Inception: una spiegazione (è tutto un sogno di Cobb?)

[SPOILER]

Dopo aver visto al cinema il film Inception (splendido) a me e molti altri sono venuti dei comprensibili dubbi sul filo logico della trama, piuttosto complessa ma molto interessante, tanto da meritare un minimo di indagine.

Per fortuna sul web di matti ce ne sono un sacco, ho raccolto un po’ di grafici e spiegazioni per chi, come me, è rimasto colpito dal grande film di Christopher Nolan (anche se, diciamocelo, Matrix rimane un paio di spanne sopra).

Diciamo fin da subito che i più grandi dubbi rimangono sul finale, sul “limbo” e su come Di Caprio-Cobb ci finisca e poi ne riesca ad uscire (sempre che ne sia uscito!). Secondo me, porsi domande sui dettagli è poco utile, perchè la trama è volutamente imprecisa e “onirica” proprio perchè tutto si svolge all’interno della realtà-sogno del protagonista Cobb (Di Caprio).

Per leggere la mia teoria scorrete in fondo alla pagina, prima però vediamo un paio di schemi che ho trovato sul web che cercano di chiarire i vari livelli di “sogno” in cui i nostri eroi finiscono di volta in volta (anche se tutti i grafici mostrano la versione più semplice, quella con Cobb che alla fine ritorna alla realtà…):

I 4 livelli: di chi è il sogno, chi ci entra, perchè e come ne escono

Un’altra visualizzazione dei 4 livelli di sogno. Qui si suppone che il quarto livello sia un sogno di Cobb e non il Limbo (in realtà questo è impossibile visto che Fisher era appena morto e quindi era finito per forza di cose nel Limbo).

La mia teoria

Alla fine del film Cobb si riunisce felice con la sua famiglia, ma questa non è la realtà ma un sogno, l’ennesimo sogno.

In questa teoria nel film non abbiamo mai visto per nessun istante la vita “reale”, ci hanno solo fatto credere che fosse quella in cui Cobb ha perso la moglie e da cui inizia la sequenza di sogni concentrici, ma in realtà noi viviamo sempre all’interno del sogno di qualcuno, il sogno di Cobb, e non ne usciamo mai.

Com’è possibile? Beh, fateci caso, in nessun momento di Inception c’è una scena in cui tutto è chiaramente e nitidamente stabilito, le scene continuano a cambiare in modo disorientante, come in un sogno, appunto.

Più volte nel film viene ripetuta una frase, quando si vuole far capire ad un personaggio che si trova in un sogno: “Ti ricordi come sei arrivato qui?” “Dov’eri prima di trovarti dove ti trovi ora?”.
Secondo me questa è la chiave di tutto il film.

Alla fin dei conti, noi sappiamo veramente come siamo arrivati a leggere queste righe? Non fermiamoci ad oggi o a settimana scorsa, proviamo a tornare indietro, sempre più indietro nel tempo… In realtà nessuno di noi sa perchè e come ha fatto ad essere proprio nel posto e nella situazione in cui si trova, per quale motivo si è nati proprio qui e proprio ora. Per quanto ne sappiamo l’intero universo può essere completamente irreale e solo una proiezione della mente di qualcuno (tra l’altro questo spiegherebbe  come mai Gasparri sia in Parlamento).

Inception è quindi una metafora di questa incertezza che regola le nostre vite, tutto ciò che facciamo può essere un sogno e noi semplicemente cerchiamo di aggrapparci a brandelli di realtà controllando delle trottole che girano e vivendo con delle persone che ci rassicurano e ci permettono di auto-convincerci che viviamo e siamo reali.

Ecco, questo secondo me è Inception: una metafora della nostra vita: sogno o realtà? Nessuno può dirlo.

Cosa sostiene questa teoria?

  • Beh, fate caso ai personaggi… sono tutti poco definiti e poco interessanti (a parte Cobb), perchè in effetti sono tutti delle proiezioni della sua mente.
  • Come tutti i bei sogni tutto finisce con un lieto fine, per quanto improbabile esso fosse, per fortuna nella propria mente tutto è possibile e dal limbo si riesce a uscire anche sparandosi (se era così facile uscire dal Limbo, perchè preoccuparsene?)…
  • Vogliamo parlare dei figli di Cobb? Sia nella fantomatica realtà del finale sia nei sogni, i bambini sono sempre uguali, esattamente come nei ricordi del padre…
  • Cobb usa una trottola come totem… ma quella trottola l’ha presa durante un sogno nella cassaforte della moglie! Chiaramente non si può avere nel mondo reale una cosa “rubata” dal sogno di qualcun’altro… a meno che anche la realtà sia essa stessa un altro sogno!
  • Il potere di Cobb di intervenire nei sogni altrui non avrebbe senso se la realtà non fosse in realtà un altro sogno-contenitore di tutti i successivi!
  • Le tante incertezze nella trama (la moglie che si suicida per far suicidare il marito… non poteva ucciderlo e basta?) diventano comprensibili, se si tratta solo di un viaggio onirico del protagonista.

[fbshare]Il vero senso di Inception quindi è il seguente:

non importa che la trottola continui a girare o si fermi, l’importante è convincersi che la nostra vita sia reale, anzi, l’importante è non porsi nemmeno questa domanda (altrimenti si finisce con l’uccidersi come la moglie di Cobb, visto che non si troverà mai una risposta definitiva!), bisogna vivere come meglio possiamo cercando di essere il più felici possibile. Cercare risposta dove non ci può essere risposta è sciocco e porta alla pazzia.

Chissenefrega quindi se la trottola continua a girare, se siamo felici perchè preoccuparsi? E soprattutto, se questo benedetto giocattolo si fermasse cosa ci assicurerebbe che siamo davvero nel mondo reale e non in un sogno particolarmente ben fatto in cui le trottole si fermano?

L’importante non è che la trottola giri o si fermi, l’importante è smettere di farci caso e vivere la propria vita!

In realtà questa è l’unica certezza… il sogno a volte è un po’ troppo reale!!! grazie a Calvin & Hobbes!

(cliccando qui scoprirete un video che spiega cosa succede alla trottola DOPO la fine del film)

  • Birdack

    Bene a questo punto posso postarti questo git:
    http://github.com/karthick18/inception

    buon divertimento!!!

    • Ahaha, che nerd questo karthick, s’è pure messo a usare i thread con mutex
      🙂

  • Birdack

    Comunque mi e’ piaciuto il film… su alcune cose ho storto il naso…ma in generale piacevole!

  • Luke

    Secondo me non è tutto un sogno, quella è pura realtà. La trottola che continua a girare, senza sapere con certezza se si fermerà o no, è un banalissimo cliffhanger, uno stratagemma per farti uscire dalla sala abbastanza meravigliato e incuriosito da farti comprare il dvd (bluray anzi!) quando sarà disponibile.
    Io e la mia concezione molto materialistica dei film 🙂

  • maria

    Questo film mi sa che lo devo vedere… pare se la intenda con la vecchia e cara “Alice” di Carroll e con il grande Borges. Intanto continuiamo a nutrirci di sogni visto che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (William Shakespeare)…

  • mi pare che nel film dica che la trottola era il totem della moglie, la quale faceva il lavoro di Cobb. Quindi data trottola potrebbe esistere davvero, intendo nella realtà del fantomatico “sogno di cobb”, e non essere più un elemento a tuo favore.
    Per il resto ho trovato molto interessante la tua teoria, andrebbe approfondita.

  • jack

    ragazzi la scena finale del film è ovviamente un sogno di di caprio, perchè i bambini non sono cresciuti da quando lui li aveva lasciati quindi è un sogno ed appaiono come li ricorda lui…questo è sicuro, la tesi del ritorno alla vita reale alla fine del film non è plausibile…e di caprio è ancora nel sogno perchè in realtà non è riuscito ad uscire dal limbo quando è andato a prendere saito…infatti non è vero che basta spararsi per uscire dal limbo, loro erano sedati quindi dovevano svegliarsi sempre col solito calcio anche nel limbo…di caprio era andato per fare questo con saito, ma evidentemente saito ci era rimasto così tanto da credere che il limbo fosse reale, e spaventato per la sua incolumità ha ucciso di caprio…perciò morendo di caprio non si è più risvegliato e ciò che si vede alla fine è il suo sogno

  • Secondo me, pur partendo da una idea interessante, il film cede alle americanate. ascensori che volano giù, esplosioni, auto che cadono da ponti, pistole col silenziatore, … Paradossalmente trovavo più interessante l’intrigo amoroso che il film (cosa più unica che rara).
    E poi la conclusione è sempre quella: “e se fosse tutto un sogno?”.

    Non vedevo l’ora che finisse…
    🙁

  • chiara

    ciao,
    a me inception è piacituo ma non concordo con tutto quello che è scritto.
    – il significato della trottola: non dimostra che è un sogno perchè cobb la ruba alla moglie (nella realtà e nel sogno la porta sempre quindi potrebbe averla presa nella realtà) ma il fatto che il totem serve a capire cosa è reale e cosa non lo è. è un oggetto unico ed intimo nessuno lo deve toccare. cobb usa il totem della moglie. è jun paradosso. non può usare come totem quello di un altro perchè ovviamente è “avariato” non può indicare cosa è reale e cosa no. nel film cobb lo fa girare ed essendo nel suo sogno in cui è convinto di essere nella realtà lo fa cadere. quando alla fine lo fa girare e si distrae per vedere i figli il totem continua a girare: siamo nel sogno di cobb. solo la volontà di cobb lo può far cadere.
    – il potere di cobb di intervenire nei sogni altrui in realtà viene spiegato all’inizio. cobb spiega che l’architetto crea e le persone connettono il proprio subconscio al mondo creato dall’architetto arricchendo di particolari il sogno. nel sogno ci sono sia le proiezioni dell’architetto sia quelle dei partecipanti. l’unica differenza è che le proiezioni dei partecipanti prima o poi si accorgono di chi sia quello che sogna (l’architetto) e prima o poi cercheranno di ucciderlo. per questo ci sono le proiezioni di cobb.
    – come uscire dal limbo: normalmente sarebbe morendo. ma nè cobb nè saito possono tornare indietro semplicemente sparandosi. i loro corpi sono imbottiti di sedativo. dovrebbero saltare (come negli altri livelli di sogno). se muoiono non se ne vanno dal limbo. è vero che alla fine si vede inquadrata la pistola, ma se dobbiamo seguire il filo del film dovrebbero fare un qualche salto non semplicemente uccidersi.

    comunque alla fine più ci si pensa più tutto diventa più complicato no? :9
    alla fine dei conti mi è piaciuto

  • max

    non è possibile….perche nel limbo non si puo sognare…..
    per me saito ha sparato a dicaprio, se dal limbo bastava morire per tornar,e saito si era sparato da un bel pezzo…la chiave di tutto? per me il padre…..
    lui gli ha insegnato a rubare i sogni, quando presenta il nuovo architetto a di caprio …questo è meglio….è perche gia aveva provato l’impianto in dicaprio … quest’ultima volta ha dovuto scavare nei sogni di dicaprio per poter fargli credere che poi che il finale fosse realtà. ma non è cosi di caprio alla fine sogna e come architetto c’e’ sempre stato il padre.

  • max

    e poi un ultima cosa se nel limbo… sono presenti solo ricordi, mi spiegate come ha fatto di caprio a passarci 50 anni con la moglie?

  • Grazie a tutti quelli che hanno commentato!
    Il filo conduttore di Inception è così (volutamente) poco chiaro che perderci un po’ di tempo per cercare di dipanare la matassa è un divertimento per tutti coloro che cercano di andare al di là della semplice americanata tutta effetti speciali in cui in effetti il film sembra di cadere in certi momenti (@ippaso non hai tutti i torti, ma tra gli effetti speciali qualcosa di buono c’era eccome, secondo me!).

    – Il totem della moglie, gira o non gira?
    Secondo me è piuttosto chiaro l’intento di Nolan: la risposta dipende da noi stessi, se riusciamo a superare i nostri problemi e vivere la nostra vita senza farci troppe “seghe mentali”, allora che la trottola giri o meno è ininfluente!

    – Il potere di Cobb di entrare con il suo subconscio nei sogni è davvero troppo superiore a quello degli altri personaggi (che non influiscono in nessun modo!), sembra proprio che il gran manovratore sia sempre lui, che è sempre al centro dell’azione e in un modo o nell’altro riesce ogni volta a risolvere la situazione: questo è spiegabile solo se la “realtà” in effetti è un sogno di Cobb, che quindi ha potere su tutti gli altri sogni innestati dentro di esso.

    – Il limbo… effettivamente sotto ogni ipotesi il modo in cui sono usciti dal Limbo è assurdo, se bastava spararsi allora perchè non sono andati tutti nel limbo invece che organizzare quel casino dei “calci” per tornare indietro?
    Questo non fa altro che avvalorare l’ipotesi “tutto è un sogno di Cobb”, visto che nei sogni, appunto, tutto è possibile, e i salti di contesto dal limbo alla realtà sono assoluta normalità, così come gli happy ending finali 🙂

  • Sommo69

    Salve a tutti… secondo il mio parere questo film lo trovo noioso e senza senzo diciamo squallido.

    Vi ricordo che i sogni sono frammenti del nostro passato modificati dalla mente chissa con scenari e personaggi diversi in parole povere tracce di realta’ mixsata con la nostra fantasia.

    Vi ricordo che ogni secondo che passa della nostra vita si trasforma in passato, é non sara’ sicuramente un sogno ha proiettarci nel futuro impossibile ciao

  • Diego

    Io il film lo ho visto due volte e la seconda volta mi sono soffermato sulla valutazzione dell’età dei figli di cobb, si vede chiaramente che i bambini del finale del film sono almeno due anni più grandi di quelli che compaiono in ogni visione di cobb, credo poi che il vero totem di cob sia la fede nunziale, che compare nei sogni ma non nella realta. Poi se guardiamo l’intero film cobb ricorda bene ogni movimento ed ogni luogo che lo protano a ritrovare i figli e non si trova catapultato in quella situazione.
    Per me la scena finale è ambientata nella realtà e credo sia il vero inception di nolan, che nel film viene descritto come l’immissione di un idea nella nostra mente che si sviluppa.

  • tidor

    faccio i complimenti al regista per aver introdotto volutamente l’ambiguità tra realtà e sogno. Certo se si avvalora la teoria che tutto il film sia un sogno lucido di Cobb, significa che lui stesso è rimasto intrappolato in un sogno cercando di riportare la moglie alla realtà.

  • marcoa

    sono d’accordo con la metafora che hai spiegato, ma sbagli quando dici che il finale è un sogno, michael cane ha distrattamente rivelato il finale e gizmodo lo ha spiegato abbastanza bene, in fondo abbiamo la realtà, anche io però sono uscito dal cinema col dubbio!!!

  • Salvatore

    E’ impossibile che anche “la realtà” sia un sogno, altrimenti i livelli del film sarebbero 5, e non più 4! e da quanto possiamo capire nel film oltre alla realtà possono esserci AL MASSIMO tre sogni, altrimenti si perde stabilità…

  • baldanx

    Ho riguardato il film per intero con la dovuta attenzione e tutto è stato chiaro, niente interpretazioni nulla di nulla. Ecco qua: Lo schema descritto nel 2° disegno, oltre che ben fatto, avrebbe rispecchiato anche l’esatta sequenza dei fatti se solo il regista avesse lasciato in fin di vita Fisher, Cobb e Adriane avrebbero a quel punto dovuto solo collegare anche Fisher con loro per andarlo a riprendere nel sogno condiviso che avrebbe avuto come architetto Cobb (questo spiegherebbe perchè l’architettura del sogno sarebbe stata molto simile o uguale al vero limbo)…..Ora, dato che questo non accade perchè non collegano Fisher con loro, l’unico modo è cambiare il punto di vista prendendo lo schema proposto dalla prima immagine; per fare ciò però dobbiamo prendere per assunto (altrimenti crollerebbe tutta la teoria e non ci sarebbero spiegazioni prive di errore al film) che già tutti sapessero che il limbo è sì un livello condiviso, ma rappresentato dal 5° livello di sogno condiviso (assunto il 1° come realtà, da fig.), scoperta fatta da Cobb e Mal; dobbiamo inoltre assumere che il limbo sia un livello cosciente per chi ci arriva tramite il “sogno nel sogno” e incosciente per chi ci arriva morendo in uno dei livelli precedenti (da qui la sua pericolosità perchè se non sei cosciente che il limbo è un sogno non ti uccidi per uscirne e ci rimani intrappolato fino alla fine del sogno nella realtà). Con questi presupposti vediamo Fisher e Adriane risalire tramite il calcio da caduta, mentre Cobb lo vediamo inspiegabilmente catapultato (sempre rimanendo nel limbo) da casa sua con Mal, alla spiaggia (luogo di ingresso al limbo). Questo accade perchè Cobb muore al 2° livello (fig. corrispondente al 1° livello di sogno) poichè non esce dall’auto e quindi affoga. Mentre però Adriane Cobb e Fisher erano nel limbo da Mal, Saito era morto al 4° livello ed era stato catapultato nel limbo e gli attimi necessari a Cobb per morire affogato nel 2° livello erano diventati anni nel limbo, questo spiega perchè Saito è diventato vecchio e perchè all’entrata del limbo c’è edificata la sua dimora di inizio film. Ora, poichè sia Saito che Cobb sono morti per arrivare al limbo spiega perchè non abbiano coscienza del fatto che quello sia un sogno (da ipotesi assunta in precedenza), questo si nota dal fatto che Saito in quegli anni ha fatto del limbo la sua realtà e spiega il perchè delle facce di stupore di Cobb quando incontra Saito. Durante questo incontro infatti entrambi, fino a quel momento ignari del sogno, parlando tra loro si ricordano quello che era successo e realizzano di essere in un sogno riuscendo così ad uccidersi per uscirne.

    The end

  • sbrocco

    1- i figli hanno la stesa età e gli stessi indumenti
    2-le scene sn tagliate come se c fosse un passaggio da un sogno all’altro
    3-la trottola l’avrebbe girata sull’aereo se gli interessava davvero!
    4-come faceva il padre ad attenderlo all’aereoporto??????? mancavano 20 min all’atterraggio qnd lui s è svegliato, cm ha fatto a chiamarlo, trovarlo disponibile e averlo li che lo aspettava..
    secondo me lui si è arreso; arreso al fatto che la moglie sia morta, arreso al fatto che aveva compiuto la missione e realizzato il suo sogno, arreso ad una vita normale…ciò si può fare anke sognando però.. lui s è pianificato le cose, ha portato a termine la missione, è tornato a casa, aveva il padre favorevole che lo aspettava e i bambini cristallizzati li come se li ricordava…
    LUI STAVA SOGNANDO!
    nn ce l’ha fatta.

  • baldanx

    1) riguarda il film e salta dalla scena dove se li ricorda a quella dove li rivede
    Il resto sono solo indizi fantasiosi notati perché li si vogliono vedere…….rasoio di Occam

  • Marco

    L’ho visto solo una volta,dovrei rivederlo per esserne certo ma mi sorge un dubbio:quando Leo va nel quinto livello (con la dolce frnacesina) alla fine non esce con lei perche dice che deve prima recuperare il giapponese (il mandante del lavoretto) che in realtà muore in un livello precedente quindi lui non sa assolutamente che è gia caduto nello pseudolimbo e che quindi avrebbe bisogno di essere recuperato(scena iniziale)…piccola curiosità,qualcuno ha notato??
    In ogni modo il film è strapieno di imperfezzioni,teoria molto approssimativa.Perdonabile per la dinamica e i tempi che lo rendono scorrevole sorprendentemente piacevole.

    Sognava o no il messaggio”potrebbe essere tutto un sogno”è presente ed è anche molto banale valutando che tutte le religioni da 4000 anni parlano di risveglio e non di morte.
    Bye

  • Luca

    Per Marco:
    secondo me Saito è nel limbo senza che Cobb lo sappia perchè è il limbo di Cobb, e Cobb HA BISOGNO di lui per tornare in America, quindi lo trova, guardacaso, riescono ad uscire e vissero felici e contenti…
    Per cui non è il vero Saito, bensì una proiezione del subconscio di Cobb che sa di aver bisogno di lui per “entrare nella vita perfetta” che sogna di avere.
    Spero di esser stato chiaro.. 🙂
    PS ho il cervello che strafuma…

  • ele

    i bambini non hanno la stessa età (sono interpretati da attori diversi) e sono vestiti in modo leggermente differente. è lui che li ha fatti crescere nell’immaginazione del suo sogno. è un sogno creato basandosi sui suoi ricordi (casualmente si vede sempre la cucina con i bambini in giardino, i bambini hanno posizioni simili e i colori dei vestiti sono simili).

    Io credo che la trottola smetterà di girare perchè lui VOLENDO associare questo sogno alla realtà, fa in modo che ogni particolare sia più simile alla realtà, e quindi sa che la trottola deve cadere. Il totem viene creato e non mostrato cosicchè tu capisca se ti trovi in un sogno DI QUALCUN’ALTRO. ma Cobb è nel proprio sogno, quindi sa come e quando la trottola deve cadere.

    durante l’organizzazione dell’impianto (quindi nella presunta realtà) ci sono troppi elementi che riportano al sogno. a mombasa gli inseguimenti, le pareti che si tringono, l’entrata in scena di Saito proprio nel momento in cui rischiava di essere preso.

    sempre perchè credo sia tutto un sogno c’è anche l’ipotesi che Mal uccidendosi sia tornata alla realtà e lui no. spiegherebbe i sogni continui di Cobb, ma se così fosse a Mal basterebbe dargli un “calcio” nella realtà per svegliarlo, no?

  • giangu

    alla fine il regista ha fatto in modo di mettere all’interno di tutto il film elementi che ci facessero dubitare su tutte e due le ipotesi(sogno o realtà) … è come un labirinto con paradossi che noi cerchiamo di evidenziare proprio per trovare una scappatoia e spiegare il tutto…ma la vera soluzione del labirinto è che in realtà non c’è soluzione ergo non lo sapremo mai ed è tutto voluto per farci scervellare!!!!…quindi ognuno si faccia il proprio finale intesta perché andrà bene lo stesso…forse se lo domandassimo al regista nemmeno lui lo saprebbe xD

  • MArvin

    Leggo solo adesso però mi sembra carino linkare il famoso corticino di Guido Manuli “Incubus”:

    http://youtu.be/ViCyI6dGYKk

    Ciao.

  • Peter

    “L’importante non è che la trottola giri o si fermi, l’importante è smettere di farci caso e vivere la propria vita!”

    Così facendo hai deciso di comportarti come se la vita fosse reale, ma non lo vuoi rendere esplicito, perché le uniche verità che ti senti di poter professare sono quelle che hanno il rigore della matematica.

    Capisco questo approccio, ma non lo condivido. Non credo che l’unica alternativa sia quella di uccidersi. Forse basterebbe accettare che dobbiamo prendere certe decisioni, scegliere la nostra posizione non avendo a disposizione la forza (l’epistemologia) della scienza, ma una ragione più sfumata dove conta la nostra capacità di aprirci ad ascoltare il silenzio dell’universo in cui siamo immersi. Non per lasciarci trasportare indistintamente dalla vita “e non pensarci”, ma per trovare con una ragione intuitiva, dell’anima (la stessa che ci dice che la logica è logica, ad ex.), verso la scoperta e la creazione della nostra esistenza, dando una direzione per quanto possibile, alle nostre scelte.

  • paolonesi

    @ PETER rif. 4 set 14:15

    Ho visto il post solo in questo momento.

    Faccio la seguente riflessione.

    Viviamo in tempi un po’ strani, mio avviso di passaggio tra un “paradigma” e un altro.

    Fino ad oggi ha regnato, nel pensiero occidentale, la filosofia del “pensiero debole” di G.Vattimo ecc.

    Il Pensiero debole afferma che la Realtà è “interpretazione” e solo interpretazione, quindi nulla di assoluto, in pratica la Realtà, per ciò e come si possa o la si voglia definire, NON esiste, perchè è e sarà sempre solo una interpretazione dei nostri sensi.
    Il Pensiero debole, secondo Vattimo, è ottimo perchè gli assolutismi portano sempre alle Dittature (dittature in senso molto esteso del termine, per esempio non solo quelle politiche, ma anche di quelle del mercato, del consumismo, delle fedi religiose ecc ecc), quindi molto meglio dire che la mia o la tua o quella degli altri è solo una idea che interpreta la Realtà, quindi tutte le idee vanno bene, perchè così si evitano per l’appunto le Dittature (l’idea unica del Fascismo. Comunismo, Religione Cristiana, Mussulmana ecc ecc).

    Però l’anno scorso a N.Y. si è tenuto un convegno intitolato: Del Nuovo Realismo, come il titolo del saggio, uscito di recente, del filosofo Maurizio Ferarris che ha tenuto il Convegno assieme a Umberto Eco ed altri.

    La Realtà esiste anche se noi non la pensiamo o non la vediamo o non ne siamo coscienti ?

    Personalmente aderisco alla tesio del Nuovo realismo….finalmente dico ! Era ora ! Con la scusa che TUTTO è intyerpretazione tutti volevano avere ragione, ma ci sarà pure un limite ! La Realtà è quella che è, indipendentemente dal fatto che ne siamo coscienti oppure no.
    Per fare un esempio: se noi pensiamo a come era la Terra 3 miliardi di anni fa, quando non c’era nessun tipo di vita, il fatto che noi non ci fossimo a vederla significa forse che non esisteva ? Una cosa (realtà) esiste solo se noi la pensiamo e ciò che non pensiamo non esiste ?

    E’ stato pubblicato un ottimo saggio di Quentin Maillassoux: ” Dopo la Finitudine” (ed. MIMESIS/Nuovo Realismo), un po’ tosto, ma significativo.

    Ti saluto. Paolo Nesi

  • Peter

    Mi trovi perfettamente d’accordo e non aspetto con ansia questo cambio di rotta del mondo accademico italiano..

    Dagli ultimi dibattiti che ho potuto ascoltare in internet, mi è sembrato di vedere arretrare lo stesso Vattimo verso un pensiero debole della “morale” più che della realtà nella sua totalità. Non lo condivido, ma è già qualcosa non farsi ingannare più dal fatto che una guerra poiché raccontata in maniera differente da giornalisti differenti, allora non esiste ed esistono solo le sue interpretazioni!

    Grazie per le segnalazioni, le terrò in considerazioni per approfondimenti prossimi! 🙂

    Peter

  • Pablo

    Possiamo anche immaginare una parte di fisica quantistica (l’eterno presente, uno ma anche due ecc. ecc.) e una parte di ipnosi profonda in questo cosa indotta da psicofarmaci o ascrivibili. Certo molto fantasioso ma anche un po reale. Molto interessanti tutte le considerazioni … siamo nel campo delle ipotesi possibili ma poco probabili. Ciao a Tutti

  • francescobarbato.88

    Molto interessante la tua teoria , aggiungo anche un altro dettaglio a suo favore ….. ” La trottola non smette mai di girare solo se si è in un sogno di qualcun altro ” , non nel proprio . Quindi realmente potrebbe essere tutto un sogno fatto da Cobb !!

  • Luca

    La trottola non viene rubata nel sogno. Cobb la trova nella stanza messa a soqquadro dalla mogli, in occasione del suo suicidio.
    (Quando con il piede rompe il bicchiere, volge lo sguardo a terra vede la trottola e la raccoglie).
    Luca

  • andrea

    concordo sulla tua tesi, però ti segnalo alcuni errori ed imprecisioni che possono fuorviare il lettore:
    -“…a meno che la realtà SIA…” (è errata la forma: a meno che sia)
    -“…sia nella fantomatica realtà del finale SIA…” (è errata la forma: …sia…che);
    -“…come mai gasparri SIA in parlamento” (è errata la forma: gasparri “è” in parlamento)

    • Gli integralisti della grammatica non li capisco, comunque grazie per le puntualizzazioni, ho corretto!
      🙂

  • A

    Beh, come minimo ti posso obiettare una cosa (e in tono ironico-pungente mi chiedo e ti chiedo se l’hai dimenticato apposta: hai dimenticato che nello stesso film si dice che un’idea è il parassita più difficile da sradicare? Se entra questo germe in testa, come levarselo? Posso leggere il messaggio positivo alla fine, ma posso essere totalmente sollevato?
    Io ultimamente sto rischiando seriamente la stabilità mentale. Questi problemi, confermati fra l’altro dalla mia conoscenza della filosofia indiana dove, detto banalmente, “tutto è sogno”, e unito (come se non bastasse) anche al fatto che “siamo fatti al 99,9% di vuoto” (dice niente?) hanno un impatto traumatico sulla mia vita. Già l’ho sempre considerata inutile, stupida. Figuriamoci nel pensare che è tutto sogno. Figuriamoci avere la conferma della scienza riguardo l’altra questione.
    Il bello è il brutto è che nessuno potrà mai smontarmi quest’ipotesi, almeno per due ragioni: 1) è un’ipotesi, anche se mi turba; 2) chi me la smonta fa parte del gioco, e quindi non è una “fonte sicura”. Inception, Truman Show, Matrix da una parte; e il velo di Maya dall’altra. O forse dalla stessa parte. Messinscena cosmica? chi può dirlo. Puoi negarlo? posso fidarmi? fra l’altro la mia natura non è in ogni caso di fidarmi, figuriamoci su queste cose.
    Che casino

  • A

    ps ho trovato per l’ennesima ironia un pensiero che ho salvato proprio stamattina, e di cui mi ero totalmente dimenticato.

    “Siamo sempre nel sonno. L’attuale
    stato di veglia non è altro che un sogno. Il sogno può avvenire
    solo durante il sonno. Il sonno è alla base dei tre stati. E la
    manifestazione dei tre stati non è che un sogno, che a sua volta non
    è che un’altra forma di sonno. In questo senso, gli stati di sogno e
    di sonno non hanno mai fine. Similmente anche la nascita e la morte
    sono dei sogni nel sonno. In realtà non vi è nascita né morte.”

    (Discorsi con Sri
    Ramana Maharshi, ed. Vidyananda, pg.204)

  • Clear95

    “Cobb usa una trottola come totem… ma quella trottola l’ha presa durante un sogno nella cassaforte della moglie! Chiaramente non si può avere nel mondo reale una cosa “rubata” dal sogno di qualcun’altro… a meno che anche la realtà sia essa stessa un altro sogno! ”

    Ti sbagli, Cobb prende il totem di Mal quando entra nella stanza dell’hotel e lei è sul cornicione

  • sara

    Io sono d’accordo! Per me nel finale siamo in un sogno… Io penso che per tornare alla “realtà” Di Caprio debba fare “un atto di fede” e uccidersi e continuare a risalire, non ho idea di quanto. Magari solo un livello, magari infiniti (era nel limbo e cosa ne sappiamo di quanto sia profondo…) Perchè lo credo? Perchè fin dall’inizio tutto sembra sempre un sogno. Onirico e fatto di sequenze spezzate, una scena, poi l’altra… come nei sogni appunto. Poi il fatto che i bambini, la casa e tutto quanto restano sempre immutati, come è possibile che i bambini siano sempre nella stessa posizione in giardino? E l’abbigliamento? Come se Di Caprio facesse di tutto(il suo inconscio) per non ammettere che è un ulteriore sogno… Io l’ho pensato subito. Non sto a pensare a spiegazioni tecniche particolari. Me lo sento.

  • Luca

    A prescindere da tutto, sia che il finale debba rimanere (per volontà del regista) un punto interrogativo, sia che in verità vi sia nascosta una soluzione (e che sia o meno quella che hai proposto), ti faccio veramente i miei complimenti per essere giunto a queste conclusioni esaminando minuziosamente tutti questi dettagli, ad iniziare dal fatto che la trottola di Dom è stata presa da un sogno e che quindi non può essere reale (anche se in realtà non viene specificato al 100% che non esistesse ANCHE nella vita reale e che quindi fosse una proiezione di Mal nel sogno in cui è stata vista). Hai fatto veramente un bel lavoro.

    CURIOSITÀ: Dominic (Cobb), Robert (Fischer), Eames, Arthur/Ariadne, Mal, Saito. Le iniziali dei nomi formano la parola DREAMS, sogni 🙂

  • Bert0ld0

    Credo che questa sia la teoria più incredibile e coerente di tutte! Così tutto fila finalmente liscio e chiaro, chapeaux 🙂 e il ragionamento sull’essere coscienti o meno di essere nel limbo per uccidersi è la svolta! Grazie
    .

  • paolonesi

    @ SAMUELE
    da paolonesi 24 lug 15
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    Da sempre sono restio a vedere film americani, così come romanzi, pitture ecc. ecc.
    In buona sostanza respingo tutto ciò che può essere visto come “cultura americana”: cultura che indubbiamente esiste – purtroppo -, ma che non mi riguarda come esponenete di una “Europa occidentale”.
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    Più volte sono intervenuto a convegni su film e più volte ho spiegato che i film negli USA rispondono solamente a questo “iter”:
    – vengono impiegati tot. milioni di $ come investimento;
    – si prende una qualsiasi idea del cavolo,ma che faccia un po’ di sensazione – o almeno così si spera ! -;
    – si prendono primo attori (pagatissimi);
    – si gira il film;
    – si incassa (da verificare poi se i ricavi superano i costi, e di quanto !)
    – STOP !
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    Il film in questione l’ho scaricato e visto unicamente proprio perché ne avevi fatto questo blog.
    Naturalmente, come previsto, è una cavolata pazzesca su cui non ne vale nemmeno la pena di spenderci queste mie parole.
    Il film è completamente fuori di senso, sconclusionato, basandosi sopra una favoletta: quella di riuscire a collegare i sogni di due o più persone attraverso certi “macchinari” – MAI specificati ! – e droghe. Insomma basandoci sopra una “magia tecnologica”, per esempio, allora è molto meglio la magia e le stregonerie alla Herry Potter. Più o meno come il mito di Superman, idolo e sogno di tutti gli americani (affetti da megalomania di grandezza, sentendosi SEMPRE come “i salvatori”, identificandosi quindi con Cristo Salvatore, ma senza subirne le conseguenze – crocifissione ! -………fa un po’ te !).
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    Il trucco del film consiste nell’ingarbugliare talmente le cose che ognuno possa tirarne le interpretazione che desidera – ma in realtà, conoscendo gli americani, non credo proprio che questo ne era lo scopo – .
    Il vero e unico scopo erano e sono unicamente i “……….. $ ………….” ! STOP !
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    L’unica cosa da notare è che si immette, come da molto tempo, l’idea della supremazia della “TECNICA” che sta soppiantando tutto: cultura, religione, valori, politica, democrazia ecc. ecc.
    Non ne vale la pena discuterne oltre !
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    Ciao……paolonesi

  • Benedetto Francesco Muscolo (M

    Il vero totem di cobb è l’anello(la fede del matrimonio)

  • Gianluca DS

    Dopo aver guardato l’ennesima volta il film mi sono buttato come sempre su internet in cerca di opinioni, e questo è il primo articolo che ho trovato. Anche se a distanza di anni, mi permetto quindi di commentare i punti portati all’attenzione 😛

    1) Beh, fate caso ai personaggi… sono tutti poco definiti e poco interessanti (a parte Cobb), perchè in effetti sono tutti delle proiezioni della sua mente.

    Ok. Non è detto che il motivo sia questo (si potrebbe obiettare che il protagonista è Cobb, quindi è lui il personaggio più approfondito), ma ci può stare.

    2) Come tutti i bei sogni tutto finisce con un lieto fine, per quanto improbabile esso fosse, per fortuna nella propria mente tutto è possibile e dal limbo si riesce a uscire anche sparandosi (se era così facile uscire dal Limbo, perchè preoccuparsene?)…

    Ni. In realtà non è chiaro come escano dal limbo, se sparandosi o in altro modo. In ogni caso per uscire dal sogno devi SAPERE di essere in un sogno. Saito non lo sapeva (impossibile distinguere un sogno dalla realtà DURANTE il sogno), lo capisce quando Cobb si insinua nel limbo e si presenta al suo cospetto.
    Qui ci sarebbe da discutere sull’età di Saito e Cobb (Cobb entra nel limbo PRIMA di Saito, non è chiaro il perché sia ancora giovane quando lo trova già ultra-invecchiato).

    3) Vogliamo parlare dei figli di Cobb? Sia nella fantomatica realtà del finale sia nei sogni, i bambini sono sempre uguali, esattamente come nei ricordi del padre…

    Falso, sono diversi. Sono proprio attori diversi, vestiti in modo diverso. La resa della scena, molto simile al ricordo di Cobb, potrebbe essere un semplice espediente scenografico per enfatizzare l’impatto emotivo.

    4) Cobb usa una trottola come totem… ma quella trottola l’ha presa durante un sogno nella cassaforte della moglie! Chiaramente non si può avere nel mondo reale una cosa “rubata” dal sogno di qualcun’altro… a meno che anche la realtà sia essa stessa un altro sogno!

    Questa è la baggianata più grande. Innanzitutto Cobb NON l’ha presa nella cassaforte del sogno. L’ha fatta girare e ce l’ha richiusa. In secondo luogo, un totem per sua natura esiste SIA nella realtà, SIA nel sogno. Altrimenti non avrebbe senso. Cobb trova la trottola nella stanza d’albergo subito prima che Mal si lanci nel vuoto. Può benissimo essere che Mal l’abbia fatta girare un’ultima volta prima di prendere la decisione definitiva, ma quando questa si è fermata lei non sia stata comunque in grado di superare il condizionamento impostole dal marito.

    5) Il potere di Cobb di intervenire nei sogni altrui non avrebbe senso se la realtà non fosse in realtà un altro sogno-contenitore di tutti i successivi!

    Questa non l’ho proprio capita. Se intendi che Cobb è l’unico a riversare proiezioni (una sola in realtà, Mal) nei sogni in cui entra, può benissimo essere dovuto alle sua profonde emozioni, in primis il senso di colpa, che sovrastano quelle degli altri partecipanti.

    6) Le tante incertezze nella trama (la moglie che si suicida per far suicidare il marito… non poteva ucciderlo e basta?) diventano comprensibili, se si tratta solo di un viaggio onirico del protagonista.

    Vero, avrebbe potuto ucciderlo. Ma anche nel loro sogno lui non ha ucciso lei: hanno entrambi scelto una via diversa. Hanno scelto di morire insieme sui binari, e lei voleva forse replicare, morendo insieme saltando.
    Ma è indubbiamente un punto “controverso”.

    Ciò detto… non sapremo mai cosa aveva davvero in testa Nolan. Potrebbe essere tutto come pure il contrario di tutto.

  • Dylan Vella

    Secondo me il finale è un sogno, ma non secondo la teoria che tutto il film dall’inizio alla fine lo sia, ma da quando Cobb viene perseguitato dai cacciatori di taglia in poi.. Infatti da quella scena in poi la trottola non si ferma più, le scene sono sconnesse e infine nessuno è mai capitato di sognare di scappare da qualcuno e ritrovarsi tra due mura che pian piano si restringono fino a sgomitolare a filo tra le stesse al fine di sfuggire al persecutore.. Bah mistero…