Dal sito della Stampa, articolo di Massimo Gramellini:
Lo conosci alla Statale di Milano che non hai ancora vent’anni. A ventitré cominci a lavorare per lui. A trentatré diventi il suo segretario personale e segui i lavori di ristrutturazione della sua villa: impianti elettrici e antifurto umano, un certo Mangano stalliere. A quarantuno entri nella sua concessionaria di pubblicità e gliela trasformi in una macchina da soldi. A cinquantadue converti la concessionaria in un partito politico ed è grazie a te se vince le elezioni. A cinquantaquattro vieni arrestato a Torino per un’indagine sui fondi neri della sua azienda, ti ritiri dietro le sbarre con un’edizione rilegata dei Promessi Sposi e sopporti tutto in silenzio, persino il chiasso di Sgarbi quando corre a visitarti in carcere. A cinquantotto patteggi una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale e false fatture relative a un’azienda il cui proprietario è lui. A sessantanove sei condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e intanto rilasci interviste sulla sua bontà e su quella di Mussolini, lo consigli, lo proteggi, ti fai intercettare in conversazioni curiose con un coordinatore del suo partito e un piduista sardo. E lui, invece di dedicarti un monumento a cavallo con stalliere o almeno un vialone di villa Certosa con vista sulle ballerine, che cosa fa? Ti definisce «pensionato sfigato».
Bell’amico si è scelto, dottor Dell’Utri.

Dal sito di Mauro Biani
[Warning: articolo un po' troppo lungo... ma il tema scelto necessita il giusto spazio]
| Il mondo reale, si sa, non è come quello proposto nei cinema, dove troviamo i buoni contro i cattivi ed è facile sapere da che parte schierarsi. Nel mondo reale le situazioni sono estremamente complesse e con mille sfaccettature, ridurre tutto a bianco e nero sarebbe semplicistico e sbagliato. Il conflitto israelo-palestinese è un esempio lampante di questa regola: entrambe le parti hanno fatto enormi errori ed entrambe le parti hanno le loro ragioni, proviamo a capirne di più. |
Dopo i fatti avvenuti recentemente in Medio Oriente è davvero troppo facile schierarsi apertamente e acriticamente a favore dei palestinesi e dei passeggeri sulla nave “Mavi Marmara”, lasciandosi trasportare dalle emozioni e dagli evidenti eccessi del governo e dei militari israeliani.
Ma per capire cosa sia successo e perchè, bisogna andare in profondità, analizzare tutti i fatti cercando di essere il più obiettivi possibili, qualità necessaria in ogni occasione ma ancor di più quando si parla di un conflitto lungo oltre 60 anni e che sembra non avere fine.
Maggio 2010: il raid sulla “Mavi Marmara”
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Dopo il contest lanciato da Greenpeace (di cui ho parlato qua), anche TED ha lanciato una sfida per trovare un poster atto a immortalare in una semplice immagine la catastrofe petrolifera nel golfo del Messico.
La giuria ha deciso il vincitore, e lo potete vedere a questo link, io personalmente preferisco questo:

http://www.flickr.com/photos/51073266@N08/4709965637/
I bene informati parlano di una crisi di governo in avvicinamento, con mega rimpasto e inserimento di Casini e soci nel calderone.
Non so se sia fantapolitica o meno, ma di sicuro Berlusca e soci non possono andare avanti così, prima di Natale qualcosa di ghiotto salterà fuori sicuramente.
Peccato che non esista alcuna opposizione, sarebbe un bel momento per agire e puntare alle elezioni anticipate… ma questa gentaglia riesce a malapena a stare seduta accanto al fiume ed aspettare un cadavere che non passerà mai.

Bastano 2 immagini per capire quanto la situazione sia disastrosa:

19 giugno 2010

27 giugno 2010
fonte NASA