Archivio di giugno, 2010

1 anno di blog

torta 1 anno
14 giugno 2009 – 14 giugno 2010

Passato un anno dall’apertura di questo blog, l’obiettivo primario per cui era stato creato non si è ancora avverato

Volete mettere come sarebbe bello dire a vostro figlio, tra 20 anni:leggi questo post per capire com’ero felice quando quel Berlusconi che hai letto sul libro di storia è morto schiacciato dai suoi ulivi trapiantati in Sardegna…“.

… quindi mi tocca proseguire nella spasmodica attesa.

Più di 700 commenti ai 107 articoli, 120mila visite (ok, 31 mila solo per “Natale ai tempi di Facebook“, comunque non ci si può lamentare), ma soprattutto una grande opportunità per confrontarsi con persone nuove e idee diverse dalle proprie.

Resto legato soprattutto alle discussioni legate al post “Dio non esiste“, il gran casino creato con l’articolo-denuncia contro l’associazione che vendeva “consigli” sulla fine del mondo del 2012, i vari post sulla fisica quantistica (dualismo, entanglement, CERN) e anche i vari articoli politici, generalmente pieni di sconforto (Berlusconi-mafia, LegaNord, Craxi).
Meno interessanti ma divertenti anche le cazzate su iShit della Apple e la Letterina a Babbo Natale

Ora però vorrei copiare la divertente idea che hanno avuto anche molti altri blog e vi mostro alcune parole chiave con cui qualche visitatore è arrivato su questo sito, tramite google:

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Intercettazioni ingiallite

Sulla legge-vergogna ne stanno parlando tutti, mi pare inutile aggiungere banalità.

Scrivo per regalarvi una piccola chicca su una delle prime intercettazioni “famose”, datata 1986.

  • L’Italia era campione del mondo da 4 anni ma uscì agli ottavi di finale del mondiale messicano, vinto dall’Argentina.
  • Berlusconi era tanto ricco da comprarsi proprio in quei mesi il Milan, portandolo dove tutti sappiamo.
  • Craxi era presidente del Consiglio e, telefonanfo a Gheddafi, lo salvò da un attacco americano di cui era venuto a conoscenza.

Ma torniamo a noi, in questo video si ascoltano Berlusconi, Dell’Utri e Confalonieri che parlano di una bomba esplosa fuori dalla villa milanese di Berlusconi nel novembre 1986,  sfondando il cancello. I tre sono convintissimi che il colpevole fosse Vittorio Mangano (non era vero),  un mafioso condannato in seguito per duplice omicidio.

Su Mangano ricordo che lo stesso Berlusconi ha candidamente ammesso di averlo assunto e stipendiato per circa 2 anni come stalliere, dal 1973 al 1975, non sapendo che fosse collegato alla mafia (non ci si spiega come mai un ricco imprenditore debba assumere un palermitano per curare dei cavalli in Brianza, ma lasciamo perdere, ne ho scritto in questo post).

Sentiamo cosa dicono i nostri tre simpatici amici:


Berlusconi e Dell’Utri accusano Mangano della bomba scoppiata alla villa milanese di Berlusconi.

Bombe che esplodono sono viste come innocenti richieste, anzi addirittura come gesti rispettosi e affettuosi… normale vita di tutti i giorni per un’imprenditore brianzolo onesto e rispettabile!

D’accordo, non ci sarà nulla di penalmente rilevante, ma lo stesso si può dire delle risate degli imprenditori poco dopo il terremoto dell’Aquila, di Saccà inginocchiato che chiede aiuti a Berlusconi o delle telefonate di Moggi agli arbitri.

Senza un sollevazione popolare contro questi soprusi, contro questa arroganza, contro questa totale mancanza di rispetto, queste persone sarebbero ancora sedute sulle loro poltrone a fare i propri comodi, probabilmente non ci sarebbe stato alcun processo penale e l’Italia sarebbe, in fin dei conti, un paese peggiore.

Non ci interessa ascoltare le telefonate private altrui, vogliamo solo giustizia, e in Italia l’unico modo per ottenerla, purtroppo, è renderla un gossip. Ora ci tolgono anche quello, così potranno beatamente farsi i fatti loro senza nemmeno lo scrupolo di comprarsi un telefonino criptato da 1800 euro.

Muse a San Siro: foto e video

8 giugno 2010: straordinario concerto dei Muse allo stadio San Siro di Milano.

stadio san siro muse 2010

Appena entrati a San Siro ci si trova di fronte un enorme palcoscenico (foto1), grigio e tetro che si proietta verso il pubblico (una citazione a 1984 di Orwell, ci informa il cantante Matt Bellamy). Bastano pochi secondi dopo l’inizio del concerto che l’enorme tetraedro si trasforma in un caleidoscopio di colori e luci spettacolare, con effetti speciali di tutti i tipi.

Muse a Milano: giugno 2010

Concerto-show indimenticabile: un alternarsi di rock, elettronica, assoli di pianoforte e metal (cover degli AC/DC e citazione ai Nirvana) che si possono ascoltare solo con i MUSE!

Non spreco altre parole e metto subito qualche foto e video scelte dal web (con 61800 spettatori il materiale non manca!)…
(in rosso i video migliori)

  • Esordio in pieno stile ‘Uprising‘ (video1), con finta protesta e bandiere (foto4).
  • Pianoforte e grandissima voce con Feeling Good (video 2 e foto10)
  • Neutro Star Collision (soundtrack di Twilight… è molto meglio live) (video3)
  • Undisclosed Desires su un palcoscenico semovente che si alza verso il secondo anello (video4 e video 4b) (foto3 e foto8)
  • Incredibile spettacolo con una ballerina legata ad un disco volante-UFO in mezzo allo stadio durante Exogenesis (video 5 e video5b, in HD) (foto qui sotto e foto8)
  • Dal primo album, Unintended al pianoforte (video6)
  • The Resistance, video di ottima qualità (video7)
  • Starlight e subito dopo una cover di Back in Black con il cantante dei Jet (video8)
  • Tempo di BIS: Take a Bow e poi Plugin in Baby, con Matt vestito di luci (video9)
  • Citazione di “Man with the armonica” di Morricone (dal film C’era una volta il west), prima del gran finale (video10)
    (notare il vestito trash di Matt con le lucine :-) )
  • Gran finale con Knight of Cydonia (video11)

Il momento topico: entra in scena un UFO durante Exogenesis!

Foto e Video

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69 anni e 4 mesi.

Giusto in tempo per godersi la morte:

tabella riforma pensioni 2010

La riforma delle pensioni del PDL

Fonte: Repubblica

BP: Basta Petrolio

Logo BP ufficiale

Il logo ufficiale della BP

Greenpeace ha lanciato l’idea di creare un nuovo logo per la British Petroleum, ne potete vedere molti esempi nell’apposita pagina di Flickr.

Servirà a poco, ma l’idea è quella di trovare un modo di mostrare al mondo la compagnia petrolifera per quello che è: una multinazionale senza scrupoli, pronta a fare carte false per poter traforare ovunque a prescindere dai rischi ambientali.

A volte fa più male il danno all’immagine che il danno economico.

Metto alcune immagini di esempio qui sotto, scelte tra le mie preferite:
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Certe volte, di fronte a certe persone e certe parole, viene da pensare che l’unica soluzione sia la reclusione forzata in manicomi o in celle di isolamento.

Io spero veramente che il titolo di oggi de “Il Giornale” di Feltri sia solo l’ennesima cazzata sparata a tutta pagina per spostare l’interesse dei suoi lettori dall’indifendibile manovra finanziaria di recente approvazione, ma questa non è una scusa per andare contro la verità, l’oggettività dei fatti e il comune senso del rispetto verso dei morti uccisi in acque internazionali da parte di uno stato che per l’ennesima volta ha dimostrato di essere schiavo della sua violenza e del suo rancore contro chi la pensa diversamente.

Ecco quindi il titolo di oggi di Feltri, a futura memoria (clicca per vedere in grande, ESC per uscire):

il giornale di feltri contro i pacifisti

1 giugno 2010: Israele uccide 10-15 attivisti che cercavano di violare l'embargo di Gaza

Non ci sono parole adeguate per indicare il disgusto che una persona onesta può provare verso questo titolo e per le successive parole dell’articolo di fondo:

Gli amici dei palestinesi non avevano il permesso di approdare in territorio israeliano, quindi non dovevano trovarsi in quel punto del mare: è evidente che progettassero un’azione di forza. [...] Il minimo che dovevano aspettarsi quelli della Freedom Flotilla era una raffica di mitra, viceversa sono andati avanti con una tranquillità ai limiti dell’incoscenza. [...] desideriamo ricordare ai signori pacifisti che, se agiscono da supporto ai terroristi, tanto pacifisti non sono, semmai complici dei seminatori di morte. E che la regola madre è quella di occuparsi dei casi propri; così non ci sarebbero più le guerre e nemmeno i pacifisti.

Vittorio Feltri

C’è qualcosa da aggiungere a queste parole totalmente folli? Il fastidio e l’odio lasciano spazio alla tristezza,  perchè è davvero triste pensare che ci siano persone che si fanno un’opinione basandosi su quello che dice quest’uomo, è agghiacciante sapere che c’è chi darà ragione a questo pseudo giornalista.

Per “Il Giornale” gli attivisiti meritano una pena di morte preventiva (non avevano ancora fatto nulla) perchè forse sarebbero entrati in acque israeliane (erano in acque internazionali) e forse avevano dei bastoni per difendersi (infatti i militari israeliani ne hanno sofferto moltissimo) e perchè portavano cibo e medicinali alle persone che al momento sono governate da Hamas, che non è un movimento che piaccia a Feltri. Mi pare abbia senso.

Se nella storia si fosse sempre dato retta a questo modus operandi gli inglesi avrebbero ucciso Gandhi dopo la prima azione di disobbedienza civile, Martin Luther King e Nelson Mandela sarebbero stati ammazzati a sangue freddo alla prima protesta.
Ma ovviamente se ognuno “si occupa dei casi propri non ci sarebbero più le guerre”

Chiudo con l’intervento di Grossman (scrittore israeliano non pacifista) su Repubblica:

NESSUNA spiegazione può giustificare o mascherare il crimine commesso da Israele e nessun pretesto può  motivare l’idiozia del suo governo e del suo esercito.  [...] Con la vergogna faremo un po’ fatica a venire a patti.

Non se ti chiami Vittorio Feltri.
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