatri omeopati sarebbero dei furbastri e!!
e quelle mamme delle isteriche ansiose neurolabili…..psicolabili….delle mamme gne gne insomma, delle stupidotte che ingrassano con 100-150 euro i portafogli di questi individui
Commento di Renaissance il 24 agosto 2011 alle 16:00
ivabellini ha scritto:
> haaaa cosi i pediatri omeopati sarebbero dei furbastri e!!
Beh, un medico (e per medico intendo abilitato e iscritto all’albo) puo’ anche credere in buona fede che l’omeopatia sia scientificamente
efficace, ma in tal caso mi farebbe sorgere seri dubbi sulla sua
preparazione e professionalita’…
Altri possono usarla consapevolmente e intenzionalmente per *vendere*
un buon effetto placebo (probabilmente migliore di altri placebo, ma solo
grazie alla grancassa mediatica ed al passaparola), ma allora avrei dubbi
circa la deontologia professionale del medico in questione.
Poi, c’e’ appunto chi somministra il placebo ma si astiene dal propinare
prodotti omeopatici (magari fregiandosi di titoli di nessun valore…)
> e quelle mamme delle isteriche ansiose neurolabili…..psicolabili….delle
> mamme gne gne insomma, delle stupidotte che ingrassano con 100-150
> euro i portafogli di questi individui
Neurolabili o psicolabili lo stai dicendo tu. Normali ansie materne, dico io.
Ma figurati, non mi stupisco affatto che tu la voglia buttare in caciara…
Comunque, come si dice? Dove c’e’ un furbo, c’e’ anche un pollo.
bye G.L.
Commento di ivabellini il 24 agosto 2011 alle 17:27
@R….
“Dove c’e’ un furbo, c’e’ anche un pollo”
appunto, alla fine l hai detto
Commento di Renaissance il 24 agosto 2011 alle 18:27
ivabellini ha scritto:
>> “Dove c’e’ un furbo, c’e’ anche un pollo”
> appunto, alla fine l hai detto
Con gli opportuni distinguo, se hai ben notato. C’e’ anche chi ci crede in
Altri, ma non lo auguro di certo, potrebbero dover passare per
buona fede. E se e’ un paziente, purtroppo quest’ultimo ricade spesso,
senza offesa, nel genere (spero non ti fischino le orecchie…).
Diciamo che chi e’ razionale, sufficientemente colto, di buon intelletto,
potrebbe anche “cascarci” per un po’, ma effettivamente avra’ presto o
tardi a ricredersi, e successivamente avere anche difficolta’ a ritenere
sempre che chi propala certe cure alternative possa essere in buona
fede.
un brusco e sgradevole risveglio, per ottenere un valido “reset”.
bye G.L.
Commento di Elisa S. il 24 agosto 2011 alle 22:38
Eddai ma insomma basta! Perchè sei sicuro che chi ci casca una volta non ci casca più!? Ormai sono anni che mi curo e curo i miei figli con l’omeopatia. E conosco persone che lo fanno da ben più anni. E non si sentono affatto prese in giro. Nè sono polli.
E sono anche stanca di sentir parlare di ansia materna. Sarai sicuramente un maschio Renainssance. In questo caso sono sicura che non saremo mai sulla stessa lunghezza d’onda. Perchè è impossibile che l’uomo senta quel che sentono le donne. E non si tratta di ansia ma di istinto materno. Solo che è più semplice liquidare una rompicoglioni che non assente ad ogni cazzata, con la storia dell’ansia, piuttosto che STARE AD ASCOLTARE! Ma è inutile. Non solo non capite. Non vi sforzate nemmeno di farlo.
Commento di Richard il 25 agosto 2011 alle 00:38
@Elisa S
Capisco la tua ira. E’ vero che sono in tanti ad assumere toni poco cortesi quando parlano di omeopatia e quando vogliono raccontare la totale mancanza di basi scientifiche della stessa. Ma i toni sgarbati non cambiano il fatto – perche’ di fatto si tratta, non di opinione – che l’omeopatia deriva da una epoca pre-scientifica e si basa su concetti sostanzialmente di magia. Non e’ la sgarbatezza e rendere inefficace l’omeopatia. E se e’ vero che gli stessi toni (sgarbati sempre, per carita’) non danno alcun peso alla sottolineatura che al momento l’omeopatia e’ totalmente priva di basi scientifiche, questi toni non vi tolgono neanche peso. Alla fine, restano alcuni fatti: tra cui, il funzionamento e’ sempre raccontato come un fatto soggettivo e le poche indagini seri – double blind, pe rintenderci – danno l’efficace dell’omeopatia esattamente come quella del placebo. Un altro fatto che resta e’ che delle societa’ commerciali fanno miliardi vendendo zucchero a caro prezzo; e un terzo fatto e’ che una di queste societa’ ha minacciato un sempilce cittadino legalmente solo per avere raccontato questi due incontrovertibili fatti.
Commento di ivabellini il 25 agosto 2011 alle 00:45
“un terzo fatto e’ che una di queste societa’ ha minacciato un sempilce cittadino legalmente solo per avere raccontato questi due incontrovertibili fatti.”
balle, il semplice cittadino prima ha diffamato un azienda e poi ha cancellato le diffamazioni fatte, anche questo è INCONTROVERTIBILE.
Commento di Arb il 25 agosto 2011 alle 01:00
@Elisa.
Non so se sai che esiste, ed è noto, anche il fenoneno del “placebo by proxy”, ad esempio nell’osservare soggettivamente dei “miglioramenti”, o indurli inconsapevolmente (tramite meccanismi di placebo indotti col proprio comportamento e le proprie aspettative), ai propri cari (bambini in particolare).
Indurre aspettative nei bambini è anzi più facile che negli adulti: se non sto bene, sono preoccupato, e vedo che la Mamma viene subito a darmi con un gran sorriso una pillola misteriosa dal nome strano ogni due ore, piena di fiducia e continuando a ripetermi dolcemente che dopo che l’avrò presa starò meglio, è estremamente probabile che i miei meccanismi placebo vengano attivati al massimo. Molto più che in un adulto…
Inducendo così un miglioramento sintomatologico, che verrà poi ricordato con forza dalla mamma, che dentro di sè non aspettava altro di vedere confermata la sua aspettativa in merito. E il circolo di aspettative reciproche del placebo by proxy si rinforza.
L’asma è una brutta bestia, ma come forse sai vi è spesso anche qui una plausibile componente psicosomatica, ed attacchi di asma a forte componente emotiva non sono rari. Quindi il placebo può agire anche in questo senso.
Inoltre, come si è visto, i rimedi usati sono poco più che tinture diluite, quindi possono avere piccoli effetti farmacologici (seppur ridotti) per via delle molecole comunque ben presenti.
Insomma, dal tuo racconto (che pure rispetto) ci vedo molta voglia (in buona fede) di credere agli effetti dell’omeopatia, ma poca discriminazione degli effetti dovuti invece a fenomeni ben conosciuti e sovrapposti, come il placebo by proxy su patologie con notorie componenti psicosomatiche in un bambino figlio di una madre molto convinta. Non c’è niente di male, ma tali aspetti vanno considerati con molta attenzione, prima di parlare di “rimedi che funzionano sempre”.
Scrivi: “non solo non capite, ma non vi sforzate neanche di farlo”.
Ecco, io ti chiederei solo questo: di sforzarti anche tu di capire che certi esiti apparentemente “straordinari” potrebbero essere molto meno “straordinari” di quanto sembrano.
Commento di Richard il 25 agosto 2011 alle 01:59
@ivabellini
Hai scritto “balle, il semplice cittadino prima ha diffamato un azienda e poi ha cancellato le diffamazioni fatte, anche questo è INCONTROVERTIBILE.”
Balle: carino il tuo modo di argomentare.
Diffamato: Ho qualche (ritengo, ragionevole) dubbio che sia andato cosi’. Vero, non so- e non posso sapere – come era il testo del blog originale perche’ sotto pesante minaccia legale (che invece ho visto), il semplice cittadino e’ stato costretto dalla societa’ a cambiare il testo pubblicato. Questa forma di “tutela per mezzo di minaccia” viene spesso adoperato dalle grandi societa’ internazionali per chiudere ogni forma di contestazione- vedi per esempio il caso McLibel – e quindi’ ammetto una mia tendenza a dare credito all’individuo piccolo piuttosto che non alla societa’ grande… vedi, quello che conta per me e’ la verita’. Ad ogni buon modo, restala verita’ che l’omeopatia risulta priva di fondamenta scientifica, dicano quello che vogliono…
Commento di ivabellini il 25 agosto 2011 alle 10:45
@Richard
per togliere ogni dubbio a riguardo basta che Samuele rimetta le frasi tolte in caratteri rossi e con un anteprima al lettore dove si spiega che quelle frasi erano state tolte, come ad esempio “nuoce gravemente all intelligenza di di lo acquista” sotto la foto dell Oscillo…
Commento di Max il 25 agosto 2011 alle 10:56
@ivabellini
AZZ!!! Ora capisco il perché… che mi sfuggiva… qui non si tratta di contenuti triti e ritriti, digeriti e metabolizzati, ma è stato BEN ALTRO a far muovere il gigante “”cattivo”
Ca…ssspitina!
Commento di ivabellini il 25 agosto 2011 alle 10:59
@Max
ZZZZZZZZZ……………….
Commento di Samuele il 25 agosto 2011 alle 11:30
@ivabellini: la mia battuta sul “nuocere gravemente all’intelligenza” era chiaramente ironica e chiaramente non diffamatoria… senza contare che non era riferita alla Boiron!
Dovrebbero chiudere spinoza.com se quella frase fosse diffamatoria…
L’ho cancellata per togliere ogni appiglio legale alla multinazionale, tanto il senso degli articoli non cambiava minimamente
Commento di ivabellini il 25 agosto 2011 alle 12:49
come non era riferita alla Boiron? era attribuita a un loro prodotto, chi doveva offendersi secondo te?
Commento di Samuele il 25 agosto 2011 alle 15:19
Era riferita agli acquirenti
Che potevano anche offendersi, ma essendo chiaramente una battuta di certo in tribunale non avrebbero mai vinto la querela per diffamazione.
Commento di anonimo il 25 agosto 2011 alle 15:32
MA LOL!!!
http://imageshack.us/photo/my-images/709/lolntb.png/
Commento di Richard il 25 agosto 2011 alle 18:38
@ivabellini
Hai scritto “per togliere ogni dubbio a riguardo basta che Samuele …”
Spesso chi ha pochi argomenti cerca di spostare la discussione in terreni diversi di quello proprio all’argomento, ed e’ spesso quello che succede con discussioni sull’omeopatia. Torniamo al dunque.
Per come la vedo io, ci sono due filono ugualmente importanti in questa particolare faccenda: a) la minaccia legale (per me, pazzesca) della Boiron e b) la minaccia scientifica all’omeopatia in generale, e di consequenza anche alla Boiron..
a) La minaccia legale- per togliere ogni mio dubbio a riguardo basterebbe che la Boiron faccia un passo pubblico indietro ammettando che la minaccia legale non era proprio ben pensata- soffocare la discussione legittima e’ bad business oltre che bad ethics – e chiedendo pubblica scusa.
b) la minaccia scientifica – per togliere ogni dubbio a riguardo basta che tutti si rendono conto che attualmente l’omeopatia non e’ appoggiata dalla scienza. Punto. Liberi tutti di fabbricare vendere e comprare, se lo si vuole. I soldi sono vostri. *Non* liberi da dire che un prodotto omeopatico e’ un medicinale- fino a quando non sia stato testato alla stessa stregua di altri medicinali. *Non* liberi di vietare la sua vendita al di fuori delle farmacie, dove non ha titolo per essere venduta. Senza un adeguato testaggio scientifico, rimane necessariamente il sospetto che u qualnque prodotto ‘curatore’ faccia parte della categoria dell’olio di serpente, ” snake oil” come chiamiamo i prodotti di shamani e ciarlatani nella mia lingua madre. Toccherebbe proprio agli omeopati dimostrare che i loro prodotti non siano snake oil, che non sono cose simili a quella roba di Wanna Marchi, e la scienza gli sarebbe grata se lo facessero. Una tale dimostrazione significherebbe un cambiamento enorme nella nostra comprensione di tutta la fisica. Ci starebbe anche forse il Nobel. Pero’, non mi risulta che gli omeopati si siano affrettati verso i laboratori di test, proprio questo no… chi sa perche’? Strano, perche’ sarebbe proprio nelle loro interessi se ci credono per davvero, nonostante tutto. Ma non lo fanno, e non lo hanno mai fatto nei quasi 2 secoli della loro storia. Anzi, al contrario, per ovviare a ragionevoli dubbi, si buttono verso gli studi legali….
Commento di Andrea il 25 agosto 2011 alle 20:25
@ivabellini: la cosa più bella di tutta la questione è stato leggere il tuo vano e rabbioso berciare.
Bello, vero, che l’omeopatia si sia autoprocurata una figuraccia mondiale ?
Non ti va proprio giù che, mentre tu tifavi vergognosamente contro un ragazzo sperando rabbiosamente che finisse in tribunale per “lesa maestà omeopatica”, e strillavi ai quattro venti la tua fede acritica in certe palline di zucchero pagate a peso d’oro, adesso ci siano invece centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo che sono molto meglio informate di poche settimane fa su come (non) funzionano le suddette palline ?
Ti spiace, vero, che l’azienda si sia addirittura scusata con il ragazzo che tu volevi vedere rovinato, e abbia fatto marcia indietro ?
Posso consigliarti per il bruciore di stomaco Nux Vomica 30CH ?
Dicono che faccia miracoli (è il termine giusto) per l’acidità da arrabbiatura. Sempre se ci credi ancora, magari hai imparato qualcosa perfino tu, in questi forum.
Ripensando alla battuta innocente “nuoce gravamente all’intelligenza”, e leggendo che tu ne hai fatto ampio uso… 1+1…
Commento di ivabellini il 25 agosto 2011 alle 21:12
noiosi…siete ormai noiosi….ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ……
Commento di Elisa S. il 25 agosto 2011 alle 22:07
@Arb davvero scusa ma io respingo con tutte le mie forze l’effetto placebo per procura di cui parli. E sono sempre più stanca che ad ogni cosa si debba per forza trovare una scusa o una spiegazione psicosomatica che non esistono. Adesso… io non posso dimostrare che certi sintomi sono reali, ma nemmeno tu puoi dimostrare tutto con problemi di psiche, scusa eh!? Se permetti… purtroppo… qualcuno malato al mondo esiste davvero. E vallo a dire all’allergologo che segue mio figlio, che mi ha prescritto fior fiore di broncovaleas ogni quattro ore per sei giorni, che è un’allergia psicosomatica!
E poi tu mi hai vista tenere in braccio mio figlio come fosse un neonato dicendogli pucci pucci picci picci prendi amorino bellino della mammina questa miracolosa medicina buonina buonina che in due secondi ti fa passare la bruttina buina e la mamma sarà subito contentina!?
Io normalmente caccio un urlo dietro ai miei figli che non mi ubbidiscono mai, gli caccio in bocca le medicine e vado a far dell’altro.
@Andrea trovo a dir poco squallido il tuo ultimo commento. Forse sei tu che desideri che le persone vengano umiliate offese e rovinate. Nei commenti di iva non ho letto niente di tutto questo. Nel tuo invece ho letto solo illazioni e cattiverie senza fondamenta. Ma voi sapete solo attaccare per difendere le proprie convinzioni??
Bella civiltà… bel segno di intelligenza!
Commento di Arb il 25 agosto 2011 alle 23:15
@Elisa: “respingi con forza”. Che tu sia fortemente convinta, non c’è dubbio. Ma non riesci neanche a porti davanti ai fatti con il dubbio ?
Perchè altrimenti la tua riflessione “non vi impegnate neanche a pensare di poter cambiare idea” si deve applicare anche a te…
Il placebo by proxy si può esprimere in tanti modi. E’ per questo che in medicina si fanno esperimenti in doppio cieco, ovvero nemmeno il somministratore deve sapere se sta somministrando placebo o medicina vera. L’esperimento in cieco semplice (ovvero, solo il paziente è all’oscuro, ma il medico sa se sta dando il placebo o la medicina) sono considerati metodologicamente inadatti, proprio perchè il medico potrebbe influenzare involontariamente il paziente anche senza dirgli niente.
Se invece di un anonimo medico ho davanti… addirittura mia madre, che arriva e mi dà una medicina in cui ha chiaramente fiducia, a maggior ragione la possibilità di forti influenze sui processi psicosomatici placebo-correlati è presente (anche se in buona fede da parte della madre).
Se poi questa somministrazione è incorniciata in una dinamica relazionale molto forte e particolare (che sia una modalità molto dolce o molto brusca poco cambia: l’impatto e i significati emotivi saranno fortissimi in entrambi i casi), qualche effetto è assicurato…
La psicosomatica non è che la si vuole “infilare” dappertutto: è un dato di fatto che la componente principale di molti disturbi funzionali, o immunomodulati (ad esempio, molte allergie, reazioni dermatologiche, ecc.), sia psicosomatica. E, ti faccio notare, questo lo sostengono tra l’altro i “medici alternativi” anche più che i “medici non alternativi”…
E’ ben risaputo e dimostrato, così come il notorio fatto dei miglioramenti sintomatologici significativi in caso di (alcuni tipi di) allergie o forme d’asma a seguito non tanto di terapie farmacologiche quanto psicologiche.
Insomma, prendi in considerazione che forse lo zucchero difficilmente può modulare le reazioni psicosomatiche dei tuoi figli quanto lo può fare la tua relazione con loro.
Commento di Samuele il 25 agosto 2011 alle 23:40
@Elisa, onestamente.
Dopo aver letto come si produce l’Oscillococcinum (metodo Korsakocv), dopo aver saputo cosa contiene (nessuna molecola di principio attivo, e lo dice anche la Boiron), dopo aver saputo qual era il principio attivo (fegato e cuore d’oca), davvero sei convinta che la sola “dinamizzazione” dell’acqua duecento volte possa curare una persona???
Chi conosce tutti questi dettagli, e compra ancora l’Oscillo… si merita la mia battuta sul nuocere all’intelligenza!
Commento di Samuele il 25 agosto 2011 alle 23:42
Grazie Andrea, ma ivabellini se messo in un angolo non risponde/scrive monosillabi, lascialo perdere, ormai è la mascotte dei post anti-omeopatia
Commento di Renaissance il 26 agosto 2011 alle 08:38
@Elisa
(senno, perche’ si chiamerebbe materno?), ma oh, oh, se il padre nutre preoccupazione e ansie per i propri figli, nella fattispecie riguardo la salute…
Mah… toni sgarbati? Al limite, sato’ stato vagamente canzonatorio, ma era mia intenzione esserlo verso l’omeopatia. Il resto, era riferito a chiari meccanismi psicologici e sociali, e infatti mica ho lasciato fuori dal calderone persone piu’ colte della media.
Pare (pare, eh…) di essere tacciato di lesa maesta’ nei confronti di un culto e dei credenti di tale culto…
Evidentemente non ti e’ mai capitato qualche problema di salute *serio* (ne mai te lo augurero’, si intenda) a te o ai tuoi bambini. Useresti davvero anche in quel caso prodotti omeopatici? Auguri…
Poi, e’ pur vero che l’istinto materno e’… lapalissaniamente materno
bye G.L.
Commento di Elisa S. il 26 agosto 2011 alle 11:29
@Ren dove hai letto che ho scritto che i tuoi toni erano sgarbati!? Io leggo e rileggo il mio unico post diretto a te e non lo vedo!
Certo non credo che se mi diagnosticassero un cancro correrei dall’omeopata schifando la chemioterapia, ma credo che percorrerei entrambe le strade e me ne fregherei alla fine di scoprire di chi sia stato il merito della mia guarigione!
Io non rifiuto a priori la medicina tradizionale. Dove posso evitarla la evito. Se non posso, la prendo. Sui miei figli poi mi permetto di tentare OVVIAMENTE per cose “leggere”.
Sarò una contraddizione vivente, ma cerco diprendere il positivo da dove posso, lecitamente parlando, perchè chiudermi delle strade?
Commento di francesco_alberti il 26 agosto 2011 alle 14:04
Un appello sincero e senza polemica. Di tutto ciò che è stato detto, una sola cosa non capisco davvero. Mi sforzo, ma non riesco a capire come la gente accetti il metodo Korsakov. Per me è controintuitivo, a-razionale. Posso accettare il metodo K come posso accettare la transustanziazione, il miracolo di S.Gennaro o la resurrezione. Onestamente, chi usa l’omeopatia potrebbe gentilmente spiegare a noi scettici come poter credere al metodo Korsakov? Sul sito Boiron leggo: “Si tratta di preparato omeopatico che la Medicina ufficiale, non comprendendo le basi del suo funzionamento, considera solo come un farmaco “placebo”. Benissimo. Qualcuno il funzionamento ce lo potrebbe spiegare , gentilmente?
Commento di Samuele il 26 agosto 2011 alle 14:22
daccordissimo con te, @francesco.
Il metodo Korsakov è assurdo, completamente illogico e a tratti ridicolo.
Senza contare la baggianata delle succussioni… preparando la terza parte della serie sto informandomi sull’argomento e sono veramente allibito.
Sapere cosa contiene e come viene prodotto un rimedio omeopatico e continuare ad usarlo… è assurdo
Commento di francesco_alberti il 26 agosto 2011 alle 14:29
Samuele, sono uno di quelli che è stato convinto dalla tua vicenda ad approfondire la materia dell’omeopatia. Sono circondato da colleghi di ufficio che sono pro-omeopatia. Ora, anche grazie a questa vicenda e a questo blog, penso di saperne qualcosina di più. Il punto è che più ne so, più rimango esterrefatto.
Boh. Stasera prenderò un buon Valpolicella, lo diluirò con il metodo K almeno 200 volte: credo che prenderò una sbronza colossale. Che vuoi farci, almeno ci ridiamo sopra.
Saluti
Commento di Renaissance il 26 agosto 2011 alle 16:11
Elisa ha scritto:
> @Ren dove hai letto che ho scritto che i tuoi toni erano sgarbati!? Io leggo e
> rileggo il mio unico post diretto a te e non lo vedo!
Si’, hai ragione, era un altro post in risposta al tuo, avrei dovuto specificarlo. Tra l’altro, preciso che non imputava specificatamente a me di essere
sgarbato.
bye G.L.
Pingback di Una bacteria inexistente, un pato inocente y unas amenazas insensatas | Garbaez.Com il 27 agosto 2011 alle 22:30
[...] es comprensible que el italiano Samuele Riva emplease la imagen del Oscillococcinum de Boiron para hablar en su blog de lo absurdo de la homeopatía. Hay muchos remedios homeopáticos ridículos, pero este se caracteriza porque lo comercializa con [...]
Commento di paolo bellavite il 29 agosto 2011 alle 18:01
Per sbaglio ho scritto anche sulla lista are you not italian?, mi scuso.
Per chi non consultasse quella volevo dire che sperando di fare una cosa gradita a chi cerca veramente di capirci qualcosa senza fermarsi ai pregiudizi o ai luoghi comuni (… absurdo…! ma tutto ciò che è incomprensibile viene tacciato per assurdo, non è scienza, questa è la fiera delle banalità!) , ho trascritto nelle mie pagine web il testo sull’oscillococinum, pardon Anas barbariae hepatis cordis extractum 200K.
http://www.paolobellavite.it/oscillococcinum.html
Si tratta di un percorso tra la storia della medicina, la scienza e la…fantascienza. L’unica cosa che manca è la pseudoscienza: ci sono analisi critiche della letteratura, con i pro e i contro per la scelta di tale medicinale nelle sindromi simil-influenzali.
Commento di Samuele il 29 agosto 2011 alle 18:15
Ottimo @paolo_bellavite, grazie per aver divulgato il libro.
Ci guardo appena possibile, sono curioso di sapere come la scienza possa riuscire ad accettare la diluizione korsakoviana senza cadere nel ridicolo.
Commento di paolo bellavite il 29 agosto 2011 alle 21:15
La Korsakoviana non è più “ridicola” della centesimale, tanto più che anche la prima viene fatta con metodi standardizzati, ovvero si sa perfettametne qual è il volume residuo ad ogni passaggio di diluizione/succussione. A me pare che il principio della diluizione/dinamizzazione per la mentalità comune sia difficile da accettare di per sé, non pr un metodo o l’altro.
Commento di Samuele il 29 agosto 2011 alle 23:03
@paolo, la korsakoviana, per com’è concepita, è assurda. L’uno per cento di “acqua” di ogni diluizione sarebbe la parte che rimane sul flacone per adesione quando lo si rovescia, ma ci rendiamo conto?
So già che mi risponderai che la Boiron usa metodi standardizzati per salvaguardare quel 1% etc etc, ma ti ricordo che l’Oscillo e il metodo Korsakov si ritengono “efficaci” da decine e decine di anni, ben prima dei macchinari super specializzati Boiron, quando l’unica tecnica era svuotare e poi riempire di nuovo il flacone!
Primo appunto sul tuo libro: è sfacciatamente parziale, riporta solo i (pochi e spesso statisticamente non validi) studi a favore dell’omeopatia e dell’Oscillo.
Mi sembra più opera di un giornalista pro-omeopatia che di uno scienziato imparziale. Domani proseguo
Commento di Aristarco il 30 agosto 2011 alle 00:28
Può sembrare essere arroganti, ma fare studi clinici sull’ omeopatia è un non-senso. Punto e stop.
E’ scientificamente assurdo come – anni or sono – è stato scientificamente assurdo eseguire studi clinici sulla terapia del Prof. Di Bella (ricordo, infatti, che sono stati fatti per motivi “politici” [era la gente che “voleva” la terapia, non certamente l’ Oncologia Medica] e non per motivi scientifici).
Fare studi clinici sull’ omeopatia è come voler appendere lampadari al cielo!
I pochi studi scientifici sulla terapia omeopatica con apparente esito positivo rappresentano solo la dimostrazione inequivocabile che le sperimentazioni cliniche possono essere fallaci.
E non c’è nulla di scandaloso, in quanto affermo.
Le sperimentazioni cliniche, anche se condotte con l’ approccio metodologicamente più corretto, non promuovono verità assolute e granitiche, ma solo dati probabilistici.
E una terapia non è credibile solo perché uno studio raggiunge la soglia fatidica del p<0,05.
… e poi si deve vedere davvero come è stato eseguito lo studio…..
Ad esempio, non vi sono troppi pochi studi clinici in doppio cieco.
La doppia cecità è non essenziale se si valutano end-point hard, come la mortalità, ma è essenziale se si valutano end-point soft, come il sentirsi meglio da un punto di vista soggettivo.
Ad esempio, non ho notato – nell' ambito dei trials sull' omeopatia – studi con end-point di riferimento ben definiti e con calcolo del sample size dedicato. E questa è – ad esempio – una mancanza metodologicamente grave.
Ad esempio, non ho trovato alcun protocollo che valuti oscillococcinum su clinicaltrials.gov e nulla che garantisca una non ri-analisi a posteriori "compiacente" (sia chiaro che questo problema ha afflitto per anni anche la letteratura medico-scientifica convenzionale e proprio per ovviare a ciò – in modo sistematico – che è stato fondato – anni or sono – il sito clinicaltrials.gov… ma qui, di trials sull' oscillococcinum, non c'è traccia).
Una terapia è credibile solo se analizzata in modo globale.
Cosa significa una valutazione “globale”?
Significa che – in primis – si deve prendere in esame, per cominciare, tutto ciò che sappiamo di una determinata patologia e quindi prendere in considerazione la plausibilità biologica e chimico-farmacologica della terapia proposta.
E qui subito casca l’ asino dell’ omeopatia!
E quindi non è legittimo neppure iniziare un iter di valutazione medico-scientifica.
Per vedere poi cosa???
NON si deve andare oltre, per questione di “igiene mentale”. Punto e stop!
Se l’ omeopatia finisce qui, la storia della valutazione globale continua.
Dopo aver superato il primo scoglio della plausibilità biologica e chimico-farmacologica, deve essere presa in analisi tutta la letteratura degli studi in vitro e in vivo condotti sulla terapia proposta.
Dopo di ciò si esaminano gli studi di fase I di farmacocinetica.
Dopo, si prenderanno in considerazione gli studi di fase II, poi di fase IIIa e poi IIIb, e magari anche di fase IV.
Se tutto quanto è sufficientemente coerente, possiamo arrivare a concludere che quella terapia è scientificamente valida.
QUESTO E’ L’ UNICO MODO DI ANALIZZARE LE TERAPIE IN MODO SCIENTIFICO.
Ciao a tutti
Commento di ivabellini il 30 agosto 2011 alle 00:51
“NON si deve andare oltre, per questione di “igiene mentale”. Punto e stop!”
bravo Aristarco, per la TUA o la VOSTRA igiene mentale e non solo…..
non studiate l omeopatia, statene lontano lontano il più possibile, non fate i paladini della scienza, lasciate perdere Hahnemann, datevi allegramente all ippica, al tenns, al crichet……
Commento di Richard il 30 agosto 2011 alle 03:37
@ivabellini
Il tono del tuo ultimo messaggio sembrerebbe significare che tu credi che gli scienziati non vogliono studiare l’omeopatia, per paura che potesse turbare qualche preconcetto. Ma non e’ cosi’. E’ nella natura stessa della scienza, studiare la cosa incognita. Se ci fosse davvero qualche cosa da studiare, possiamo stare certi che almeno un/una giovane scienziato/a si ci sarebbe dedicato, e avrebbe trovato qualche cosa… inevce, niente.
E’ proprio questo il punto: si vorrebbe studiare l’omeopatia. Perche’ sarebbe davvero grandioso se funzionasse. Aggingerebbe una dimensione totalmente nuova alla nostra comprensione di tante materia, dalla fisica alla chimica alla medicina. Ma purtroppo ogni volta che lo si fa seriamente, l’esito e’ sempre lo stesso: la fiducia che i sostenitori vi ripongono NON viene confermato mai – ripeto, mai- da indagini scientifiche serie.
Per un attimo lasciamo stare le considerazioni teoriche come il numero di Avogadro e la quantita’ di molecule in una pillola omeopatica. Consideriamo solo l’aspetto pratico. La triste verita’ – ed e’ triste, ma la tristezza non la rende meno vera – e’ che l’omeopatia semplicemente non supera nemeno i piu’ semplice test clinici in double blind.
E, senza polemica, questo vuole dire che l’argomento dovrebbe essere chiuso.
Tristi? Si. Ma realisti.
Commento di ivabellini il 30 agosto 2011 alle 10:56
Viva i realisti, lasciate perdere allora
OT@Samuele: come mai se commento con Firefox mi da errore 403 mentre con Cromium no?
Pingback di Boiron: un altro caso di cattiva comunicazione in rete | Business & Blog il 30 agosto 2011 alle 11:53
[...] 13 e il 27 luglio Samuele Riva, autore di Blogzero, uno dei blog italiani su scienza e [...]
Commento di Aristarco il 30 agosto 2011 alle 14:24
@ivabellini
La comunità medico-scientifica internazionale – nell’ arco di tempo di svariati decenni – ha costituito un preciso iter per la valutazione dell’ efficacia di una qualsivoglia terapia.
Allontanarsi da questo iter, percorrere altre strade di indagine non è consigliabile nè opportuno da un punto di vista – prima di tutto, ma non solo – di “igiene mentale”.
Però, se tu ritieni di poter proporre altri percorsi di ricerca alternativi, non hai che da proporlo.
Ti assicuro che se la tua proposta di iter di ricerca è valida e migliore di quella attuale, la vincita di almeno un premio Nobel è assicurata.
Ciao
Commento di Samuele il 30 agosto 2011 alle 15:17
@ivabellini: evidentemente Firefox ha capito che i tuoi commenti non sono utili alla discussione
Scherzi a parte, prova a cancellare la cache e i cookies del browser, probabilmente risolvi il problema
Pingback di Stephan Dörner: Hoax im Handelsblatt? Guter Blogger, böser Boiron-Konzern und eine geschickte Inszenierung. | CAM Media.Watch il 30 agosto 2011 alle 17:17
[...] 13. und 27. Juli 2011 veröffentlichte der italienische Blogger Samuele Riva in einer kleinen [...]
Commento di paolo bellavite il 30 agosto 2011 alle 22:40
IN questa lista leggo cose assolutamente non vere, che diventano vere a forza di ripeterle. Un esempio:” La triste verita’ – ed e’ triste, ma la tristezza non la rende meno vera – e’ che l’omeopatia semplicemente non supera nemeno i piu’ semplice test clinici in double blind.” Chi l’ha detto? Shang? Garattini? Remuzzi? Dio? Ma fatemi un piacere, andate a leggervi BENE i lavori e le metanalisi! Altra cosa semplicemente non vera:” Primo appunto sul tuo libro: è sfacciatamente parziale, riporta solo i (pochi e spesso statisticamente non validi) studi a favore dell’omeopatia e dell’Oscillo.” Potrei replicare che questa affermazione è sfacciatamente falsa e faclilmente falsicicabile: io ho riportato semplicemente TUTTI gli studi pubblicati e ti sfido a dimostrare che ce ne sono altri. Ho persino citato dei lavori che la Cochrane neppure sapeva che esistono. In un paragrafo, se leggi bene prima di sparare tali cavolate, ho persino messo in guardia rispetto al publication bias, cosa che non sarei neppure stato tenuto a fare. Comunque uno come me che dedica da 22 anni il suo lavoro a studiare (anche) l’omeopatia e legge una frase del genere “fare studi clinici sull’ omeopatia è un non-senso. Punto e stop.” oppure “NON si deve andare oltre, per questione di “igiene mentale”. Punto e stop!”
cosa dovrebbe dire? sapete cosa dico?: “Punto e stop!” anzi no, per finire riprendo quella di un altro che mi pare di quelli che sono meno ottenebrati dal pregiudizio incorporato in anni e anni di indottrinamento accademico e farmaceutico : ” lasciate perdere Hahnemann, datevi allegramente all ippica, al tenns, al crichet……” Ora per un po’ non mi farò vivo che sono stato inviatao dalla misera e infelice Università di Rio de Janeiro a parlare delle alte diluizioni omeopatiche…
Commento di Samuele il 31 agosto 2011 alle 01:54
@Paolo, TUTTI gli studi pubblicati? Ma se “The Lancet” ha fatto meta-analisi su centinaia di studi! Io ne ho visti descritti solo pochi nei primi capitoli del tuo libro, forse ne parlerai più avanti… vedremo.
Alla fine del tuo commento parli male di @ivabellini che in realtà è uno strenuo difensore dell’omeopatia, credo la sua frase fosse ironica… non ti agitare troppo leggendo i commenti… ti aspetti che tutti siano dei professori?
Porta la tua opinione suffragandola con dati scientifici, il resto è di contorno.
A proposito di dati scientifici, cosa ne pensi delle meta-analisi di The Lancet?
Al tuo rientro troverai un nuovo post sull’omeopatia, potrai commentare direttamente quello.
Saluti
Commento di ivabellini il 31 agosto 2011 alle 08:10
@Samuele
Tu che sei più avanti nelle notizie tipo Digg (ne metti tante in fila, sotto i tuoi post)…..potresti spiegarmi perchè su Digg non compari tranne per un mio perverso cliccamento?
http://digg.com/story/r/omeopatia_mito_e_leggenda_1
http://digg.com/search?q=site:blogzero.it
Se tu mi spiegassi cosa servono questi aggregatori, visto che credo di essere stato l unico a cliccarti con Digg, te ne sarei grato perchè non perderei tempo a metterne uno anche io sul mio blog
Commento di Aristarco il 31 agosto 2011 alle 09:06
Come avete capito, mi considero un “feroce” anti-omeopatia.
Però, devo ammettere che gran parte di quello che dice paolo bellavite è corretto e che qui, tanti interventi “anti-omeopatia” sono – ahimè! – erronei, come sostiene – correttamente – paolo bellavite.
Come ha citato anche Samuele vi sono, infatti, svariati studi clinici condotti con metodologia non necessariamente infame eseguiti sull’ omeopatia che hanno dato esito positivo.
Personalmente, come ho già detto, reputo questi trials solo la chiara dimostrazione che la sperimentazione scientifica è umanamente fallace.
Sul fatto che il prof. paolo bellavite ha speso 22 anni a studiare l’ omeopatia, devo dire che è uno dei tantissimi e onesti ricercatori che ha speso una vita per una linea di ricerca che porta al nulla.
Ricordo un collega che ha studiato una vita intera per cercare di trovare un ormone ipofisario che regolasse il funzionamento del pancreas endocrino, così come l’adenoipofisi regola, tramite il TSH, la tiroide, così come l’ adenoipofisi regola, tramite l’ ACTH, il surrene, così come l’ adeno-ipofisi regola, tramite le gonadotropine, le gonadi, ecc..
Questo ricercatore è andato nella tomba e non riuscì a trovare nulla di concreto.
Temo che questo sia il destino di tutti i ricercatori che si arrabattono sull’ omeopatia.
Il modello dell’omeopatia è solo un interessantissimo oggetto di indagine per le scienze sociali.
Commento di AFMcrime il 31 agosto 2011 alle 10:45
Ma perchè Bellavita non studiamo la cristalloterapia? Perchè dire no all’efficacia clinica della musica classica? Perchè non studiare l’efficacia della gestualità rituale? Respirazione? Vibrazione della luce? Pranoterapia? Urinoterapia? Sarà perchè non c’è uno straccio di indizio, test, ragionamento logico o scientifico che possa anche solo ipotizzare una pur minima efficacia per qualcosa di diverso da effetti psicologici? Ma forse essendo tutti ottenebrati dal pregiudizio incorporato in anni e anni di indottrinamento accademico e farmaceutico, e poi alla fin fine ci paga big pharma, allora non possiamo proprio capire come uno possa buttare nel cesso 22 anni di inutili studi; la vita può essere veramente dura… Oh, a meno che tu non abbia lo studio definitivo. Qualcosa che si discosti dal + 1% contro placebo. C’è il Nobel che ti aspetta, e un contratto a vita con Boiron, che,mi dicono, paga con soldi veri, non diluiti.
Commento di Samuele il 31 agosto 2011 alle 10:52
@ivabellini: gli aggregatori servono a ben poco, secondo me. Se vuoi portare traffico al tuo sito e non scrivi in inglese, ti consiglio OKnotizie di Virgilio (è molto seguito). Se vuoi che le tue pagine vengano pubblicate altrove e siano più lette dalla gente, pur non portandoti traffico, c’è paperblog.
Io digg non lo uso e non lo segnalo sul sito, quindi è molto difficile che ci siano miei post su quel sito.
Simile storia per wikio, per avere buoni punteggi devi sponsorizzarti. Vedi tu… io me ne frego
Commento di Angelo il 31 agosto 2011 alle 12:14
Commento ispirato da AFMcrime (con cui sono piu’ che d’accordo).
Mi viene in mente Piero Angela, che raccomandava:
“bisogna avere la mente aperta, ma non tanto da lasciar cadere fuori il cervello”.
Concentriamoci su cose sensate!
Commento di ivabellini il 31 agosto 2011 alle 12:50
@Samuele
grazie dei consiglio, oknotizie l avevo già adocchiato, è graficamente orrendo, vedrò se ci sono dei pulsanti adatti….quello che mi fa impazzire su diig non è tanto l effettiva diffusione ma almeno sapere dove si trova il post segnalato, infatti il tuo post lo trovo solo nella mia lista di digg e basta….dove cavolo me l ha nascosto? chi lo leggerà mai!???
Commento di Aristarco il 31 agosto 2011 alle 14:20
Simpatica la segnalazione di Angelo relativa alla citazione di Piero Angela.
Su questa falsariga delle citazioni, ricordo al prof. paolo bellavite in merito alla sua “critical appraisal” dedicata all’ omeopatia, un’ altra frase, questa volta di Carl Sagan, che molto ben si adatta alla problematica della validità della medicina di Samuel Hahnemann:
AFFERMAZIONI STRAORDINARIE RICHIEDONO PROVE STRAORDINARIE.
Cordiali saluti a tutti
Commento di mattia il 31 agosto 2011 alle 17:40
alla frase di Piero Angela ed a quella di Sagan affiancherei il sano criterio di igiene mentale suggerito da Philip K. Dick:
“reality is that which, when you stop believing in it, doesn’t go away”.
Commento di ivabellini il 31 agosto 2011 alle 18:05
@Samuele
Fatti una cultura con la rivista dedicata ai pazienti omeopatici della FIAMO, dai un occhiata al caso Scillipoti in particolare (si può ingrandire a tutto schermo oppure scaricare)
Commento di ivabellini il 31 agosto 2011 alle 18:06
http://ivabellini.blogspot.com/2011/08/il-granulo-16.html
Commento di Aristarco il 2 settembre 2011 alle 21:38
Ho scritto che fare studi clinici sull’ omeopatia è un non-senso.
Bè, a pensarla in questo modo non sono il solo (#)!
(#): Hammerstrøm KT, Bjørndal A.
If there are no randomised controlled trials, do we always need more research?
Cochrane Database Syst Rev. 2011 Mar 14;(8):ED000024.
PubMed PMID: 21833983.
P.S. Spiegazione per i “profani”.
La “Cochrane“ – citata anche da paolo bellavite nel suo commento del 30 agosto 2011 alle 22:40 – è la più autorevole organizzazione medico-scientifica internazionale no-profit di valutazione critica delle informazioni relative alla efficacia ed alla sicurezza degli interventi sanitari.
Commento di ivabellini il 3 settembre 2011 alle 01:51
Provate a dare uno sguardo a questa scuola di omeopatia:
http://www.asdoh.it/scuola_di_omeopatia.html
ci sono vari video e altro, che ne pensate?
Commento di danilo faccioli il 3 settembre 2011 alle 09:28
il metodo scientifico a cui fa riferimento la medicina ufficiale si avvale principalmente del fatto che l’esperimento sia verificabile e riproducibile . A mio modesto parere la medicina omeopatica , nata 200 anni fa ha funzionato e funziona perchè fa riferimento alla quantistica che sstudia i fenomeni che avvengono inordine di informazione ed energia.é quello che rimane dopo la succussione.
Commento di Aristarco il 3 settembre 2011 alle 10:11
@ivabellini (intervento 3 settembre 2011 alle 01:51)
Interessante
L’ omeopatia è una Fede e come tale ha certamente molti punti di contatto con le normali Fedi religiose.
Sotto questa prospettiva, quelli della ASDOH (ASSOCIAZIONE per lo STUDIO e la DIVULGAZIONE dell’ OMEOPATIA HAHNEMANNIANA) – di cui hai riportato il link – sembrano paragonabili ai Testimoni di Geova.
Questa scuola omeopatica torinese sembra confrontarsi – in modo non privo di conflittualità – con una omeopatia progressista che tenderebbe a allopaticizzarsi e a subire gli influssi del mondo moderno.
Questa scuola omeopatica torinese vuole – come i Testimoni di Geova – tornare alle radici del Verbo e abbandonare qualsiasi modernismo e qualsiasi scientificità.
In confronto/opposizione a questa scuola omeopatica torinese si collocano coloro che invece non disdegnano aggiungere elementi di modernismo e scientificità e non si può non pensare a certi Cattolici moderni che – ad esempio – considerano – oibò! – l’ evoluzionismo darwiniano come un dato di fatto.
Prendiamo in considerazione il rapporto che questi Fedeli hanno con i rispettivi “Testi Sacri” e cioè l’ Organon e la Bibbia.
Quelli dell’ ASDOH sembrerebbero determinati nella volontà di essere fedeli a quanto riporta l’ Organon e – mutatis mutandis – così pure i Testimoni di Geova che, volendo rimanere fedeli a tutti i costi alle Sacre Scritture – ribadiscono in modo convinto la veridicità letterale del Diluvio Universale e dell’ Arca trasportante tutti gli animali del globo terracqueo!
In opposizione a quelli dell’ ASDOH e ai Testimoni di Geova, appaiono i Boironiani dell’ oscillococcinum e ampie frange dei Cattolici che prendono dichiaratemnte spunto dai rispettivi “Testi Sacri” da cui, però, prendono, nei fatti, anche le distanze su specifici aspetti, considerandole allegoriche e superate.
Commento di danilo faccioli il 3 settembre 2011 alle 16:17
rispondo cortesemente a ivabellini
ho scritto il mio pensiero .IO non uso l’omeopatia:Sono una persona curiosa e mi piace fare ipotesi da verificare.Penso che il paradigma scientifico a cui fare riferimento per poter capire questa strana scienza sia la fisica quantistica .Un principio fondamentale ormai acquisito dai fisici è che l’osservatore influenzi l’osservato.ESempio in neurologia quando si parla di neuroni a specchio, ecc.Lontano da me i testimoni di geova.
Commento di raman il 3 settembre 2011 alle 21:33
per Danilo Faccioli:
mi sembra che ti intendi un po’ di fisica quantistica e quindi
mi sembra doveroso invitarti a leggere il mio lungo post a commento dell’articolo “Omeopatia: mito e legenda (2)” di ieri 2 settembre alle 17:50.
[abate fu le malcapitata neo te uovo]
Commento di Veronica il 4 settembre 2011 alle 09:59
Complimenti a chi ha postato il primo commento, ne è venuta fuori una discussione interessantissima. Io mi curo con l’omeopatia da circa 3 anni, da quando ho avuto la prima gravidanza, e ho avuto buoni risultati anche per cose tremende come ascessi dentari che riuscivo a risolvere solo con alte dosi di antibiotico + ac clavulanico o lombosciatalgia che passava solo con antinfiammatori. Da allora ho cominciato a usare l’omeopatia per il mio primo figlio e ho avuto buoni risultati per diversi disturbi. Non ho avuto tempo di leggere tutti i post ma per quanto riguarda l’effetto placebo volevo commentare che l’omeopatia sembra funzionare bene anche sui neonati e sugli animali che sono meno soggetti a suggestioni. Essendo ricercatrice in neurofarmacologia ho fatto diverse prove sperimentali come provare a somministrare acqua fresca o un altro rimedio al posto del rimedio consigliato dall’omeopata ma il male non è passato, mentre seguendo le indicazioni sì. Grazie ancora per questo blog
Commento di Elisa S. il 4 settembre 2011 alle 11:11
Veronica mi sa che ti sei persa l’effetto placebo per procura! A me è stato risposto che i miei figli guariscono con l’omeopatia perchè sono io che gli trasmetto l’effetto placebo!!!
Commento di Aristarco il 4 settembre 2011 alle 11:41
@Veronica (intervento del 4 settembre 2011 alle 09:59)
You wrote: “[…] l’omeopatia sembra funzionare bene anche sui neonati e sugli animali […]”
RE: “Essendo ricercatrice in neurofarmacologia” e quindi essendo una persona che si suppone abbia un background scientifico … non avrai problemi a citare riferimenti bibliografici su riviste indicizzate e peer-reviewed a sostegno dell’ efficacia dell’ omeopaia in animali e neonati. Aspetto con ansia che tu me li proponga, confidando che siano eseguiti con opportuna metodologia scientifica (sample size calcolato su outcome predefinito; double blind; randomizzazione; analisi statistica adeguata; ecc. ecc.).
Ciao, Aristarco
Commento di Aristarco il 4 settembre 2011 alle 11:48
Elisa S. wrote (intervento del 4 settembre 2011 alle 11:11): “[…] l’effetto placebo per procura! A me è stato risposto che i miei figli guariscono con l’omeopatia perchè sono io che gli trasmetto l’effetto placebo!!!”
RE: Tutto il mondo scientifico internazionale riconosce l’ esistenza di un effetto placebo dell’ osservatore (e infatti esiste proprio per questo motivo il doppio cieco), ma per Elisa S si tratta di una cosa strampalata.
Insomma, tutto l’ establishment medico-scientifico internazionale si preoccupa di un qualcosa di insulso e insignificante, a parere di Elisa S.
(Quando affermo che l’ analfabetismo scientifico è – ahimè! – uno dei più grandi problemi di questa povera nazione…:-(
Ad abundantiam, segnalo, a postilla, anche (#)
Aristarco
(#) Grelotti DJ, Kaptchuk TJ.
Placebo by proxy.
BMJ. 2011 Aug 11;343:d4345.
Commento di ivabellini il 4 settembre 2011 alle 12:18
placebo?…hehehe!
Novalgina contro Aconitum 30CH, 0-2 questo è il risultato delle mie ultime 2 nottate lontano da una gengivite che mi ha preso 4 giorni fa e che non mi ha permesso di dormire 3 giorni fa fino alle 4,30 del mattino, un male bestiale a destra come se mi mordesse un cane, dolore che si moltiplicava sdraiandomi nel letto, con dolore anche all orecchio interno (lo stesso era successo anche l altro anno a fine luglio con 2 notti insonni e la terza con 7 gocce di Novalgina).
Questo dimostra che l omeopatia è efficace anche in patologie molto dolorose e disabilitanti per l impedimento del sonno, come gengiviti di questo tipo.
Commento di Veronica il 4 settembre 2011 alle 12:46
@Aristarco, aspetteresti per anni. Il mio lavoro è pubblicare i risultati delle mie ricerche in riviste internazionali peer-reviewed. So bene che non ci sono studi clinici randomizzati su questo argomento. Però mi affascina la difficoltà di applicabilità delle leggi che noi conosciamo nel tentativo di spiegare un effetto osservabile sperimentalmente che comunque esiste, piace e vende. La sensazione che ho io (senza però averci mai ricercato sopra) è che il meccanismo d’azione di questi rimedi vada probabilmente al di là di noi, cioè del senso di ricompensa procurato dall’attivazione di circuiti neuronali finemente regolati. Tuttavia, non conosciamo così bene il corpo umano da avere un buon substrato per poter fare queste ricerche, conosciamo sempre meglio la patologia che la fisiologia. Il mio commento voleva stimolare una discussione, non dare risposte, semmai conoscere altri punti di vista.
Commento di Aristarco il 4 settembre 2011 alle 15:40
@Veronica (intervento del 4 settembre alle 12:46)
Sembra che tu – da quanto scrivi – sia particolarmente affascinata da considerazioni di tipo “meccanicistico” (o farmacodinamico in senso lato)sull’omeopatia, dando per scontato la fattualità dell’ omeopatia.
Infatti, tu ne parli in termini di “un effetto osservabile sperimentalmente che comunque esiste, [...]“.
E quale osservazione sperimentale controllata e rigorosa avrebbe convinto una “ricercatrice in neurofarmacologia che pubblica su riviste internazionali peer-reviewed” (cioè, non una persona “profana”, come una lavandaia o una avvocatessa) della fattualità dell’ omeopatia?
Aristarco
Commento di Veronica il 4 settembre 2011 alle 18:17
no, Aristarco, nessuna osservazione controllata e rigorosa, ma sperimentale nel senso proprio del termine, basata sull’esperienza, quindi empirica, e assolutamente personale, la mia. Con me funziona nonostante dubbi e prove e non posso certo fare finta di niente. Per un periodo mi sono detta chi se ne frega, basta che funzioni, ma ero più giovane. Ora mi piacerebbe capire. D’altronde molte scoperte sono cominciate con la semplice osservazione di un fenomeno inspiegabile con le leggi del tempo e, anche nel mio campo, chi propose la dopamina come neurotrasmettitore ancora ricorda con rancore il clima di caccia alle streghe invece di godersi nella vecchiaia gli allori del Nobel.
Commento di h20 il 4 settembre 2011 alle 18:56
Veronica, non mi sembra che funzioni l’analogia con lo studio, e relative polemiche, sul funzionamento dell’aspirina o della dopamina o di qualunque altra sostanza.
Qui si ragiona sul funzionamento del nulla.
Un preparato 12CH implica la diluizione di 1cc di “tintura madre” in 10 alla 24 cc.
Tu sai immaginare un serbatoio di acqua di 10 alla 24 cc?
E per i preparati 200CH:
sai immaginare un serbatoio di acqua di 10 alla 400 cc?
La mia mente ristretta non ci riesce.
Commento di Elisa S. il 4 settembre 2011 alle 22:13
@Aristarco
“ma per Elisa S si tratta di una cosa strampalata.
Insomma, tutto l’ establishment medico-scientifico internazionale si preoccupa di un qualcosa di insulso e insignificante, a parere di Elisa S.”
sei scienziato o lettore del pensiero? perchè non mi sembra che le due cose possano coesistere… Dove io ho scritto queste cose? Non mettermi in bocca parole tue caro.
Commento di Aristarco il 4 settembre 2011 alle 23:20
Cara Elisa S.
quando tu hai scritto “Veronica mi sa che ti sei persa l’effetto placebo per procura! A me è stato risposto che i miei figli guariscono con l’omeopatia perchè sono io che gli trasmetto l’effetto placebo!!!” vi ho scorto una Tua incredula ironia in merito al concetto che l’ osservatore sia influenzabile soprattutto se si tratta proprio di una mamma, che ha – naturalmente – un coinvolgimento emotivo molto maggiore di quello di uno sperimentatore qualsiasi.
Comunque, è un dato di fatto che esiste il placebo per procura, ma – soprattutto – esiste la fallacia – in buona fede – dell’ osservatore.
E proprio per ovviare a ciò, l’ establishment medico-scientifico internazionale ha convenuto – ormai da molti decenni – sull’ importanza di eseguire studi clinici in doppio cieco per valutare l’ efficacia delle terapie.
Questi sono i fatti.
Se però le tue parole non esprimevano una incredula ironia come l’ ho intesa,… allora ti chiedo cortesemente di spiegarmi cosa intendevi affermare, permettendo così al sottoscritto di correggermi e scusarmi.
Ciao, Aristarco.
Commento di Aristarco il 4 settembre 2011 alle 23:31
Cara Veronica,
Quindi, la tua credenza sull’omeopatia si basa sulla tua personale esperienza di ascessi dentari e lombosciatalgie.
Come mai non hai preso in considerazione il fatto che si tratta molto spesso comunque di patologie autorisolventesi, che esiste un cosiddetto effetto placebo, che da secoli è conosciuta la vis sanatrix naturae, che vi è un fenomeno biostatistico che si chiama “regressione verso la media”, ecc. ecc.?!
Cioè che ci sono diversi argomenti solidi per ipotizzare che le tue patologie siano guarite spontaneamente senza l’ apporto di alcunché, come insegnerebbe il buon Occam.
Ricordo che il sottoscritto ha attraversato un periodo con recidivanti ascessi dentari… e siccome ho la testa fra le nuvole e mi dimentico di procurarmi gli antibiotici, è capitato anche di doverli affrontare senza farmaci allopatici e tanto meno omeopatici. Eppure sono guarito.
Se invece di fare nulla, avessi assunto dei farmaci omeopatici e fossi stato una lavandaia o una avvocatessa, avrei pensato di essermi efficacemente curato con l’ omeopatia.
Ma avendo lavorato nella ricerca medica fino a un paio di anni or sono, anche se mi fosse capitato di ingurgitare una confezione intera di qualche “medicinale” omeopatico, sono sicuro non mi sarei tratto in inganno.
Perché conosco la fallacia del principio “post hoc ergo propter hoc”.
Perché conosco la totale inconsistenza del significato di un caso singolo (come ben sai, esistono i trial N-of-1, ma sono tutt’altra cosa).
Ciao Aristarco
P.S. Non conosco la storia della caccia alle streghe che ha coinvolto lo scopritore della dopamina. Potresti linkarmi qualche sito che ne parli?! Grazie in anticipo.
Commento di ivabellini il 4 settembre 2011 alle 23:38
@Aristarco
” il sottoscritto ha attraversato un periodo con recidivanti ascessi dentari…”
a si!?….che facevi di bello in quelle notti? contavi le pecore?
Commento di Aristarco il 5 settembre 2011 alle 00:06
@ivabellini
assumevo FANS in quantità!
Commento di ivabellini il 5 settembre 2011 alle 00:15
@Aristarco
bleah!, meglio 2 granuli di qualsiasi FANS (potendo scegliere)
e meno male che dicevi di essere guarito da solo!
Commento di Aristarco il 5 settembre 2011 alle 11:35
@ivabellini
Ho avuto anche un paio di episodi di pulpite acuta senza FANS e senza antibiotici. Da farmi la pipì addosso dal dolore. Non assunsi nessun farmaco omeopatico, ma in quel momento – se ne avessi avuto la possibilità – avrei ingurgitato anche un intero bancone di flaconi di prodotti omeopatici nella speranza di guarire!
Commento di Elisa S. il 5 settembre 2011 alle 13:35
@Aristarco… Veronica ha parlato di prodotti efficaci su neonati e animali, le ho semplicemente anticipato come avreste smontato la sua tesi…
Commento di Veronica il 5 settembre 2011 alle 14:37
@Aristarco: puoi cercare “Arvid Carlsson AND dopamine” su un qualsiasi motore di ricerca. Non so se troverai il riferimento a quanto ha dovuto passare per far accettare i suoi risultati o percepire la sua amarezza, però ne ha parlato diverse volte ai congressi e di persona.
Commento di Aristarco il 5 settembre 2011 alle 17:01
@Veronica
Ovviamente, prima di pensare di disturbarti avevo cercato notizia su Arvid Carlsson, e ho letto anche la sua autobiografia, ma non vi ho trovato nulla che assomigli vagamente a una caccia alle streghe.
E’ proprio perchè non ho trovato nulla, che mi sono permesso di chiederti dei link!
D’altra parte, come ben sai, è proprio nello statuto della Scienza che chi lancia nuove idee, deve accettare il fatto che la sua idea sia fatta oggetto di risoluti tentativi di demolizione, senza “se” e senza “ma”.
Se qualcuno non capisce questa logica e manitiene un atteggiamento permaloso e astioso, significa solamente che – pur avendo vinto un Premio Nobel – non ha compreso l’essenza della Scienza.
Ciao a tutti
Aristarco
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 16:39
I recenti risultati ottenuti dal gruppo di Paolo Bellavite che dimostrerebbero l’efficacia di diluizioni omeopatiche di Gelsemium semperivirens sull’ansia dei topi, sembra che contengano bias molto grossolani. Uno dei suoi ex-collaboratori ha infatti commentato su Frontiers in Neurology alcuni recenti lavori pubblicati dal professore veronese sull’argomento. Il bias più critico, tuttavia, riguarderebbe l’uso dell’alcool come veicolo delle diluizioni di Gelsemium usate per il test. Ogni topolino riceve un volume di 0,3 ml per iniezione intraperitoneale contenente una certa percentuale di etanolo. Quanto? Ogni soluzione o diluizione, da cui sarebbero stati iniettati solo 0,3 ml, conteneva lo 0,3% di etanolo. Ora, facciamo i calcoli per filo e per segno. Il 30% di etanolo (tintura madre) corrisponde a 30 ml etanolo/100 ml di acqua, ossia 3 ml/10 ml o anche 300 μl/1ml. Poiché ogni diluizione è 1/100 di una madre precedente contenente il 30% di etanolo (per rispettare la formulazione omeopatica), nel volume di 1 ml della diluizione (che è in parte usato per l’iniezione), ci saranno 1/100 di 300 μl, cioè 3 μl di etanolo. Nei 0,3 ml usati per l’iniezione, l’operatore inietta 1 μl di etanolo. Questo per tutte le diluizioni seriali. Cioè se io faccio la 9cH diluendo 1:100 una 8cH, dobbiamo tenere presente che la 7cH ha il 30% di etanolo. Perché questo? Perché le formulazioni omeopatiche 9cH, 15cH o 30cH sono tutte in 30% etanolo. Il professore ed il suo staff, per ridurre la quota di etanolo ad 1:100, diluiva 1:100 la precedente diluizione cH che conservava in condizioni controllate. Ecco il testo originale: “…which was diluted 100 times in 30% ethanol/distilled water to obtain the 1C dilution. Subsequent serial 100× dilutions up to 29C were then made in the same solvent using glass bottles. After each dilution, the bottle was vigorously agitated using a mechanical shaker. The 3C, 4C, 6C, 8C and 29C dilutions were stored in the dark at room temperature” (Magnani P et al, Psychopharmacology, 210.533, 2010). Dove sta il bias? Bisogna dire per un ratto di 500 g un volume di 0,25 g/Kg di etanolo, riduce sensibilmente la locomozione e l’esplorazione negli animali, un indice che può essere confuso con un atteggiamento ansiolitico in un classico test come l’open field. Un topino da laboratorio pesa circa 20 g. Dunque, facendo i paragoni elementari, se per un ratto sono sufficienti 250 mg/Kg ovvero 125 mg per 0,5 Kg per sedarlo, per un topino è sufficiente 1/25 di 125 mg, cioè 5 mg. Le iniezioni di 1 μl di etanolo sono continue per 9 giorni. Questo significa che prima del test, fatto il giorno dopo (!!!) dell’ultima iniezione, ciascun topo aveva assunto 7,1 mg di etanolo. Infatti ad ogni iniezione sono stati introdotti 0,789 mg di etanolo, dato che la densità dell’etanolo è 0,789 g/cm3 ossia 0,789 mg/μl.. Moltiplicate per 9 e fa 7,10 mg, cioè ogni topo avrà assunto, con buone probabilità, almeno 5 mg di alcool, considerando un certo lento smaltimento dell’etanolo lungo i 9 giorni. Come non averci pensato prima di pubblicare il lavoro?
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 16:42
ERRATA CORRIGE:
La frase esatta è: Cioè se io faccio la 9cH diluendo 1:100 una 8cH, dobbiamo tenere presente che la 8cH ha il 30% di etanolo. Mi scuso con i lettori.
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 17:26
Non riesco ad accedere all’articolo. Gli animali di controllo sono stati trattati con il veicolo (etanolo) senza gelsemium?
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 17:40
potete trovare qui l’articolo:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2877813/pdf/213_2010_Article_1855.pdf
Il disegno sperimentale mi sembra buono e i risultati comportamentali sono espressi rispetto ai controlli trattati col veicolo (etanolo). Non ci vedo bias e Pychopharmacology si avvale del giudizio di referees che pubblicano in riviste con impact factors ben più alti del suo, che comunque è 3.8.
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 17:48
Tutte le soluzioni usate erano in 0,3% etanolo, lo dice il lavoro, poichè il veicolo non era acqua pura ma etanolo 30%. Infatti, il lavoro su Psychopharmacology dice: “The control solution (vehicle) was the same batch of 30% ethanol/distilled water solution used to prepare the drug
dilutions…” Quindi anche per il controllo positivo, il buspirone: “Buspirone (Sigma, final dose of 5 mg/kg) was diluted in the final vehicle solution (0.3% ethanol in distilled water)”. Per leggere l’articolo è sufficiente entrare nel sito del Prof. Paolo Bellavite http://www.paolobellavite.it e scaricarsi il .pdf dall’elenco delle sue pubblicazioni (Pubblicazioni-Lavori in extenso) n. 238. C’è poi una sintesi in italiano (publicazione n. 240)
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 17:49
Bellavite ha recentemente pubblicato un commentary sulle sue recenti ricerche proprio su Frontiers in Neurology (http://www.frontiersin.org/neurology/10.3389/fneur.2011.00056/full) mentre non trovo il commento del suo ex-collaboratore. Anonimo, mi potresti dare un’indicazione più precisa del suo commento per poterlo leggere? mi sto interessando…
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 17:52
ops, trovato: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3098419/?tool=pubmed
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 17:59
grazie anonimo, non avevo visto la tua risposta
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 17:59
Si, non si vedono bias perchè non sono stati presi in considerazione. Però, l’etanolo è presente ed il calcolo di 7,10 mg sembra plausibile. Il bias non c’è perchè l’etanolo è dappertutto? errore: la reazione sedativa e depressiva all’etanolo deriva da molti fattori ambientali ed epigenetici ed è diversa da soggetto a soggetto. Inoltre è assurdo che Bellavite in Bellavite P. Gelsemium sempervirens and animal behavioral models. Front Neurol 2011; 2:56 DOI: 10.3389/fneur.2011.00056, faccia un paragone con il lavoro del gruppo francese di C Venard, perchè qui le diluizioni, pur partendo dalla tinura madre in 30% di etanolo, erano fatte tutte in solvente senza alcool. Lo studio dei biases (Podsakoff PM, MacKenzie SB, Lee JY, Podsakoff NP Common method biases in behavioral research: a critical review of the literature and recommended remdies J Appl Psychol 2003; 88(5):879-903) è obbligatorio quando si studiano sitemi così complessi. Io non la chiamerei nanofarmacologia (Seĭfulla RD. [Nanopharmacology: not a constituent part of homeopathy]. Eksp Klin Farmakol. 2010 Jul;73(7):40-1. Per carità, forse il Gelsemium guarisce (lo dice anche il compagno di squadra di Steven Seagal nel film Delitti inquietanti, recentemente trasmesso in TV) ma non sapremo se per sedazione…Dormire…forse morire…Chissà se Shakespeare usava la radice del Gelsemium… Ma l’alcool sì…a quei tempi si beveva parecchio….
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 18:09
Se vai su Pubmed, al sito Chirumbolo S. Gelsemine and Gelsemium sempervirens L. Extracts in Animal Behavioral Test: Comments and Related Biases. Front Neurol. 2011;2:31. Epub 2011 May 16. PubMed PMID: 21647210; PubMed Central PMCID: PMC3098419.
cioè basta dgiitare qualche parola chiave come Chirumbolo e Gelsemium nella ricerca di Pubmed, a destra c’è il link Frontiers per scaricarlo gratis. I bias trattati sono diversi ma l’alcool è una novità solo per i ghiotti di questo sito.
Saluti
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 18:19
Vorrei chiarire ai lettori e partecipanti di questo forum che il lavoro citato su Psychopharmacology, così come altri (Gahlot K, Abid M, Sharma A. Pharmacological evaluation of Gelsemium sempervirens roots for CNS depressant activity. Int J Pharmatech Res 2011; 3(2):693-697; Bellavite P, Magnani P, Zanolin E, Conforti A. Homeopathic doses of Gelsemium sempervirens improve the behavior of mice in response to novel environments. Evid Based Complement Altern Med 2011; 2011:362517, 10 pp, DOI:10.1093/ecam/nep139; Venard C, Boujedaini N, Mensah-Nyagan AG, Patte-Mensah C. Comparative Analysis of Gelsemine and Gelsemium sempervirens Activity on Neurosteroid Allopregnanolone Formation in the Spinal Cord and Limbic System. Evid Based Complement Alternat Med. 2009 Jul 23. Article ID 407617, DOI:10.1093/ecam/nep083) non negano l’interesse per lo studio delle alte diluizioni o la possibile efficacia dei rimedi omeopatici. I miei commenti si riferiscono al fatto che certi delicati campi del sapere hnno bisogno di un approfondimento accurato dei bias anche all’interno del lavoro. Molti studi sui bias e errori statistici sono stati condotti su lavori pubblicati anche su riviste con IF superiore a 7,0 e hanno trovato che oltre il 50% possiede bias.Che dire? E’ la scienza, bellezza.
Commento di Aristarco il 10 settembre 2011 alle 18:38
@Anonimo
Diventare “bias-ologi” è però difficile e tieni presente che non ci sono nemmeno valide scuole di “bias-ologia”. O almeno, io non ne conosco.
Ciao, Aristarco
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 18:45
No, non è il caso di diventare per forza bias-ologi. Basta fare bene un setting sperimentale. Tutto qui. E non precipitarsi a trovare il dato positivo a tutti i costi, prostituendo ls statistica. Si leggano a tal proposito gli interessanti articoli di Jennions e di Nakagawa di qualche anno fa (Jennions MD, Møller AP. A survey on the statistical power of research in behavioral ecology and animal behavior. Behav Ecol 2003; 14:438-445
Nakagawa S. A farewell to Bonferroni: the problems of low statistical power and publication bias. Behav Ecol 2004; 15(6):1044-1045. La statistica non deve dire ciò che i risultati puramente e naturalmente devono urlare immediatamente.
Commento di Veronica il 10 settembre 2011 alle 19:10
Sono d’accordo con anonimo, ma questo è un problema della scienza e della ricerca scientifica in generale, non dei lavori sui preparati omeopatici. tutti i giorni escono lavori su ottime riviste la cui significatività è ottenuta con test statistici inappropriati. Il problema è che i referees spesso non sono esperti in statistica e ancora più spesso il bias è dentro di loro, perchè guardano all’impatto del risultato da giudicare sulla loro ricerca: del tipo mi piace e supporta i miei dati. Questo genera un effetto a catena che permette di matenere le bugie della scienza e di pubblicare un sacco di cavolate, almeno finchè qualcuno non riesce a squarciare il velo. Purtroppo siamo in tanti a fare ricerca e la coscienza o l’onestà intellettuale non sono ancora requisiti misurabili, publish or perish dicono gli americani… chi si accontenta di fare poco e onestamente è merce rara.
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 19:54
Per favore Veronica…non giustifichiamo le presunzioni di certi omeopati con gli errori degli altri…Non è un modo elegante di proseguire un dibattito…qui è solo il caso di discutere con serenità sui bias in omeopatia. Poi, sono stato io stesso a dire che oltre il 50% dei lavori scientifici contiene dei bias…Ma allora che fai? Non usi il telefonino o la lavatrice? Non prendi la tachipirina se hai la febbre? Non usi il detersivo per lavare i piatti? La scienza è un cammino serio e più è complesso l’argomento, più deve essere rigoroso il percorso sperimentale. Non è che devi cercare i bias perchè l’omeopatia è una cazzata. Cerchi i bias perchè studiare l’omeopatia è più difficile che studiare altri argomenti. Ma gli omeopati preferiscono irridere e difendere il culto (un dubbio: la “t” c’è o no?)…
Commento di Anonimo il 10 settembre 2011 alle 19:58
…e poi, cara Veronica, com’è? Con il lavoro su Psychopharmacology i referee sapevano fare il loro lavoro e dopo questa critica non più? Invito a leggere le risposte di questa Veronica. Due pesi, due misure?? Tipico di certi filo-omeopati che ho conosciuto…
Commento di Alessandro il 10 settembre 2011 alle 20:10
Il publish or perish di questa Veronica mi sembra piuttosto pericoloso riferirlo in questa sede. Qualcuno potrebbe dirlo in un altro contesto. Negli acknowledgments del lavoro di Bellavite in Magnani P et al, Psychopharmacology, 2010 si rimgrazia la Boiron. L’intervento di sta Veronica ci deve far credere che anche per il Bellavite è publish or perish, soprattutto per far contenta un’Azienda…Non credo. E’ brutto difendersi con tali bassezze. Meglio volare alto e continuare l’elegante lancio nello stagno di Annimo sui bias, secondo me.
Commento di Anonimo il 11 settembre 2011 alle 05:43
L’effetto Streisand di Samuele Riva.
Come alcuni forse sanno l’effetto Streisand è un fenomeno di internet in cui un tentativo di censurare o rimuovere una informazione provoca al contrario l’ampia pubblicizzazione dell’informazione stessa. Il nome si riferisce a un caso del 2003 nel quale Barbra Streisand citò in giudizio il fotografo Kenneth Adelman e il sito Pictopia.com, nel tentativo di limitare la diffusione di una fotografia aerea della sua villa. Il mio commento a Samuele non è di plauso, ma penso che anche lui possa essere daccordo. Però, mi diverte questo effetto boomerang, che accade ogni qualvolta si mette il bavaglio alla libera espressione delle idee altrui. Questo accade, ahimè, in innumerevoli circostanze. Ad esempio, se si va al sito http://www.paolo.bellavite.it nella pagina News al n. 4 c’è il suo Commentary in risposta ad un commento, pubblicato su Frontiers in Neurology da S. Chirumbolo, ma non c’è il Commentary di quest’ultimo. E al punto 1, in un pdf che raccoglie le slides di un Congresso UFRJ (Brasile?) tenuto a settembre, cancella la slide che indicava i commenti di due ricercatori dell’Istituto Mario Negri, Luigi Cervo e Valter Torri i quali avevano scritto un loro commento su Psychopharmacology: “We would have some doubts about the reproducibility of the results. Reproducibility, the degree of accordance between the results of the same experiment performed independently in the same or different laboratories, is a fundamental prerequisite for acceptance of any experimental evidence. In Magnani’s study there was wide variability between experiments in both tests,
and this should suggest caution on the results. The same authors published another article in 2009, … at variance with the results reported in Psychopharmacology, G. sempervirens centesimal dilution gave precisely the opposite results, increasing mice behaviour in the Open Field and
leaving it unchanged in the Light Dark test.” e poichè il commento va dal Bellavite che fa da referee allo stesso (per esplicita indicazione della rivista) evidentemente in disaccordo su tali punti, non viene pubblicato. Bellavite fa vedere questa slide in Congresso ma nel suo sito la cancella…Inoltre, il commento di Chirumbolo che era già su Pubmed non viene riportato…E’ una censura anche questa? Ma, forse è solo una svista…(ad essere ottimisti…)
Commento di Barti Enrico il 11 settembre 2011 alle 05:54
Sono d’accordo con Anonimo
Commento di Veronica il 11 settembre 2011 alle 08:23
@Anonimo: perdonami, pensavo che il tuo dato sul 50% dei lavori che contiene bias si riferisse a lavori su omeopatici. mi trovi pienamente d’accordo allora.
Commento di Veronica il 11 settembre 2011 alle 08:38
@Alessandro: il publish or perish non è mio, è un motto che esprime la necessità di pubblicare per andare avanti con la ricerca, per avere grants e spazi… parlare di soldi è volgare?
Commento di Aristarco il 11 settembre 2011 alle 11:02
@Anonimo: Interessante il tuo dato sul 50% dei lavori in generale che contengono bias, ripreso da Veronica che l’avalla.
Bè, dato che siete così perentori non avrete problemi a citarmi l’autorevole fonte bibliografica di tale asserzione.
Grazie in anticipo.
Ciao a tutti, Aristarco.
Commento di Anonimo il 11 settembre 2011 alle 16:17
I bias ed abusi statistici sono onnipresenti, ovvero sia nella medicina cosiddetta allopatica che complementare o alternativa (CAMs). In quest’ultima l’arroganza pseudoscientifica non è affatto inferiore a quella con cui si accusa la scienza cosiddetta ufficiale. Potrebbe essere la cosiddetta “sindrome della minoranza”: molte mnoranze culturali, politiche o religiose sono aggressive verso l’establishment, forse per meccanismi di autodifesa. Non mi porrei sul piano in cui si pone questa omeopatica Veronica m sarei molto più raffinato nelle esternazioni. Nell’articolo: Chirumbolo S, Bellavite P. “Homeopathy: ex nihilo fit nihil”? Homeopathy. 2010 Jul;99(3):226-7, è contenuto anche un riferimento a tali bias: Garcia-Berthou E, Alcaraz C. Incongruence between test statistics and P values in medical papers. BMC Med Res Methodol 2004 May 28; 4: 13.
Ma ve ne giro qualche altro:
1: Igić R, Stoisavljevic-Satara S. Statistical presentation of data in biomedical publications. J BUON. 2010 Jan-Mar;15(1):182-7.
2: Sauerbrei W, Blettner M. Interpreting results in 2 x 2 tables: part 9 of a
series on evaluation of scientific publications. Dtsch Arztebl Int. 2009 Nov;106(48):795-800. Epub 2009 Nov 27. Review.
3: Kilkenny C, Parsons N, Kadyszewski E, Festing MF, Cuthill IC, Fry D, Hutton J, Altman DG. Survey of the quality of experimental design, statistical analysis and reporting of research using animals. PLoS One. 2009 Nov 30;4(11):e7824.
4: Yousefi MR, Hua J, Sima C, Dougherty ER. Reporting bias when using real data sets to analyze classification performance. Bioinformatics. 2010 Jan 1;26(1):68-76.
5: du Prel JB, Röhrig B, Blettner M. Critical appraisal of scientific articles:
part 1 of a series on evaluation of scientific publications. Dtsch Arztebl Int.
2009 Feb;106(7):100-5. Epub 2009 Feb 13. Review.
6: Greenfield ML, Mhyre JM, Mashour GA, Blum JM, Yen EC, Rosenberg AL.
Improvement in the quality of randomized controlled trials among general
anesthesiology journals 2000 to 2006: a 6-year follow-up. Anesth Analg. 2009 Jun;108(6):1916-21. PubMed PMID: 19448222.
7: Borm GF, Donders AR. Updating meta-analyses leads to larger type I errors than publication bias. J Clin Epidemiol. 2009 Aug;62(8):825-830.e10. Epub 2009 Jan 10.
8: Bornmann L, Wallon G, Ledin A. Does the committee peer review select the best applicants for funding? An investigation of the selection process for two European molecular biology organization programmes. PLoS One. 2008;3(10):e348
9: Kim JS, Kim DK, Hong SJ. Assessment of errors and misused statistics in dental research. Int Dent J. 2011 Jun;61(3):163-7. doi:10.1111/j.1875-595X.2011.00037.x.
10: Kilkenny C, Parsons N, Kadyszewski E, Festing MF, Cuthill IC, Fry D, Hutton J, Altman DG. Survey of the quality of experimental design, statistical analysis and reporting of research using animals. PLoS One. 2009 Nov 30;4(11):e7824.
11: Yousefi MR, Hua J, Sima C, Dougherty ER. Reporting bias when using real data sets to analyze classification performance. Bioinformatics. 2010 Jan 1;26(1):68-76.
12: du Prel JB, Röhrig B, Blettner M. Critical appraisal of scientific articles:
part 1 of a series on evaluation of scientific publications. Dtsch Arztebl Int.
2009 Feb;106(7):100-5. Epub 2009 Feb 13. Review.
13: Greenfield ML, Mhyre JM, Mashour GA, Blum JM, Yen EC, Rosenberg AL.
Improvement in the quality of randomized controlled trials among general
anesthesiology journals 2000 to 2006: a 6-year follow-up. Anesth Analg. 2009 Jun;108(6):1916-21.
13: Borm GF, Donders AR. Updating meta-analyses leads to larger type I errors than publication bias. J Clin Epidemiol. 2009 Aug;62(8):825-830.e10. Epub 2009 Jan 10.
14: Brok J, Thorlund K, Wetterslev J, Gluud C. Apparently conclusive meta-analyses may be inconclusive–Trial sequential analysis adjustment of random error risk due to repetitive testing of accumulating data in apparently conclusive neonatal meta-analyses. Int J Epidemiol. 2009 Feb;38(1):287-98. Epub 2008 Sep 29.
15: Connor JT. Positive reasons for publishing negative findings. Am J
Gastroenterol. 2008 Sep;103(9):2181-3.
16: Stengel D, Calori GM, Giannoudis PV. Graphical data presentation. Injury. 2008 Jun;39(6):659-65.
17: Xiong C, Tang Y, van Belle G, Miller JP, Launer LJ, Morris JC. Evaluating the quality of longitudinal statistical applications in original publications on
Alzheimer’s disease. Neuroepidemiology. 2008;30(2):112-9. Epub 2008 Mar 11.
18: Shen J, Gou L, Tang J. [Analysis of common on statistical errors in
biomedical journals]. Zhongguo Xiu Fu Chong Jian Wai Ke Za Zhi. 2007
May;21(5):541-3. Chinese.
19: Cumming G, Fidler F, Vaux DL. Error bars in experimental biology. J Cell Biol. 2007 Apr 9;177(1):7-11.
20: Lui KJ. Testing homogeneity of the risk ratio in stratified noncompliance
randomized trials. Contemp Clin Trials. 2007 Sep;28(5):614-25. Epub 2007 Mar 6.
21: Djulbegovic B, Hozo I. When should potentially false research findings be considered acceptable? PLoS Med. 2007 Feb;4(2):e26. PubMed PMID: 17326703;
22: Crawford JM. Original research in pathology: judgment, or evidence-based medicine? Lab Invest. 2007 Feb;87(2):104-14.
23: Hofmeister EH, King J, Read MR, Budsberg SC. Sample size and statistical power in the small-animal analgesia literature. J Small Anim Pract. 2007 Feb;48(2):76-9.
24: Jeng M. Error in statistical tests of error in statistical tests. BMC Med Res
Methodol. 2006 Sep 13;6:45.
25: Hicks RW, Becker SC, Cousins DD. Harmful medication errors in children: a 5-year analysis of data from the USP’s MEDMARX program. J Pediatr Nurs. 2006 Aug;21(4):290-8.
26: Vickers AJ. Whose data set is it anyway? Sharing raw data from randomized trials. Trials. 2006 May 16;7:15.
27. Sica GT. Bias in research studies. Radiology. 2006 Mar;238(3):780-9. Review.
28: Lachin JM. The role of measurement reliability in clinical trials. Clin
Trials. 2004;1(6):553-66.
29: Hayashino Y, Noguchi Y, Fukui T. Systematic evaluation and comparison of statistical tests for publication bias. J Epidemiol. 2005 Nov;15(6):235-43.
30: Chibnall JT. Statistical audit of original research articles in International
Psychogeriatrics for the year 2003. Int Psychogeriatr. 2004 Dec;16(4):389-96.
31: Finch S, Cumming G, Williams J, Palmer L, Griffith E, Alders C, Anderson J, Goodman O. Reform of statistical inference in psychology: the case of memory & cognition. Behav Res Methods Instrum Comput. 2004 May;36(2):312-24.
32: Holmes TH. Ten categories of statistical errors: a guide for research in
endocrinology and metabolism. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2004
Apr;286(4):E495-501. Review.
33: Vail A, Gardener E. Common statistical errors in the design and analysis of subfertility trials. Hum Reprod. 2003 May;18(5):1000-4.
34: Nagele P. Misuse of standard error of the mean (SEM) when reporting
variability of a sample. A critical evaluation of four anaesthesia journals. Br J Anaesth. 2003 Apr;90(4):514-6.
35: Hutchinson TP. Agreement between experts: an answer, but is it the answer for you? J Clin Neurosci. 2003 Mar;10(2):213-5; discussion 216.
36: Gardenier JS, Resnik DB. The misuse of statistics: concepts, tools, and a research agenda. Account Res. 2002 Apr-Jun;9(2):65-74.
37: Kaul S, Diamond GA. Trial and error. How to avoid commonly encountered limitations of published clinical trials. J Am Coll Cardiol. 2010 Feb 2;55(5):415-27. Review.
38: Nakagawa S, Schielzeth H. Repeatability for Gaussian and non-Gaussian data: a practical guide for biologists. Biol Rev Camb Philos Soc. 2010 Nov;85(4):935-56. doi: 10.1111/j.1469-185X.2010.00141.x. Review
39: Nakagawa S. A farewell to Bonferroni: the problems of low statistical power and publication bias. Behav Ecol 2004; 15(6):1044-1045
Buona Lettura
Commento di saverio il 11 settembre 2011 alle 16:20
Caspita! Che elenco!!
Commento di Aristarco il 11 settembre 2011 alle 20:59
@saverio
Quando uno – in risposta a un quesito – ti mette 39 riferimento bibliografici (che sa benissimo che nessuno leggerà mai), vuol dire, in realtà, che non conosce molto bene l’argomento


Se uno conosce l’ argomento, mette uno o al massimo due citazioni bibliografiche, che dovrebbero essere approssimativamente le più convincenti e/o autorevoli e/o omnicomprensive e/o esplicative ecc.
Una o due pubblicazioni, possono essere anche sbirciate
Non certamente 39
Mettere un sacco di riferimenti bibliografici è un vecchio trucco, che fa la sua scena…. ed è una cortina fumogena al fatto che non si riesca a rispondere al mio quesito: “esiste un solo riferimento bibliografico in cui si affermi che il 50% dei lavori in generale contengono bias?”
Ciao a tutti
Aristarco
Commento di Anonimo il 12 settembre 2011 alle 05:00
Guarda Aristarco che chi mette un elenco di pubblicazioni è per permettere di avere una visuale più completa dei fatti citati. Se vuoi una singola pubblicazione, quella che chiedevi, è Garcia-Berthou E, Alcaraz C. Incongruence between test statistics and P values in medical papers. BMC Med Res Methodol 2004 May 28; 4: 13.
Ma io te lo avevo detto e scritto. Solo che, secondo me, tu o non sai l’inglese o non ci capisci niente e allora ti ha preso il panico. Niente paura. Usa il Gelsemium 15cH…
Commento di Valeria il 12 settembre 2011 alle 05:01
Anonimo…sei un figo!…
Commento di Davide EquAzioni il 12 settembre 2011 alle 08:39
grandissimo. grande post e grande coraggio. non so se lo conoscevi o ti è gia stato segnalato ma c’è un bellissimo sito/campagna “anti”omeopatia che cerca appunto di diffondere la verità dei fatti. e cioè che in essa non c’è niente.
http://www.1023.org.uk/ (Homeopathy: there’s nothing in it)
Commento di Aristarco il 12 settembre 2011 alle 21:59
@anonimo
Avevo richiesto la citazione bibliografica a sostegno della affermazione secondo cui il 50% dei lavori in generale contengono bias.
In risposta mi è stato – in primis – riportato un elenco di una quarantina (!) di citazioni bibliografiche e – in secundis – una pubblicazione di Garcia-Berthou, intitolata “Incongruence between test statistics and P values in medical papers“ che non ci azzecca nulla con la richiesta sollevata.
Lascio il link della pubblicazione segnalata, perché tutti possano direttamente sincerarsi di quel che vi è scritto.
http://www.biomedcentral.com/1471-2288/4/13/prepubyours
Per me – a questo punto – la faccenda è finita qui.
Ciao a tutti,
Aristarco
Commento di pocopoco il 12 settembre 2011 alle 22:13
Anonimo (e Valeria ecc.), umilmente ti faccio una domanda un po’ off topic:
quale volume di acqua sarebbe richiesto per diluire direttamente a 15CH 1cc di tintura madre del Gelsemium?
So che in realta’ si procede per diluizioni successive e ripetute succussioni: qui ormai lo sanno tutti.
Mi resta pero’ questo dubbio; e non per polemica.
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 07:45
@Aristarco…asino offeso…
Riporto un pezzo dell’articolo:
Results
11.6% (21 of 181) and 11.1% (7 of 63) of the statistical results published in Nature and BMJ respectively during 2001 were incongruent, probably mostly due to rounding, transcription, or type-setting errors. At least one such error appeared in 38% and 25% of the papers of Nature and BMJ, respectively. In 12% of the cases, the significance level might change one or more orders of magnitude. The frequencies of the last digit of statistics deviated from the uniform distribution and suggested digit preference in rounding and reporting.
Conclusions
This incongruence of test statistics and P values is another example that statistical practice is generally poor, even in the most renowned scientific journals, and that quality of papers should be more controlled and valued.
Forse Aristarco voleva che ci fosse scritto by more than 50% o cose simili ed è rimasto deluso. I lettori potranno giudicare loro. Questo pregevole lavoro fa le pulci a riviste come Nature e British Medical Journal. Il numero 50% in questo caso è insignificante, data la tiratura delle rivste, però lo trovate nei lavori che vi ho dato, scatterizzato qua è là, perchè l’argomento è vasto e non si può dire tout court oltre il 50% dei lavori sbaglia. Leggetevi il lavoro di Nagakawa sul test di Bonferroni: egli trova percentuali alte, (The meta-analysis on statistical power by Jennions and Møller (2003) revealed that, in the field of behavioral ecology and animal behavior, statistical power of less than 20% to detect a small effect and power of less than 50% to detect a medium effect existed) ma su questo preciso argomento. Perchè Aristarco abbandoni la lotta? C’hai trovato er busillis?
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 08:19
@pocopoco
E’ una domanda cretina la tua, derivata da preconcetti poco rispettosi e intelligenti. Le diluizioni sono seriali e sottoposte a stress meccanico: proprio questo assicura un fenomeno fisico di idroisteresi. Dato che hai ottima materia grigia, quanto deve essere grande il pezzo di ferro per essere magnetizzato da una calamita immediatamente e non dopo averlo strofinato più volte? Questo è lo stesso concetto per le diluizioni che altri chiamano omeopatiche. L’acqua subisce un fenomeno di isteresi come i superconduttori (si ricordi che il Nobel Josephson sosteneva i lavori di Benveniste) ma per fare questo deve subire operazioni seriali: diluizioni e dinamizzazioni. Beh, se proprio vuoi la risposta è questa: partendo da una soluzione 1 M di composto puro per arrivare ad una 10-30 mol/L occorrerebbero 1000000000000000 litri di acqua, ossia 1 milione di miliardi di litri. Considerando che il Mar Mediterraneo, facendo finta che sia di acqua grado Puro ASTM di 18 MOhmcm, senza sali, è 4,24 milioni di km3, cioè 4,24 milioni di milioni di litri o anche 4,24 migliaia di miliardi di litri per avere NaCl 15 cH si dovrebbero sciogliere 161 g di sale in 1000 mari mediterranei. Soddisfatto della tua stronzata?
Commento di Gianni Comoretto il 13 settembre 2011 alle 08:36
@anonimo:
1) Non esiste nessuna prova che esista una “isteresi meccanica” dell’acqua. Anzi, esistono numerose prove che NON esiste
2) Se anche esistesse, non avrebbe nessun modo per “ricordare” la specificità delle centinaia (migliaia) di rimedi omeopatici
3) Se anche esistesse, non c’è motivo di ritenere che l’acqua “isteresizzata” abbia proprietà che c’entrano in qualche modo con la sostanza con cui è originariamente entrata in contatto, anziché proprietà sue specifiche del tutto differenti
4) Se anche esistesse, non si trasferirebbe al lattulosio dei granuli
5) Se anche esistesse, non si trasferirebbe ai tessuti biologici
6) Se esistesse, saremmo pieni di acqua dinamizzata naturalmente in cascate, vortici dei tubi, tragitti in camion, eccetera
Quando gli omeopati avranno risolto tutte le obiezioni di cui sopra, si potrà cominciare a ragionare. La realtà è che Hanemann ha ipotizzato, senza mai verificare, che i rimedi dovessero avere quelle proprietà perché “è logico sia così”, e gli omeopati si arrampicano sugli specchi per cercarne una giustificazione teorica.
Commento di Gianni Comoretto il 13 settembre 2011 alle 08:45
Dimenticavo. Visto che sono un fisico, provo a risponderti sul magnete.
Un materiale ferromagnetico ha uno stato di equilibrio “asimmetrico” (a simmetria spontaneamente rotta) con tre gradi di libertà (la direzione tridimensionale del campo). Posso quindi allineare gli atomi del materiale in una specifica direzione, e posso farlo seralmente. Ma il magnete non “ricorda” se l’ho magnetizzato con un magnete di neodimio o di magnetite, ricorda solo un campo magnetico. Dirai che in un campo magnetico posso memorizzare la Divina Commedia (ad es. in un vecchio floppy disk): bene, prova a copiare un floppy disk su un altro mettendoli vicino e martellandoli. O ancor meglio usando un magnete LIQUIDO.
L’acqua non ha uno stato a simmetria spezzata. Ma anche lo avesse, potresti “orientare” in un qualche modo le molecole dell’acqua in un modo specifico (secondo la teoria di Preparata, che pero’ NON FUNZIONA, puoi farle oscillare ad UNA specifica frequenza). Bene, una volta che hai le molecole che oscillano in un modo specifico, supposto che il tutto resti stabile e non si “smagnetizzi” se ti casca per terra la boccetta di rimedio, la frequenza a cui il tutto oscilla dipende dall’acqua e NON dal fatto che ci hai messo dentro Oscillococcinum invece che Nux Vomuca.
Commento di Alessandro il 13 settembre 2011 alle 08:50
@Anonimo
Il calcolo di Anonimo non è corretto: va bene per una diluizione a metà strada tra la 7 e la 8 cH. Il numero di litri per arrivare ad una 15 cH è molto più alto: mille miliardi di miliardi di miliardi di litri acqua cioè 1 miliardo di miliardi d miliardi di tonnellate di acqua. Tutta l’acqua del nostro pianeta è circa 1400 milioni di miliardi di tonnellate di acqua, cioè dunque 1400 milioni di miliardi di miliardi dil litri di acqua; perciò, per un NaCl 15cH è necessario sciogliere 53 Kg di sale nell’acqua in mille pianeti come il nostro (considerando che sia utta acqua dolce e distillata grado I ASTM…)…Spero di non avere sbagliat anch’io…
Commento di Alessandro il 13 settembre 2011 alle 08:55
si…errore…53 mg in tutta l’acqua della terra.
Volume da diluire: 1000 miliardi di miliardi di miliardi litri
Volume acqua terra 1400 milioni di miliardi di miliardi di litri cioè mille volte meno. E’ sufficiente diluire 53 mg di sale in tutta l’acqua della terra. Tutto qui.
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 09:17
@Alessandro, @pocopoco
Nel chiedere scusa e cercare di confermare i dati ultimi per una 2 cH occorrono 10000 litri, perciò per una 15 cH occorrono 1000 miliardi di miliardi di miliardi di litri. Tutta l’acqua del nostro pianeta è 1400 milioni di miliardi di tonnellate cioè, considerando che una tonnellata di acqua ASTM grado I con densità 1 g/cm3, è 1000000 di litri, il volume di acqua terrestre (se fosse bidistillata) sarebbe 1400 migliaia di miliardi di miliardi di litri cioè circa 1 miliardo di volte meno. Per cui per avere una 15 cH bisogna sciogliere 53 ng di sale in tutta l’acqua del nostro pianeta. Ma qui sta il punto: il sale c’è, anche se molto diluito. Mentre nei rimedi omeopatici no. Alla prossima verificherò se questo raporto di diluizione esiste anche per alcune molecole allopatiche del nostro organismo…
Commento di Samuele il 13 settembre 2011 alle 09:21
Non so voi ma io non ho capito quale sia l’idea di ‘anonimo’ sulla questione omeopatia.
Può essere che mi sono perso qualcosa essendo tornato ieri dalle vacanze
Visto che anonimo è evidentemente una persona che lavora nel settore sarei curioso di conoscere quale sia la sua opinione.
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 11:14
@Alessandro, @pocopoco
Prima di rispondere a Samuele Riva, completo il discorso sul calcolo molecolare.
Normalmente una citochina può avere un effetto farmacologico al dosaggio di 10-12 moli/L cioè 10-12 M, ovvero un numero pari a circa 600 miliardi di molecole in un litro di acqua (la solita ASTM…bla bla bla…), o come dire una 6cH, grosso modo. Considerando un corpo umano di 75 Kg e valutando che la densità media di un corpo umano non sia diversa da quella dell’acqua, ed è 0,985 Kg/m3, il volume di un corpo umano di 75 Kg è grosso modo uguale a 76,14 m3. Ora, una molecola come l’IL-4, approssimata al raggio di una sfera, è grande circa 33 nm3, cioè circa 2,3×10-9 volte più piccola del volume del corpo umano. Se assumiamo 1 microlitro di IL-4, cioè 1 mm3 di citochina, la quantità di IL-4 nella gocciolina è di circa 600.000 molecole. Ma il microlitro (mm3) di citochina si diluirebbe di 76 miliardi di volte (in un metro cubo ci sono 1 miliardo di mm3), le 600.000 molecole di IL-4 non sarebbero sufficienti a coprire tutto lo spazio disponibile per arrivare al recettore con probabilità prossima al 100%. Se P =1 cioè una molecola x recettore, sarebbero necessari 600.000 recettori nello spazio sferico di 19.800.000 nm3 cioè 0,020 μm3. Poiché lo spazio è circa 76×1015 μm3, la probabilità che una molecola raggiunga il suo recettore è di circa 1/6 mila miliardi cioè meno che la probabilità che si avrebbe giocando i 90 numeri del superenalotto (giocandone 6, beninteso) di fare 6 cioè 1/622.614.630 cioè 1/600 miliardi di possibilità. Il calcolo delle probabilità qui fatto è approssimativo. Se ogni molecola occupa lo spazio (esclusa l’acqua) di 33 nm3, 600.000 molecole occuperebbero lo spazio di circa 20 milioni di nm3 (19800000), ossia, considerando che in un micrometro cubico ci sono 1 miliardo di nanometri cubici, lo spazio è di circa, 0,020 μm3. Lo spazio del corpo umano più grande di circa 3800 milioni di miliardi di volte, il che è indicato come improbabilità (semplicistica) di colpire con P =1 il recettore. Omeopatia? No, natura delle cose.
Ah, dimenticavo: il calcolo di prima corretto è 56 ng di NaCl (MW = 40)
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 11:22
@Samuele
Si, è vero, ho lavorato ul campo ma a livello scientifico, non medico. Non posso rivelare la mia identità perchè anch’io ho avuto una querela per diffamazione…Perciò, condivido il tuo stato d’animo…e ammetto che ci si possa perfino fare una bella risata. Beh, tu, dopo l’articolo di Turone, e il cosiddetto effetto Streisand te la sarei già fatta eccome…Io mio parere è questo: un blog non può avere la pretesa di un forum scientifico ma io sono della consolidata opinione che un uomo DEBBA poter esprimere in piena libertà ogni suo pensiero, senza censura, a meno che questo non offenda la sensibilità della maggior parte dei lettori del blog…ma qui è solo una questione di bon ton…non di liceità o di legittimità…E poi, le opinioni contrarie sono sempre costruttive, è solo necessario avere l’intelligenza di accoglierle. Anch’io lavorando in campo omeopatico, ho scritto una forte critica su alcuni risultati di farmaci omeopatici (e ne ho avuto una censura…ovio, no?)…Se la scienza diventa la Curia, non è scienza. Tutto qua.
Auguri per il tuo sito (però, consiglio, fanne uno anche un pò più appealing con i ricercatori…magari sull’onda del successo sul BMJ…)….
Commento di ivabellini il 13 settembre 2011 alle 14:22
@anonimo
“Anch’io lavorando in campo omeopatico….”
oltre a quello, ti curi con rimedi omeopatici?
Commento di Samuele il 13 settembre 2011 alle 14:58
@Anonimo: le mie conoscenze non sono tali da poter gestire un blog con “più appealing per i ricercatori”… per ora mi accontento di studiare e poi scrivere su argomenti spinosi e complessi nel modo che sia comprensibile a tutti (o quasi)… ovviamente ogni intervento esterno da parte di ricercatori e studiosi è ovviamente ben accetto, anzi, possono aiutare a chiarire i molti dettagli che inevitabilmente vengono omessi dall’articolo principale.
Sulla questione omeopatia ad esempio si è creato un tam-tam tale che davvero tantissime persone hanno iniziato a capire cosa significasse omeopatia… ultimo esempio il blog di “le scienze”: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/12/non-toccate-l’omeopatia-e-la-multinazionale-boiron/
Questo risultato per me vale tutto lo stress del mese di agosto.
Commento di pocopoco il 13 settembre 2011 alle 14:59
a Anonimo:
come vedi la mia non era una stronzata. E manco una cretinata. E non era neanche una provocazione.
Resta il fatto che la tua risposta, un po’ pomposa, era fuori di parecchi ordini di grandezza.
La pomposita’ e’ legata al fatto che io avevo chiesto solo quanta acqua era necessaria per diluire direttamente 1cc di una tintura madre (per esempio Gelsemium del tuo poest delle ore 5 del 12 settembre).
La concentrazione del prodotto puro e la purezza dell’acqua le hai tirate in ballo per fare bella figura: non servono a nulla.
E l’idroisteresi e’ una solenne minchiata come fu una solenne minchiata la scoperta di un misterioso isomero dell’acqua qualche decina di anni fa…
Resta la speranza che tu stia facendo lo stesso spassoso giochetto di Raman nei commenti a un altro articolo di questo blog.
Commento di pocopoco il 13 settembre 2011 alle 15:19
Quest’altro fiore di Anonimo e’ di difficile comprensione:
“Ma qui sta il punto: il sale c’è, anche se molto diluito. Mentre nei rimedi omeopatici no.”
Forse significa prendete con tranquillita’ qualche granulo di arsenico 15CH ma non ingerite un intero oceano alla stessa concentrazione: potrebbe avere effetti nocivi.
Forse anche diuretici?
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 16:00
Carino…che c’azzecca?
Commento di Anonimo il 13 settembre 2011 alle 16:07
@Gianni Comoretto