Archivio di July, 2011

Omeopatia: mito e leggenda (2)

Per questo e il precedente articolo questo blog è stato minacciato di querela dalla multinazionale Boiron per diffamazione. Sono costretto ad eliminare ogni riferimento all’azienda. Il senso dell’articolo non cambia minimamente.

Evidentemente anche la libertà di parola per certe aziende deve essere diluita così tante volte da essere praticamente… inesistente.

Nella prima parte dell’articolo sull’omeopatia (vedi qui) ho parlato delle “leggi” di questo controverso metodo terapeutico… mettiamole in ordine:

1) Similitudine: la sostanza che provoca la malattia può anche curarla (e fin qui… i vaccini si basano su questa idea di base, e funzionano)
2) Infinitesimale: più si diluisce un farmaco, maggiore è la sua forza curativa. (Non importa che dopo 12 diluizioni centesimali non ci siano più molecole di principio attivo, i medicinali omeopatici più cari arrivano anche a 100 o 1000 diluizioni consecutive)
3) Dinamizzazione: la soluzione, diluizione dopo diluizione, viene scossa centinaia di volte al minuto per “risvegliare le proprietà medicamentose delle sostanze e porle nelle condizioni di agire sul nostro organismo” (e qui ho citato il fondatore dell’omeopatia, il tedesco Hanhemann).

Quindi, contro ogni legge della fisica e della chimica, facendo leva più su una versione annacquata della magia che ad una qualsiasi metodologia scientifica, questa “dinamizzazione” diventa la vera essenza del medicinale omeopatico, e viene spesso chiamata potentizzazione (sic!). Sembra incredibile ma gli omeopati infatti sostengono che più si scuote una soluzione e più la si diluisce, più diventa potente (e quindi bisogna assumerla con cautela, seguendo le direttive del “medico”, che naturalmente è lautamente pagato per spiegarti quante gocce d’acqua puoi assumere e in che modo!!!)

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Copio-incollo da Wittgenstein (link) un bel commento sulla pessima figura che hanno fatto i quotidiani italiani di destra reagendo all’attentato di Oslo cercando di aizzare odio contro il “pericolo islamico”.
Non c’è altro da aggiungere (e per chi volesse leggersi l’articolo di fondo di Fiamma Nirenstein su “Il Giornale”, ecco il link – pdf…)

Attentato islamico ad oslo, secondo il giornale

Ben oltre la consueta umana eccitazione che travolge le redazioni quando succede qualcosa di grosso, anche quando è qualcosa di brutto, è leggibile nelle prime pagine di Libero e del Giornale (e anche del Tempo, qui l’editoriale) il brivido entusiasta e felice che ha percorso alcune schiene quando la possibilità di una strage islamista si è manifestata in arrivo dalla Norvegia, ieri.

Al Giornale, dove si era mobilitata con passione anche Fiamma Nirenstein in un editoriale con grande evidenza, hanno avuto il tempo di smontare a un certo punto la prima pagina già diffusa, e ricostruirne una che prendesse atto della cantonata precedente, rimuovendola. A Libero non ne hanno probabilmente avuto il tempo (“Che sia un episodio di guerra santa è indubbio”, dice l’articolo). La considerazione generale è che uno può anche pensare che l’Islam ci vuole mangiare tutti, e orrendi uomini barbuti sono pronti a scannarci mentre noi diciamo loro buonasera, ma forse prima di urlare felice “ecco, ecco, avete visto?” sarebbe saggio darsi il tempo di non fare una figuraccia.

Una considerazione particolare riguarda invece la specifica titolazione di Libero, che induce a un interessante paradosso.

“Con l’Islam il buonismo non paga”

Adesso, aspettiamo più saggiamente di avere spiegazioni certe: ma per ora quello che pare essere successo ieri è che un bianco europeo antiislamico abbia adottato un’iniziativa decisamente antibuonista nella sua protesta contro quello che ritiene buonismo con l’Islam. Ovvero, un potenziale lettore di Libero – non fosse la lingua – che ne condivide esattamente la linea nei confronti di uno dei più importanti temi della contemporaneità, ha deciso di aderire nei fatti alla proposta di Libero: smetterla col buonismo, perché non paga. Passare ad altro.
Interessante, no?
Speriamo che invece si scopra che era solo arrabbiato con la fidanzata, altrimenti cosa si dirà in prima pagina su Libero, domani?

Omeopatia: mito e leggenda (1)

Per questo e il successivo articolo questo blog è stato minacciato di querela dalla multinazionale Boiron per diffamazione. Sono costretto ad eliminare ogni riferimento all’azienda. Il senso dell’articolo non cambia minimamente.

Evidentemente anche la libertà di parola per certe aziende deve essere diluita così tante volte da essere praticamente… inesistente.

Prima di cominciare (per evitare insulti dagli integralisti alternativi bio-verdi):

con omeopatia non si intendono i metodi naturali, la fitoterapia (pratiche terapeutiche legate all’uso di piante) o l’agopuntura.

Pur essendo medicine alternative queste ultime hanno una tradizione millenaria e la scienza spesso, dopo approfonditi studi, ne riscontra i principi attivi e gli effetti benefici.
Un esempio? anche se l’agopuntura non agisce certo sui “flussi energetici” come dicono i suoi sostenitori e le tradizioni cinesi, comunque pare ormai assodato che l’ago stimoli la produzione di adenosina, una sostanza che agisce come antidolorifico e quindi ha dei reali effetti benefici.

[fbshare] L’omeopatia è un’altra cosa.

Con omeopatia si intendono quei metodi “terapeutici” che seguono il principio di similitudine del farmaco, cioè sostengono che per curare una persona sia necessario somministrarle una dose altamente diluita della sostanza che ha creato la malattia.
Praticamente: per curare una persona bisogna usare lo stesso metodo che causerebbe la patologia in una persona sana, bisogna utilizzare sostanze “simili alla malattia”.

Questo, e molto molto altro, è alla base di una pseudoscienza pericolosissima che si sta diffondendo nel “razionale” occidente.
Pur non facendo nulla l’omeopatia è pericolosissima.

 

Traduzione di una famosa vignetta di xkcd

Immagine del medicinale rimossa

Siete interessati a saperne di più?
Ho cercato di scrivere un articolo che spieghi in modo chiaro a tutti di cosa si tratta, perchè non può funzionare e che pericoli può creare una diffusione di questo tipo di “medicina” nelle nostre farmacie.

Le fonti sono molte e le citaterò in fondo al (prossimo) articolo.
(Data la lunghezza del post, è stato diviso in due parti, la seconda arriverà tra qualche giorno)

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