L’antimateria è tra noi: la PET

L’antimateria, questa sconosciuta… da molti è considerata quasi fantascienza, qualcosa di molto teorico che si può usare solo nei libri di Dan Brown per esplosioni gigantesche e in quelli di Asimov come propulsore di navicelle iper-veloci.

Questa natura “puramente teorica” dell’antimateria ha le sue motivazioni… infatti la scoperta è del 1928, quando Paul  Dirac si era trovato di fronte ad alcune equazioni che davano come risultati possibili sia dei valori positivi che negativi. Le equazioni di Dirac trattavano di fisica delle particelle e i risultati positivi si riferivano agli elettroni. Dirac ebbe la geniale idea di non scartare l’altra metà dei risultati, apparentemente senza senso, ma anzi dargli un valore fisico e dare il via alla teoria delle particelle di antimateria.

Scansione del cervello tramite PET

Scansione del cervello tramite PET

45 anni dopo questa idea apparentemente teorica diventa realtà pratica e l’antimateria non viene più usata solo negli esperimenti dei laboratori di fisica, ma anche nei nostri ospedali, ogni giorno.

Infatti la PET (tomografia a emissione di positroni), una tecnica di diagnostica medica usatissima per ottenere mappe dei processi funzionali all’interno del corpo, si basa sull’emissione di POSITRONI, una particella equivalente agli elettroni, ma di antimateria.

Come funziona questa tecnica? È piuttosto semplice da capire.

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Nel 2010 avevo tradotto una vignetta trovata in rete che spiegava meglio di mille libri i problemi della nostra società, confrontando le visioni distopiche di due grandissimi scrittori del secolo scorso: George Orwell e Aldous Huxley.

La ripresento ora, perchè secondo me merita maggiore condivisione.
In fondo all’articolo metto il link agli ebook così che possiate leggerli (si può fare anche da Firefox o Chrome, scaricando l’estensione EPUBreader o Readium).

Se Orwell è famosissimo per il suo straordinario racconto “1984“, Huxley è meno conosciuto dal grande pubblico ma il suo “Il mondo nuovo” anno dopo anno si sta rivelando assai più preciso nella predizione della società rispetto al testo di Orwell.
Se letterariamente il libro di Huxley è decisamente meno interessante e scorrevole, sociologicamente stiamo parlando di un’opera che a mio parere dovrebbe essere letta nelle scuole, insieme a “Fahrenheit 451” di Bradbury e “La fattoria degli animali” di Orwell.

Per chi non l’avesse letto, passiamo subito alla splendida sequenza di vignette, che danno un’ottima visione d’insieme:

"1984" vs "Il mondo nuovo", vignetta in italiano

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L’incredibile preveggenza di Huxley, nato in Inghilterra nel 1894 e autore de “Il mondo nuovo” nel 1932 (!!!), lascia senza parole.

Se Orwell (che ha scritto “1984” nel 1948) si immaginava una società dominata da una dittatura di tipo sovietico, senza libertà e basata sulla mistificazione, Huxley vede il futuro come una società iper-consumistica dei nostri giorni, il cui unico obiettivo è la costruzione un proprio spazio vitale privato in cui rinchiudersi per raggiungere il proprio piacere personale disinteressandosi di tutti gli altri.

In questa società la verità viene raccontata, ma non interessa a nessuno.

Tutti stanno bene, sono difesi da ogni dolore e dalla tristezza, non si lamentano della propria posizione sociale perchè comunque hanno accesso a tutto quello di cui hanno bisogno: sono degli automi senza cervello, ma sono “felici”, o almeno pensano di esserlo.

Vignetta in alta qualità

Orwell, “1984” – Ebook gratuito (in inglese) (cliccate su epub o kindle in fondo alla pagina)
Orwell, “1984” – Ebook in PDF (italiano)

Huxley, “Brave New World” – Ebook gratuito (in inglese) (scaricate lo zip da questa pagina)
Huxley, “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” in PDF (italiano)

Orwell, “La Fattoria degli animali” – Ebook in PDF (italiano)

Articolo originale (con i commenti dell’epoca)

Il trucco del “Gratta e Vinci”

In Italia sono attualmente in vendita decine di “Gratta e Vinci”, e dalla loro nascita (nel 1994) abbiamo visto circa 65 diversi tipi di biglietto, di vario prezzo e tipologia.

Recentemente sono comparsi anche i biglietti da 20 euro l’uno (giuro!), che promettono vincite più alte (ovviamente), ma spingono il giocatore a spendere sempre di più divertendosi sempre meno, visto che si gratta una sola volta e bye bye 20 euro!

L’ormai vecchia ma sempreverde frontiera del gioco d’azzardo made in Italy non sembra avere cedimenti, è infatti ancora fonte di lauti guadagni (per lo Stato) ed enormi perdite (per il giocatore)… nel 2014 sono stati incassati oltre 9 miliardi di euro solo da questo tipo di “lotterie istantanee” [1].

Visto che ben pochi hanno chiaro cosa ci sia sotto (altrimenti non ci sarebbero così tanti giocatori), cerchiamo di fare un po’ di luce.

gratta_vinci_500milioni

Prendiamo come esempio il gratta e vinci “500 Milioni Super Cash”, con montepremi totale di circa 500 milioni. In questo gioco si compra un biglietto da 20 euro che promette un premio massimo di 7 milioni di euro con (cito la locandina del gioco) “oltre 1 milione di premi da 100 euro in su”.

Che senso ha dire “oltre 1 milione di premi da 100 euro in su” se non si dice quanti sono i biglietti in tutto???

Per saperlo bisogna leggere il regolamento (vedi [2]): i biglietti sono più di 30 milioni.

Inoltre di  quel “milione di premi da 100 euro in su” ben 929 mila sono premi da esattamente 100 euro e solo 2 premi valgano sette milioni, solo 4 premi valgano un milione e solo 50 valgano cinquanta mila euro… tutto il resto sono spiccioli [2].

Già questo dovrebbe fare incazzare e desistere dal giocare, ma andiamo avanti.

Il vero trucco del Gratta e Vinci non è qui, la furbizia sta nello sponsorizzare un montepremi di 500 milioni di euro e una probabilità di vincita piuttosto buona facendo venire l’acquolina in bocca anche a chi non è un completo sprovveduto.

Ragioniamo con calma

Sui biglietti si trova scritta la probabilità di vincita, che è piuttosto alta:

Percentuale di vincita: Il 33,36 % dei biglietti è vincente

Peccato che non si dica quanti di questi biglietti facciano vincere ESATTAMENTE IL VALORE DEL BIGLIETTO, e quindi non siano assolutamente una vincita per il giocatore, che reinvestirà quei pochi euro per un altro biglietto.

Prendiamo ancora ad esempio il nostro gratta e vinci “500 milioni supercash” e togliamo dal montepremi e dalla probabilità di vincita tutti i biglietti che ci permettono di ricevere 20, 25 e 40 euro, dei premi ridicoli visto il prezzo del singolo biglietto… il giocatore verrà portato a riutilizzare immediatamente quei soldi per tentare di nuovo la fortuna.

Aggiornando la percentuale di vincita… diventa l’8%, cioè solo ogni 12 biglietti c’è una vincita superiore ai 40 euro.

La probabiltà di vincita del gioco "500 milioni supercash"

La probabiltà di vincita del gioco “500 milioni supercash”

Proseguiamo aggiornando montepremi e percentuale di vincita escludendo i biglietti da 50 e 100 euro, che sono anche loro ben poca roba rispetto all’investimento iniziale… la probabilità di vincita superiore a 100 euro sprofonda a poco sopra l’1%…

Vi sembra un gioco equo? 20 euro a biglietto e la probabilità di vincere più di 100 euro è l’uno per cento! Meglio investire in obbligazioni subordinate alla banca Etruria, se proprio vogliamo buttar via i soldi!

Ma fermi tutti, manca ancora un’altra chicca…
Nel super fortunato caso in cui vinciate più di 500 euro… lo Stato nel 2012 ha fatto una legge che vi costringe a pagare il 6% di tasse [3]! Doppiamente mazziati, sia nel meccanismo di gioco, sia nella tassazione! Come se lo Stato non si fosse già mangiato una fetta abbastanza grossa, eccolo che si tiene altri 2 milioni di euro (sempre parlando del gioco “500 milioni supercash”).

Tenendo conto della tassazione ed eliminando gli inutili premi fino a 100 euro, il Montepremi scende a 150 milioni di euro… altro che 500 milioni supercash!

Un ultimo dettaglio, non da poco.

Il Gratta e Vinci in realtà è una lotteria istantanea e in quanto tale è equivalente alla lotteria Italia (quella dell’estrazione al 6 gennaio), ma i premi vengono pre-distribuiti in modo da rendere il gioco più divertente ed immediato ma… con la stessa probabilità di vittoria della lotteria Italia, con l’unica differenza che quest’ultima distribuisce i premi solo alla fine.

Quanta gente compra 1-2 Gratta e Vinci al giorno? Tantissima. A fine anno sono centinaia di biglietti e migliaia di euro (oltre 7000 euro nel caso di 1 biglietto al giorno da 20 euro) di soldi “bruciati” in Lotteria!

Avreste mai preso 7000 euro di biglietti della Lotteria Italia? Ovviamente no…

Se invece comprate anche solo un gratta e vinci al giorno allora lo Stato è riuscito a fregarvi, dandovi l’impressione che la lotteria istantanea sia diversa rispetto a quella tradizionale mentre in realtà è più svantaggiosa e porta a far spendere migliaia di euro all’anno, nella vana speranza di migliorare la propria vita con un colpo di fortuna che… quasi certamente non arriverà.

[1] http://www.vita.it/it/article/2015/01/23/azzardo-nel-2014-spesi-845-miliardi/129124/
[2] Regolamento ufficiale “500 supercash”
[3] http://www.lottomaticaitalia.it/grattaevinci/classico/pagamenti_vincite.html

L’evoluzione delle religioni

Festeggiamo il Natale e le nostre origini cristiane ricordando le origini delle nostre origini… perchè un pizzico di relativismo sarebbe davvero utile, in questi tormentati anni di integralismo religioso.

La data di nascita di Cristo non è nota. I vangeli non ne indicano né il giorno né l’anno […] fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis Solis Invicti (giorno della nascita del Sole invincibile).

Nuova enciclopedia cattolica dell’Ordine Francescano (1941)

Eh sì, la data tradizionale del Natale è una decisione presa nel IV secolo come un tentativo di “assorbimento” di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste proprie di altre religioni antiche.

Non entriamo nel dettaglio natalizio, se volete informazioni in più ci sono un sacco di articoli in giro, vi consiglio questo o questo.

Vi segnalo invece questa infografica molto interessante sull’evoluzione delle religioni dalla preistoria ad oggi:

evoluzione Religioni

Non sarà una perfetta rappresentazione della complessità dei culti mondiali nella storia ma dà un’idea di come ogni religione sia un’evoluzione di un credo precendente.

Diamo un’occhiata ai grandi rivali di questi anni: Islam e Cristianesimo.

Entrambi sono culti che derivano direttamente dall’Ebraismo, che ha sua volta ha delle fondamenta non chiarissime che sfumano in culti mediorientali derivati dallo sciamanesimo e dal misticismo, fino ad arrivare al primordiale animismo (in cui venivano attribuite qualità divine ad oggetti o esseri materiali).

Risalendo vediamo come ogni epoca ed ogni zona ha avuto una sua evoluzione indipendente, con contaminazioni ed “estinzioni” dovute più che altro a guerre e conquiste (i culti africani sono quasi scomparsi, così come in Oceania).

Mandate questa immagine a quelli che parlano di “verità assoluta”…