Giusto per ricordarci chi hanno cercato di salvare rendendolo ministro:
L’ex ministro Aldo Brancher è stato condannato ieri a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di quattromila euro nell’ambito di uno stralcio del processo sulla tentata scalata ad Antonveneta da parte della Banca Popolare di Lodi. Il giudice [...] ha riconosciuto Brancher colpevole di due episodi di ricettazione e altri due episodi di appropriazione indebita.
Già dal volto si poteva intuire quanto fosse onesto
Sapendo perfettamente di essere colpevole, l’amato ministro ha scelto il rito abbreviato, grazie al quale ha ottenuto uno sconto di un terzo della pena.
Tenete conto che il simpatico Brancher si è reso colpevole di appropriazione indebita di 420 mila euro, e ricettazione per 600 mila euro, ricevuti dal’AD della banca di Lodi Gianpiero Fiorani. La multa che dovrà pagare sarà di 4000 euro. QUATTROMILA.
Quindi il povero ex-ministro ha intascato 420 mila euro (+ lauta ricompensa per la ricettazione) – 4 di multa = minimo 416 mila euro. E grazie all’indulto non si farà nemmeno un giorno di galera. E dato che ha ricevuto meno di 3 anni di reclusione non sarà nemmeno interdetto dai pubblici uffici.
Chi non si farebbe 2 anni di reclusione (che comunque non sconterà MAI grazie all’indulto) in cambio di oltre 400 mila euro intascati?
Questo conferma un fatto: in Italia conviene rubare, rubare e rubare, poi se e quando ti scoprono, le si prova tutte per cavarsela e, male che vada, alla fine si paga una multa inferiore a tutto quello che hai intascato negli anni.
L’intervista di Walter Veltroni a “L’Unità” è straordinaria in quanto ad importanza e forse proprio per questo ne hanno parlato in pochi (di sicuro non i TG, che stanno affannosamente cercando di salvare le apparenze).
Per vedere l'ultima intervista a Borsellino, clicca sull'immagine
Zitto zitto il vecchio Walter (da un anno in commissione Antimafia) dice che la verità sulle stragi del 1992-93 sta per essere svelata, e si tratterà di una “convergenza di interessi tra mafia, logge massoniche, pezzi di apparati deviati, settori politici”.
Come se nulla fosse leggiamo che “l’assassinio di Borsellino è stato spiegato negli anni seguendo un depistaggio spaventoso. Una falsa verità costruita ad arte.”
Troviamo cose come “Abbiamo avuto il nemico in casa, annidato dentro lo Stato.“
E come se non bastasse Veltroni spara una “bomba” sul finale, delle rivelazioni che non ci si aspettano da una persona sempre tra le righe come lui… che sia la volta buona e anche in Italia i colpevoli, anche quelli seduti nelle più alte cariche, inizieranno veramente a pagare per i loro complotti e i loro delitti?
Pochi giorni fa si è laurata in filosofia con il voto di 110 e lode la figlia del Silvio, Barbara Berlusconi. Chissenefrega, direte voi.
E invece no, anche questa volta la cricca del Berlusca ne ha approfittato per far uscire il peggio dell’Italia, incuranti di essere in pubblico e con il solito atteggiamento di chi ha il potere tra le mani e può farne ciò che vuole.
Il colpevole questa volta è Don Verzè, il prete-imprenditore che gestisce l’università San Raffaele di Milano.
Presentatosi alla proclamazione della sua più “famosa” studentessa (cosa per altro mai avvenuta in una triennale), in presenza del Presidente del Consiglio, ha offerto alla non-più-così-giovane ragazza (lei è del 1984 e quindi ha preso la laurea triennale con 4 anni di ritardo) una cattedra per la nuova facoltà di economia della sua università.
Alla faccia della meritocrazia!
A quanto pare bisogna essere figli del Premier per avere una cattedra offerta seduta stante dal rettore.
Cosa dovrebbero dire tutti gli altri, che prendono la laurea specialistica, poi il dottorato, poi fanno ricerca, poi fanno un concorso, poi sputano sangue contro le baronie? Vi sembra un bel messaggio da parte di un PRETE?
VERGOGNA!
Per fortuna una professoressa del San Raffaele si è ribellata e ha scritto una lettera di protesta:
Ho scoperto un tool di cui sicuramente voi lettori di questo blog avete sempre sentito un assoluto bisogno: il “LA MECCA LOCATOR” !
Cos’è?
È un’applicazione costruita su google maps che permette di sapere esattamente da che parte puntare le proprie preghiere ad Allah e Maometto, dato che la religione islamica richiede di essere rivolti verso la città di La Mecca.
Ammettetelo, quante volte vi siete chiesti “oh no, ho proprio voglia di pregare in questo momento ma il mio onnipotente signore ha problemi di udito e non so proprio in che direzione rivolgermi!“.
Ora basta preoccupazioni, ad oggi con il vostro amato smartphone potrete collegarvi al “LA MECCA LOCATOR“ e sapere esattamente in che direzione rivolgere le vostre preghiere!
Che l’attuale primo ministro israeliano non abbia alcuna intenzione di raggiungere la pace con i Palestinesi era già palese dopo aver visto la sua reazione al blitz sulla “Mavi Marmara” turca, ma anche per la sua gestione dell’embargo su Gaza e per gli insediamenti in Cisgiordania (come già scritto su questo sito pochi giorni fa).
Ma vedere un video (del 2001), in cui lo stesso Netanyahu afferma (cito le trascrizioni dal sito mondoweiss.net):
The main thing, first of all, is to hit them. Not just one hit, so many painful its that the price will be to heavy to be borne. The price is not too heavy to be borne, now. A broad attack on the Palestinian Authority. To bring them to the point of being afraid that everything is collapsing.
La cosa più importante, prima di tutto, è colpirli. Non una sola volta, ma molte volte, e con una tale violenza che il prezzo da pagare sarà insopportabile. Il prezzo non è ancora abbastanza alto adesso. Ci vuole un attacco ampio che colpisca l’Autorità Palestinese e che li porti a un punto in cui inizieranno a temere che tutto è sul punto di collassare.