Sulla legge-vergogna ne stanno parlando tutti, mi pare inutile aggiungere banalità.

Scrivo per regalarvi una piccola chicca su una delle prime intercettazioni “famose”, datata 1986.

  • L’Italia era campione del mondo da 4 anni ma uscì agli ottavi di finale del mondiale messicano, vinto dall’Argentina.
  • Berlusconi era tanto ricco da comprarsi proprio in quei mesi il Milan, portandolo dove tutti sappiamo.
  • Craxi era presidente del Consiglio e, telefonanfo a Gheddafi, lo salvò da un attacco americano di cui era venuto a conoscenza.

[fbshare]Ma torniamo a noi, in questo video si ascoltano Berlusconi, Dell’Utri e Confalonieri che parlano di una bomba esplosa fuori dalla villa milanese di Berlusconi nel novembre 1986,  sfondando il cancello. I tre sono convintissimi che il colpevole fosse Vittorio Mangano (non era vero),  un mafioso condannato in seguito per duplice omicidio.

Su Mangano ricordo che lo stesso Berlusconi ha candidamente ammesso di averlo assunto e stipendiato per circa 2 anni come stalliere, dal 1973 al 1975, non sapendo che fosse collegato alla mafia (non ci si spiega come mai un ricco imprenditore debba assumere un palermitano per curare dei cavalli in Brianza, ma lasciamo perdere, ne ho scritto in questo post).

Sentiamo cosa dicono i nostri tre simpatici amici:


Berlusconi e Dell’Utri accusano Mangano della bomba scoppiata alla villa milanese di Berlusconi.

Bombe che esplodono sono viste come innocenti richieste, anzi addirittura come gesti rispettosi e affettuosi… normale vita di tutti i giorni per un’imprenditore brianzolo onesto e rispettabile!

D’accordo, non ci sarà nulla di penalmente rilevante, ma lo stesso si può dire delle risate degli imprenditori poco dopo il terremoto dell’Aquila, di Saccà inginocchiato che chiede aiuti a Berlusconi o delle telefonate di Moggi agli arbitri.

Senza un sollevazione popolare contro questi soprusi, contro questa arroganza, contro questa totale mancanza di rispetto, queste persone sarebbero ancora sedute sulle loro poltrone a fare i propri comodi, probabilmente non ci sarebbe stato alcun processo penale e l’Italia sarebbe, in fin dei conti, un paese peggiore.

Non ci interessa ascoltare le telefonate private altrui, vogliamo solo giustizia, e in Italia l’unico modo per ottenerla, purtroppo, è renderla un gossip. Ora ci tolgono anche quello, così potranno beatamente farsi i fatti loro senza nemmeno lo scrupolo di comprarsi un telefonino criptato da 1800 euro.