L'esperimento più bello di sempre: il dualismo onda-particella
Scritto da Samuelenov 20
Ogni tanto scrivere un post che non interessa praticamente a nessuno e verrà letto al massimo da quattro nerd dà una certa soddisfazione.
In questo caso si raggiunge l’apoteosi con un argomento parecchio complesso che però ha un fascino enorme, per chi come me è interessato a capire qualcosa della fisica del XX secolo, ancora troppo giovane per essere compresa ed accettata da tutti ma già abbastanza vecchia per almeno fare un tentativo…
Ragionare sulla fisica quantistica significa ragionare sull’infinitamente piccolo, su di un mondo che funziona in modo completamente diverso da quello a cui siamo abituati, e di cui è impossibile capirne le basi usando la logica “classica” … e proprio questo è uno dei motivi per cui è così interessante!
La scusa per scrivere questo post mi arriva da physicsworld.com, che tempo fa ha stilato la classifica dei migliori esperimenti di fisica mai realizzati (link) a partire da Eratostene fino ai giorni nostri.
Nei primi 10 posti troviamo il mitico “pendolo di Foucault” (con un pendolo si è dimostrata la rotazione terrestre), il calcolo della massa della Terra (di cui ho parlato qui), la decomposizione del raggio solare tramite un prisma (Newton) e il famosissimo esperimento di Galileo delle sfere lanciate dalla torre di Pisa.

Bellezza matematica?
Inaspettatamente al primo posto troviamo un esperimento che pochi conoscono ma effettivamente per bellezza, semplicità e ripercussioni sulla storia della fisica probabilmente non ha eguali. Quest’esperimento è detto della “doppia fenditura” (double slit in inglese) e dimostra la duplice natura della luce, che si è rivelata essere allo stesso tempo un’onda e un insieme di particelle (i fotoni). Lo stesso incredibile risultato è stato poi raggiunto in seguito anche per la materia (il dualismo come vedremo vale anche per gli elettroni).
Secondo il celebre fisico Richard Feynman riflettendo attentamente su questo esperimento è possibile intuire tutta la meccanica quantistica.
Proviamoci senza formule e con un po’ di esempi.
Immaginiamo due schermi paralleli, il primo con due varchi sufficientemente grandi da far passare delle pallottole e il secondo su cui questi proiettili andranno a fermarsi. Sparando una pallottola alla volta contro il primo muro, otterremo dei risultati simili a quelli indicati nella prima immagine qui sotto: in corrispondenza alle aperture del primo schermo troveremo le pallottole bloccate sul secondo.
Siamo nell’ambito della fisica classica e del mondo che conosciamo, quindi niente di sorprendente.
Proviamo ora a colpire il primo muro con un getto d’acqua… dalle due fenditure vedremmo partire delle onde che vanno ad interferire l’una con l’altra, annullandosi in certi punti e moltiplicando la forza in altri, in base alla fase dell’onda, come si intuisce dalla figura qui sotto (cliccala per vedere il movimento delle onde):

A sinistra ci sono le due fenditure (i quadrati) mentre sulla destra è rappresentato il muro dove arrivano le onde, dopo aver interferito in modo da avere forza "nulla" dove i cerchi sono neri e un multiplo delle forze nei punti rossi.
Quindi il risultato ottenuto colpendo il muro con un’onda d’acqua è differente dal risultato ottenuto coi proiettili, si hanno tante bande e non solo due, come chiaro dalla seguene rappresentazione:
Fino a qui, niente di strano.
Ora però proviamo a fare lo stesso esperimento una terza volta, “sparando” degli elettroni uno ad uno verso due schermi identici a quelli usati per le pallottole (ovviamente con aperture più piccole per far passare le minuscole particelle), qual è il risultato? Qui c’è la vera sorpresa. Nonostante siano delle particelle, gli elettroni finiscono sul bersaglio in posizioni corrispondenti a quelle dal secondo esperimento, quindi come se gli elettroni fossero un’onda!
Vediamo l’immagine del risultato:
Com’è possibile?
Stiamo parlando di elettroni, cioè delle particelle con una massa ben definita, che vengono “sparate” una alla volta verso due aperture, com’e fanno ad interferire con se stesse come se fossero delle onde? Da quale delle due aperture passa l’elettrone? Per produrre l’interferenza, l’elettrone deve essere per forza un’onda e passare contemporaneamente dai due fori, ma come può una particella essere un’onda mentre attraversa lo schermo e poi tornare particella quando colpisce il bersaglio (eh sì, perchè vediamo i singoli elettroni colpire il secondo schermo uno ad uno, come più chiaro dall’immagine sotto!)?

Alcune immagini del "bersaglio" in diversi momenti. Si può analizzare l'arrivo del singolo elettrone e osservare l'auto-interferenza.
C’è qualche errore nell’esperimento?
No. Il vero errore nasce dal nostro modo di ragionare. Nel mondo quantistico gli elettroni, cioè la materia, sono allo stesso tempo sia onda che particella, e anche se questi concetti non sembrano compatibili, nel mondo dell’infinitamente piccolo (nel mondo quantistico appunto) essi sono due concetti complementari. Dobbiamo pensarli come due facce della stessa medaglia, più precisamente l’onda indica la probabilità che una particella si trovi in un punto.
Fino a quando l’elettrone non si rivela sul bersaglio esso non si trova mai in un punto preciso dello spazio, ma esiste in uno stato potenziale astratto descritto appunto dall’onda corrispondente, che si propaga ovviamente come un’onda e non secondo la traiettoria classica definita delle particelle. Una volta che l’elettrone arriva sul bersaglio rivela la sua essenza di particella e noi lo vediamo nella sua natura corpuscolare.
Questo è una delle tante appartenti illogicità della fisica quantistica, non spiegabile e non comprensibile usando le leggi a cui siamo abituati, ma assolutamente reale e ultradimostrata in mille esperimenti e anche da tantissime applicazioni pratiche che usiamo tutti i giorni… un esempio?
Le schede di memoria flash (quelle che usiamo nelle fotocamere e nelle chiavette USB) funzionano sfruttando proprio questa duplice natura degli elettroni, che non hanno una posizione definita ma solo una più probabile e una meno probabile in base alla sua funzione d’onda… Non entriamo in dettaglio, ma sfruttando questi effetti quantistici alcuni elettroni riescono a superare una barriera che secondo la logica classica sarebbe insuperabile, e ne rimangono intrappolati memorizzando il bit ’1′ dove necessario, salvando così i nostri dati (per informazioni, vedi Effetto tunnel).
Quindi con un esperimento dai risultati così semplici da osservare ma così incredibilmente straordinari nella loro apparente illogicità è stato possibile dimostrare la dualità di onda e particella della materia. Come se non bastasse usando un ulteriore semplice accorgimento si potrebbe proseguire parlando del principio di indeterminazione di Heisenberg, di cui scriverò prossimamente quando troverò tempo e voglia
.















38 commenti
Commento di Alessandro il 27 novembre 2009 alle 13:48
Grazie. Bellissimo articolo! Ben scritto e profondamente appassionato! Grazie mille
Commento di Close To Me il 4 dicembre 2009 alle 20:58
Molto interessante, anche per chi come me, non va tanto oltre la comprensione dell’esempio della mela per spiegare la gravità.
Premesso questo ti faccio due domande:
1 Perché è necessario effettuare l’esperimento attraverso due fenditure nel muro?
2 Nel caso dell’acqua, mi sembra ovvio che si comporti in maniera diversa essendo una sostanza allo stato liquido e quindi con un movimento a onde per sua “natura”.
Commento di ZaX il 6 dicembre 2009 alle 01:21
Ciao, grazie per il commento!
Rispondo subito alle domande:
1) L’esperimento è fatto su due fenditure perchè la “stranezza” del comportamento dell’elettrone si vede in questa situazione, perchè servono almeno due fenditure per vedere un’interferenza! Con una fenditura l’esperimento non sarebbe replicabile e con 3 o più sarebbe semplicemente più complesso.
2) infatti il compartamento dei proiettili e quello dell’acqua è perfettamente normale. La cosa strana è solo per gli elettroni, che sono chiaramente particelle ma hanno intereferenza come un’onda.
Ciao!
Commento di Close to me il 7 dicembre 2009 alle 13:52
Grazie a te per avermi risposto.
Approfitto della tua chiarezza per un’ ultima cosa: ma se per assurdo l’elettrone non dovesse mai colpire il bersaglio, la sua posizione non sarebbe “calcolabile”?
Commento di ZaX il 8 dicembre 2009 alle 19:31
La posizione dell’elettrone infatti non è calcolabile con precisione fino a quando finisce sul secondo bersaglio.
Si può dire con che probabilità si può trovare in un punto o in un altro, ma dove si trova “realmente” non lo sappiamo fino alla fine.
La probabilità di trovarsi in un punto piuttosto che in un altro è definita dalla funzione di Scrhodinger, se ti va di approfondire (ma è davvero complessa).
Commento di Close To Me il 8 dicembre 2009 alle 20:01
Ho presente l’esempio del gatto di scrhrodinger e direi che decisamente non ho gli strumenti per addentrarmi oltre…
Ma ti ringrazio: un po’ di esplorazione in terreni nuovi, ai miei neuroni non può che far bene!
Commento di Nurix il 22 dicembre 2009 alle 23:32
Bell’articolo, ho studiato da poco questo argomento e così mi è stato facile capirlo…
Tra gli esperimenti fisico/chimici più belli citerei quello della scoperta della carica dell’elettrone.
Commento di Ottavio il 1 gennaio 2010 alle 21:59
Non si può risolvere l’enigma del dualismo onda-particella se si è convinti che possano esistere dei cosidetti elettroni o fotoni che si proiettano in modo sgangherato in uno spazio immateriale.Secondo il parere di quell’ignorante quale ritengo essere,per risolvere l’enigma,occorre riprodurre la struttura sulla quale più probabilmente si potrebbe trasmettere un’azione meccanica anche laddove si ritiene possa esistere un vuoto assoluto.Se vuoi, potrei offrire in merito, un mio modesto contributo con una scoperta che ritengo abbastanza simpatica e costruttiva.
Commento di ZaX il 5 gennaio 2010 alle 00:48
Spara il contributo.
(Pur sapendo che sono quasi 100 anni che i migliori fisici al mondo ci ragionano su, Einstein per primo, senza risposte chiare)
Commento di Ottavio Pegolizzi il 5 gennaio 2010 alle 21:06
Non volermene a male,ma la mia offerta è
riservata solo a un singolo e non ad una comunità,quindi, onde evitare di finire al rogo perchè pecco troppo di ignoranza,
concedimi una sede più opportuna dove possa sentirmi a mio agio ed esporti serenamente il risultato del cosidetto
esperimento messo in atto.
Commento di ZaX il 5 gennaio 2010 alle 22:08
Ok, ti invio una mail.
Commento di Paolo Marani il 14 gennaio 2010 alle 16:48
5 nerds.. grazie ;o))
Bella l’idea del getto d’acqua per capire il funzionamento delle onde nella fenditura! Grazie per il post.
Commento di Mari il 15 gennaio 2010 alle 20:03
Non sono una nerd, ma ho appena preso un 8 tanto sudato in chimica. Complimenti mi hai fatto capire ciò che la mia prof di scienze cerca disperatamente di spiagare a me e ai miei compagni, tutti ignoranti appassionatamente (ovvero la scoperta di De Broglie se nn ricordo male).
Commento di silvia il 30 gennaio 2010 alle 17:23
Complimenti per la chiarezza e per l’iniziativa. Un esempio, direi, di divulgazione scientifica ottimale. Su una cosa però mi sentirei di dissentire: questi post sono davvero “interessanti”, nel senso che interessano ad un quantitativo sempre maggiore di persone. Una cosa positiva direi… complimenti ancora, a presto.
Commento di mario il 4 febbraio 2010 alle 11:10
complimenti!! finalmente penso di aver capito il dualismo degli elettroni…spero a questo punto che me lo chiedino all’esame!!!
Commento di cristiana il 17 febbraio 2010 alle 14:31
bravo, bello e ben scritto. sono un’autrice di libri per ragazzi popsso usare questo articolo dicendo autore etc negli esercizi che allego al mio libro che esce per la Fiera di torino ????
Grazie ciao attendo risposta
Commento di ZaX il 17 febbraio 2010 alle 14:46
Naturalmente puoi usare l’articolo come preferisci e se da qualche parte citi il blog sono contento!!
p.s. fammi sapere il titolo!
Commento di Niccolo` il 21 marzo 2010 alle 14:57
Ciao, bell’articolo, avrei un progetto per scuola, e vorrei citare il sito, pero` mi chiedono il nome dell’autore, mi puoi dire il tuo nome? anche via mail se ti va.
Commento di eli il 27 maggio 2010 alle 18:14
grazie mille per questo post che mi ha fatto finalmente CAPIRE… grazie.
Commento di gilgamesh52 il 26 giugno 2010 alle 20:56
Sto leggendo piano piano tutti i tuoi articoli che trovo invece molto ben scritti ed interessanti. Non capisco nulla di fisica quantistica ma leggendoti qualcosa invece riesco a comprendere. Grazie!
Commento di Manuela93 il 25 luglio 2010 alle 16:22
razie bellissimo articolo l’ho letto tutto ad un fiato molto molto volentieri….^___^….soprattutto xk io sn un appassionata di kimika…e questo argomento la tokka molto….
Commento di Davide il 23 agosto 2010 alle 01:57
Ciao, veramente bello e semplice questo post.
) che la differenza tra il caso dei proiettili ed il caso della luce sia da attribuirsi semplicemente ad un problema di rapporto dimensioni e direzione particella – larghezza delle due fessure.
Questo è un esperimento per dimostrare la dualità onda-particella che conoscevo da tempo.
Ma ben conoscendo questo principio in realtà non l’ho mai digerito, forse perché amo sempre dubitare di qualsiasi cosa.
Il motivo è presto detto.
Chissà perché mi sono sempre fatto l’idea (sicuramente fallace
Mi spiego meglio.
Nel caso dei proiettili la direzione di moto è perpendicolare al piano delle due fessure.
Nel caso della luce, essendo la fonte luminosa non coerente è omnidirezionale, quindi copre un raggio di 180 gradi rispetto al piano delle fessure.
Inoltre le dimensioni dei proiettili possono avere approssimativamente lo stesso ordine di grandezza della larghezza delle fessure.
La dimensione dei singoli fotoni od elettroni e di parecchi ordini di grandezza inferiore a quella appunto delle fessure.
Questo cosa comporta?
Semplicemente che la luce inciderà sulle fessure secondo angoli diversi, non solo perpendicolari, oltre che riflessa dalla superficie interna delle fessure secondo angoli da 0 a 180 gradi rispetto allo stesso piano.
E questo ovviamente provocherà lo schema stesso di interferenze che si osserva.
E tutto questo attribuendo semplicemente connotati di materia alle particelle.
Lo schema ottenuto è sì di tipo di interferenza ondulatoria, ma provocato da particelle e non da onde.
Non voglio con tutto questo buttare alle ortiche un secolo di esperimenti scientifici, non ho assolutissimamente una tale presunzione!
Semplicemente questa è una cosa che mi sono sempre chiesto da quando a scuola avevo letto la prima volta dell’esperimento per altro facilmente riproducibile.
Ringrazio comunque per lo spazio ed il tempo, e se poi finalmente riuscissi a “digerire” questa proprietà ne sarei oltremodo contento!
Commento di Samuele il 23 agosto 2010 alle 10:57
Ciao Davide, i dubbi vengono a tutti cercando di capire la fisica quantistica, anzi… come diceva Feynman “Chiunque crede di aver capito la meccanica quantistica non l’ha capita abbastanza da capire di non averla capita”.
Comunque sia, riguardo i tuoi dubbi, ovviamente la fenditura che viene usata negli esperimenti con le particelle di luce è estremamente piccola e non è la stessa di quella dei proiettili, altrimenti altro che fenditure, si vedrebbe solo una grande luce aldilà del primo ostacolo. Si parla di micrometri, prova questo sito per divertirti con le varie misurazioni:
http://qbx6.ltu.edu/s_schneider/physlets/main/doubleslitintensity.shtml
In ogni caso le fessure non fanno riflettere la luce, il fotone o passa o non passa (tieni conto che lo stesso esperimento funziona con gli elettroni, che di certo non rimbalzano sulle fenditure come potrebbe fare la luce con una superficie non assorbente).
Nel libro di Feynman “6 pezzi facili” ci sono alcuni tentativi di “fregare” le particelle modificando l’esperimento in vari modi, ti consiglio di darci un’occhiata, è molto interessante
Ciao!
Commento di toniq il 26 ottobre 2010 alle 06:30
grazie, Samuele ( appartengo a quelli che hanno studiato tanto greco e latino, ma che hanno una curiosità enorme per le scienze, di cui non capiscono un k**** , essendo cresciuti in un’epoca in cui solo le Belle Lettere connotavano la Vera Cultura)
Ho appena letto il libro di Greene “Universo elegante”, una accorata difesa della teoria delle stringhe, preceduta da un tentativo di spiegazione della meccanica quantistica . Naturalmente viene riportato anche l’esperimento da te spiegato qui , ma tu lo hai detto meglio.
Ora, tanto per ascoltare la controparte, sono passata a Smolin. Tu da che parte stai?
Commento di Samuele il 26 ottobre 2010 alle 17:56
Ciao toniq, sono ingegnere e non fisico, quindi le mie idee sulla teoria delle stringhe sono decisamente da profano…
Detto questo, proprio perchè sono ingegnere, mi piacciono le cose che hanno riscontro nella realtà e non le teorie matematiche molto belle ma impossibile da verificare.
Quindi quella delle stringhe (prima o poi farò un post a riguardo, ma prima devo finire di scrivere del bosone di higgs!) credo proprio che sia una strada sbagliata su cui gli scienziati stanno sbattendo la testa da ormai troppo tempo… e se il bosone di Higgs non si trovasse con i prossimi esperimenti al CERN una rivoluzione nel nostro modo di vedere il micromondo sarà assolutamente necessaria.
Vedremo!
Commento di Claudia H il 31 ottobre 2010 alle 18:44
Molto felice di aver trovato questo articolo e i vari commenti.
Grazie
Forse a qualcuno piace questo – lo trovo favoloso. Include il passo seguente: come si comportano gli elettroni che passano attraverso le 2 fessure, al momento che vengono osservati?
Ammetto che la sorpresa è grande quando si formano le onde malgrado siano particelle ma quello che succede quando vengono osservati — beh– ci si resta di stucco. VITA DAPERTUTTO mi veniva da pensare.
http://www.youtube.com/watch?v=DfPeprQ7oGc
Alla prossima
Commento di Ottavio il 9 novembre 2010 alle 23:25
Ciao,Samuele.Che ne pensi di questa modesta esperienza ?
http://www.youtube.com/watch?v=b-8UhrQHIyc
Commento di corrado morozzo il 9 aprile 2011 alle 09:28
anche io vorrei fare, tardivamente, i complimenti per l’articolo ed un commento o precisazione:
Quanto affermi che la fisica quantistica non è comprensibile utilizzando le leggi della fisica, forse dovresti aggiungere che le leggi della fisica sono solo delle “sintesi” di un mondo naturale altrimenti complesso.
Un mondo naturale e complesso che a forza di sentirsi sintetizzato si ribella e vuole tornare ad essere naturale e complesso.
Per esempio, lo stesso dualismo onda/particella potremmo trovarlo in un semplice organismo che dimostra un comportamento unitario (il corpo che possiamo riconoscere e anche misurare) ma che dipende anche da un complesso sistema di relazioni con il proprio ambiente, (che possiamo misurare come fattore d’onda) e ritroviamo il fattore di indeterminazione di Heisenberg, perché non potremmo mai “misurare” allo stesso tempo sia la componente fisica dell’organismo e la sua componente relazionale.
Una componente relazionale, detto per inciso, che riuscendo a mantenere l’organismo in equilibrio con l’ambiente non potrebbe mai essere “direttamente” misurata in quanto a somma zero, la sua misura può solo essere evidenziata nella dinamica che produce nelle relazioni con altri organismi dovendo continuamente ristabilire la perdita di l’equilibrio.
una dinamica o dialettica che coinvolge in un eggetto a catena (onda) tutti gli altri organismi che devono, anche loro, mantenere il proprio equilibrio interno ed insieme devono anche mantenere un equilibrio più generale (teoria dei campi) nulla di più, nulla di meno di quanto non avvenga in un ecosistema.
Io trovo la fisica quantistica perfettamente logica perché riflette la complessità della natura, mentre trovo illogico pretendere di poter spiegare la natura con dei modelli matematici (le leggi della meccanica) che per la loro caratteristica si devono fermare di fronte ad una situazione complessa, dialettica e, per di più, evolutiva.
corrado
Commento di Gian Luigi il 3 agosto 2011 alle 21:27
Concordo, è il più bell’esperimento mai fatto, ma non lo hai raccontato tutto, mancala parte sull’entaglement, che è la parte più strabiliante che senbra sfidare ogni logica, esperienza e legge della fisica stessa.
- entaglement, parola inglese traducibile con il termine di “intreccio-non-separabile” ma che sta anche a significare “situazione imbarazzante”-
la situazione diventa ancora più interessante nell’esperimento c.d. “a scelta ritardata” dove le conclusioni sono ancora più incredibili.
http://it.wikipedia.org/wiki/Lente_gravitazionale
Commento di Gian Luigi il 3 agosto 2011 alle 21:40
Come non detto !! non avevo letto l’articolo sull’entaglement !! scusa…
PS ma quei due ci sono o ci fanno ?
come fai a sopportarli, c’è un limite a tutto!!
Commento di Gian Luigi il 4 agosto 2011 alle 09:49
non ricordo chi l’aveva detto “non discutere con un cretino ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza”
Commento di mxhilbert il 9 agosto 2011 alle 14:18
Tanti complimenti per l’articolo. Questa parte di fisica è sicuramente la più affascinante per chi possiede solo un diploma e non approfondisce gli studi all’università. Purtroppo spesso non si fa in tempo al liceo a svolgere questi argomenti, anche se temi come la caduta del determinismo scientifico e il dualismo onda particella sono davvero interessanti, perchè vanno contro il senso comune.
Commento di Samuele il 10 agosto 2011 alle 01:33
@Gian Luigi: hai ragione, ho sopportato fin troppo! (infatti ora blocco i loro commenti di default)
@mxhilbert: concordo, la fisica quantistica è fantastica e cercare di comprenderla è un dovere per tutti quelli che amano la scienza.
Capirla e cercare di spiegarla in modo semplice è ancora più complesso ma interessante, io ci provo col mio blog.
Post in arrivo: il principio di indeterminazione di Heisenberg (un bel mattoncino!)
Commento di Vincenzo Afferrante il 10 settembre 2011 alle 20:29
Sono uno dei quattro nerd che legge il tuo articolo! Comunque, scherzi a parte, trovo fantastico il tuo blog, che ho scoperto grazie a un tweet di Wired, che citava il caso boiron. In particolare, essendo appassionato di fisica, un articolo sulla meccanica quantistica mi ha fatto molto piacere. E’ interessante anche come essa sia una materia oscura in quasi tutti i licei d’italia… infatti mi ritrovavo quasi a fare lezioni ai professori. Lasciando perdere le mie considerazioni liceali, mi farebbe piacere sentire una tua opinione spassionata sulla teoria del tutto e sul dilemma della gravitazione quantistica. Infine, complimenti per l’ottimo articolo
Vincenzo
Commento di valentina il 28 settembre 2011 alle 05:48
e’ sempre stato anche il mio esperimento preferito… una vera folgorazione quando quel pazzo di Bonifacio l’ha spiegata per la prima volta la corso di fisica teorica
Commento di angelo il 8 ottobre 2011 alle 03:04
E’ davvero affascinante la via della meccanica quantistica per ragionare dell’esistente, strumento tra i più raffinati che l’uomo adotta per rendere più comprensibile il suo neonato “percorso”, tutto questo ha il sapore stoico dell’impresa pionieristica del cercare e parimenti scoprire ogni volta un granello in piu per ogni esperimento ripetibile, quale sia la dinamica o le dinamiche che costituiscono il “mondo” delle nostre percezioni della dimensione nella quale esistiamo credo rimarrà in eterno un mistero ma il fatto di cominciare a comprendere o quanto meno a stupirci della molteplice natura della materia-energia, tra i due termini c’è solo un confine arbitrario, potrebbe essere un fatto di per se rivoluzionario dal punto di vista scientifico e lo è da svariati lustri se non da millenni ma lo sarebbe di più se facesse riflettere sulla sconvolgente meraviglia di cui siamo parte.
La domanda è come possono coesistere la voglia di scoprire che cosa “siamo” e quali sono le leggi ci governano o come direbbe Leon Lederman scoprire “i mattoni di dio” quando parlava dei neutrini come la probabile particella indivisibile con la volgarità delle organizzazioni che con metodo decidono di distruggere per mero profitto economico tutto quello per cui altri cercano di capirne le più profonde dinamiche? può la scienza rimanere subordinata a tali atteggiamenti anti umani e anti scientifici? a cosa serve conosciere la natura ambivalente del fotone se nella stanza accanto si progetta una guerra? sipotrebbe quasi pensare che la rivoluzione scientifica non sia stata incisiva (ancora)nell’evoluzione umana.
Credo di essere uscito un poco fuori dalla discussione …ma anche no visto che l’articolo è stato così sinteticamente esaustivo almeno per quella che è la mia conoscenza dell’argomento non sono certo un fisico ma solo un curioso.
Pingback di Il principio di indeterminazione di Heisenberg :B-log(0) il 2 gennaio 2012 alle 10:55
[...] già parlato del meraviglioso esperimento delle due fessure, grazie al quale si è dimostrato che le particelle (gli elettroni nel nostro esempio) hanno una [...]
Commento di flavio il 30 gennaio 2012 alle 19:03
è bello vedere come la mente umana superi i limiti imposti dai propri sensi. misurare ciò che l’occhio non vede e la mano non raggiunge. sembra quasi che la materia sia una sorta di mortificazione dell’energia. preferisco l’elettrone quando si comporta da onda piuttosto che da banale proiettile dotato di massa equivalente. cmq, grazie per questa bella spiegazione.