La Sacra Sindone è un falso?

Chiariamo subito: se uno vuole credere in Dio, nell’infallibilità papale, nel sacro prepuzio (vedi più sotto per sapere di cosa parlo) o nel paradiso con 77 vergini, è liberissimo di farlo (se non limita le libertà altrui).

Ma che si cerchi di convincere la gente che un lenzuolo datato del 14° secolo da più studi scientifici possa essere il telo usato per Gesù una volta deposto dalla croce mi pare davvero un insulto all’intelligenza.
Questa necessità di inventare reliquie per far pregare la gente davanti a qualcosa di tangibile è assolutamente ridicola e ricorda le credenze delle popolazioni tribali, mancano solo i sacrifici umani e torniamo alla preistoria!

Raffigurazione di Gesù o Gesù in persona?

Vediamo quindi le più evidenti prove contro la Sacra Sindone:

  • La datazione al radiocarbonio fatta da 3 diversi centri nel 1988 ha posto la data di origine della Sindone attorno al XIV secolo (articolo su Nature);
  • I primi documenti che parlano di questo telo sono del 1353; a quanto pare la Sindone è letteralmente “comparsa” in mano al cavaliere Goffredo di Charny che la donò alla Chiesa del suo paese, fatta costruire da lui stesso (sic!);
  • Alcuni studi non hanno trovato alcuna traccia di sangue, altri invece ne hanno trovato microscopiche tracce ma di tipo AB, che non esisteva ai tempi di Gesù, essendo comparso solo 1000 anni fa (gruppo di ricerca STURP e gruppo di ricerca di B. Bollone, nel 1981);
  • Addirittura papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire “ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario

Inoltre ci vuole davvero una fede cieca per non vedere come il volto di Gesù sul telo coincida con le raffigurazioni classiche degli artisti, ci vuole coraggio a pensare che un lenzuolo scomparso per 1300 anni possa essere ritrovato intatto e portato alla luce nel nord della Francia…

Esiste comunque un forte gruppo di “sindonologi” decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l’autenticità del telo costi quel che costi (pare siano un centinaio). Queste persone hanno portato ad alcune “scoperte” che dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle “ragioni del cuore” che alle evidenze sperimentali (c’è chi vede  nel telo delle impronte di monetine romane, chi non ritiene corretta la datazione Carbonio 14 perchè la sindone è stata “contaminata”, c’è  chi parla di miracolo che Gesù avesse il sangue AB, chi indica che la datazione chimica contrasta con i risultati della datazione al Carbonio 14 etc).

Dopo tutto cosa possiamo aspettarci dalla Chiesa, che afferma l’esistenza di (rullo di tamburi):

tracce di sangue di Gesù conservate nelle chiese di Mantova, Ferrara, Sarzana, Weingarten, Bruges e Fécamp.

il prepuzio del piccolo Gesù (circonciso, secondo i Vangeli, come tutti gli Ebrei), conservato nella chiesa di Calcata, vicino Viterbo. Purtoppo questa imperdibile reliquia è stata rubata da ignoti e mai più ritrovata (!!!). Per soddisfare la vostra curiosità, sappiate che nel medioevo si è arrivati a 14 Chiese che si dicevano certe di essere in possesso del Santo Prepuzio.

una costola di Gesù, conservata in un prezioso reliquiario a Cannobio. Straordinaria l’occasione del ritrovamento: pare sia proveniente da un dipinto raffigurante la deposizione che intorno all’anno 1500 avrebbe iniziato a sanguinare ed avrebbe emesso l’osso (!!!!).

7 spine della corona sono sparse in tutta Italia (Bari, Cagliari, Pisa…).

E pensare che per 300 anni dopo la morte di Gesù i cristiani sono stati perseguitati senza pietà, è incredibile come siano riusciti a salvare queste reliquie dalla durissima persecuzione!

Tornando seri, dal 10 aprile di quest’anno a Torino si riapriranno le visite alla Sacra Sindone.
Rispetto a chi proprio-proprio vuole credere che quello sia il telo usato per Gesù (alla fine non fanno male a nessuno!), ma che non si cerchi di sfruttare la scienza per suffragare la fede. Almeno non quando è pluri dimostrato il contrario.

Grazie.

Postilla (continua)

Non pensavo di suscitare in pochi giorni una serie di commenti tutti contrari al mio articolo, quindi aggiungo una postilla per chiarire alcune cose.

1) non ho messo bibliografia perchè i dati che ho raccolto sono banalissimi fatti trovabili con 2 click su google, comunque aggiungo subito qualche fonte nel post e vari articoli in fondo, per eventuali riscontri immediati, com’è giusto che sia;

2) non ho messo i “pareri contrari” così come non li ho messi per il post contro la fine del mondo del 2012 o per i catastrofisti dell’influenza “suina”,  e vi assicuro che anche per quegli argomenti c’erano tonnellate di articoli di gruppetti di scienziati che avevano raccolto indizi e coincidenze pro-fine del mondo!
Per fortuna non c’è una par-condicio scientifica che mi obbliga a dar voce a tutti i mini-gruppi convinti dell’esistenza del Graal o di Nibiru, così posso presentare i fatti per come vengono ritenuti validi dalla maggioranza della comunità scientifica.

3) Nei secoli sono stati “trovati” i chiodi della croce e vari frammenti del suo legno; addirittura la croce tutta intera (nel 326); la canna e la punta della lancia del centurione; il marmo su cui il corpo fu deposto, con i segni delle lacrime della Madonna (!!); il sacro prepuzio di cui ho parlato sopra; il dito che l’ apostolo Tommaso mise nel costato di Gesù… tutte cose ritenute vere e venerate per secoli… mentre ora le riteniamo folli e (credo) siamo tutti d’accordo su questo.
Per la Sindone invece no, su di lei ancora oggi la Chiesa continua a ritenere reale l’origine divina di questa reliquia, come se la fede dei cristiani dipendesse da questo. Tra l’altro stiamo parlando di una delle 43 sindoni “ritrovate” nei 2 millenni dopo la morte di Cristo, e sostituite quando veniva perse/rubate o distrutte. Ora è rimasta quella di Torino, sicuramente la più misteriosa e interessante, ma non per questo più “vera” di altre.

4) Proprio perchè la fede non dipende assolutamente dalla Sindone, trovo inspiegabile questo aggrapparsi ad essa e difenderla ad oltranza, anche dopo rilevamenti scientifici e riscontri storico-artistici così plateamente contrari. Ogni presunta prova di divinità vanifica il concetto di fede, che per definizione non necessita di prove materiali.

5) Ci sono ancora dei dubbi su come la Sindone sia stata realizzata e quindi ben vengano gli studi in questo campo. Non è il caso però di scomodare i miracoli.

Una volta detto questo, rimane la curiosità e la bellezza di un telo davvero particolare e denso di storia, se fossi di Torino un salto a vederlo probabilmente lo farei anche io.

Fonti e articoli per approfondire

La bolla papale di Clemente VII contro la sindone

Odifreddi su Repubblica

Paolo Attivissimo contro la sindone

Wikipedia inglese sulla sindone

Il CICAP sulla sindone

Articolo di un esperto di archeologia biblica

Articolo di Nature sulla datazione al Carbonio 14

Esiste un sudario del primo secolo d.C, il C14 e gli archeologi lo confermano: ma non è la sindone di Torino

molti chiodi della croce, e un numero enorme di suoi frammenti di legno; in miracoloso contrasto con essi, la croce tutta intera, ritrovata nel 326 dalla madre di Costantino; la spugna, l’ aceto, la canna e la punta della lancia del centurione; il marmo su cui il corpo fu deposto, con i segni delle lacrime della Madonna; la candela che illuminava il sepolcro; il dito che l’ apostolo Tommaso mise nel costato

  • Giulio Fanti

    Un “insulto all’intelligenza” mi sembra invece questo testo che porta affermazioni non esatte e non documentate che chiedono la cieca fiducia in chi scrive (anche se non ne conosco il nome).
    Per esempio la dichiarazione “La datazione usata col meno preciso metodo chimico pone la Sindone attorno all’800-1000 d.C.;” è falsa se è riferita al documento pubblicato da Raymond Rogers su rivista scientifica; in quell’articolo (www.shroud.it/ROGERS-3.PDF) è scritto “A determination of the kinetics of vanillin loss suggests that the shroud is between 1300- and 3000-years old.” e quindi la datazione porrebbe la Sindone fra il 1000 a.C. ed il 700 d.C. .
    L’articolo scritto da una persona che chiaramente manifesta il proprio credo, insulta invece chi non la pensa come lui perché usa la scienza per dimostrare il proprio obiettivo: porta infatti un certo numero di “prove” scientifiche e storiche a favore della propria tesi dimenticandone moltissime altre che sono contrarie. Il metodo scientifico invece deve considerare tutte le prove e poi arrivare, se possibile, ad una conclusione accettata da tutti.
    Il sottoscritto è il coordinatore del “forte gruppo di “sindonologi” decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l’autenticità del telo costi quel che costi (pare siano un centinaio).” se per “forte gruppo” si intende Shroud Science che conta oggi 125 iscritti da tutto il mondo. Appare totalmente soggettivo l’apprezzamento “contro ogni evidenza” in quanto, come si può leggere anche nella pagina http://www.dim.unipd.it/fanti/Sindone.htm figurano diversi articoli pubblicati su riviste scientifiche controllate da revisori.
    La dichiarazione “Queste persone hanno portato ad alcune “scoperte” che dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle “ragioni del cuore” che alle evidenze sperimentali” sembra quindi un insulto gratuito a chi usa metodi scientifici per arrivare a conclusioni che ancora oggi non sono state messe in dubbio.
    Per esempio il documento pubblicato su Nature (www.shroud.com/nature.htm), in riferimento alla datazione del 1988, contiene errori statistici così gravi (c’è anche un 31 invece di un 17) da fare giungere alla conclusione che il risultato dei tre laboratori non ha alcun valore scientifico, probabilmente a causa di una contaminazione del tessuto analizzato.
    La vera scienza non si fa portando dichiarazioni di dubbia origine, ma formando un gruppo di scienziati, anche di opposto credo, che discutono prima fra di loro i risultati. Solo i risultati accettati dovrebbero essere poi comunicati al grande pubblico.

    • ZaX

      Benvenuto Giulio Fanti e grazie per i link.

      Solitamente mi sono abituato a mettere la cosiddetta “bibliografia” a fianco alle affermazioni che riporto. In questo caso non l’ho ritenuto necessario perchè sono dati assolutamente alla portata di tutti…

      Comunque ringrazio perchè mi ha fatto notare un errore grave nel mio articolo per quanto riguarda la datazione chimica, che effettivamente riporta un periodo tra il 1000aC e il 700 dC, mentre io avevo intuito 700-1000 dC.
      Questo sembra contrastare i risultati al Carbonio14, ma è risaputo che la datazione chimica è decisamente imprecisa e varia in base alle temperature a cui è stata sottoposta la sindone (che ha subito un incendio nel 1500).
      Quindi voler dare più valore ad un test chimico rispetto a quello al Carbonio 14 è decisamente un arrampicarsi sugli specchi.

      In ogni caso se e quando trovaste delle prove sufficienti a contrastare le evidenze che mostrano che la sindone non può essere di 2000 anni fa, io e soprattutto gli scienziati che la stanno studiando saranno pronti a fare un passo indietro e ammettere l’errore.
      La scienza funziona così dopotutto.

      Ma per il momento le evidenze storiche (sindone apparsa improvvisamente nel 1300), scientifiche (il metodo al carbonio 14 è nettamente il più preciso che abbiamo), artistiche (la raffigurazione sulla sindone è clamorosamente simile ai dipinti di Gesù) e intuitive (come può essere sopravvissuto per migliaia d’anni un telo di quel tipo?) mostrano (a chi non “vuole credere a tutti i costi”) che la sindone rimane sì avvolta da alcuni misteri (come è stata realizzata? Da chi? Cosa raffigura?), ma sicuramente non si può considerare di origine “divina”.

      Arrivederci

      • Giancarlo Cerciello

        il fatto che l’immagine della sindone si avvicina all’iconografia artistica e sacra
        dovrebbe essere una prova a favore e non a sfavore, come lei vuol far intendere

        le chiedo, se l’immagine deriva dall’antica iconografia, l’iconografia da dove deriva?

        • Giancarlo, è risaputo che l’iconografia artistica del volto di Gesù è inventata e non si basa su nessun testo sacro. Anzi, la probabilità che Gesù avesse i capelli lunghi è praticamente zero, in quegli anni sarebbe stato mal visto (e di sicuro non sarebbe stato necessario baciarlo per riconoscerlo tra la folla…).
          Il fatto che la sindone riporti invece una figura molto simile a quella dell’iconografia quindi dà forza a coloro che affermano che sia una creazione medievale, realizzata da persone che hanno riprodotto ferite e immagine prendendole dai testi sacri e dalle raffigurazioni considerate valide in quel periodo.

  • glrella

    Ciao Sam, questo è il primo tuo articolo che leggo e sinceramente credo che tu abbia fatto un errore: la scelta del tema trattato.
    Scusa se mi permetto di dirti questo, ovviamente sono un vivo sostenitore della libertà di opinione e non è per questo che sollevo delle osservazioni sulla scelta dell’argomento. Mi piace anche confrontarmi con persone che la pensano diversamente da me, perchè è molto meglio interrogarsi su temi importanti come l’esistenza o meno di Dio, piuttosto che ignorarli semplicemente.
    Tuttavia, secondo me, il problema è proprio questo: il tema vero è “Dio esiste o no” tutto il resto ha un’importanza infinitamente minore.
    Tu stai ponendo la discussione sul tema: “la Sindone è un falso o no” … io sinceramente dico che se c’è qualcuno che basa la sua fede sull’autenticità della Sindone … forse è meglio che inizi a interrogarsi sull’autenticità della sua fede piuttosto che su quella della Sindone.
    La fede non si può basare su prove scientifiche, non è una cosa materiale o un teorema. Per questo la scienza potrebbe benissimo dimostrare che la Sindone è un falso e questo non intaccherebbe minimamente la mia fede.
    Quello che non vorrei mai è che dal tuo articolo si possa trarre la seguente deduzione: “i cristiani credo in cose bigotte quindi essere cristiani è da bigotti”. Sono sicuro che non è questo che tu pensi veramente.

    Ciao,
    Giuseppe

    • ZaX

      Ciao Giuseppe, grazie per il commento prima di tutto!
      Avremo da discutere per la metà dei miei articoli, soprattutto in quello “Dio non esiste”, credo!!
      Ma più si discute, più ci cresce, quindi ben venga!

      Per quanto riguarda lo scopo di questo post, io credo che questa ricerca continua di reliquie, sangue che si scioglie e miracoli terreni non faccia che giocare contro la religione cristiana, sminuendone le basi etico-morali che sono molto più importanti e non hanno niente a che fare con questi “idoli” quasi pagani che ogni tanto compaiono e vengono dati in pasto alla folla.
      Tutto qui. Ciao!

  • Curioso: proprio nel post che ho scritto ieri ho parlato anch’io della sindone, ovviamente in maniera ironica e senza contestualizzazioni scientifiche, ma visto che lo fai tu ne approfitto: hai idea del perché nessuno sia ancora riuscito a replicarla esattamente?

  • ulissegio

    Ciao Sam,
    credo proprio che tu abbia preso questo post molto alla leggera e non secondo il tuo solito stile. Fai un elenco (piuttosto sommario) degli elementi che contraddicono la veridicità della Sindone, senza link o documenti che corredino la tua posizione.
    In più non fai nemmeno una panoramica completa della situazione, perchè per essere veramente obiettivo e per amor di completezza, dovresti mettere anche le prove a favore, che ci sono state, altrimenti nessuno sarebbe qui a dire che la Sindone è vera.
    Io non sono un fan della Sindone (anche se ho i biglietti e, per curiosità la andrò a vedere), ma credo che meriti un trattamento e un approfondimento maggiori da parte di B-log(0): da quando ha scritto anno con l’acca, Zaxster non è più lo stesso…
    Infine concordo con l’utente glrella quando dice che “La fede non si può basare su prove scientifiche, non è una cosa materiale o un teorema. Per questo la scienza potrebbe benissimo dimostrare che la Sindone è un falso e questo non intaccherebbe minimamente la mia fede”. Tu, da uomo di scienza, ti fermi a quella, ma sappi che ci sono prospettive che vanno oltre.
    Un rapporto d’amore, di fidanzamento, per esempio, non è solo chimica, ormoni, ma c’è anche dell’altro, vero? O è solo scienza, chimica e antropologia?
    E la religione, che sia Islamica, Buddista, Induista, Ebraica o Cristiana, presuppone un fondamento di Amore (con la A maiuscola) da parte di Dio o degli dei, che amano l’uomo e viceversa.

    • ZaX

      Finalmente un po’ di discussione, così è più interessante. 🙂
      Mi spiace sentire queste accuse di approssimatezza, ho cercato di porre rimedio con una postilla all’articolo e un po’ di link ad articoli da cui ho preso le informazioni (e altri di approfondimento).

      Per quanto riguarda la vostra difesa della fede, che non dipende dalle prove sulla sindone, vi do assulutamente ragione, infatti non ho mai scritto una cosa del genere. Anzi. Reputo una debolezza della religione quella di attaccarsi alle reliquie terrene, la rende infantile e banale, proprio per questo ritengo molto superiore il Buddhismo con le sue tecniche di pensiero e pratiche spirituali che non richiedono miracoli, discese dal cielo, statue piangenti e interventi divini.

      Sull’ultimo punto, quello dell’amore, ti chiedo di spiegarti meglio.
      Secondo te i sentimenti derivano da uno spirito/anima sovrannaturale o sono una conseguenza della conformazione del nostro cervello e del nostro pensiero?

      Come la musica di Beethoven è una composizione su variazioni di 7 note e la Cappella Sistina è un insieme di colori, l’uomo è una totalità di atomi e molecole, di neuroni e di chimica. (è un dato di fatto!)
      Questo non ci rende meno straordinari, non sminuisce la poesia di trovarci in un universo così grande da farci perdere la testa quando cerchiamo di pensarlo nella sua interezza, non vieta di cercare le migliori regole morali che ci permettano di vivere al meglio la nostra vita, non limita l’AMORE che possiamo provare uno per gli altri.

      (ma di questi elevati argomenti sposterei la discussione sul post “Dio non esiste”, lasciando qui il problema-Sindone)

  • Grazie per i link. In effetti, per me, l’unico vero interesse che suscita la sindone è il perché non si riesca a capire come si sia prodotta e conseguentemente l’incapacità di replicarla.

    NB per quanto riguarda la questione fede, vorrei solo sottolineare quanto sia consolatorio pensare non che dio esista, ma che esista “per” noi. Potrebbe tranquillamente esserci un’entità superiore e suprema, ma davvero non capisco cosa faccia presupporre che il suo desiderio sia quello di occuparsi di noi.

  • ulissegio

    Intendo dire che ci sono cose che si possono percepire anche se non vedere e, a volte, meno si vedono più si percepiscono.
    Il vento che ti soffia sul viso tu non lo puoi vedere, se non per gli effetti che ha sulle cose che incontra sul suo cammino. Eppure percepisci che c’è.
    Se vogliamo usare un paragone scientifico, che a te piacciono molto e con i quali ti senti a tuo agio, un buco nero non si vede, ma si percepisce dall’effetto che ha sulla gravitazione di un corpo celeste che gli è prossimo.
    Così è per Dio: non si vede, non si tocca, non si prova scientificamente, ma si percepisce. O meglio, c’è chi lo percepisce con una tal sicurezza che sarebbe pronto a giurare della sua esistenza.
    Ma torniamo all’amore…le sensazioni che tu provi di fronte alla tua ragazza, le provi solo tu e sono frutto del sentimento, non di un calcolo di età, stato sociale, canoni estetici, peso, altezza, massa corporea.
    E’ scattata la scintilla tra te e lei e non si sa spiegare scientificamente il perchè: c’è e basta.
    La stessa scintilla può scattare con un altro che è alto come te, viene dalla valtellina come te, ha fatto i tuoi studi e ha il tuo stesso colore di capelli? Forse, ma molto probabilmente no.
    Perchè si tratta di cose SOGGETTIVE, non oggettive, cose che trascendono dati, misure, verifiche, datasheet o esperimenti.
    Mais oui, c’est l’amour.

  • Ulissegio vorrei fare due appunti alla tua argomentazione.

    1 Poni sullo stesso livello due soggetti che appartengono a categorie diverse. Il vento, per esempio, è misurabile, prevedibile negli effetti, riproducibile addirittura.
    Il vento “poetico”, quello che a seconda dello stato d’animo ci accarezza o ci sferza, che mette in agitazione o in uno stato di euforia, che ha fatto scrivere “ode al vento” a keats, quello è il tipo di vento che può essere paragonato a Dio perché lì siamo nel campo della sensibilità individuale, puramente soggettiva.

    2 l’esempio che porti circa l’amore. E’ vero, l’amore è un sentimento reale ma invisibile:i soggetti che ne sono coinvolti, però, sono reali. Nel caso di dio il sentimento di amore diviene la prova stessa dell’esistenza della controparte.

  • ZaX

    ulissegio, ho capito dove vuoi andare a parare, e siamo un po’ fuori tema, abbiate pazienza ma metto un po’ di ordine.

    In questo post si parla del Dio cristiano, un Dio che interviene nel nostro mondo tramite miracoli, ispirando santi e cardinali, mandando addirittura suo figlio (della sua stessa sostanza) a morire, figlio di cui dovremmo avere (a quanto pare!) a disposizione il telo con cui è stato avvolto dopo essere deposto dalla croce.

    Quindi il tuo commento sul Dio “deista”, quell’entità non ben definita che ognuno di noi dovrebbe percepire e che avrebbe creato l’universo e le leggi fisiche per poi non farsi più sentire, pur essendo un argomento filosofico molto interessante, è decisamente OT, in questo articolo.
    Quindi sposto il tuo commento su “Commenti al post Dio non Esiste”, in cui ho discusso con altri dell’argomento (e appena riesco ti risponderò!):
    http://logzero.wordpress.com/2009/09/25/commenti-dio-non-esiste/

    Per quanto riguarda la sindone e gli dei cristiano-musulmano-induista secondo me ci si può esprimere usando la ragione e guardando ai fatti e alla storia, e ci sono pochi dubbi sull’inesistenza di “questi” dei (secondo me, ovviamente)
    Rimando in questo caso all’altro post, “Dio non esiste”:
    http://logzero.wordpress.com/2009/09/23/dio-non-esiste/

    Tornando quindi alla sindone, molti la ritengono una prova dell’intervento divino sulla terra, altro che “amore non percepibile scientificamente”.
    Cosa ne pensi di questo, del Dio interventista, dei miracoli e dell’ispirazione divina dei vangeli?

  • Beppe

    62
    LA CROCE
    A parte il fatto che cristo non è mai esistito, la
    croce nella quale lo raffigurano all’epoca dei romani non esisteva, quel tipo di croce è uscita 5 secoli dopo per merito di un pittore dell’epoca e gli scrittori correttori dei vangeli ne hanno approfittato aggiungendo: il ceppo per poggiare i piedi e i chiodi per impietosire, ingannare e buggerare i boccaloni, adeguandosi alla croce più moderna.Invece all’epoca dei romani i piedi poggiavano a terra e non potevano essere inchiodati, come pure le mani non venivano inchiodate, perché le braccia venivano legate alla traversina orizzontale.
    E tutti sappiamo, che, il palmo della mano non può reggere il peso del corpo, quindi, questo dimostra quanto fossero sprovveduti in materia gli scrittori di quell’epoca e quelli d’oggi continuino a sostenere questo errore, ma loro se ne fregano perché sanno che i boccaloni con la poca intelligenza che si ritrovano loro credono e non si pongono nessun problema.
    Come la mettiamo signori ipocriti scrittori e falsificatori della religione?? IO QUESTE COSE LE HO APPRESE DA INTERNET NELLA STORIA DELLE CROCIFISSIONI, COSA DITE ? HA LO SAPEVATE GIA’ !!! smettetela d’mbrogliare la gente e vergognatevi, se il vostro,dio esistesse davvero e scendesse sulla terra per
    fare giustizia, voi sereste i primi ad essere giustiziati.
    MA VOI LO SAPETE CHE NON SARETE MAI
    GIUSTIZIATI PERCHE’ SIETE SICURI, CHE,
    AL DISOPRA DI NOI NON C’E’ NESSUNO.

  • Rodolfo ultimo custode

    LA SINDONE DI TORINO, UN SEGRETO PER POCHI
    È DIVENTATA UNA BEFFA PER MOLTI?

    Di chi è il sangue e il volto sulla sindone?
    ….. Venne un uomo ricco da Arimatea di nome Giuseppe, che anche egli si era fatto discepolo di Gesù. Questi, andato da Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che fosse dato. E, preso il corpo, Giuseppe lo avvolse in sindone (lenzuolo).- Dunque all’inizio una sindone c’era. Ne parlano anche Marco (15,46) e Luca (23,53). Non è dimostrabile che sia quella di Torino, anche se ci sono buone probabilità a suo favore.
    Come si era formata quella immagine originaria, che tanto fa discutere gli scienziati di tutto il mondo?
    Anche se dovessimo seguire scrupolosamente, passo dopo passo la deposizione dalla croce e la sucessiva tumulazione nel sepolcro del corpo di Cristo dopo la sua morte, non arriveremo mai alla conclusione certa e definitiva, ma molto vicini alla verità. Per capire qualche cosa, bisogna sempre partire dalle condizioni del corpo di Gesù. Subito dopo la morte i muscoli del corpo sono flaccidi, ma dopo un periodo di circa 1-3 ore iniziano a contrarsi e ad irrigidirsi, rimanendo in quello stato.
    Quando il corpo si irrigidisce, rimane in quella posizione fino a che il rigor non termina o sia rotto fisicamente (forzando il rilassamento o la contrazione). Poiché il processo chimico del rigor è irreversibile, quando il processo di irrigidimento è terminato, non ricomparirà più nella zona in cui è stato rotto. Tuttavia, se il rigor è rotto prima dello sviluppo completo, il processo continuerà fino al completamento, con una rigidezza parziale nella zona in cui è stato interrotto. Il rigor inoltre è influenzato dalla temperatura corporea e dall’attività dei deceduti prima della morte. Più sono alte le temperature corporee al momento della morte, più alto è il valore dell’acido lattico che induce il rigor a svilupparsi più rapidamente. Per esempio, il cadavere di una persona che muore avendo una febbre alta da infezione, può sviluppare rigidezza più rapidamente rispetto ad una persona con una temperatura corporea normale.
    Il Livor mortis (riguardo il sangue), inizia 20 minuti a 3 ore dopo la morte e si congela nei capillari in 4 o 5 ore. Tutto ciò è accaduto nel Corpo di Gesù, Crocifisso sul Golgota, se poi consideriamo, il lavaggio e l’aver cosparso il corpo e il telo funebre, con gran quantità di “aloe e mirra”, quel corpo non poteva rilasciare alcuna significativa impronta ematica sul telo.
    Da credenti cristiani possiamo immaginare che l’impronta sindonica si stata impressa per radiazione, in questo caso il risultato sarebbe un’altra cosa, sicuramente non il risultato di un’impronta ematica. Quindi è lecito “con i dovuti rispetti”, farci una domanda: “Quante sono le verità mai svelate, celate nel mistero della Sindone di Torino?”.
    Il nostro è solo un percorso alla ricerca della verità, e non vuole minimamente mettere in discusssione la fede e ciò che rappresenta per i credenti cristiani di tutto il mondo.
    Agli inizi, questo telo funebre è stato conservato dalla comunità cristiana, come reliquia della Passione di Gesù; a causa delle persecuzioni veniva tenuto nascosto.
    In seguito, il telo come era stato ripiegato, per poterlo nascondere con più facilità, venne portato nella città di Edessa e chiamato mandylion.
    Dopo che Edessa venne occupata dai musulmani, i bizantini trasferirono il mandylion a Costantinopoli.
    Nel 1204 Costantinopoli venne saccheggiata dai crociati, e del mandylion, ovvero della Sindone, si persero le sue tracce.
    Infatti, la storia “certa” della Sindone di Torino, inizia intorno alla metà del Trecento, quando riappare inspiegabilmente 150 anni dopo a Lirey in Francia.
    A questo punto, oltre che domandarci se la Sindone è il lenzuolo funebre che avvolse il corpo di Gesù?, dobbiamo anche interpretare i fatti di un epoca, il periodo medievale, che certamente non chiarì ma avvolse nel mistero più profondo la storia più recente del sacro telo funebre. Cosa è accaduto realmente al telo funebre di Torino, immediatamente prima al 1353, e durante il periodo in cui tutti i passaggi sono rigorosamente documentati (Lirey,Chambéry e Torino)?.
    Da Costantinopoli alla Francia?
    Sono state avanzate diverse ipotesi per ricostruire in quale modo la Sindone, se davvero si trovava nel 1204 a Costantinopoli, poi sia pervenuta in Francia per riapparire nel 1353 in mano a Goffredo di Charny.
    Tra le tante ipotesi fatte, la più credibile è anche la più semplice, quella che sarebbero stati i Templari a prendere la Sindone e a custodirla segretamente fino allo scioglimento dell’ordine: nel 1314, quando l’ultimo Gran maestro Jacques de Molay vene messo al rogo, insieme a lui fu bruciato anche un alto dignitario dell’Ordine a nome Goffredo di Charny, omonimo e probabile parente di colui che quarant’anni dopo espose pubblicamente la Sindone.
    Sicuramente prima di Lirey, qualche cosa è esistito, un lenzuolo funebre che recava l’impronta di un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso. Un telo funebre con l’impronta di un volto, e di un corpo usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentica.
    Perché di quel telo funebre così antico, si mostrava solo il volto? In realtà l’immagine più antica impressa sulla Sindone di Torino, quella che doveva mostrare il volto di Gesù per intenderci, soprattutto il corpo era talmente sfumata che le ferite sui polsi non si potevano neanche notare. Per questo motivo, si può supporre che il mandylion fosse in realtà la Sindone ripiegata e conservata in un reliquiario: il telo così piegato (tetradiplon) nascondeva l’impronta sbiadita del corpo, facendo emergere soltanto il Volto. Da più parti, sempre con più insistenza si parla di scritte invisibili sul telo sindonico. Alcuni ricercatori usando delle sofisticate tecniche fotografiche sono riusciti a far emergere delle scritte esclusivamente nell’area adiacente al volto, quasi ad incorniciarlo,
    la spiegazione più titolata parla, di scritte lasciate per contatto, impronte lasciate da qualche oggetto, è lecito supporre che a imprimerle sia stato il contatto prolungato con delle cornici di contenimento “o reliquiario”. Sui margini all’interno di queste “cornici reliquiario”, lungo i bordi, vi erano poste delle scritte, nessuna di queste cornici è arrivata fino a noi per poter validare questa ipotesi. Comunque se osserviamo attentamente le fasce verticali e orizzontali sbiadite dalla luce sul telo scoperto, possiamo affermare che le “cornici reliquiario” sono state almeno due, una con l’apertura più larga che mostrava tutto il volto, anche le scritte sono più grandi e combaciano con tale apertura, l’altra più stretta che mostrava solo una piccola porzione del volto, anche le scritte sono di formato più piccolo e combaciano perfettamente con l’apertura più piccola.
    In realtà la Sindone di Torino non mostra solo il volto e il corpo di Gesù, cela ben altri segreti mai svelati, e tenuti gelosamente nascosti. Le novità che sono prepotentemente entrate in scena dopo la sua scomparsa tra il “1204 e il 1353”, sono:- “Lo stesso Jacques de Molay che reciterà la parte del nuovo crocifisso, e parecchi anni più tardi tra il “ 1496 e il 1499”, Leonardo da Vinci, che cercherà di sistemare il volto e parti dell’intera immagine del telo funebre”.

    Mentre nel 2002, fu fatto un restauro conservativo che modificherà definitivamente l’immagine più antica della Sindone.
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    Perché proprio il corpo del de Molay?
    Secondo una tesi certamente originale di alcuni ricercatori, il Gran Maestro sarebbe stato sottoposto ad una forma di tortura mirante a riprodurre sul suo corpo i segni della Passione di Cristo.
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    “Quella notte drammatica del 13 ottobre 1307, furono arrestati ben quindicimila Templari, tra cui Jacques de Molay, il Gran Maestro dell’Ordine. A catturarlo ha provveduto Guillaume Imbert in persona, il grande inquisitore di Francia. L’arresto è avvenuto nel tempio di Parigi, che agli occhi di un uomo di Chiesa deve apparire come il covo dell’Anticristo: decorazioni pagane, squadre, compassi, e in una scatola di legno, un sudario, un cranio umano e due femori. Nella mente di Imbert cova una delle più sconcertanti vendette che un uomo della S.I. possa architettare.
    La notte è scesa, e de Molay attende nei sotterranei del tempio parigino, abbigliato come gli imputati di eresia: un camice grezzo, un capestro intorno al collo. Il Gran Maestro ha di fronte un uomo temibile, l’Imbert appunto, ma si rifiuta ugualmente di confessare i suoi delitti.
    La vendetta sta per cominciare.
    È scandita da frammenti della Passione di Cristo, e ad essa s’ispira.
    De Molay è incatenato alla parete, la schiena nuda e le braccia alzate, il viso verso il muro. Due uomini iniziano a fustigarlo con fruste dotate di doppie sfere di metallo. Il più inferocito dei fustigatori è quello di destra, che colpisce il Templare sul dorso e sulle gambe.
    Terminata la flagellazione, a de Molay viene schiacciata sul capo una corona di spine, che fa sanguinare la fronte e il cuoio capelluto. Dopodiché una croce rudimentale è pronta per accogliere il Gran Maestro dei nemici del Cristianesimo. Questa è la vendetta che la mente acuta e crudele dell’Imbert ha concepito: fare provare a quell’Anticristo le pene subite da Gesù Cristo.
    Dei chiodi a fusto quadrangolare vengono inseriti all’altezza dei polsi, e così facendo il pollice si schiaccia nel palmo della mano, a causa della slogatura dell’articolazione. Dopo i piedi vengono fissati al legno, sovrapposti in modo da usare un chiodo solo. Il prigioniero è cosciente, e qui inizia la vera sofferenza. Il peso del corpo, tendente verso il basso, costringe de Molay ad incurvarsi, mettendolo così di fronte ad un duplice, atroce dolore: quello delle braccia e delle gambe, trafitti dai chiodi, costretti a sopportare il peso di tutto il corpo, e il tragico terrore di non riuscire a respirare.
    Il risultato di questa situazione drammatica è l’incremento del tasso metabolico, e una marcata carenza di ossigeno.
    Al de Molay, stremato, viene dato da bere dell’aceto, per rispettare il canovaccio biblico della vicenda. Sebbene il Templare sia ormai allo stremo, e sia pronto a confessare ogni sorta di delitti, l’Imbert non è soddisfatto. La rappresentazione della Passione non è ancora conclusa: l’inquisitore conficca un pugnale nel torace del crocifisso (senza ledere alcun organo vitale). È l’ultimo atto: de Molay confessa le sue colpe, cade in uno stato di “acidosi metabolica”, una contrazione dei muscoli dovuta alla sovrabbondanza di acido lattico nel sangue, ed infine è levato dalla croce.
    Prima che il corpo quasi esanime del Gran Maestro sia portato via, l’Imbert ordina che venga avvolto nello stesso telo requisito alla vittima, che da oggetto di scherno verso Cristo diventi il sudario della sua personale “passione”. Il corpo del de Molay, ancora caldo e vivo, viene portato in una cella sotterranea, fredda ed umida, dove gli umori delle ferite, ovvero sudore mescolato a sangue acidotico, avevano impregnato il tessuto, “dipingendo” l’immagine del Templare sul lenzuolo.”
    Sarebbe questa la seconda immagine impressa sulla Sacra Sindone?
    Un’immagine incredibilmente nitida, di un uomo di un metro e ottanta, dal lungo naso, i capelli lunghi, una folta barba, è dunque quella di Jacques de Molay? O come si sostiene da secoli, è quella di Gesù Cristo? Allo stato attuale, non ci sono dubbi, l’immagine del de Molay ha coperto definitivamente l’originale immagine di Gesù Cristo.
    La ricostruzione dell’incredibile vicenda occorsa a Jacques de Molay è stata presa dal libro di Christopher Knight e Robert Lomas “La Chiave di Hiram”, edito da Mondadori qualche anno fa, e che ebbe un clamoroso successo.
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    A tal proposito, è emersa una verità rimasta sepolta per secoli negli archivi vaticani, che “L’idolo barbuto, la divinità “pagana” che i Cavalieri del Tempio avevano adorato e nascosto, altro non era che “il telo di lino”. Quello che noi, oggi, chiamiamo Sindone”.
    I Templari o chi per loro nel 1308 (per vendetta o per qualche cosa d’altro), nascosero la Sindone, non in un baule, in soffitta o in una fossa segreta, ma celarono definitivamente la sua immagine originaria “sotto una nuova immagine, quella del de Molay, che recava i segni della passione di Gesù”.
    Proprio da questo incredibile racconto “La chiave di Hiram”, possiamo comprendere la chiave di volta di tutto il mistero sulla Sindone di Torino, è racchiusa in quel telo “che da oggetto di scherno verso Cristo (a detta della S. I.), diventa il sudario dell’ultimo Gran Maestro del Tempio”.
    Quel telo in realtà non era altro che il Mandylion di Edessa. Infatti all’uso templare, Jacques de Molay, come se fosse già segnato dalla morte, fu disteso con molta cura sullo stesso lenzuolo che fu considerato dal de Molay e da alcuni Templari come una reliquia di grande potere”, ma inaspettatamente “forse per il potere miracoloso del lenzuolo?”, riuscì a riprendersi. “A questo punto potremmo fare un inciso, che il de Molay, ma anche Gesù, ebbero nella atrocità della passione, “un occhio di riguardo”, Gesù, la sua deposizione dalla croce prima dell’ora “lo stesso Pilato ne rimase sorpreso quando gli fu detto che il nazzareno era già morto”, facendolo deporre dalla croce senza la usuale rottura delle ginocchia, lo stesso trattamento che ebbe il de Molay in prigine, dove riuscì a riprendersi (?).
    La Sindone torinese riproporrebbe, perciò in superficie, anche la figura e i tratti somatici di Jacques de Molay, compresi quelli presunti di Gesù Cristo che si troverebbero ben sotto il suo corpo, considerando la stazza fisica del de Molay di qualche centimetro più alta e più larga.
    Il medico radiologo Giuseppe Caselli nel lavoro “Caratteri di anormalità delle impronte sindoniche” aveva notato che i muscoli dei glutei, delle cosce e dei polpacci non sono appiattiti come dovrebbero essere in un cadavere, ma sembrano di marmo perché conservano la loro rotondità”.
    Già da diversi anni l’autore di questo lavoro aveva scritto che la foto dorsale a luce trasmessa di Barrie Schwortz mostra l’impronta sanguigna di tutta la superficie dorsale del cadavere.
    I glutei, le cosce, i polpacci sono appiattiti dalla forza di gravità su un piano orizzontale. Il confronto delle foto a luce trasmessa con quelle a luce diretta dimostrerebbe che il corpo appiattito sul piano sepolcrale in un determinato momento ha riacquistato il tono muscolare e la rotondità delle parti anatomiche come avviene ad un vivente.
    E’ sconcertante come il radiologo Caselli senza sapere nulla della sovrapposizione di due corpi, fa riferimento ad un corpo ancora vivo e tenace come quello di Jcques de Molay.
    L’ipotesi è suggestiva, ma alcuni Templari d’altronde, sono da sempre considerati come i depositari di conoscenze al limite dell’atteggiamento eretico.
    La lacunosità delle fonti relative alla Sindone tra 1204 e 1353 lascia spazio ad ogni sorta di interpretazione, alcune più verosimili, altre del tutto fantasiose.
    Come anticipato, tutte le tracce riguardanti il tragitto della Sindone tra il 1204 e il 1353 conducono all’approdo di Lirey, centro abitato della regione della Champagne a circa venti chilometri da Troyes, la città nella quale si ratificò la fondazione dell’Ordine dei Templari.
    La storia trasuda di coincidenze, tutto sta nell’interpretarle correttamente.
    Vi è un fatto da non trascurare che collega il de Molay alla Sindone di Torino, il de Molay fu portato al rogo circa sette anni dopo il suo arresto nel 1314, assieme al suo amico d’arme Geoffroy de Charny, guarda caso presunto zio dell’omonimo Goffredo di Charny (nipote), proprietario documentato della Sindone di Torino dal 1353. Non ci è dato di sapere se quella Sindone fosse la stessa Sindone di Costantinopoli proveniente da Edessa, o qualche cosa d’altro. Sta di fatto, che dopo trentasei anni dalla morte dello zio, il nipote omonimo, dichiara apertamente di essere in possesso della Sacra Sindone, morirà senza mai spiegare come sia venuto in suo possesso. Della Sindone si erano perse le tracce da circa 150 anni. Se fosse stata la vera Sindone di Costantinopoli, era tutto interesse del nipote rendere chiara la sua provenienza, ma questo non lo fece. Non se la sentiva di dire che era la reliquia tanto venerata dai Templari, e che per il volere di alcuni era diventata qualche cosa d’altro.
    In realtà lo stesso telo funebre che recava l’immagine di un uomo crocifisso e adorato dai templari come se fosse il Cristo, aveva avvolto anche il corpo del Gran Maestro de Molay. Sostenere delle mezze bugie per il nipote di Geoffroy de Charny, era più difficile che tacere. Ma questo “nipote”, non si era mai dimenticato dello zio (del quale portava il nome).
    Infatti nello svelare l’esistenza e la proprietà di questo telo funebre, faceva coniare una targhetta commemorativa, in piombo e stagno a sbalzo, di (cm. 4,5Å~6,2) che riproduceva per la prima volta esattamente la Sindone di Torino, con gli stemmi nobiliari di Geoffroy de Charny e dei Vergy il casato di sua moglie. In mezzo ai quali è rappresentato un sepolcro vuoto, mentre il sepolcro vuoto per effetto di un finissimo intervento a sbalzo, idealizza una croce templare, doveva essere il sepolcro per contenere il corpo di un Templare, quello del de Molay ultimo Gran Maestro, bruciato sul rogo con lo zio di Goffredo, e non il corpo di Gesù Cristo. Non a caso questa targhetta-ricordo fu trovata nella Senna nel 1855 presso il Ponte di Change, proprio difronte al ponte di Neuf, il luogo dove Molay e lo Zio furono immolati sul rogo. Probabilmente gettata nella Senna durante una cerimonia segreta per commemorare tutti i Templari giustiziati dalla Santa Inquisizione.
    Di questo medaglione considerato importantissimo anche per altri motivi, esiste solo questo esemplare, sicuramente non furono stampati molti pezzi, solo qualche esemplare ad uso e consumo di una stretta cerchia di Cavalieri del Tempio. Oggi l’unico medaglione si trova a Parigi, nel Museo Nazionale del Medioevo-Thermes de Cluny.
    Perché proprio Leonardo da Vinci?
    Leonardo (1452-1519), come il padre era profondamente anticattolico, non tollerava il clero ed era attratto da una religione personale più vicina alla natura che alla storia di Gesù o dei Santi.
    Il geniale toscano, arrivò a Milano nel 1482 e vi rimase per ben sedici anni, “mai una riga di ufficiale, che rivelasse dei contatti con i custodi della Sindone i Savoia”, mentre le cronache ci riferiscono di come si occupasse nei diversi campi delle scienze e delle arti, con prevalenza nell’arte pittorica, infatti, qui realizzò opere molto importanti tra le quali l’ultima cena che fu realizzata intorno al 1495-1497 nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. In realtà Leonardo era ben presente nei pensieri del Papa Leone X, e dei Savoia.
    Infatti Leonardo lavorando su commissione per le più prestigiose e titolate famiglie dell’epoca, compresi i Medici, ebbe sicuramente contatti con Giuliano de Medici sposo di Filiberta di Savoia, nonché fratello di papa Leone X, con ciò si può ben immaginare quanto Leonardo sia stato alla portata del Papa e dei Savoia, i due poteri che più direttamente potevano beneficiare di un nuovo e più autentico status della “nuova” Sindone. Risulta che nel 1490, a 38 anni, Leonardo visitò la Savoia e si pensa che in quella visita ebbe modo di prendere contatto diretto per la prima volta con la Sindone, e che gli fosse stata prospettata una rivisitazione dell’immagine e non una nuova sindone come alcuni continuano a sostenere. Per certo Leonardo intervenne sul telo funebre tra il 1496 e il 1499, dopo aver appreso nuove ed esileranti tecniche pittoriche, come i segreti della geometria sacra, la scrittura con la seta e la tecnica per imprimere sulla tela miscroscopiche immagini anaglifiche al negativo. Il telo su cui intervenne Leonardo, è sempre quello del 1353 di Lirey, per intenderci quello che per onorare un voto espresso dal marito Geoffreoy conte di Charny, la vedova, una Vergy, tenendo fede all’impegno espresso dal marito; Nel 1356 la Sindone viene data in custodia ai canonici di Lirey, di lì a qualche anno la Sindone diviene celebre.
    Tra il 1356 e il 1452 vi fu un periodo di liti e contese tra i canonici di Lerey e il vescovo di Troyes che considerava il telo un volgare dipinto, le diatribe insistenti obbligarono i legittimi proprietari a richiedere non senza difficoltà la sua restituzione, quest’ultimi sostenuti sin dal 1364 anche dai Savoia, nel 1452 rientrano definitivamente in possesso del sacro telo. Nel 1453 l’ultimo erede del casato Margherita di Charny, vedova e in condizioni disagiate, dona la Sindone ad Anna di Lusignano, moglie del duca di Savoia Ludovico. Da questo momento, il lenzuolo risiede nel capoluogo savoiardo, Chambery. Nella notte fra il 3 e il 4 dicembre del 1532, scoppia un terribile incendio. La Sindone è salvata a stento con gran pericolo e sofferenza, riposta in un cofano, ne è tolta due anni dopo, alla presenza di notai e di coloro che ben la conoscevano.
    Nel 1499 Ludovico il Moro fuggì da Milano, dopo l’invasione del ducato da parte dei francesi, mentre Leonardo intraprese una serie di viaggi, si recò a Mantova, a Venezia, e poi ritornò a Firenze, in questi anni iniziò anche il famoso ritratto della Gioconda, un dipinto a lui caro che portò con se anche in Francia, alla quale non poté negare quel sorriso quasi complice per quello che aveva appena fatto.
    Leonardo come avrebbe potuto architettare questa gigantesca beffa della storia? In realtà Lui fu lo strumento, lavorò su commissione in gran segreto. Probabilmente il volto della Sindone aveva bisogno di urgenti lavori di restauro, sin dalla sua apparizione nel lontano 1353, nel tempo, sempre più spesso, durante le ostensioni il telo veniva considerato come una grande bugia. Durante la sua permanenza al soldo di Ludovico il Moro, Leonardo, ebbe continui contatti con esponenti del Priorato di Syon, con artisti più o meno noti iniziati alle scienze esoteriche, e con alcuni affiliati di una potente loggia massonica. Proprio in questo periodo, mentre ostentava le sue doti di grande ingegno nel campo militare, ebbe occasione di consultare dei documenti misteriosi, provenienti dall’antica Cina, dove erano rappresentate macchine favolose per risolvere problemi inerenti alle acque e in particolare alcune macchine da usare nel campo militare, e tecnologie futuribili in gran parte sconosciute al mondo occidentale, ma non solo, apprese anche tecniche per creare immagini su tela senza l’uso dei pennelli “la scrittura con la seta”, e la tecnica mai svelata per criptare in alcuni dipinti usando delle immagini anaglifiche al negativo.
    Di Leonardo si sa che studiò geometria con il matematico Luca Pacioli, “il francescano che durante il suo lungo girovagare, attraverso le città di Perugia, Zara, Firenze, ancora Perugia, Roma, Sansepolcro, Napoli, Assisi, Urbino, Venezia – dove pubblicò la Summa (1494) – approdò a Milano. Nella città sforzesca Pacioli trascorse tre anni (1496-1499) di grande fervore intellettuale. Il frate, infatti, portò al termine il Compendium de divina proportione (1498) dedicato a Ludovico il Moro e si servì della collaborazione di Leonardo da Vinci per la realizzazione dei disegni in prospettiva dei poliedri regolari e delle tavole annesse all’opera. Leonardo, da parte sua, imparò l’algebra e la geometria dalla Summa di maestro Luca, e in seguito ai suoi incontri col frate cominciò ad occuparsi con maggiore interesse ed assiduità di questioni matematiche. Dopo la cacciata del Moro, Pacioli si trasferì a Firenze per qualche anno ed insegnò matematica nello studio pisano”.
    Grazie a Uno schizzo del Fiore della Vita di Leonardo, “questo simbolo della geometria sacra presente in India, in Cina, in Europa, in Asia Minore. Ma il più antico, finora scoperto, proviene dall’area di Abidos, in Egitto 1300 a.C.”, si viene a scoprire che Leonardo aveva cognizioni della geometria sacra che non facevano parte, se non in modo frammentario, delle conoscenze dei trattati di pittura sulle proporzioni e della geometria classica.
    Anche se mai dichiarato apertamente, la Sindone di Torino fu da sempre in un certo senso, un protettorato dei Cavalieri del Tempio, non dimentichiamo chi la possedeva, quando riapparve nel 1353 a Lirey in Francia. Quali le sue segrete origini, e chi era in realtà impresso sul telo funebre, “l’ultimo Gran Maestro del Tempio”.
    Quale migliore occasione, per architettare in gran segreto una simile beffa, nel dare il nome al secondo uomo misterioso della Sindone, e inserendo nel contempo la propria immagine, quasi una firma autografa.
    Non è un dipinto né una stampa, è assente qualsiasi pigmento che non sia quello sanguigno. Si può dipingere con il sangue diluito in un ampolla con acqua e sale senza usare i pennelli, solo per contatto facendo una piccola pressione circoscritta attraverso una matrice? (Certo sì!)
    La tecnica usata, permetteva anche di produrre immagini al negativo.
    “Il volto nuovo di Gesù Cristo della Sindone di Torino, è in pratica la somma di due mezzi volti, metà volto del de Molay e metà volto di Leonardo.
    Ce lo spiega Leonardo stesso come lo ha fatto:-
    La scrittura con la seta, per questo sistema impressivo veniva utilizzata una matrice di seta, una tecnica usata in oriente da più di duemila anni.
    Il sistema è un procedimento di stampa per contatto, che consiste nel far passare il sangue diluito, attraverso le maglie del tessuto di una matrice facendo una pressione con uno strumento a forma di spatola. Leonardo stravolse questo attrezzo, lo avvolse completamente con delle bende o garze cercando di mantenere la sua rigidità, ma nello stesso tempo renderlo morbido e assorbente, lo intingeva nel sangue molto diluito in acqua e sale e con una leggera pressione faceva passare il sangue diluito attraverso le maglie libere e strette del tessuto di seta usato come matrice, depositando le gocce sul supporto da imprimere “il telo funebre”, che fu già di Gesù Cristo e del de Molay.
    La matrice usata era costituita normalmente da un telaio, sul quale veniva teso ed incollato il tessuto di seta finissima facendo sì che le maglie, in tensione, risultassero ben aperte secondo la necessità, per facilitare il passaggio della miscela di sangue. Con un procedimento manuale si chiudevano le maglie nelle zone che non si volevano stampare e si lasciavano aperte le maglie nelle zone da stampare, in questo caso la soluzione sanguigna che impregnava lo strano pennello, veniva quasi guidata dalle sapienti mani dell’ artista. Non era necessario fare una pressione forte perché la soluzione acquosa del sangue potesse oltrepassare gli spazi liberi della matrice, in modo che si depositasse per contatto sul supporto da imprimere. In questa maniera, il lenzuolo funebre assorbiva quasi naturalmente la quantità di pigmento sanguigno voluta dall’artista, prendendo le forme e le volumetrie volute da Leonardo. Seguiva ad ogni passaggio del liquido sanguigno, il riscaldamento con un gran numero di candele per asciugare la stesura, e qualche volta per contatto con un attrezzo metallico riscaldato.
    Per riprodurre esattamente la Sindone di Torino non basta un p’ò di polvere e qualche agente chimico, bisogna aver prima conosciuto tutte le verità nascoste che il Sacro Telo cela tra le Sue pieghe.
    Per lasciare una traccia di ciò, Leonardo, trascrisse questo messaggio su un misterioso telaio in seta, rimasto segreto per più di cinque secoli, sul quale dipinse il volto della Sindone, una tempera all’uovo molto particolare, perché non presenta sottofondo, l’immagine dipinta poggia tra filo e filo la cui trama rimane libera, osservando la tela di seta in contro luce si possono vedere tutti gli spazi tra filo e filo, come se fosse dipinta su un telaio a maglie larghe, in controluce dal retro possiamo distinguere perfettamente l’immagine dipinta anteriormente.
    Questa mirabile tempera all’uovo, fu riportata alla luce verso la fine del XX secolo durante un rocambolesco recupero effettuato da alcuni fiduciari per conto del Terzo Reich durante lultimo conflitto mondiale. Questo recupero venne eseguito presso un facoltoso custode, ma non fu mai portato completamente a termine, infatti prima di essere recapitato all’Ordine delle Tenebre, il dipinto venne intercettato da un nuovo ignaro Custode, che lo ospitò nella sua dimora fino al 1972.
    Leonardo, sicuramente anche per le sue capacità tecniche, si è trovato “suo malgrado”, coinvolto in questo artificio solo per caso, e che a causa della sua vena ironica, trasformò un segreto per pochi, in una beffa per molti.
    Gli ultimi tre anni della sua vita Leonardo li trascorse ad Amboise in Francia. Si potrebbe proprio ipotizzare che spirò il 02 maggio 1519 fra le braccia di Luisa di Savoia, la madre del Re di Francia.
    Una situazione di fatto che dovrebbe far riflettere, “i proprietari della Sindone i Savoia, non avrebbero avuto alcuna difficoltà a far sparire uno dei tanti taccuini dove Leonardo prendeva appunti per i sui lavori, nel caso specifico, quelli relativi ai suoi interventi sulla Sindone”. Evidentemente appunti compromettenti, tutte le prove dovevano essere messe al sicuro. Ma i 007 dell’epoca, non si accorsero che un disegno collegato di Leonardo, “Lo studio sul volto e sull’occhio”, si era perso nella Biblioteca Reale di Torino, e che il fantomatico telaio con il quale Leonardo operò sul volto della Sindone, fu nascosto in gran segreto diventando il supporto per un anonimo dipinto, una mirabile tempera all’uovo su seta, “il vero volto della Sindone”, ospitata segretamente, di volta in volta presso facoltosi custodi iniziati alle pratiche esoteriche, protetti da una delle più potenti sette massoniche d’Europa, fuori dalla portata di quanti volevano invece la sua messa in sicurezza per non nuocere.
    Dunque da questa ricerca, risulterebbe che sulla Sindone vi siano state impresse più immagini, un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, questa tesi dovrebbe venir confermata da una ulteriore prova con il C14, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso, usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentico; 1278 anni dopo, verso il 1308, sullo stesso telo funebre, fu disteso e avvolto con molta precisione un secondo corpo ancora vivo e febbricitante, che recava anch’esso i segni della passione di Gesù, vi rimase avvolto immobile per molte ore, quasi un giorno intero, si che l’impronta formatasi a contatto diretto, si asciugò quasi completamente; 187 anni dopo, verso il 1495/1499 qualcuno intervenne su commissione, con una mirabile tecnica, per definire il volto e alcune parti sul telo. Quindi sulla Sindone vi sono tre periodi ben distinti, e tre differenti impressioni sul telo, questo è il motivo per il quale la Sindone di Torino non può essere mai riprodotta esattamente come è attualmente, e non dobbiamo dimenticare anche le vicissitudini cruente subite dal telo funebre a causa degli incendi nelle varie epoche.
    A questo punto, anche se la Sindone cerca di cambiare d’abito come nell’ultimo restauro conservativo del 2002, non riuscirà mai a scrollarsi di dosso tutte le sue confuse e misteriose problematiche, rimanendo comunque agli occhi del mondo un pozzo pieno di verità mai svelate, dove potrebbe proprio in virtù di quest’ultimo restauro conservativo sovvertire il precedente risultato del C14, facendo datare il telo di lino al 30/33 dopo Cristo, affermando con maggiore certezza, che ci troveremmo al cospetto del telo funebre che avvolse il corpo di Gesù. Comunque questo nuovo restyling della vecchia Sindone, non basterebbe a far cancellare la sconsiderata ritorsione eseguita dai Templari nel lontano 1308, che nascosero definitivamente agli occhi del mondo l’originale immagine impressa su tale telo funebre, collocandovi sopra il corpo di un altro uomo crocifisso, quello di Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro del Tempio, una ritorsione a dir poco scontata a causa della feroce repressione subita dai Templari per mano della S.I.. Di queste verità quanto rimarrebbe dopo tante manipolazioni? Per i credenti Cristiani può rimanere tranquillamente il simbolo della Resurrezione.
    Per i Cavalieri del Tempio anche il telo funebre del loro ultimo Gran Maestro Molay, mentre Leonardo intervenendo con tanta decisione e poca fede sul volto della Sindone, è diventato suo malgrado il nuovo profeta.
    A.D. 2010 RODOLFO

  • Gianni

    Concordo con quanto scritto da Sam
    La sindone e un beffa.
    Perche esiste? qual’è il suo scopo?
    chi ne ha vantaggio?

    In ogni caso…
    La fede non si misura o cresce da questi espedienti anzi se si imbroglia un credente
    poi lo si perde.
    E la chiesa cattolica ne ha fatte tante ( la croce, l’inquisizione, il natale, la trinità, il carnevale, sindone, preti pedofili etc etc) se si vanno ad esaminare tutte queste cose, si viene a scoprire che hanno a che fare con il paganesimo o che non sono cose divine ma scelte umane e su questi aspetti si potrebbe discutere per secoli, ma e inutile.

    L’unica cosa utile a chi ha fede e di pregare Dio conoscerlo (risponde sempre nei modi meno aspettati)

    E Gesu stesso in giovanni 17:3 dice di conoscere Dio perchè ce un motivo.

    by by

  • Alessandro

    Samuele, ho letto il tuo articolo. I tuoi riferimenti sono conosciuti e controllabili. Non comprendo la gente che nega certe conferme scientifiche. Il vecchio A. Einstein diceva: La verità è ciò che resiste alla prova dell’esperienza” E io la penso così….non ne vedo altre di verità…
    Ciao

  • Giuseppe

    Buona sera,
    vorrei dire la mia sulla sindone e sul gran falso che è.
    Da premettere che sono un credente praticante, ma non uno stupido.
    Tutti fanno riferimento a testi, lettere, dichiarazioni, analisi al Carbonio 14…..ma nessuno dei tanti geni della scienza e dotti della Chiesa nota ad occhio nudo e senza uso di strumenti come il Carbonio 14 o l’astronave Enterprise di Star Trek che la sindone è UN SUPER FALSO. C’è una particolare raffigurazione sulla sindone che a quanto pare nessuno vede: il posteriore della testa e il viso….ma siete tutti ciechi a non capire/vedere? Per ora non aggiungo altro.
    L’ho notata io questa assurdità e flasità che chiunque di voi potrà notarla.

  • mago silva

    non capisco perche’ si scrive tanto su una tela che non dice assolutamente nulla. La chiesa sta attraversando un periodo scandaloso pedofilia dei preti, e per deviare l’attenzione della gente inventa manifestazioni a favore. A quell’epoca a causa dell’assenza di igiene non era possibile conservare niente e i materiali fatiscendi di allora
    venivano divorati da vermi , rogna funghi, acari, e tanti altri parassiti.Sono un mago con 60anni di esperienza e per me suggestionare la gente e’ come bere un bicchier d’acqua.
    credere poi a un gesu’ cristo figlio di Dio che si limita a predicare in un paio km2 e’ il colmo. gesu’ era un ebreo e gli ebrei sono un popolo astuto e intelligente, difatti loro, non hanno mai creduto al cristo si dice che il profeta non predica mai in casa, e’ la stessa cosa che io vado al mio paese e mi esibisco facendo resuscitare un morto non mi crederebbero eppure e’ nel mio repertorio.

  • gianko

    In particolare, apartire dal IV secolo,si produssero reliquie,false vite di santi,agiografie di monaci,documenti finalizzati a conseguire vantaggi giuridici e finanziari.Cosi’la sindone come il vecchio e nuovo testamento ,sono dei falsi ,ora se molti credenti gia’ stentano a rassegnarsi a queste innegabili realta’ sentono senz’altro disturbata la loro fede ,e ancor piu’ frustrati i loro sentimenti verso i grandi tempi del cristianesimo primitivo,dal fatto che scritti del nuovo testamento,libri della bibbia.opere della chiesa nascente,trattati teologici,lettere e prediche ,siano opere contaminate e sofisticate.
    L’ignoranza dei cattolici e’ disarmante ,non sanno nulla all’infuori di quello che gli e’ stato insegnato a catechismo,quindi prima di parlare o di voler imporre qualcosa agli altri,bisogna documentarsi,e per questo ai giorni nostri l’informazione su questa storia criminale del cristianesimo esiste,quindi sapere per non essere complici

  • salva

    Ciao la mia oppinione:

    Alcuni seri studiosi della Bibbia dubitano dell’autenticità della sindone alla luce del racconto scritturale. Le Scritture fanno pensare che quando Gesù fu sepolto le condizioni erano contrarie a ciò che si vede sulla sindone. Perché la sindone fosse autentica, avrebbero dovuto esistere due condizioni quando si formò l’immagine: (1) il corpo non poteva essere stato lavato, poiché le macchie di sangue sono chiaramente visibili, e (2) il lenzuolo di lino avrebbe dovuto essere steso morbidamente sul corpo non premuto contro di esso. “Le figure [della sindone] non avrebbero potuto essere prodotte col semplice contatto del lino con la carne umana”, afferma Edward Wuenschel, sostenitore della sindone. Egli aggiunge: “Tale contatto avrebbe causato una considerevole deformazione, mentre la figura di questa sindone non presenta che poca o nessuna deformazione”.
    I racconti della sepoltura di Gesù che troviamo in Matteo (27:59, 60), Marco (15:46) e Luca (23:53) sono brevissimi. Ma dicono tutti che il corpo fu ‘avvolto’ in “lino fine”. Il corpo fu preparato così in fretta da non essere prima lavato? Sarebbe stato molto strano da parte di ebrei. Perché? Lo storico giudeo contemporaneo Giuseppe Flavio dice che, a differenza di alcuni loro nemici, “i giudei prestavano molta attenzione alla sepoltura degli uomini”.
    L’apostolo Giovanni, che fu un testimone oculare, aggiunge alcuni particolari comprovanti che fu prestata “molta attenzione” al corpo di Gesù prima della sepoltura. Egli narra:
    “[Giuseppe di Arimatea] venne e tolse il suo corpo. Nicodemo . . . pure venne portando un rotolo di mirra e aloe di circa cento libbre. E preso il corpo di Gesù, lo legarono in bende con gli aromi, come i giudei hanno l’usanza di preparare per la sepoltura”. — Giov. 19:38-40.
    Qual era l’“usanza” dei giudei nel preparare per la sepoltura? Praticamente l’unica testimonianza contemporanea è quella delle Scritture Greche. Esse mostrano che il corpo era prima lavato e poi cosparso di oli e aromi. (Atti 9:37; Matt. 26:12) Il fatto che Giuseppe e Nicodemo fecero uso di mirra, aloe e bende e “legarono” il corpo indica che avevano almeno cominciato a preparare il morto secondo l’usanza ebraica.
    Anche antichi scritti ebraici non biblici indicano che era loro usanza lavare il corpo e poi cospargerlo di aromi ma non per preservare o imbalsamare il corpo come affermano alcuni; piuttosto, come dice il Talmud, “gli aromi servono per eliminare il cattivo odore”. Tale preparazione del cadavere non era proibita neppure di sabato; infatti la Mishnah (2° secolo E.V.) dice: “Possono preparare [di sabato] tutto ciò che occorre per il morto, e ungerlo e lavarlo”. — Shabbath 23:5.
    Che i due uomini facessero il necessario per preparare il corpo per la sepoltura è indicato pure da ciò che fu trovato nella tomba vuota dopo la risurrezione di Gesù. Giovanni ci dice:
    “[Pietro] vide le bende a giacere, e il panno che era stato sulla testa di lui, non a giacere con le bende, ma rotolato separatamente in un luogo”. (Giov. 20:6, 7)
    Non si parla affatto del “lino fine” (greco: sindón), ma si fa riferimento alle “bende” (greco: otónia) e al “panno che era stato sulla testa di lui” (greco: soudárion). Può darsi che il panno di “lino fine” fosse stato strappato facendone delle strisce, cioè le “bende”. Tutte queste dovettero essere avvolte attorno al corpo. Ad ogni modo, se le cose stanno così, le bende avrebbero tenuto la sindone vicino al corpo, producendo una “impronta da contatto” e non la proiezione ortogonale dell’immagine che si vede sulla sindone. Se le bende fossero state sotto la sindone, avrebbero similmente deformato l’immagine.

    Spero di esser stato di aiuto!

    • Grazie per aver aggiunto il tuo punto di vista.
      Per quanto mi riguarda, prendere il Vangelo come potenziale prova di verità o non verità della Sindone non ha molto senso… comunque dato che altri la pensano diversamente, grazie per essere andato a fondo nell’analisi del testo sacro.

  • Asterfaos

    E’ facile rispondervi tutti quanti con poche parole SENSATE.
    Dio non può avere mai a che fare con storie UMANE. Quindi che la sindone sia del 3000 o del 2000 o dell’anno zero o appartenuta ad un uomo chiamato GESU’ di Nazareth.
    Era un uomo punto e basta.

  • GIUSEPPE VERNAMONTE

    Buongiorno, innanzitutto faccio i compliementi per il blog che tratta di argomenti interessantissimi e tutti molto stimolanti. In merito alla questione relativa alla necessità di scovare o sbandierare reliquie da parte della Chiesa posso dire, da credente e praticante, che LA QUESTIONE NON ESISTE. Chi crede non lo fa perchè ha visto lacrimare una statua o perchè è convinto dell’esistenza del prepuzio di Cristo. Chi crede lo fa perchè ha vissuto un’esperienza interiore così particolare e soggettiva che non può essere nè comunicata nè spiegata.
    La scienza fa bene a disvelare i misteri della Sindone perchè la ricerca della verità deve essere sempre messa al primo posto sia per i laici che per i credenti. La verità vi renderà liberi…..diceva Gesù….liberi dai totem, dai simboli che nulla aggiungono e nulla tolgono alla fede di chi si professa credente. Detto questo però vorrei garbatamente concludere con una nota polemica che suona più come un’esortazione verso coloro i quali, accecati dall’odio o dal disprezzo verso qualsiasi forma di credo religioso, tendono a classificare come folcloristico o mediocre tutto quanto vi faccia esplicito riferimento, dimenticando talvolta che anche un atteggiamento fideistico nei confronti della scienza assume connotazioni pittoresche e poco credibili.

    • Ciao Giuseppe, grazie per i complimenti 🙂
      Hai ragione a dire che la fede cieca nella scienza è pericolosa ma, per come è concepita, la scienza stessa è contraria alle certezze e ai dogmi e continua ad automigliorarsi nel tempo, senza attribuire valori assoluti ad alcunchè.

      Al contrario la pretesa di avere la verità in pugno propagandata da certe religioni è un danno alla società e un ostacolo al progresso.
      Ci sentiamo!

  • LOURDES

    GESU’ E’ DIO chiariamo subito la questione.
    io LOURDES la sindone l’ho vista veramente in camera mia in pieno giorno
    nel 1994. ho la testimonianza scritta e ho come tesimone il vescovo allora
    mio parroco e in buona fede crede. ed io sono una che non amo farmi
    vedere.LA CHIESA E’ fatta di uomini che sbagliano non da adesso ma da secoli.

  • La sindone esiste e sono contento che tu l’abbia vista in camera tua…

    Il problema è: la sindone E’ AUTENTICA O NO?
    E il fatto che tu l’abbia vista o meno sul tuo tappeto non mi pare porti grandi prove a suo vantaggio…

    Saluti

  • Giuseppe

    Sono credente e devo dire che con mia grande INCREDULITA’, il giorno che ho visto la Sindone a Torino ho notato un elemento chiave che indica proprio la stessa è un FALSO. Questo non ha scosso la mia fede e il mio credo, bensì come si fa a proporla ai fedeli come vera !!!!!
    E’ davanti gli occhi di tutti e ci sono voluti i test al Carbonio per dire che è falsa? Io l’ho visto con i miei occhi che è falsa. E’ davanti gli occhi di tutti, basta avere un minimo di attenzione.

  • jack

    Ma perchè vi agitate tanto a dire che è falsa? Il sudario di un uomo non è certo la prova che questi sia stato un essere divino.
    E poi non capisco che ci c’è di strano. Se era il capo di una comunità, è normale che i suoi discendenti abbiano tramandato il suo sudario di generazione in generazione custodendolo gelosamente.
    Ahahah forse tra 2000 anni non crederemo che la salma di Lenin sia vera.
    Poi, per la datazione, ne ha passate così tante……
    E, inoltre, datazione a parte, ogni altro caratteristica del lenzuolo è totalmente coerente, e non è una cosa da trattare sottogamba, credetemi ho passato giorni a studiarmela.

  • mattia

    se un alieno ci chiedesse di spiegargli cosa è questo lenzuolo, saremmo in grado di comunicargli informazioni utili ?

  • Fiorenzo

    La scienza dice, la religione dice. Ma cosa dicono? La verità nessuno la possiede ne la scienza ne la religione. Andiamo a vedere le bufale scientifiche? Ne troveremo a valenghe. Le bufale religiose? Tutti conosciamo le malefatte della chiesa.
    Mi chiedo? Eppure nell’universo l’intelligenza esiste, noi sembriamo di una forma di intelligenza. Questa intelligenza è nata solo con l’uomo? L’universo è pregnato dal caos, non perché il caso ha FATTO ma perché il caos permetteva di ottenere il massimo con il minimo sforzo. Rendere la fantasia del “ci provo e vedrò quante cose succedono” è la massima espressione di una intelligenza piena del fare.

  • Elle

    “Il sudario di un uomo non è certo la prova che questi sia stato un essere divino.”

    Giusto.

    “Se era il capo di una comunità, è normale che i suoi discendenti abbiano tramandato il suo sudario di generazione in generazione custodendolo gelosamente.”

    Il fatto è che di questo non abbiamo alcuna prova.

    “E, inoltre, datazione a parte, ogni altro caratteristica del lenzuolo è totalmente coerente.”

    Sono al corrente di diverse incongruenze, a dire il vero.

    “Poi, per la datazione, ne ha passate così tante……”

    Ne ha “passate tante” solo perché molti non accettano che quello non possa essere un sudario di 2000 anni fa. Se si fosse trattato di un qualsiasi altro reperto archeologico tutti se ne sarebbero stati buoni. Che io sappia, ogni tentativo di screditare la radiodatazione al c14 non ha fornito prove capaci di rimettere seriamente in discussione il risultato portato dai tre laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo.

  • Fiorenzo

    Se qualcuno considera la scienza pura e senza peccato credo sia un’illuso, la storiane è piena di fatti supportati dalla scienza ma smentiti dai fatti.

  • Elle

    Ok, ma questo c’entra perché…?

    Chi dice che non ci siano stati casi di frodi intenzionali? L’importante è non utilizzare dei casi isolati per screditare il metodo scientifico. Che permette, tra l’altro, di mettere in risalto le frodi stesse affinche esse siano accantonate, come è giusto che sia.

  • Fiorenzo

    Nessno vuole contestare il metodo scientifico, per quello che conosco nulla è eterno, nemmeno le verità scientifiche.

  • Elle

    Ovvio. La forza della scienza sta proprio nel fatto di essere continuamente soggetta a perfezionamenti e revisioni all’ emergere di nuovi dati. Altrimenti sarebbe una professione di fede.

  • Fiorenzo

    Sarà che sono un po datato mi è rimasta una concezione della scienza del secolo scorso e di quelli precedenti, pura, limpida senza immensi interessi. Allora ci credevo, ora un po meno.

  • Aristarco

    Gli interessi – in ambito scientifico – erano presenti ieri, sono presenti oggi e saranno presenti domani.

    L’ importante è che gli interessi non siano nascosti, ma trasparenti.

    In generale, arrivo quasi a essere più sereno quando – dietro a una ricerca scientifica impegnativa – leggo un dettagliato conflitto di interessi messo in bella vista e relativo sia agli Autori che al finanziamento della ricerca, rispetto a quando non ritrovo alcuna citazione su potenziali conflitti di interesse.

  • Fiorenzo

    Se qualcuno ha scoperto se è nato prima l’uovo o la gallina me lo faccia sapere. Sono anni che la scienza mi prende per i fondelli, ne ho persino la nausea. SI LO AMETTO NON SONO MAI RIUSCITO A CAPIRE UN CONCETTO SENSATO DELLA HACK; PROBABILMENTE E’ QUESTO CHE PREGIUDICA LA MIA ORMAI SCARSA ATTITUDINE A PRENDERE PER ORO COLATO LA SCIENZA?

  • viator

    La scienza non si prende per oro colato, altrimenti sarebbe religione.
    Al massimo ci si fida,
    per esempio se devo curarmi un tumore mi fido più della scienza medica che di una “cura omeopatica miracolosa”.

  • Fiorenzo

    APPUNTO NEMMENO LA SCIENZA DEVE ESSERE UNA RELIGIONE. QUELLO CHE NON MI PIACE NELLA SCIENZA E’ CHE PUR NON CON COSCENDO CHE UNA MINIMA PARTE DEI FENOMENI PROBABILI NELL’UNIVERSO, SIA SFACCIATAMENTE IPOCRITA. PRIMA DI AFFERMARE CHE UN QUALSIASI FENOMENO NON SIA POSSIBILE CHE POSSA VERIFICARSI DEVE AMMETTERE CHE UNA INTELLIGENZA POSSA ESSERSI ROTTO LE PALLE DI METTERE I PUNTI E LE VIRGOLE PER POTER VERIFICARE L’ESISTENZA O NO DI UN ESSERE CREATORE. MI DIRAI CHE NON HO SEGUITO UN SENSO LOGICO NELLA SCRITTURA, UN LETTERATO MI DAREBBE 4 O FORSE 2 PER CIO’ CHE HO SCRITTO. EPPURE, TI ASSICURO CHE ESISTO, LO VUOI METTERE IN DISCUSSIONE PER GLI ERRORI GRAMMATICALI?

  • Elle

    Fiorenzo, ma qual è il problema? Prima di tutto non scrivere in maiuscolo che nel gergo della rete equivale ad urlare e può essere percepito come maleducazione. Scienza ipocrita? La scienza fa delle ipotesi e formula delle teorie sulla base dei dati a sua disposizione. Se non vi sono elementi per formulare una ipotesi, anche se desiderata, questa non viene avanzata. Sul fatto che un Dio creatore che potrebbe esistere ma viene erroneamente scartato perché “si stanca di mettere i punti e le virgole”… Allora sarebbe erroneo anche escludere la possibilità dell’esistenza di unicorni invisibili, perché magari questi non si prendono la briga di essere invisibili. Stessa logica…

  • Elle

    Correzione:”Non si prendono la briga di rendersi visibili.”

  • viator

    Florenzo, perdonami ma non ho capito molto di ciò che hai urlato
    potresti spiegarti meglio?

    Pero provo a risponderti a quello che ho inteso:
    “MI DIRAI CHE NON HO SEGUITO UN SENSO LOGICO NELLA SCRITTURA, UN LETTERATO MI DAREBBE 4 O FORSE 2 PER CIO’ CHE HO SCRITTO. EPPURE, TI ASSICURO CHE ESISTO, LO VUOI METTERE IN DISCUSSIONE PER GLI ERRORI GRAMMATICALI?”

    Perchè dovrei mettere in dubbio la tua esistenza per gli errori grammaticali?
    al massimo metto in dubbio la tua conoscenza dell’italiano.

    “PRIMA DI AFFERMARE CHE UN QUALSIASI FENOMENO NON SIA POSSIBILE CHE POSSA VERIFICARSI DEVE AMMETTERE CHE UNA INTELLIGENZA POSSA ESSERSI ROTTO LE PALLE DI METTERE I PUNTI E LE VIRGOLE PER POTER VERIFICARE L’ESISTENZA O NO DI UN ESSERE CREATORE.”
    se con questo vuoi dire che non si può definire inesistente una cosa solo perchè non si rileva, allora su questo mi trovi d’accordo.
    Ma con questo ragionamento si potrebbe anche dire che gli unicorni esistono( come già detto da Elle).
    Anzi, c’è un ottimo esempio su questo:
    “Un drago nel mio garage” di Carl Sagan
    http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html

    “QUELLO CHE NON MI PIACE NELLA SCIENZA E’ CHE PUR NON CON COSCENDO CHE UNA MINIMA PARTE DEI FENOMENI PROBABILI NELL’UNIVERSO, SIA SFACCIATAMENTE IPOCRITA.”
    Questo è il passaggio che non ho capito
    puoi riformularlo?

  • Fiorenzo

    La scienza ammette che sono possibili in altri mondi l’esistenza degli unicorni, o forse sbaglio? Chi può affermare che non esistano? Tu sei uno di quelli? Dimostramelo? Se nell’universo esiste l’intelligenza umana, UN PO COGLIONA IN MOLTI CASI, è comunque certezza della sua presenza. Chi può dimostrare che 13miliardi di anni per la maggior parte ad esclusivo appannaggio della materia e del tempo possano negare la straordinaria presenza di un’intelligenza che se ne frega del comune mortale saturo di vip(veramente inutili personaggi) da non sprecare il proprio importante e limitato tempo per guardarsi all’interno di se, molto più importante ma talmente maltrattato da essere ormai una cloaca inservibile.

  • Fiorenzo

    UAAR, ho provato a parlare con loro o sei con loro o ti chiudono il dibattito senza più farti entrare, personaggi scialbi se non ammettono la grande potenza sviluppatrice del contrasto verbale.

  • Fiorenzo

    “non scrivere in maiuscolo che nel gergo della rete equivale ad urlare e può essere percepito come maleducazione”.

    Sarà un mio personale modo di vedere la bellezza e l’armonia di un testo. PER ME E’ ORRENDO SCRIVERE IN MAIUSCOLO, MANCA DI CLASSE E SIGNORILITA’. DUE MODI DIVERSI DI PRESENTARSI. Per favore a rispondermi usate solo il minuscolo, il mio è uno dei tanti universi vaganti su questa piccola Terra odia le lettere maiuscole.

  • viator

    “La scienza ammette che sono possibili in altri mondi l’esistenza degli unicorni, o forse sbaglio? Chi può affermare che non esistano? Tu sei uno di quelli? Dimostramelo?”
    Se esistono non ci sono prove che interagiscano con questo mondo e quindi è come se non esistessero.

    “Chi può dimostrare che 13miliardi di anni per la maggior parte ad esclusivo appannaggio della materia e del tempo possano negare la straordinaria presenza di un’intelligenza che se ne frega del comune mortale saturo di vip”
    Se con questo volevi dire che “non si può provare che non esiste un’intelligenza che se ne frega degli uomini”, allora ti rispondo che ,per me, è vero; ma il problema è che non si può neanche provare che esista e se poi quest’entità non si interessa degli uomini allora perchè preoccuparcene?

    “UAAR, ho provato a parlare con loro o sei con loro o ti chiudono il dibattito senza più farti entrare, personaggi scialbi se non ammettono la grande potenza sviluppatrice del contrasto verbale.”
    Non ti ho chiesto di discutere con quelli di UAAR ( di cui, se vuoi saperlo, io non ne faccio parte) ma di leggere quello scritto nel link, chè è tratto da libro di carl sagan che con quelli dell’uaar non c’entra niente
    ti ho postato quel link perchè è il primo che ho trovato che lo riporta in italiano
    su vuoi ti do anche il link che non viene dall’uaar(ma è in inglese)
    http://bquot.com/79q

  • Fiorenzo

    GRAZIE “VIATOR” per la tua non invadenza nel pensiero altrui. HO SEMPRE AMATO LA SCIENZA, davvero. Rinunciavo alla mia paghetta settimanale, negli anni 60, per acquistare a fascicoli l’enciclopedia SCIENZE della FABBRI EDITORI così gelosamente custodita nella mia biblioteca. La mia vuole essere una provvocazione, questa società manca di stimoli, affermare che la scienza ormai è una pura illusione non vuole cancellare il progreso della scienza, VOGLIAMO SI O NO SPEDIRE A CASA DEGLI OPPORTUNISTI CHE SI SPACCIANO PER VENDITORI DI FUMO?

  • Ravecca Massimo

    La Sindone testimonia che Gesù e Leonardo avevono un volto simile. Cfr. Ebook di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. (amazon). Sinossi: Nessuno ha mai parlato come Gesù di Nazaret, disegnato come Leonardo da Vinci, scolpito come Michelangelo Buonarroti, scritto come Dante Alighieri, costruito come Filippo Brunelleschi, composto musiche come Johann Sebastian Bach. La principale tesi del libro è che l’elemento comune che li unisce è la ricorsività. Il moltiplicarsi dell’immagine di un oggetto posto tra due specchi piani paralleli è una tipica situazione ricorsiva. Effetto ottico che i geni, in vari modi, ricreano nelle loro opere. La ricorsività è legata all’intelligenza, e si ritrova nelle sue manifestazioni. Il Vangelo come non l’avete mai letto, le opere di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti come non le avete mai guardate. Gesù, Leonardo e Michelangelo ebbero un’intelligenza simile e simile fu anche il loro volto nella maturità. Le opere del Rinascimento viste come icone, la Sindone di Torino come un quadro rinascimentale. Nel disegno di copertina sulla sinistra il profilo di Leonardo, al centro il volto della Sindone di Torino, e a destra il profilo di Michelangelo.