Sfottere chi se lo merita

Alcuni mi fanno notare che nei miei articoli a volte sono un po’ troppo duro, cattivo ed eccessivamente ironico contro le idee e le posizioni di chi non la pensa come me.

Può essere…

Anzi è proprio così, è una scelta “stilistica”, un modo per essere un po’ meno noioso e più frizzante in modo che il lettore riesca a leggere fino in fondo senza doversi per forza immergersi in una lettura forse interessante ma lenta, didascalica e poco incisiva.

Ad esempio, il titolo qua sopra… è un po’ esagerato ma se avessi titolato “Informare con serietà o con seriosità?” metà di voi non avrebbe nemmeno cliccato. Ed è un peccato, perchè questo secondo titolo sarebbe stato molto più corretto: io cerco di scrivere cose SERIE (nel senso di ragionare senza impulsi e prendersi le proprie responsabilità) ma senza essere SERIOSO (ostentare serietà, darsi un tono, usare lessico e stile forbito).

MozziLive

Dottor Mozzi con un magnifico cappellino di una squadra NBA :-)

A volte eccedere in ironia può sembrare poco professionale, ad esempio molti si sono offesi per le battute sull’anzianità del dottor Mozzi, che propone diete miracolose ma poi dimostra 10 anni in più della sua verà età (ah, l’ho visto di persona pochi giorni fa, era attorniato da un nugolo di “credenti” in adorazione, che personaggio… vedi foto). A parte gli insulti a volte si rischia anche la denuncia per una battuta di troppo (il caso Boiron insegna), ma fare il compitino preciso non porta al risultato sperato: farsi leggere e creare una discussione viva tra più persone che la pensano diversamente.

A questo proposito, copio/incollo degli spezzoni da un bell’articolo del sempre bravissimo Bressanini (blogger di Le Scienze).
Anche lui, nelle mie condizioni (con moooolti lettori in più, naturalmente), preferisce restare ironico accettando che qualcuno possa risentirsi al punto tale da non ascoltare più le ragioni di chi scrive (le sue parole in corsivo, io concludo in fondo):

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Casualmente il 7 gennaio ero a Parigi e casualmente proprio alle 11:30 giravo per la bellissima Place de Vosges osservando lo splendore di quella incredibile città.

A 500 metri in linea d’aria da dove mi trovavo, 3 terroristi hanno aperto il fuoco e ucciso 12 persone perchè lavoravano ad una rivista “blasfema”: Charlie Hebdo.

vignetta charlieHebdo

Una delle ultimissime vignette di Charlie Hebdo… «Ancora nessun attentato in Francia» «Un attimo. Abbiamo ancora fino alla fine di gennaio per venire a farvi gli auguri».

Charlie Hebdo è un giornale anarchico, blasfemo ed irresponsabile, come recita orgogliosamente il sottotitolo del settimanale, e proprio il suo essere una scheggia impazzita di libertà di opinione lo rendeva così speciale.

Oggi tutti “sono Charlie”, ma in Italia una rivista del genere non è nemmeno lontanamente concepibile. Charlie Hebdo è stata portata in tribunale 12 volte da associazioni cristiane e poteva continuare a uscire in edicola solo in un paese come la Francia, dove la religione è considerata “un’opinione” e quindi non può esistere il reato di attacco alle opinioni, per quanto sguaiato e volgare esso sia.

Come diceva nel 2013 il caporedattore di Charlie “il sacrilegio non è un delitto, e nemmeno la blasfemia, mentre le affermazioni razziste contro un gruppo lo sono”, quindi onore a Charlie e alla sua libertà, che è anche quella della democrazia.

Pubblico un estratto dell’intervista al caporedattore di Charlie Hebdo Gérard Biard uscita nel 2013 su Micromega (link all’intervista completa):

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C’è posta per me da… madbid.com

Puntuale come la morte, dopo i vari articoli contro le aste online che ho scritto nei mesi passati, ecco arrivare messaggi facebook ed e-mail direttamente dall’azienda in questione, sia dalla sede inglese che da quella italiana.

c'è posta per te da... MadbidIl contenuto è sempre lo stesso “bla bla bla, la diffamazione é un reato in Italia, bla bla bla, é nostro interesse tutelare la nostra reputazione in tutti i Paesi in cui operiamo, bla bla bla, eliminare con effetto immediato qualunque riferimento/allusione/affermazione di carattere offensivo e diffamatorio nei confronti del brand MadBid.com dal Suo blog, e dalla pagina Facebook da Lei creata e amministrata”,

Un po’ me l’aspettavo, visto che cercando madbid su google.it la mia pagina esce prima di quella di wikipedia, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso penso che sia stata l’interrogazione parlamentare che ha messo madbid sotto i riflettori del governo (ne ho parlato qui).

Ora, bisogna ammettere che madbid rispetto a tanti altri siti di aste online ha modificato il regolamento diminuendo notevolmente la possibilità di venire raggirati dal meccanismo di gioco. Ci sono altri siti nettamente peggiori e nettamente più pericolosi. Rimane il fatto che madbid è il più famoso a livello mondiale, e le sue pubblicità si possono trovare ancora dappertutto, è e rimane il leader europeo in questo settore, quindi non può che essere il primo destinatario delle critiche.

In risposta alle critiche di truffa sono state fatte alcune modifiche al gioco tra cui il “Compra Ora” e lo “Sconto Guadagnato”, una modalità per cui si può usare il credito “investito” nelle aste per acquistare dei prodotti su madbid.com… il prezzo è piuttosto alto (si trova moooolto di meglio nei siti di ecommerce online), ma almeno i vostri 50 euro buttati via in aste possono essere usati per comprare qualcosa.

A parte queste utili modifiche rimangono grandissimi rischi per l’utente che non sta super-attento ai vincoli contrattuali che accetta registrandosi al sito e non bloccando funzionalità quali “Ricarica rapida”, che preleva automaticamente soldi dal conto corrente se finiscono i soldi usati su madbid.

Le pubblicità continuano ad essere ingannevoli, al lettore sembra davvero che sia possibile comprare un oggetto di grande valore a pochi euro, perchè si parla esplicitamente di “aste” e nelle aste chi perde… non paga nulla! Mentre con madbid.com sappiamo benissimo che si possono perdere decine e decine di euro in pochissimo tempo, se ci si lascia prendere dal gioco.

Inoltre a madbid.com manca un attestato di conformità della propria piattaforma di gioco fatto da AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) che certificherebbe il corretto funzionamento del sistema software (chi ci assicura che le aste non siano pilotate?).

madbid2Ultimo ma non meno importante: moltissimi utenti si lamentano di non aver mai ricevuto il premio che sono riusciti a vincere e molti altri lamentano ritardi di mesi nelle consegne… anche il Guardian inglese ultimamente sta mettendo in guardia i propri lettori sulle aste online e nello specifico su madbid.com

Forse non saremo di fronte ad una “truffa”, ma sicuramente stiamo parlando di un sito di gioco d’azzardo poco limpido e poco raccomandabile, continuo a raccomandarvi di starne lontani!

Allego qua sotto l’email ricevuta da madbid, come da loro richiesta:

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La teoria della montagna di merda

Rubo da questo sito un’interessante argomentazione contro il perdere tempo su Internet cercando di far prevalere la verità e la razionalità di fronte … alla montagna di merda che la gggente spalma instancabilmente dappertutto e senza sosta.

Non sono completamente daccordo con lui (creare delle oasi di conoscenza in mezzo al deserto di merda non è inutile), ma confesso che spesso mi trovo a pensare che Internet stia peggiorando e non migliorando il mondo, come speravo ingenuamente anni fa.

Continuare a cercare di approfondire e comprendere è SEMPRE giusto, ma divulgare le tue conoscenze e i risultati dei tuoi approfondimenti, perdendo un sacco di tempo, ha ancora un senso o dobbiamo rassegnarci alla sconfitta?

someoneIsWrong

Buona lettura

Scritto da Uriel Fanelli di keinpfusch.net

Dunque, partiamo da un’ipotesi di lavoro.

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