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Dopo aver visto al cinema il film Inception (splendido) a me e molti altri sono venuti dei comprensibili dubbi sul filo logico della trama, piuttosto complessa ma molto interessante, tanto da meritare un minimo di indagine.

Per fortuna sul web di matti ce ne sono un sacco, ho raccolto un po’ di grafici e spiegazioni per chi, come me, è rimasto colpito dal grande film di Christopher Nolan (anche se, diciamocelo, Matrix rimane un paio di spanne sopra).

Diciamo fin da subito che i più grandi dubbi rimangono sul finale, sul “limbo” e su come Di Caprio-Cobb ci finisca e poi ne riesca ad uscire (sempre che ne sia uscito!). Secondo me, porsi domande sui dettagli è poco utile, perchè la trama è volutamente imprecisa e “onirica” proprio perchè tutto si svolge all’interno della realtà-sogno del protagonista Cobb (Di Caprio).

Per leggere la mia teoria scorrete in fondo alla pagina, prima però vediamo un paio di schemi che ho trovato sul web che cercano di chiarire i vari livelli di “sogno” in cui i nostri eroi finiscono di volta in volta (anche se tutti i grafici mostrano la versione più semplice, quella con Cobb che alla fine ritorna alla realtà…):

I 4 livelli: di chi è il sogno, chi ci entra, perchè e come ne escono

Un’altra visualizzazione dei 4 livelli di sogno. Qui si suppone che il quarto livello sia un sogno di Cobb e non il Limbo (in realtà questo è impossibile visto che Fisher era appena morto e quindi era finito per forza di cose nel Limbo).

La mia teoria

Alla fine del film Cobb si riunisce felice con la sua famiglia, ma questa non è la realtà ma un sogno, l’ennesimo sogno.

In questa teoria nel film non abbiamo mai visto per nessun istante la vita “reale”, ci hanno solo fatto credere che fosse quella in cui Cobb ha perso la moglie e da cui inizia la sequenza di sogni concentrici, ma in realtà noi viviamo sempre all’interno del sogno di qualcuno, il sogno di Cobb, e non ne usciamo mai.

Com’è possibile? Beh, fateci caso, in nessun momento di Inception c’è una scena in cui tutto è chiaramente e nitidamente stabilito, le scene continuano a cambiare in modo disorientante, come in un sogno, appunto.

Più volte nel film viene ripetuta una frase, quando si vuole far capire ad un personaggio che si trova in un sogno: “Ti ricordi come sei arrivato qui?” “Dov’eri prima di trovarti dove ti trovi ora?”.
Secondo me questa è la chiave di tutto il film.

Alla fin dei conti, noi sappiamo veramente come siamo arrivati a leggere queste righe? Non fermiamoci ad oggi o a settimana scorsa, proviamo a tornare indietro, sempre più indietro nel tempo… In realtà nessuno di noi sa perchè e come ha fatto ad essere proprio nel posto e nella situazione in cui si trova, per quale motivo si è nati proprio qui e proprio ora. Per quanto ne sappiamo l’intero universo può essere completamente irreale e solo una proiezione della mente di qualcuno (tra l’altro questo spiegherebbe  come mai Gasparri sia in Parlamento).

Inception è quindi una metafora di questa incertezza che regola le nostre vite, tutto ciò che facciamo può essere un sogno e noi semplicemente cerchiamo di aggrapparci a brandelli di realtà controllando delle trottole che girano e vivendo con delle persone che ci rassicurano e ci permettono di auto-convincerci che viviamo e siamo reali.

Ecco, questo secondo me è Inception: una metafora della nostra vita: sogno o realtà? Nessuno può dirlo.

Cosa sostiene questa teoria?

  • Beh, fate caso ai personaggi… sono tutti poco definiti e poco interessanti (a parte Cobb), perchè in effetti sono tutti delle proiezioni della sua mente.
  • Come tutti i bei sogni tutto finisce con un lieto fine, per quanto improbabile esso fosse, per fortuna nella propria mente tutto è possibile e dal limbo si riesce a uscire anche sparandosi (se era così facile uscire dal Limbo, perchè preoccuparsene?)…
  • Vogliamo parlare dei figli di Cobb? Sia nella fantomatica realtà del finale sia nei sogni, i bambini sono sempre uguali, esattamente come nei ricordi del padre…
  • Cobb usa una trottola come totem… ma quella trottola l’ha presa durante un sogno nella cassaforte della moglie! Chiaramente non si può avere nel mondo reale una cosa “rubata” dal sogno di qualcun’altro… a meno che anche la realtà sia essa stessa un altro sogno!
  • Il potere di Cobb di intervenire nei sogni altrui non avrebbe senso se la realtà non fosse in realtà un altro sogno-contenitore di tutti i successivi!
  • Le tante incertezze nella trama (la moglie che si suicida per far suicidare il marito… non poteva ucciderlo e basta?) diventano comprensibili, se si tratta solo di un viaggio onirico del protagonista.

[fbshare]Il vero senso di Inception quindi è il seguente:

non importa che la trottola continui a girare o si fermi, l’importante è convincersi che la nostra vita sia reale, anzi, l’importante è non porsi nemmeno questa domanda (altrimenti si finisce con l’uccidersi come la moglie di Cobb, visto che non si troverà mai una risposta definitiva!), bisogna vivere come meglio possiamo cercando di essere il più felici possibile. Cercare risposta dove non ci può essere risposta è sciocco e porta alla pazzia.

Chissenefrega quindi se la trottola continua a girare, se siamo felici perchè preoccuparsi? E soprattutto, se questo benedetto giocattolo si fermasse cosa ci assicurerebbe che siamo davvero nel mondo reale e non in un sogno particolarmente ben fatto in cui le trottole si fermano?

L’importante non è che la trottola giri o si fermi, l’importante è smettere di farci caso e vivere la propria vita!

In realtà questa è l’unica certezza… il sogno a volte è un po’ troppo reale!!! grazie a Calvin & Hobbes!

(cliccando qui scoprirete un video che spiega cosa succede alla trottola DOPO la fine del film)