Nomi e cognomi

Dieci/quindici anni fa ero convinto che Internet avrebbe migliorato considerevolmente la società e la democrazia, rendendo disponibile a tutti una mole incredibile di informazioni facilmente reperibili e totalmente gratuite. Questo avrebbe significato più conoscenza, più cultura, e quindi maggior spirito critico sia nella vita di tutti i giorni che nelle questioni politiche e quindi, va da sè, nel voto alle elezioni.

Ero maledettamente ottimista.

Internet è uno strumento, e come tale lo si può usare benissimo o malissimo.

Da quando TUTTI hanno avuto accesso al web tramite smartphone Internet è diventato sempre più un porcile. I quotidiani rilanciano quasi esclusivamente notizie-scoop fatte di nulla e senza alcun approfondimento. Siti web anche importanti cavalcano i click della gente con l’unico scopo di raccogliere fondi dalle pubblicità (beppegrillo, il fatto quotidiano, libero… per citarne alcuni clamorosi). Sui social network è un susseguirsi di insulti, bufale, gattini e cazzate condivise all’impazzata.

Ecco i nuovi mostri, ignoranti, pieni di odio ma (spesso) amanti degli animali, così teneeeeri

Ecco i nuovi mostri, ignoranti, pieni di odio ma (spesso) amanti degli animali, così teneeeeri

Arriviamo al punto.

In pagine come quelle dei quotidiani di destra o dei supporter della Lega Nord il porcile ha raggiunto livelli di puzza INACCETTABILI.

Lungi da me vietare la libertà di espressione, ma certi commenti a fatti di cronaca raggiungono livelli di violenza e turpiloquio indegni anche di un facinoroso di ultra-destra. Il dramma è che a scrivere sono pensionate, operai, medici, insomma… il tuo vicino di casa.

È ora di reagire.

C’è un sito che ha iniziato a raccogliere esempi di queste esternazioni violente e razziste, affiancando lo status di facebook che inneggia a bruciare gli zinagri con il nome e cognome e link della persona che ha scritto quelle frasi.

Nulla è stato rubato, sono tutte informazioni prese da facebook o twitter. Sono quindi parole pubbliche riportate fedelmente a fianco di informazioni pubbliche, a futura memoria.

Il sito è www.chebellapersona.com e la sua pagina facebook è qui

Un esempio?

Negli ultimi giorni ha fatto scalpore la signora Eleonora Bragagnolo che ha scritto questo:

Un altro esempio viene da una donna, che ha studiato medicina e vive all’estero e scrive, riferendosi ai bambini musulmani:

Nomi-cognomi.

La privacy? Ci hanno rinunciato scrivendo sotto post pubblici. Ora è tardi.

Come dice il sito:

La speranza è che qualche datore di lavoro possa passare di qui prima di assumerli, la speranza è che una ragazza cerchi online il nome del suo corteggiatore e finisca su questo sito, la speranza è che i nipoti leggano cosa scrive lo zio che sembra così buono quando li accompagna all’oratorio ma poi vorrebbe uccidere tutti gli stranieri.

Avete tutto il mio appoggio.

Non c’è niente da fare.

Ormai è una certezza matematica: ogni 2-3 anni state certi che spunterà una notizia a favore di una delle tante magiche “cure sperimentali” iper-innovative che danno enormi successi a basso costo e senza alcun effetto collaterale. Naturalmente questa cura magica sarà malvista dalla comunità scientifica notoriamente collusa con le multinazionali di Big-Pharma, la massoneria e Darth Vader.

Darth Vader che porta via dalla biblioteca i libri di pseudo-scienza

Darth Vader porta via dalla biblioteca i libri di pseudo-scienza come da accordi con Big Pharma

Una di queste magiche terapie è il metodo Di Bella (MDB) per curare i tumori.

Come molti ricorderanno Di Bella sollevò un polverone incredibile in Italia nel 1997-98 per poi finire nel dimenticatoio una volta terminata la sperimentazione ufficiale che diede risultati nettamente negativi ponendo la parola fine a questa terapia alternativa.

Almeno, questo è quello che si pensava e sperava.

Purtroppo però con i tumori la medicina “ufficiale” è ancora lontana da trovare una terapia che possa dare risultati pienamente soddisfacenti (anche se i miglioramenti ci sono stati e le recenti ricerche sono molto promettenti). La mancanza di una cura ad alta efficacia porta inevitabilmente la popolazione a cercare altrove una cura miracolosa che possa guarire sè o un proprio parente/amico quando capita di trovarsi in queste situazioni particolarmente difficili, situazioni in cui spesso la scienza moderna alza le mani e ammette la sconfitta, a volte senza nemmeno dare una benchè minima speranza di guarigione.

Purtroppo a corredo di questa già complicata situazione, ci si mette sempre qualche giornalista stronzo o ignorante che decide di cavalcare le aspettative dei propri lettori sollevando false speranze su cure fuori dall’ordinario, a prescindere dalla loro reale efficacia (vedi “Le Iene” con Stamina).

Detto questo, come mai ne parliamo ancora oggi?

Beh, se uno si fida dei giornali, pare che ci sia stata una guarigione in mezzo al mucchio di persone che, privatamente, si fanno curare con il metodo Di Bella (sì si può fare ma no, non vengono sovvenzionati dallo Stato… e ci mancherebbe).

Molto interessante! Quindi qualcuno è guarito tra le centinaia di persone che si affidano ai Di Bella (il padre-scienziato è morto, ora rimangono i figli e le loro capacità di marketing…), cosa dovrebbe fare un giornale serio una volta venuto a conoscenza della notizia? Beh, prima di tutto verificarla (eh sì, perchè si tratta di una bufala come ammette lo stesso Adolfo Di Bella: link).

Ma mettiamo che questa guarigione ci fosse stata veramente. Può capitare. C’è gente che guariva con le sanguisughe, pensate un po’.

Un giornale serio avrebbe dovuto controllare le statistiche sull’effettivo numero di guarigioni per malato. Poi avrebbe dovuto verificare cosa è stato somministrato e come, cercando di capire le motivazioni del successo. Avrebbe dovuto leggersi un po’ di documentazione scientifica a riguardo, o almeno chiedere a chi ne capisce di più. Non mi sembra tanto difficile, dopotutto è quello che faccio anche io prima di scrivere un fottuto articolo di un blog!

Ovviamente non è successo nulla di tutto questo. Ecco allora vari giornali online e offline che pubblicano una totale sciocchezza: Veronesi dà ragione al metodo Di Bella” (la bufala parlava anche della Fondazione Veronesi che dava atto al MDB di aver guarito una persona).

Naturalmente una volta accesa la miccia mezza facebook ha ricondiviso acriticamente questa sciocchezza creando una leggenda metropolitana difficile da estirpare, perchè naturamente la smentita non avrà MAI nemmeno lontanamente lo stesso pubblico della notizia principale.

Come se non bastassero i giornalisti idioti e gli utenti di facebook idioti, ecco arrivare puntuale il politico idiota (Beppe Grillo) che poco tempo fa ha concesso ampio spazio al figlio di Di Bella che ovviamente soffia sul fuoco e urla al mega-complotto (cito “ci sono ordinari di cattedra di oncologia che sanno che la cura funziona, ma non lo possono dire”).

Sull’argomento ne hanno già scritto tanti e hanno scritto bene, io aggiungo questo ulteriore articolo solo per amplificare la portata della verità, visto che esistono DECINE di siti che cercano ancora di convincere la gente malata di tumore ad affidarsi a metodi poco raccomandabili tra cui quello di Di Bella.

Prima di entrare nel dettaglio, cito alcuni articoli molto ben fatti in cui approfondire, se avete tempo e voglia:

Info sulla bufala riguardo a Veronesi che dà ragione a Di Bella (by Butac)

Dettagliata analisi di tutta la storia del metodo Di Bella (by Medbunker)

Veniamo al dunque, brevemente:

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Sfottere chi se lo merita

Alcuni mi fanno notare che nei miei articoli a volte sono un po’ troppo duro, cattivo ed eccessivamente ironico contro le idee e le posizioni di chi non la pensa come me.

Può essere…

Anzi è proprio così, è una scelta “stilistica”, un modo per essere un po’ meno noioso e più frizzante in modo che il lettore riesca a leggere fino in fondo senza doversi per forza immergersi in una lettura forse interessante ma lenta, didascalica e poco incisiva.

Ad esempio, il titolo qua sopra… è un po’ esagerato ma se avessi titolato “Informare con serietà o con seriosità?” metà di voi non avrebbe nemmeno cliccato. Ed è un peccato, perchè questo secondo titolo sarebbe stato molto più corretto: io cerco di scrivere cose SERIE (nel senso di ragionare senza impulsi e prendersi le proprie responsabilità) ma senza essere SERIOSO (ostentare serietà, darsi un tono, usare lessico e stile forbito).

MozziLive

Dottor Mozzi con un magnifico cappellino di una squadra NBA :-)

A volte eccedere in ironia può sembrare poco professionale, ad esempio molti si sono offesi per le battute sull’anzianità del dottor Mozzi, che propone diete miracolose ma poi dimostra 10 anni in più della sua verà età (ah, l’ho visto di persona pochi giorni fa, era attorniato da un nugolo di “credenti” in adorazione, che personaggio… vedi foto). A parte gli insulti a volte si rischia anche la denuncia per una battuta di troppo (il caso Boiron insegna), ma fare il compitino preciso non porta al risultato sperato: farsi leggere e creare una discussione viva tra più persone che la pensano diversamente.

A questo proposito, copio/incollo degli spezzoni da un bell’articolo del sempre bravissimo Bressanini (blogger di Le Scienze).
Anche lui, nelle mie condizioni (con moooolti lettori in più, naturalmente), preferisce restare ironico accettando che qualcuno possa risentirsi al punto tale da non ascoltare più le ragioni di chi scrive (le sue parole in corsivo, io concludo in fondo):

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Casualmente il 7 gennaio ero a Parigi e casualmente proprio alle 11:30 giravo per la bellissima Place de Vosges osservando lo splendore di quella incredibile città.

A 500 metri in linea d’aria da dove mi trovavo, 3 terroristi hanno aperto il fuoco e ucciso 12 persone perchè lavoravano ad una rivista “blasfema”: Charlie Hebdo.

vignetta charlieHebdo

Una delle ultimissime vignette di Charlie Hebdo… «Ancora nessun attentato in Francia» «Un attimo. Abbiamo ancora fino alla fine di gennaio per venire a farvi gli auguri».

Charlie Hebdo è un giornale anarchico, blasfemo ed irresponsabile, come recita orgogliosamente il sottotitolo del settimanale, e proprio il suo essere una scheggia impazzita di libertà di opinione lo rendeva così speciale.

Oggi tutti “sono Charlie”, ma in Italia una rivista del genere non è nemmeno lontanamente concepibile. Charlie Hebdo è stata portata in tribunale 12 volte da associazioni cristiane e poteva continuare a uscire in edicola solo in un paese come la Francia, dove la religione è considerata “un’opinione” e quindi non può esistere il reato di attacco alle opinioni, per quanto sguaiato e volgare esso sia.

Come diceva nel 2013 il caporedattore di Charlie “il sacrilegio non è un delitto, e nemmeno la blasfemia, mentre le affermazioni razziste contro un gruppo lo sono”, quindi onore a Charlie e alla sua libertà, che è anche quella della democrazia.

Pubblico un estratto dell’intervista al caporedattore di Charlie Hebdo Gérard Biard uscita nel 2013 su Micromega (link all’intervista completa):

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